Piuttosto credo che ci vogliano morti o ai piedi della Germania.

Assalto sovranista-tedesco all'Italia durante l'audizione di Draghi al Parlamento Europeo: "Non è vero che abbiamo privilegiato Roma"

Due deputati chiedono il rimborso immediato dei debiti nel caso di Italexit. Il Governatore risponde: "Non è nello Statuto". E replica alle insinuazioni sui favori
By Huffington Post

KAI PFAFFENBACH / REUTERS
La tanto celebrata solidarietà che pare regoli i rapporti tra gli Stati membri dell'Unione Europea assume ogni giorno declinazioni nuove e originali. Alla sua ennesima dimostrazione ha assistito il Governatore della Banca Centrale Mario Draghi, audito al Parlamento Europeo, precisamente dai deputati della Commissione per i problemi economici e monetari, dove è andato in scena un "classico" della dialettica bruxellese: una manifestazione incontrollata di vicinanza di alcuni politici tedeschi al popolo italiano.

Ironia a parte, tutto inizia con la domanda dell'eurodeputato Marcus Pretzell, ex esponente di AfD nonché marito di Frauke Petry, ex leader del partito di estrema destra che ha poi abbandonato per contrasti sulla linea politica: partendo dalla grave situazione di rischio in cui versa il principale istituto tedesco, la Deutsche Bank, e alla "regressione" degli asset di DB e della seconda banca tedesca Commerzabank, Pretzell ha sottolineato come la politica monetaria non convenzionale adottata dalla Bce non abbia aiutato le due banche; e ha insinuato al tempo stesso privilegi per gli istituti italiani da parte di Francoforte: "E quindi - ha chiesto l'europarlamentare - secondo lei non c'è stato qualche squilibrio tra quello che è stato fatto per il suo Paese d'origine e quello che è stato fatto per la Germania?".

"Lei non è ben informato", ha esordito Draghi. "Lei dice che la Bce ha offerto dei prestiti all'Italia, non è vero punto e basta. Ha comprato titoli sovrani e di società in ogni Paese, noi perseguiamo una politica monetaria per tutti i Paesi". Visibilmente infastidito per l'accusa di privilegiare l'Italia nelle decisioni di politica monetaria, il presidente Bce ha aggiunto che la missione di Francoforte '"è la stabilità dei prezzi nella zona euro e non in uno stato o in un altro". Allo stesso deputato che proponeva un limite ai pagamenti della Bce nel sistema Target 2, Draghi ha risposto che questo "sarebbe fatale" per l'Eurozona, e che "non ha nessun senso fare pagamenti sino a una certa soglia".

Alcuni europarlamentari tedeschi, in particolare quelli dell'ultradestra, hanno molto a cuore la situazione politica italiana, non certo per un'innata sensibilità quanto per il loro attivo nei pagamenti Target 2. Poco prima di Pretzell era infatti già intervenuto un altro europarlamentare di Berlino, Bernd Lucke (anche lui fuoriuscito da AfD) spingendosi persino oltre e arrivando a ipotizzare una sorta di riscatto immediato da prelevare dal sistema dei pagamenti europeo Target 2 un secondo dopo la malaugurata uscita dell'Italia dall'Eurozona.

"Lei ha ricevuto una lettera dal Ministro Savona sul costoso piano di riforme che si vogliono approvare in Italia", ha affermato il ben informato Lucke, chiedendo al Governatore se "secondo lei la Bce non dovrebbe indicare le conseguenze per i crediti e i debiti Target se un Paese dovesse lasciare l'Eurozona in maniera illegale?". Domanda che, così posta, non è chiaro dove voglia andare a parare. Ma in uno slancio di concretezza, Lucke è arrivato al dunque: "Non è possibile rimodellare il sistema dei pagamenti in modo che i debiti Target diventino debiti della Banca centrale di quel Paese per esempio con tassi variabili e scadenze a lungo termine, rendendo così i debiti esigibili immediatamente?".

Target 2 è la principale piattaforma europea per il regolamento di pagamenti di importo rilevante e viene utilizzato sia dalle banche centrali sia dalle banche commerciali per trattare pagamenti in euro in tempo reale. In Germania, che ha un consistente attivo in Target 2, il tema è molto sentito, perché il timore è che quei crediti diventino inesigibili, nel caso in cui un Paese dovesse uscire dall'euro. Di qui le apprensioni tedesche, a cui Draghi ha risposto: "La questione sarebbe complessa giuridicamente e non è nelle mani della Bce. Ma qualsiasi limitazione al Target 2 esplicita o implicita andrebbe a distruggere l'unione monetaria, che si sgretolerebbe". "Non è quello che ho proposto io!", ha interrotto Lucke. "Io non voglio limitare il sistema target, ma dicevo di trasformare le posizioni nel sistema Target in strumenti di debito! Così che la Banca centrale nazionale sarebbe giuridicamente responsabile del rimborso del debito in caso di uscita dall'euro".

Draghi ha allora chiarito che "già nel sistema attuale ci sono delle garanzie", nel caso un Paese non onori il debito, aggiungendo che l'uscita di un Paese dall'eurozona è "un evento impossibile". Ma quanto proposto da Lucke, "trasformare le passività rendendole in crediti della Bce non è nello statuto della Bce".

Quanto all'Italia, il Governatore della Bce è tornato sulla frase utilizzata qualche giorno fa: "Ho detto che le parole hanno fatto effettivamente danni, perché le famiglie e le imprese pagano tassi più alti di prima". In numeri, "20 punti base in più per il credito al consumo, lo stesso per piccole e medie imprese", mentre circa "64 punti base sulle emissioni obbligazionarie delle grandi imprese", e al tempo stesso sono state date "garanzie e clausole più esigenti", mentre "per i mutui processo è più lento", ha detto Draghi.

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