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  • 1 Post By Lord Attilio

Discussione: Intervista elettorale a Lord Attilio candidato presidente del Partito comunista

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    Predefinito Intervista elettorale a Lord Attilio candidato presidente del Partito comunista

    Continuiamo la serie delle nostre interviste elettorali con @Lord Attilio candidato presidente del Partito Comunista

    1) Buongiorno Lord Attilio lei è stato nel parlamento virtuale e in quest'ultima legislatura ha condotto forti battaglie di opposizione sulle varie mozioni presentate dalla maggioranza di centrodestra ma qualche volta ha anche contribuito a modificare ed emendare le proposte e a volte ha anche avanzato proposte del suo partito.
    Qual'è la sua valutazione politica complessiva (dal suo punto di vista) sulle varie mozioni del parlamento virtuale?
    2) Lord Attilio il suo partito fa riferimento all'eredità politica del comunismo ma come lei sa il concetto è molto vasto e non tutti intendono la stessa cosa quando si richiamano al comunismo: ci può spiegare quindi qual'è la sua idea specifica di comunismo a cui fa idealmente riferimento?
    3) Ci spiega quali sono le differenze tra il vostro programma (ammesso che ci siano) e quello degli altri partiti che si presentano alle elezioni di Pol?
    4) qual'è il suo suo giudizio sul governo Renzi e sul governo Gentiloni?
    5) E il suo giudizio sul renzismo?
    6) Qual’è il suo giudizio su questo nuovo governo gialloverde?
    7) Che ne pensa del reddito di cittadinanza?
    Ultima modifica di [email protected]; 25-09-18 alle 11:54

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    Predefinito Re: Intervista elettorale a Lord Attilio candidato presidente del Partito comunista

    Citazione Originariamente Scritto da [email protected] Visualizza Messaggio
    Continuiamo la serie delle nostre interviste elettorali con @Lord Attilio candidato presidente del Partito Comunista

    1) Buongiorno Lord Attilio lei è stato nel parlamento virtuale e in quest'ultima legislatura ha condotto forti battaglie di opposizione sulle varie mozioni presentate dalla maggioranza di centrodestra ma qualche volta ha anche contribuito a modificare ed emendare le proposte e a volte ha anche avanzato proposte del suo partito.
    Qual'è la sua valutazione politica complessiva (dal suo punto di vista) sulle varie mozioni del parlamento virtuale?
    2) Lord Attilio il suo partito fa riferimento all'eredità politica del comunismo ma come lei sa il concetto è molto vasto e non tutti intendono la stessa cosa quando si richiamano al comunismo: ci può spiegare quindi qual'è la sua idea specifica di comunismo a cui fa idealmente riferimento?
    3) Ci spiega quali sono le differenze tra il vostro programma (ammesso che ci siano) e quello degli altri partiti che si presentano alle elezioni di Pol?
    4) qual'è il suo suo giudizio sul governo Renzi e sul governo Gentiloni?
    5) E il suo giudizio sul renzismo?
    6) Qual’è il suo giudizio su questo nuovo governo gialloverde?
    Buongiorno, grazie a voi per il tempo gentilmente concessomi.

    1) Le mozioni fin'ora approvate dal governo sono pura cosmesi nei confronti degli effetti gravissimi derivati dalla più grave crisi del capitalismo degli ultimi 70 anni. Ma non è una sorpresa, data la natura fortemente classista di questo governo e il blocco sociale (quello dominante) a cui fa riferimento. L'esito della proposta di cancellazione del Jobs Act, fatta provocatoriamente per dimostrare l'ipocrisia del governo, lo dimostra. Se i provvedimenti alla fine non sono risultati così gravosi per la classe lavoratrice e se il governo si è rivelato alla fine molto moderato, è merito essenzialmente dell'opposizione dei comunisti, dei socialisti e di alcuni esponenti progressisti del Parlamento. Meglio di così non si poteva fare. L'unico modo con cui si possano aggredire in profondità le cause e gli effetti della crisi che sta attanagliando il paese è attraverso un cambio radicale e rivoluzionario di questo sistema.

    2) Lo diciamo senza vergogna e senza tentennamenti, noi ci rifacciamo alla storia del socialismo realmente esistito, unica alternativa attualmente sul campo al sistema capitalista. Qualsiasi alternativa di tipo riformista è illusoria o è destinata a durare poco, come nel caso delle socialdemocrazia europee che si sono vendute al capitale non appena crollata l'URSS. Non esiste capitalismo dal volto umano, semmai il contrario. Essendo POL un paese sviluppato, e non un paese molto arretrato come quelli che hanno inizialmente abbracciato il socialismo, ci sono tutte le possibilità perché l'economia sia nelle mani di chi produce (i lavoratori) e perché i suoi frutti siano distribuiti equamente ad ognuno secondo le sue possibilità e i suoi bisogni. Questo sistema basato sul profitto non solo opprime i lavoratori, ma esaurisce tutte le risorse del pianeta e lo rende inabitabile e inquinato: è quindi necessaria non solo una società equa e socialista, ma anche una società in equilibrio con l'ambiente, dove il consumo e le nostre esigenze non siano in contraddizione con la sopravvivenza del nostro pianeta.

    3) La principale differenza è per il fatto che a differenza degli altri partiti, anche quelli con cui magari le nostre relazioni comunque sono buone, è che il nostro non è solamente un programma elettorale e di governo, ma un programma rivoluzionario e di lotta. Noi non vogliamo un voto semplicemente passivo o di protesta, ma vogliamo che chiunque ci voti vada poi concretamente per le strade, per le fabbriche, per le scuole ad unirsi alla file dei comunisti nella lotta contro lo sfruttamento e per il cambio rivoluzionario di questo sistema.

    4) A pareri di chi scrive, cosa che però penso sia condivisa da tutti lavoratori che hanno dovuto subirne le dure politiche, il governo delle Larghe Intese che va da Letta a Gentiloni è stato il peggiore di tutta la storia repubblicana, dove la classe dominante al potere, nelle sue opposte ma complementari figure del centrodestra e del centrosinistra, ha dimostrato la sua vera faccia oppressiva e brutale, spalleggiata dall'internazionale padronale dell'Unione Europea. In particolare due provvedimenti del governo Renzi, il Jobs Act e la Buona Scuola, costituiscono il puntello con il quale la classe dominante porta l'assalto rispettivamente al lavoro attraverso la precarizzazione permanente e alla scuola attraverso l'aziendalizzazione. Ma anche il governo Gentiloni si è contraddistinto per le misure a favore delle banche, della finanza internazionale e dei padroni. Il nostro giudizio non può che essere fortemente negativo.

    5) Aggredire solamente il renzismo è un modo che hanno coloro che hanno partecipato alla stagione del centrosinistra di liberarsi delle loro colpe. Il renzismo, che è alla fine la trasformazione definitiva del vecchio PCI in un partito padronale e reazionario (il PD), è la natura e logica conclusione di un percorso a cui hanno partecipato anche coloro che adesso lo criticano. I passati governi di centrosinistra sono stati in prima linea nelle politiche di precarizzazione, privatizzazione e massacro dei diritti sociali, come si può pretendere di fidarsi di qualcuno che invece di fare autocritica cerca un capro espiatorio (Renzi) alla quale addossare tutte le colpe?

    6) L'attuale governo gialloverde è andato al potere mescolando parole d'ordine progressiste con altre vaghe se non apertamente padronali, come per esempio la Flat Tax. Le posizioni che più avrebbero comportato un cambio strutturale anche se non socialista, mi riferisco alle posizioni contrarie o critiche su NATO e Unione Europea, sono state accantonate per portare avanti invece quello di un accomodamento coi poteri forti che governano l'Italia per ottenere magari qualche poltrona per se stessi e qualche contentino per i loro elettori in buona fede, stanchi e delusi da anni di politiche padronali di centrodestra e centrosinistra. Non è in questo modo che si può sperare di ottenere mutamenti sostanziali, al massimo ci si accoda ad una delle fazioni del capitale (filo-USA) contro un'altra (filo-UE). E' ancora comunque troppo presto per un giudizio dopo soli 3 mesi, anche se quanto fatto fin'ora non è così entusiasmante.

    7) Il reddito di cittadinanza è una misura solo apparentemente progressista, nei fatti ha come presupposto la disoccupazione strutturale del capitalismo, al quale rimedia senza aggredire le reali cause (ovvero la brama di profitto del capitale) con una sorta di elemosina che permetta se non altro di salvare una certa percentuale di consumo e permetta al capitale di valorizzare anche coloro che sono espulsi dalla forza lavoro. In realtà, questa proposta è realmente fattibile? Marx infatti ci dice che il denaro è un corrispettivo del lavoro, e qualcuno dovrà pur lavorare (o il disoccupato o un altro al posto suo o, cosa impensabile, l'imprenditore dovrà metterci soldi attraverso le tasse) per pagare questo reddito. Infatti, nelle condizioni date, si trasforma spesso in una forma si sfruttamento, in cui il disoccupato riceve il reddito ma solo a prezzo di lavori precari e malpagati. Solo il lavoro e la piena occupazione, che possono essere garantiti solo da un'economia socialista e di piano, possono emancipare il disoccupato e il lavoratore precario.

 

 

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