allora...
C'è il figlio (o la figlia) di papà de rroma appena uscito(a) dal centro sperimentale che grazie ad una raccomandazione di un prof. trova un produttore che gli produca la sceneggiatura di laurea; produttore per modo di dire, visto che i soldi va chiederli allo Stato.
Dunque si gira l'ennesimo filmetto "comunista", di quelli che in sala fanno logicamente il deserto - tranne che alla proiezione organizzata dagli amici del regista al centro sociale e quella al cineforum radical-chic frequentato settimanalmente dalla madre del reggista con le sue amiche salottiere - , guadagnando un casso al botteghino, ma tanto il produttore la sua fetta di finanziamento statale se l'è intascata ancor prima di pensare vagamente alla pre-pre-produzione e anche gli amici son stati sistemati.
Intanto la solita critica gli regala le solite critiche benevoli "... piacerà a Veltroni", in quanto impegnato (sic) e schierato a sinistra...
Bon. A sto punto il giovine regista, anche se ha girato un solo film - che non si è cagato nessuno - , può già annoverarsi fra la schiera dei "100 autori" e compagnia infigarda, fra la casta intoccabile di artisti e intellettuali tanto bravi a piagnere tragedia ad ogni velata minaccia del governo di ridurre i fondi alla Kultura (minaccia che purtroppo non mette mai in pratica, piuttosto innalza l'età pensionabile ai lavoratori a 70 anni...)
Ma che fine fa il nostro brillante regista uscito dal centro sperimentale? Secondo copione gira un altro film (o un documentario) sulla falsariga del primo, e cioè invisibile... ma il suo destino immancabile è quello di riuscire ad imboscarsi, grazie ad un altra raccomandazione, alla RAI, magari come autore o regista di servizi di "giornalismo d'assalto" (sic) ma va bene anche Un posto al sole, dove può finalmente sistemarsi, fino alla pensione (ma prima di andarci piazzerà anche prole e cari alla radiotelevisioneitagliana), grazie alla lauta pagnotta pagatagli ancora una volta dai contribuenti...




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