Re: E prima... pur di dar contro a una grande opera minimizzavano i rischi del crollo
Il no dei M5S alla gronda dimostra tutta la loro inadeguatezza nel governare una grande nazione industriale.
Non si puo' rifiutare il futuro in nome della paura del magna magna.
Un paese normale fa le manutenzioni necessarie ma programma e investe in cio' che serve per il paese.
Cavalcare le proteste di quartiere per un po' di voti, mettendosi contro a un progetto destinato ad alleggerire un traffico insostenibile che grava su una citta' fragile come Genova, testimonia di una carenza di progettualita' veramente impressionante.
Credo che la Lega dovrebbe smarcarsi immediatamente da queste posizioni retrograde e pauperiste.
Re: E prima... pur di dar contro a una grande opera minimizzavano i rischi del crollo
https://www.ilpost.it/2018/08/15/pon...-responsabili/
Nel 2009 cinque progetti di tracciato per la Gronda sono stati sottoposti a un dibattito pubblico con la cittadinanza e, al termine della consultazione, è iniziato il complesso e lungo progetto di autorizzazione, contestato da un piccolo gruppo di attivisti, i “Nogronda”, sostenuti anche da alcuni consiglieri locali del Movimento 5 Stelle. Il progetto uscito dalla consultazione del 2009 prevedeva lo scavo di numerose gallerie e la costruzione di nuovi viadotti. Il Ponte Morandi avrebbe dovuto ricevere soltanto interventi di manutenzione e “miglioramento” (in parte già iniziati), ma sarebbe rimasto in piedi, diventando però uno dei modi di raggiugere la Riviera di Ponente e non più sostanzialmente l’unico. I lavori, però, sarebbero comunque terminati nel 2029, se avessero rispettato i tempi previsti.
Re: E prima... pur di dar contro a una grande opera minimizzavano i rischi del crollo
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Originariamente Scritto da
famedoro
Si scrive società Autostrade, si legge Benetton.
PS: Burlando e Vincenzi ne sanno molto.
Re: E prima... pur di dar contro a una grande opera minimizzavano i rischi del crollo
Genova, Franco Bechis: il Ponte Morandi era ancora aperto per colpa della sinistra
16 Agosto 2018
Genova, Franco Bechis: il Ponte Morandi era ancora aperto per colpa della sinistra
Il ponte progettato dall' architetto Riccardo Morandi e realizzato da Dante Rossi negli anni Sessanta sul viadotto Polcevera dell'autostrada di Genova fu considerato a rischio da chi gestiva l'infrastruttura nel lontanissimo 1994. Fu la società Autostrade per l' Italia che ancora oggi gestisce la tratta, ma all'epoca era di proprietà pubblica, a lanciare l'allarme: il ponte era stato immaginato per un transito di 20 mila autovetture al giorno, e già all'epoca ne passavano più di 60 mila, il triplo di quello per cui era stato pensato. Si stanziarono subito 40 miliardi di vecchie lire per un intervento di emergenza e fu approvato il piano di quello che all'epoca si chiamava il «passante di Genova»: un progetto di alternativa viaria a quel ponte, in modo da distribuire il traffico su più varianti.
Leggi anche: Perché i Benetton possono salvarsi. Crolla il ponte? Quanti miliardi dobbiamo dargli di risarcimento
Fu approvato dal governo dell' epoca (quello di Silvio Berlusconi), furono fatti i bandi di gara, assegnate le commesse alle aziende vincitrici, e se tutto fosse andato come doveva, questo 14 agosto non avremmo assistito alla spaventosa tragedia del ponte che si piega in due e trascina nell' inferno chiunque fosse sopra e sotto. Ma arrivò un altro governo, quello di Romano Prodi e un ministro dei Trasporti sensibilissimo alle proteste liguri contro i nuovi lavori: Claudio Burlando. All' epoca non esistevano i comitati no Tav e no Tap, e nemmeno chi all' interno del M5S dava loro corda: nessuno era ancora nato. Ma la loro funzione era egregiamente svolta dalla sinistra radicale, guidata da Rifondazione comunista che era un pilastro essenziale del governo Prodi.
Non si sa se per convinzione sua o per salvare il governo, Burlando bloccò il passante che si stava costruendo. Alla società Autostrade non restò che obbedire al proprio azionista, bloccare i lavori e pagare pure le penali alle imprese che avevano iniziato inutilmente i lavori dopo avere vinto regolare gara. Così il ponte Morandi dovette sbuffare e continuare a sopportare il traffico che mano mano aumentava e raggiungeva volumi quattro volte superiori a quelli per cui era stato progettato. La storia di questi ultimi 20 anni è iniziata lì ed è proseguita nello stesso modo, perché tutti - proprio tutti - sapevano che il ponte non avrebbe retto a quello che passava sopra, e sapevano pure che quel punto nevralgico di Genova aveva la massima concentrazione di traffico di tutta Italia, superiore anche a quella che ha reso necessario il passante di Mestre.
PIEDE IN DUE SCARPE - La società Autostrade divenne privata, il passante venne inserito dal governo di Silvio Berlusconi nella legge obiettivo fra le grandi opere necessarie, il suo nome mutò in "Gronda" e ne ipotizzarono più varianti a seconda se passasse a levante a ponente o addirittura a Nord. Chi voleva farla si divideva nel paladino dell' uno o dell' altro progetto, chi non voleva protestava e bloccava i cantieri. Risultato: il progetto era adottato dal governo e sempre avversato da qualcuno degli enti locali, il cui parere era vincolante in conferenza dei servizi.
La società Autostrade presentò ben 5 progetti, e quando sembrava un gioco da ragazzi partire con i lavori si mise di traverso la futura Pd Marta Vincenzi, che all' epoca era presidente della provincia di Genova: «Quei progetti? Non va bene nessuno dei cinque». E si ricominciò da capo. Stessa cosa anni dopo con il no del sindaco arancione di Genova, Mario Doria. E con Burlando - lo stesso che lustri prima aveva mandato a gambe all' aria tutto - a difendere questa volta il passante.
Il Pd ha tenuto sempre il piede in due scarpe, fino a quando in una delle due non ha trovato i grillini, e allora è finito tutto compatto nell' altra scarpa. Ma quando era difficile insistere sulla Gronda, scese in campo anche un ex della Margherita, Alessandro Repetto, che sei anni fa provocò i suoi così incerti: «Non vorrei fare l' uccello del malaugurio, ma il ponte Morandi crollerà, e allora tutti avremmo sulla coscienza i no di oggi alla variante...». Purtroppo aveva ragione, ma le fronde che hanno evitato la messa in sicurezza di quel tratto di autostrada ligure sono state numerose e inattese. Fra queste la più clamorosa nel 2009 fu quella di Ansaldo Energia del gruppo Finmeccanica, che sostenne che il progetto Gronda metteva a rischio 2.800 posti di lavoro lì perché le loro fabbriche avrebbero dovuto essere spostate da dove erano: sotto il ponte Morandi.
Meglio rischiare tutti di morire come è accaduto ieri, piuttosto che sospendere l' attività produttiva e spostarsi di qualche centinaio di metri (cosa che comunque ora sarà inevitabile). Lungimiranti i manager, e ovviamente anche i sindacati che all' epoca si tuffarono felici come Pasque su quella linea del nimby.
La storia è sempre stata questa fino ai più recenti comitati no-Gronda sostenuti da esponenti del M5s ligure ed ospitati spesso sul blog di Beppe Grillo. A dire il vero sono stati gli unici oppositori al progetto a non contare un due di picche, perché finalmente con la loro opposizione tutti gli altri politici sono riusciti a fare fronte comune e il progetto del passante di Genova è stato approvato nel settembre 2017 e ha avuto solo un paio di mesi fa il via libera definitivo da parte della Unione europea, ma i cantieri si sarebbero aperti solo nel 2019 e l' alternativa a ponte Morandi sarebbe stata effettiva solo nel 2028-2029, dopo un investimento di 4,3 miliardi di euro.
GIALLO MANUTENZIONE - Mentre si discuteva delle alternative certamente sono stati spesi fondi per la manutenzione ordinaria della società Autostrade, anche in quella tratta come ha sostenuto ieri la società in un comunicato di incredibile freddezza in cui non c' era manco un pensiero per le vittime. Anche la manutenzione ordinaria non ha avuto grandi fortune: era in corso sul ponte nel febbraio scorso, ma una raffica di vento più forte delle altre ha fatto volare le impalcature fermando i lavori. Però è la manutenzione straordinaria quella utile al ponte collassato ieri, e su quanta ne sia stata fatta c' è davvero ancora parecchio mistero.
Di sicuro non abbastanza, perché ieri quel ponte è collassato e non è accaduto per un fenomeno straordinario come un terremoto. E nemmeno - come qualcuno ieri pareva sostenere - per lo spostamento d' aria di un fulmine che non ha spostato né un uomo né un mezzo né una tegola di un tetto nei dintorni...
di Franco Bechis
https://www.liberoquotidiano.it/news...-sinistra.html
Re: E prima... pur di dar contro a una grande opera minimizzavano i rischi del crollo
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Originariamente Scritto da
Brian
Ci sta dicendo che il PD che era al governo nazionale e locale prendeva le sue decisioni sulla base di quello che dichiarava Peppe Grillo, mentre allo stesso tempo lo paragonava a Hitler
Hitler fece costruire un'autostrada a due corsie quando la Germania invase la Polonia per fare passare le truppe in pochi mesi.
E' ancora lì...
http://www.lechkowalski.com/en/video...itlers-highway
Re: E prima... pur di dar contro a una grande opera minimizzavano i rischi del crollo
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Originariamente Scritto da
famedoro
cioè non ha attinenza il fatto che il garante del primo partito italiano minimizzava lo stato del ponte attaccando chi faceva interpellanze sulla pericolosità dello stesso? e perdipiù lo faceva attaccando un'opera che avrebbe con tutta probabilità messo in pensione lo stesso ponte?
noooo…. nessuna attinenza
eh beh, certo, io, che ho in carico il mantenimento di autostrade, mi baso su quanto dice al mattino appena svegli l'ideologo di un paritto eletto da nessuno...
niente: questi ritardati vedono una sorta di rivalsa, un'occasione per alzare e narici dalla melma, e ci si sono buttati a capofitto senza pensare.
Re: E prima... pur di dar contro a una grande opera minimizzavano i rischi del crollo
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Originariamente Scritto da
markk
I commenti della gente? Ma dai?
infatti, i social oggi giorno giocano un ruolo marginale... il negro di washignton c'ha vinto solo 2 volte grazie a feisbuk
Re: E prima... pur di dar contro a una grande opera minimizzavano i rischi del crollo
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Originariamente Scritto da
Dirty Harry
Hitler fece costruire un'autostrada a due corsie quando la Germania invase la Polonia per fare passare le truppe in pochi mesi.
E' ancora lì...
Lech Kowalski
Dici che è per questo che il PD faceva quello che diceva Grillo in fatto di infrastrutture?
Re: E prima... pur di dar contro a una grande opera minimizzavano i rischi del crollo
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Originariamente Scritto da
chichibio
Il no dei M5S alla gronda dimostra tutta la loro inadeguatezza nel governare una grande nazione industriale.
certo certo.
l'adeguatezza l'ha dimostrata tutta il piddì di renzi e delrio
certo certo.
ma neanche dalle galline riuscite ad imparare qualcosa voi piddini?
provate a covare qualche sasso, chissàmai che vi si sviluppino un paio di natiche adatte al pensiero ;)
Re: E prima... pur di dar contro a una grande opera minimizzavano i rischi del crollo
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Originariamente Scritto da
Mandracchio
eh beh, certo, io, che ho in carico il mantenimento di autostrade, mi baso su quanto dice al mattino appena svegli l'ideologo di un paritto eletto da nessuno...
niente: questi ritardati vedono una sorta di rivalsa, un'occasione per alzare e narici dalla melma, e ci si sono buttati a capofitto senza pensare.
Dimentichi il processo a Galileo, che dichiarò essere "falsa ed erronea la credenza che la terra giri intorno al sole ...".
Quel giorno l'infallibilità della Chiesa ebbe un colpo mortale, e non si è mai più ripresa.
Più o meno come le parole di Grillo, che da oggi non saranno più bevute come infallibili.