
Originariamente Scritto da
elephas indus
Risparmio energetico, un'idea non così brillante
Un'illuminazione più efficiente può aumentare l'uso, invece di ridurlo
Le lampadine a stato solido, l'ultimo ritrovato per illuminare in modo ecologico, promettono di funzionare con una frazione dell'energia usata da quelle a incandescenza o fluorescenti. Vincenti sotto tutti i punti di vista: bollette meno care e (dal momento che l'illuminazione assorbe il 6,5% della produzione mondiale di elettricità) meno anidride carbonica dalle centrali elettriche.
Invece no. Almeno se la storia ci insegna qualcosa. Le lampadine a stato solido sono una versione potenziata dei diodi degli orologi digitali e delle apparecchiature audio e video, e certamente illuminano meglio. Visti i predecenti, questo non farà altro che aumentare la domanda di luce. La conseguenza potrebbe, quindi, non essere più elettricità per lo stesso ammontare di energia, ma un aumento del consumo elettrico, piuttosto che la riduzione sperata dai promotori di questa nuova forma di illuminazione.
La luce percepita dall'occhio umano è misurata in un'unità chiama lumen-orari, circa l'ammontare prodotto da una candela accesa per un'ora. Nel 1700 il consumo britannico pro capite era di 580 lumen-orari all'anno, da candele, legna e petrolio. Oggi, con l'uso delle luci elettriche, il consumo è di 46 megalumen-orari, circa 100.000 volte di più. Migliori tecnologie hanno stimolato la domanda, con il risultato che una maggiore quantità di energia viene acquistata per essere usata come luce.
Questa è la conclusione dello studio pubblicato sul Journal of Physics da Jeff Tsao e dai suoi colleghi del Sandia National Laboratories del New Mexico. Che hanno previsto come l'introduzione delle lampadine a stato solido possa aumentare il consumo di luce di dieci volte nel giro di vent'anni.
Per capire come le lampadine a stato solido avrebbero influenzato il consumo di luce entro il 2030, il dottor Tsao e i suoi colleghi hanno fatto alcune ipotesi sulla produzione economica mondiale, sul prezzo dell'energia, sull'efficienza delle nuove tecnologie e sui loro costi. Ipotizzando che, entro il 2030, le lampadine a stato solido siano circa tre volte più efficienti rispetto a quelle a fluorescenza e che il prezzo dell'energia elettrica rimanga costante in termini reali, il numero di megalumen-orari pro capite aumenterà, secondo il loro modello, di dieci volte, da 20 a 202. L'ammontare di elettricità necessaria a generare luce sarebbe più che doppio. Solo se il prezzo dell'energia elettrica fosse il triplo inizierebbe a diminuire entro il 2030.
Il dottor Tsao e i suoi colleghi non vedono un limite prossimo a questo processo di miglioramento della fornitura di luce che stimola una maggiore domanda - come la costruzione di parcheggi e strade stimola la crescita del traffico. Anche oggi gli interni delle case e degli uffici sono in genere illuminati un decimo di quanto lo sia l'esterno in una giornata nuvolosa, quindi ci sono ampi margini di aumento. Anche molte aree esterne che si preferirebbero illuminate di notte rimangono buie a causa della spesa, ed ora potrebbero essere illuminate di notte come lo sono di giorno.
E' utile ricorda che, quando le lampade a gas rimpiazzarono le candele e le lampade a petrolio nel 19 secolo, alcuni giornali riportavano come queste fossero "splendenti" e "abbaglianti". Nei fatti, una lampada a gas illumina circa quanto una lampadina ad incandescenza da 25 watt odierna. Ai nostri occhi, quindi, decisamente debole. Così, per chi vuole davvero ridurre l'ammontare di energia spesa per illuminare, la risposta non è la tendenza attuale a vietare le vecchie lampadine ad incandescenza, ma quella di renderle obbligatorie.
Redazione Scienza e tecnologia
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