Uccisa in Cecenia l'attivista erede della Politkovskaja
commenti - |Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci
15 luglio 2009
Quando aveva ricevuto a Londra il primo «Anna Politkovskaya Award», due anni fa, aveva annunciato che il premio in denaro l'avrebbe usato per pagare avvocati per chi non poteva permetterselo, in Cecenia. Oggi Natalya Estemirova è stata ritrovata morta in Inguscezia, tragico epilogo di rapimento in pieno giorno a Grozny, la capitale della repubblica caucasica dove lei era nata 50 anni fa.
Se per ora la notizia della morte della collaboratrice dell'Ong Memorial non è stata confermata, sembra purtroppo che le informazioni in arrivo dal Caucaso russo lascino poco spazio per i dubbi. Dopo le fonti anonime all'agenzia Interfax, il comitato investigativo presso la Procura russa ha a sua volta comunicato il ritrovamento di un corpo nei pressi del villaggio Gazi-Yurt, in Inguscezia, «con ferite da arma da fuoco sulla testa e sul torace». Vicino al corpo senza vita, abbandonato sul ciglio dell'autostrada Kavkaz, una borsetta con dentro un passaporto e i documenti da "avvocato dei diritti": tessere, lasciapassare, documenti per l'ingresso nei luoghi di detenzione ceceni.
Estemirova, raccontano i colleghi moscoviti di Memorial, l'associazione che milita per i diritti fondamentali in Russia, molto attiva in Cecenia, era attesa per alcuni appuntamenti in mattinata. Al terzo mancato appello, l'associazione ha inviato qualcuno nella casa in cui abitava, a Grozny, dove dei testimoni hanno raccontato quanto accaduto verso le 8.30 del mattino. La collaboratrice di Memorial, riferisce una nota, «è stata spinta con forza, nelle vicinanze di casa sua, dentro un'automobile VAZ bianca, mentre gridava che la stavano rapendo».