Uccidono minorenne croato col piccone e lo seppelliscono: arrestati due italiani - Il Messaggero
Uccidono minorenne croato col piccone
e lo seppelliscono: arrestati due italiani
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VARESE (24 aprile) - Prima l'hanno accoltellato. Poi siccome non era morto, l'hanno preso a picconate e gli hanno sfondato la testa. Il giorno dopo l'hanno seppellito sotto mezzo metro di terra nell'orto di casa. E' morto così lunedì scorso a Varese, Dan Catic, un ragazzo di 17 anni di origine croata, ucciso con «inaudita ferocia» da due giovani poco più grandi arrestati questa mattina probabilmente per motivi legali allo spaccio di droga.
I due fermati. Per il delitto la squadra mobile ha fermato giovedì due giovani italiani quasi coetanei, con precedenti per piccoli reati: Jacopo Merani, 20 anni, e Andrea Bacchetta, 18, che hanno già confessato l'omicidio. I due ora sono accusati di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Il corpo di Catic è stato disseppellito stamani.
Il movente. Ancora da chiarire il movente: tra Catic e Merani ci sarebbero stati contrasti per motivi legati alla droga, di cui tutti e tre facevano uso e che spacciavano in piccole quantità. In casa avevano alcune decine di grammi di hascisc e un bilancino. «Il movente deve essere ancora chiarito, ma sembra legato alla droga - dice il procuratore di Varese, Maurizio Grigo -. È un delitto da arancia meccanica, ma gli assassini avevano solo precedenti per piccoli reati, come la vittima. Non studiano e non lavorano, ma fanno parte del contesto sociale attuale».
L'omicidio. Catic lunedì sera incontra in un bar i due compari. Poi tutti assieme salgono sull'auto di Merani e si dirigono verso il quartiere delle Bustecche. Una volta fermi, Merani tira fuori un coltello dalla lunga lama e colpisce Catic. Il ragazzo, ferito, tenta di scappare, ma viene inseguito e colpito ancora e ancora. Pensando che sia morto lo rimettono in macchina e lo portano a casa di Merani. Quando si accorgono che Dean respira ancora, gli fracassano il cranio con un piccone. Si tengono il cadavere nel cellophane sotto un mobile fino all'indomani, quando lo seppelliscono nell'orto.
Il mistero dura poco. Mercoledì mattina la madre di Catic denuncia la scomparsa del figlio. La sera arriva una telefonata anonima al 113: una voce maschile dice che uno di nome Dean è stato ucciso. Partono le indagini, vengono ascoltati parenti e amici della vittima: l'ultima volta è stata vista al bar con i due maggiorenni. Convocati in questura, Merani e Bacchetta si contraddicono, poi confessano davanti al pm Agostino Abate.




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