Ansa POL 27/09/2018 PIR CITY -
intervista elettorale a Ribelle in esilio candidato al parlamento virtuale del Partito Socialista Democratico dei lavoratori

Citazione Originariamente Scritto da RibelleInEsilio Visualizza Messaggio
1) Buongiorno Ribelle in esilio . Lei è un "volto nuovo" che per la prima volta in assoluto si presenta alle elezioni di POL. Come mai ha deciso di candidarsi proprio nel PSDL (e non ad esempio nel partito comunista) o in un altro partito di POl?

Buongiorno a lei. Sì, dopo tanto tempo di militanza ho scelto di scendere in campo per dare il mio contributo a livello politico e pratico alla missione del PSDL. La scelta del PSDL come partito col quale mi presento alle elezioni è dettata dal fatto che oggi manca come non mai la presenza di un partito autenticamente socialista, per un paese indipendente, democratico, giusto, che non teme pressioni esterne e sovrano. Tra i media girano opinioni che PSDL sia semplicemente una sorta di lista civetta o spalla del PC, beh sono qui per smentire del tutto la cosa. Il Partito Socialista Democratico dei Lavoratori è un partito indipendente che porta avanti una linea politica rivoluzionaria in tutti gli aspetti. Se parte di questa linea combacia con i temi affrontati dal PC beh, tanto meglio. Infatti PSDL lavorerà in maniera positiva e propositiva con tutte le formazioni in sintonia con noi a livello parlamentare e non. Tuttavia è bene ricordare come il PSDL prenda le distanze da certe linee del PC.
Originariamente Scritto da [email protected]
2) Come mai la lista elettorale in cui lei si presenta candida un presidente di POl ed un vicepresidente(Traiano e Kavalerists) in concorrenza con il candidato presidente del Partito comunista?

La scelta è dettata dal fatto che tanto la nuova legge elettorale non lega piu il premio elettorale al candidato presidente di POl per cui si può anche andare da soli senza alleati? Oppure avete programmi incompatibili con quelli del Partito comunista?
Noi siamo socialisti, facciamo appello a tutte le conquiste fatte dai lavoratori e vogliamo essere lo scudo e la spada del Popolo lavoratore, i nostri programmi sono, come già detto, rivoluzionari perchè vogliamo un'Italia nuova, socialista e libera e come tali siamo un partito di uomini, donne e idee libero e autonomo, e ci presentiamo per portare avanti queste idee. Ma quando un partito mette le sue forze al servizio del paese ecco che ci si ritrova a fare i conti con lo stato attuale delle cose. Mi lasci essere franco: ci sono vedute comuni tra noi e loro, ma nel PC ci sono punti programmatici completamente, me lo lasci dire, fuori dalla realtà. Basti pensare a come il PC voglia imporre a livello nazionale la sostituzione della figura imprenditoriale con qualcuno preso dalle file operaie. Come lei può ben immaginare, stiamo parlando di qualcosa di assolutamente antidemocratico, stiamo parlando di un paese che ha fatto la sua grandezza con il sudore ed il lavoro di milioni di operai, giusto, ma non dobbiamo dimenticare che l'Italia l'ha fatta anche quella piccola imprenditoria, spesso e volentieri di tipo familiare che a livello di lavoro manuale altro non si trattava di operai come gli altri ma che alla sera al posto di timbrare il cartellino andavano in ufficio o a casa a vedere il da farsi per il domani e come investire per garantire il benessere dell'azienda. Personalmente trovo che in PC ci sia molta, troppa retorica di secolo scorso, troppo parlare di padronato a tutti i costi, ma siamo nel 2018. La nostra Italia socialista non è un'italia di coercizioni e idealismi romantici, per noi socialismo e imprenditoria non sono contrari, tutt'altro, lo Stato Socialista Democratico che vogliamo è il garante della tutela del Lavoratore e della libertà dell'imprenditore. Certo quando i candidati del PC parlano di sfruttamento del lavoro, caporalato eccetera noi siamo i primi a dire no, tutto questo deve finire. Se ha tempo di leggere il nostro programma elettorale, lo troverà scritto e sottolineato in ogni dove. Anzi, siamo proprio quelli della linea dura, sia a livello civile che penale, in più siamo per la socializzazione aziendale per i soggetti a rischio, anche con partecipazione statale se necessario, tutto in sintonia con i lavoratori. Ma da qui a fare la guerra contro chiunque abbia una Srl o una Snc ne passa. Noi non escludiamo nessuno dal programma. Garanzie ai lavoratori, garanzie al dirigente. E' chiaro che allo Stato spetterà sempre l'ultima parola e guai a chi vuole fare cassa facile sfruttando. PC mi trova d'accordo sulle questioni di riduzione dell'occupazione, ma sono anche convinto del fatto che il lavoro non piove dall'alto, la priorità di salvaguardia del lavoratore non deve andare contro alla già disastrata condizione imprenditoriale italiana, con migliaia di aziende che chiudono al giorno e imprenditori che decidono di farla finita.

Come se non bastasse, denunciamo con ogni mezzo tutto ciò che sta dietro all'immigrazione selvaggia ed incontrollata, non vogliamo eserciti industriali di riserva per il ritorno a condizioni salariali pre 800, uno stato sovrano è uno stato che garantisce protezione e sicurezza ai suoi cittadini. Noi ci troviamo davanti ad un fenomeno migratorio che mai come prima è stato incentivato da scafisti e criminalità, portando dentro gente che sì, necessita protezione, ma il più delle volte gente che vuole semplicemente fare trampolino, i cosidetti migranti economici. C'è un esercito di sans papiers, non è renderli avec papiers su due piedi che darà loro una vita nuova, una posizione, un lavoro. Questo non solo per gli italiani, anzi, in primis per tutti quei migranti in regola che nel nostro paese sono venuti con l'intenzione di lavorare e di contribuire. Nessuna retorica di destra, soltanto pragmatismo e sostenibilità. E altro che lo Ius solis del PC, la cittadinanza è una cosa che dev'essere conquistata, l'Italia non darà un centesimo a chi vuole fare la furbata di fare figli sul nostro paese per poi prendere ed andarsene.

Sia a livello europeo che internazionale, molti dei punti di PC sono per noi troppo propagandistici. I comunisti parlano di fine dei rapporti di libero scambio con i paesi capitalistici, sarebbe bello però capire quali siano i paesi non capitalistici e sarebbe bello capire dove andranno a lavorare i milioni di disoccupati che si verrebbero a creare.

Originariamente Scritto da [email protected]
3) Come giudica la maggioranza politica che ha vinto le precedenti elezioni (Partito cristiano delle Famiglie e Progetto liberale)?

Una governo che parla di diminuzione del debito pubblico dimenticando i lavoratori, che parla di diminuzione delle imposte ma di aumento della tassazione sui titoli di Stato... Credo parli da sé no? Nel caso in cui il PSDL dovesse vincere, daremo una sterzata a tutte queste politiche "dei pochi per i pochi" con un programma di più ampio respiro sul lavoro e sulla sovranità nazionale. Se dovessimo trovarci all'opposizione si tratterà, come abbiamo sempre fatto, caso per caso. Ma sia PCDF che PL sono in tutt'altro orizzonte e sia chiaro, non lasceremo spazi e ci saranno barricate laddove si tratti di punti caldi come abbiamo fatto, facciamo e faremo sempre.
Originariamente Scritto da [email protected]
4) Lei ha mai seguito le mozioni e le leggi discusse e poi approvate al Parlamento di POl in questa legislatura? E se si che giudizio politico se ne è fatto?

Sì, ho seguito. Stiamo parlando di un governo che spesso e volentieri sta andando nella direzione opposta alla nostra, per esempio molti punti della finanziaria e il Jobs Act. Il giudizio che ho è quello che mi ha spinto, appunto, a candidarmi nel Partito Socialista Democratico dei Lavoratori. Ma ripeto, laddove vi sia compatibilità con il nostro programma, PSDL darà il suo contributo come già avvenuto, ad esempio riguardo alla mozione sui rimborsi della PA, cosa che riteniamo giusta.
Originariamente Scritto da [email protected]
5)Ci spiega le differenze del vostro programma con quelle degli altri partiti che si presentano alle elezioni del 29 settembre?
Il nostro programma è chiaro, noi coniughiamo socialismo e sovranità, noi vogliamo uno Stato forte, sociale e del lavoro che non sia più in balia dell'UE e dei potentati economici e finanziari internazionali. Noi vogliamo ridare voce al popolo, alle madri, agli operai, agli studenti, ai professionisti, a tutti coloro che ogni giorno lavorano, vogliamo un paese diverso, vogliamo un paese che sia nelle mani di chi lavora e siamo avvocati dal popolo, non scagnozzi di chi vuole questo paese sempre più legato a condizionamenti esterni e interni. Per questo proponiamo un programma nuovo.
Originariamente Scritto da [email protected]
6) Qual’è il suo giudizio su questo nuovo governo gialloverde? E sulle opposizioni a questo governo (Il PD e Forza Italia)?

Il governo Lega-M5S avrà la mia valutazione più avanti, fin'ora tante promesse e non sono sicuro nelle loro realizzazioni. Uno scenario già visto. Per il momento noi di PSDL guardiamo con attenzione il fenomeno gialloverde, personalmente approvo la linea di Matteo Salvini riguardo l'immigrazione, senza alcuna entrata, si tratta solo del minimo che uno stato di diritto possa fare, ossia garantire i diritti e far rispettare le leggi, altro che lezioncine d'oltralpe. Su Forza Italia e PD non mi esprimo nemmeno, stiamo parlando di due soggetti che hanno portato l'Italia all'orlo del baratro, nemici numero uno del popolo, fieri annientatori delle garanzie sui diritti sociali e del lavoratore nonché promotori del più completo asservimento del paese a forze sovranazionali.
Originariamente Scritto da [email protected]
7) lei è un sostenitore del reddito di cittadinanza ?E se lo è lei per caso critica le limitazioni che vorrebbe apportare Di Maio al reddito?

Il RDC in sé non è un'idea criticabile. Ciò che critico è come Di Maio ne parli quasi senza cognizione di causa, quasi come se parlare a livello di reddito sia un elargire soldi a busta chiusa. La soluzione al problema non è questa, nemmeno improbabili neokeynesianesimi, la soluzione è il lavoro, l'occupazione, le garanzie.
Originariamente Scritto da [email protected]
8) E come risponde a chi critica in sè il concetto di reddito di cittadinanza ?Ad esempio alle critiche di chi teme abusi in favore di chi svolge lavoro nero o dei liberali che temono che scoraggi la ricerca di un lavoro?

Non è questione di lavoro in nero o "tirare a campare", rischi che effettivamente possono esserci. Il rdc, oltre che qualcosa di poco pragmatico, non rappresenta, come ho già detto, la soluzione alle mille problematiche strutturali di questo paese. La condizione necessaria è puntare all'occupazione, non ai rattoppi, noi vogliamo giovani in grado di lavorare, con un posto garantito, non elemosine che altro non sono che pura strumentalizzazione e campagna elettorale anche a elezioni finite. I metalmeccanici protestano per orari dignitosi, per aziende che paghino quanto dovuto al posto di comprare Ronaldi di turno, i lavoratori scendono in strada per lavorare, non per fare l'elemosina. Il rdc è un provvedimento che sminuisce il concetto di Lavoro, che è il cardine del programma del PSDL.