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  1. #1
    cittadina del mondo
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    Predefinito Ddl Anticorruzione, approvato

    https://www.ilfattoquotidiano.it/201...rtura/4608996/


    Ddl Anticorruzione, approvato il disegno di legge che prevede il Daspo per i tangentisti e l’agente sotto copertura


    “Se una persona è condannata in via definitiva per corruzione (e 8 nuovi reati sono stati inseriti) non avrà più la possibilità di stipulare contratti con la Pubblica amministrazione. Per condanne fino a due anni, il Daspo può durare da 5 a 7 anni. Quando invece la condanna è superiore a 2 anni il Daspo è a vita, scritto nero su bianco. Il mio messaggio è che da ora in poi non se la cava più nessuno”. Il ministro ha sottolineato come “l’Italia aveva sottoscritto una convenzione Onu 15 anni fa in cui c’è scritto che riguardo i reati di corruzione è assolutamente giusto avere l’agente sotto copertura. Per 15 anni ce ne eravamo dimenticati, adesso sarà utilizzabile dall’autorità giudiziaria anche rispetto a reati di corruzione contro la Pa”.

    Bonafede: “Riforma prescrizione entro fine anno”
    “Non ho mai detto che la prescrizione sarebbe stata inserita nel disegno di legge corruzione; nel contratto di governo è scritto che è una riforma necessaria, essenziale su cui ci siamo impegnati, ma è una norma che dall’oggi al domani crea un impatto importante sul sistema giudiziario. Va di pari passo con investimenti nel settore giudiziario. Entro la fine dell’anno ci sarà la nostra proposta sulla prescrizione. Èuna riforma da studiare con attenzione” dice Bonafede rispondendo a una domanda in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “L’orientamento è quello dell’interruzione della prescrizione in occasione della condanna di primo grado. Vedremo come articolarla – ha aggiunto -. Ciò non indebolisce il Daspo, una misura che porta un attacco del governo alla corruzione senza se e senza ma”.


    Il vicepremier Di Maio: “Lotta a corruzione farà risparmiare miliardi”
    Esulta anche il vicepremier Luigi Di Maio, capo politico del M5s: “È una giornata importantissima, è approvato il disegno di legge anticorruzione voluto dal ministro Bonafede e da tutto il governo. È un cambio culturale per l’Italia. Quello che ci deve preoccupare di più é la percezione della corruzione, che forse non è possibile misurare, cioé come i cittadini percepiscono lo Stato, come uno dei più corrotti dell’Ue perché per anni disonesti cambiati furbi e onesti si sentivano fessi. Oggi diciamo agli onesti che lo Stato è dalla loro parte e iniziamo a stabilire un po’ di giustizia sociale per chi paga le tasse tutti i giorni“. “Per quanto mi riguarda la lotta alla corruzione farà risparmiare miliardi di euro allo Stato che – prosegue Di Maio – potremo utilizzare per le imprese e per le persone senza lavoro, per la scuola, la sanità e i servizi pubblici”. “Chi finanzia un partito se lo vuole fare lo deve fare pubblicamente e non si può più nascondere nell’anominato, non esiste più che la legge dello Stato fa da palo ai partiti, che poi, dopo le elezioni, si sdebitano con chi li ha finanziati. Io da elettore saprò anche chi finanzia i partiti, con la terza repubblica cade questo segreto“. Sul Daspo di maio ricorda che “il primo a nominare il Daspo per i corrotti è stato tanti anni fa un piccolo imprenditore del Veneto che mi disse che sognava che chi veniva beccato con le mani nella marmellata non mettesse più piede nella Pa. Lo abbiamo portato avanti per anni in Parlamento all’opposizione e ora entra in un disegno di legge a tre mesi dall’insediamento”.

    Pene più alte e non punibilità per chi denuncia tempestivamente
    Non ci sono solo Daspo dagli appalti e agente sotto copertura. Nel ddl si prevede tra l’altro la non punibilità per chi denuncia tempestivamente e collabora e la possibilità di procedere d’ufficio nella corruzione tra privati. Aumentano le pene per il reato di corruzione per l’esercizio della funzione: oggi il pubblico ufficiale che, per l’esercizio delle sue funzioni riceva indebitamente denaro o altre utilità rischia da uno a 6 anni, con la riforma Bonafede da 3 a 8 anni. Anche la riparazione pecuniaria a favore della pubblica amministrazione dopo sentenze per reati di corruzione, che ora è “pari all’ammontare di quanto indebitamente ricevuto dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di un pubblico servizio”, cambia: la riforma prevede che sia “determinata in relazione alla gravità dell’offesa e comunque non inferiore a euro 10.000”. Aumentano le pene per il traffico di influenze illecite, che ora vanno da uno a tre anni e vengono innalzate fino a 5 anni di reclusione. Sono previste delle cause di non punibilità per chi prima di essere indagato o “entro tre mesi dalla commissione del fatto, lo denuncia spontaneamente e fornisce indicazioni utili per assicurare la prova del reato e per individuare gli altri responsabili”. E per il pubblico ufficiale questo vale a patto che metta disposizione utilità o denaro percepiti e fornisca elementi utili a individuarne il beneficiario effettivo. Il ddl interviene anche sul codice civile e la corruzione tra privati, prevedendo la procedibilità d’ufficio: viene infatti abrogata la norma che stabiliva che “si procede a querela della persona offesa, salvo che dal fatto derivi una distorsione della concorrenza nella acquisizione di beni o servizi”. Lo stesso vale anche per l’istigazione alla corruzione tra privati.

  2. #2
    cittadina del mondo
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    Predefinito Re: Ddl Anticorruzione, approvato

    Arriva la legge ?spazza-corrotti? ? Gianni Barbacetto

    Come funzionerà l’agente sotto copertura. Intervista a Franco Roberti.

    Finalmente, sospira Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia e ora assessore alla legalità della Regione Campania. “L’introduzione della figura dell’agente sotto copertura nelle indagini per corruzione è un grosso passo avanti nella lotta contro l’illegalità nella politica e nella pubblica amministrazione”. È la novità forse più rilevante del nuovo disegno di legge anti-corruzione annunciato dal leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio alla Festa del Fatto quotidiano e confermato dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che lo definisce “una riforma rivoluzionaria”.

    Dottor Roberti, chi è l’agente sotto copertura e come opererà?

    È un ufficiale di polizia giudiziaria dotato di professionalità specifica, che si infiltra all’interno di una trama corruttiva per scoprirla e bloccarla. Entrato con una falsa identità in un ambito in cui si sta compiendo un reato, osserva, rileva, registra e riferisce al pubblico ministero ciò che si sta commettendo. Raccoglie elementi di prova in relazione a un reato già in atto, che osserva durante la sua realizzazione. Lo fa con l’autorizzazione del pubblico ministero e sotto il costante controllo del pm, che è e resta colui che dirige le indagini. È uno strumento investigativo nelle mani del magistrato, molto efficace nella lotta contro la corruzione.

    È una novità che qualcuno attendeva da tempo, ma che molti temono.

    Non è una novità assoluta. L’agente sotto copertura – undercover, dicono gli americani – è già previsto non soltanto all’estero, ma anche in Italia nel contrasto al traffico di droga, al traffico di armi, al riciclaggio, alla pedopornografia, al traffico illecito di rifiuti. Già ora, per esempio, come previsto dalla convenzione di Lanzarote del 2009, la polizia giudiziaria, con l’autorizzazione e il controllo del pm, può mettere in rete, nel cosiddetto deep web, materiale pedopornografico o può fingersi acquirente di foto e video illegali, al fine di smascherare chi compie il reato di pedopornografia.

    Della possibilità di utilizzare l’agente sotto copertura anche nelle indagini di corruzione si parlava da tanto tempo, anche sulla spinta di organismi internazionali.

    Sì, lo aveva già previsto la Convenzione di Palermo delle Nazioni unite nel 2000. Ce lo chiedeva la Convenzione Onu di Merida del 2003. Ed era appunto già previsto anche nel nostro ordinamento per i reati più gravi.

    Eppure finora non era stato introdotto. Perché?

    Temo che la corruzione finora non sia stata considerata un reato abbastanza grave da giustificare l’utilizzo di uno strumento che invece poteva essere usato contro la mafia. C’è una sottovalutazione della corruzione. C’è un pregiudizio, secondo cui i corrotti e i corruttori sarebbero meno pericolosi del mafioso. Invece la corruzione è un reato gravissimo che indebolisce l’economia di un Paese, oltre che uno strumento tipicamente mafioso usato anche dalle organizzazioni criminali che lo preferiscono all’intimidazione e alla violenza: ormai sanno che è meglio corrompere che sparare.

    L’agente infiltrato è anche un deterrente contro la corruzione.

    Sì. Non è soltanto uno strumento investigativo per scoprire e punire la corruzione, ma anche un modo molto efficace per prevenirla: è un deterrente formidabile, perché rompe la relazione di fiducia che deve sempre esserci tra il corrotto e il corruttore. D’ora in poi, per esempio, chi trucca una gara d’appalto non sarà più sicuro dei suoi partner, non saprà se ha a che fare con imprenditori, politici e amministratori con cui aggirare e violare le regole, oppure con un ufficiale sotto copertura che potrebbe farlo arrestare. Attenzione, però: parliamo di agente sotto copertura, non di agente provocatore, una figura che non è prevista nel nostro ordinamento.

    Le differenze?

    Qualcuno, tra i politici ma anche tra i magistrati, confonde o fa finta di confondere le due figure. L’agente sotto copertura osserva e rivela un reato mentre questo si sta compiendo. Il cosiddetto agente provocatore, invece, può arrivare a provocare il reato, per esempio offrendo una tangente a un politico. È una prassi utilizzata negli Stati Uniti, dove esiste l’entrapment, l’intrappolamento, un sistema che però non fa parte della nostra cultura giuridica. Da noi esiste il reato di istigazione alla corruzione e l’agente provocatore che sollecita e provoca una corruzione compirebbe un reato e non darebbe le garanzie di raccolta corretta delle prove. Come invece può fare l’agente sotto copertura, controllato dal pubblico ministero, che potrà dare una svolta alla lotta contro la corruzione.

    (Il Fatto quotidiano | 4 settembre 2018)


    Corrotti attenti, arriva Donnie Brasco.

    L’ha battezzata “legge spazza-corrotti”, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. E la ritiene, senza mezzi termini, “rivoluzionaria”. Prevede il “Daspo” perpetuo per gli imprenditori condannati per reati contro la Pubblica amministrazione, che saranno esclusi dalle gare d’appalto; per sempre: anche una volta intervenuta l’eventuale riabilitazione del condannato, che di solito scatta tre anni dopo la fine dell’espiazione della pena. Il “Daspo” sarà a termine (5 anni) solo per coloro che ricevono una condanna che non superi i 2 anni.

    La “spazza-corrotti” prevede poi che la confisca dei beni disposta in ....

  3. #3
    Lo Sciacallo
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    Predefinito Re: Ddl Anticorruzione, approvato

    ma gli evasori ancora non mettano in galera ?
    Noi, il mondiale lo abbiamo vinto dopo una settimana: quello che succederà da oggi in poi saranno solo numeri che finiranno negli almanacchi del calcio.

 

 

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