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  1. #1
    ___La Causa del Popolo___
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    Exclamation I Cattolici e l'immigrazione

    I CATTOLICI E L'IMMIGRAZIONE
    [ 26 settembre 2018 ]

    Che malgrado le dure accuse contro le crescenti ingiustizie causate dall'economia liberista ci sia una sostanziale convergenza tra il cosmpolitismo dell'élite e l'universalismo teologico della Chiesa romana, santa e apostolica, è fin troppo evidente. Lo si vede su due questioni, apparentemente non correlate fra loro: avanti con l'Unione europea e sostegno all'immigrazione di massa. Su entrambi le questioni, ma sull'immigrazione anzitutto, dentro la Chiesa avviene lo stesso divorzio che nella società civile c'è tra chi sta sopra e chi sta sotto, tra cittadini ed élite. Lo dimostra l'inchiesta di cui ci parla il sociologo Preiti. E si capisce dunque l'astuzia di Salvini, ovvero il nesso tra una certa xenofobia e l'ostentazione del rosario, quindi la fede cattolica come elemento di identità nazionale.

    * * *
    LE RADICI CATTOLICHE DEL POPULISMO

    di Antonio Preiti


    Chi vuole vincere sui populisti deve (ri)conquistare il popolo cattolico, sia in Europa che, soprattutto, in Italia. Perché quest'affermazione che sembra quasi apodittica? Tutta la vicenda gira attorno alla questione immigrazione: il tema che fa vincere Salvini e, seppure in maniera meno diretta e con qualche contraccolpo, il Movimento 5 Stelle.

    Perché è proprio il popolo cattolico ad essere cruciale per l'orientamento generale del paese? Qui per popolo cattolico (lo vedremo meglio) non s'intende la gerarchia ecclesiastica, o l'intellighenzia cattolica, o quel 3-4 % che concepisce la politica come terreno di affermazione della visione cattolica della vita. S'intende, piuttosto, la gente che si auto-definisce cattolica, senza andare per forza in Chiesa tutte le domeniche o essere praticante. La questione dell'immigrazione si condensa nel mondo cattolico "tradizionale", come prima inteso, e fa esplodere il tema dell'identità e, in vario modo, la contestazione delle élite.

    Ma andiamo con ordine. Se si scava nell'infinità dei dati dell'indagine condotta da Pew Research (autorevolissima fondazione americana molto attiva sui temi sociali) dedicata al peso della religione nei paesi europei (Being Christian in Western Europe) si scoprono molte cose decisive sul nostro paese. Vediamone alcune.

    Alla domanda se sia necessario ridurre i livelli di immigrazione in Europa, il 38% degli europei risponde: "Sì, è necessario". E fin qui nulla di sconvolgente. La storia comincia a farsi interessante quando si scopre che lo stesso parere viene espresso dal 52% degli italiani, addirittura il 14% in più rispetto alla media europea. Ma scaviamo ancora un po', e scopriamo che tra quanti si definiscono cattolici praticanti, in Italia, la percentuale sale ancora: siamo al 63%.

    Ricapitoliamo. In Italia, a pensare che sia necessario ridurre l'immigrazione è il 63% dei cattolici praticanti, il 51% dei cattolici non praticanti, e il 36% di quanti non seguono una religione.

    Andiamo avanti ed arriviamo alla questione identità religiosa, che si traduce in questione d'identità nazionale. Vediamo ancora, allora. Alla domanda se l'Islam sia incompatibile con la cultura e i valori del proprio Paese, il 42% degli europei è convinto dell'incompatibilità. I più persuasi sono i finlandesi, ma subito ci sono gli italiani con il 53%. Ma non basta: tra i praticanti cattolici la quota sale al 63%, mentre scende al 29% tra quanti non professano alcuna religione. Per i cattolici non praticanti si risale al 51%. Si tratta di un risultato, a suo modo, clamoroso.

    Passiamo allora alla questione identità, dove il nodo si stringe. Sul fatto che sia molto importante, per mantenere una identità nazionale, avere origini della stessa nazione (family background), è d'accordo la maggioranza degli europei, con il 53%. In Italia, coloro convinti del fatto che avere origini italiane sia necessario per la salvaguardia dell'identità italiana tocca la cifra record del 75 %. In questo, l'Italia è superata solo dal Portogallo. Se tre quarti sembrano pochi, si tocca l'81% fra i cattolici praticanti.

    Vediamo l'ultimo (o quasi) insieme di dati, che riguarda ancora l'identità, valutata nell'ambito della sfera quotidiana: nel linguaggio delle ricerche sociali, la si definisce domanda-verità ed è mirata a verificare le risposte precedenti. "Vorreste un musulmano in famiglia?", si chiede senza mezzi termini nel questionario. Qui la distinzione tra cattolici e protestanti europei diventa notevole: fra i cattolici un musulmano in casa non sarebbe voluto dal 34%, mentre tra i protestanti si scende al 19%. Ma, ecco la sorpresa, fra i cattolici italiani (sommati praticanti e non), si arriva alla cifra record del 48%.

    Affondiamo, ancora, al cuore della percezione identitaria e della sua (quasi) coincidenza con l'identità religiosa. Alla domanda se a causa della presenza musulmana le persone si sentano a disagio (feel like a stranger in my own country), in Europa risponde "sì" il 20% dei protestanti e il 27% dei cattolici, mentre in Italia si arriva al 35% dei cattolici.

    Questa paura di perdita dell'identità sul piano religioso si sposa con un'altra asimmetria, ugualmente importante, tra identità nazionale ed identità europea. In media, l'85 % della popolazione europea è fiera della sua identità nazionale (national pride). Rispetto a questo dato, l'Italia non si discosta di molto dal dato europeo: l'84 % degli italiani è fiero della propria identità. In sostanza, non siamo ideologicamente più nazionalisti degli altri.

    Quando si parla di identità europea, le cose però cambiano. Gli europei fieri dell'identità europea (dato distinto dal giudizio che, invece, si può avere delle istituzioni UE) rappresentano il 77%; in Italia, la fierezza di essere europei (European pride) si ferma al 64%, perciò 13 punti in meno rispetto alla media. Guardando agli altri paesi, chi è leggermente meno fiero dell'Europa sono inglesi e gli svizzeri (entrambi al 62%) e poi nessun altro: siamo fanalino di coda.

    Si dirà che, in generale, l'appartenenza religiosa è in caduta libera, ma questo è vero solo in parte. Ci sono solo tre paesi che hanno visto crollare il dato: Olanda, Norvegia e Belgio. In quest'ultimo paese, l'83% è nato cristiano (ossia, in una famiglia di orientamento cristiano, con educazione e riferimenti religiosi cristiani) e, tra questi, si definisce ancora tale il 55%, con una perdita netta pari a 28 punti. Ma quali sono i paesi dove la perdita è stata minima? Austria (-5%) e Italia (-7%). E in Italia, come in Austria, l'80% della popolazione si definisce cristiano. E il 47% si dice praticante o non praticante, ma nettamente orientato dalla religione. Non parliamo perciò di una minoranza.

    La questione diventa affascinante, almeno nello stabilire il verso del nesso causale: è il cattolicesimo "popolare", cioè come cultura diffusa, ad alimentare il sentimento anti-immigrazione? Oppure questi movimenti sono innescati, accesi, provocati dalla politica, che ne solletica i sentimenti più arcani? Difficile stabilirlo, almeno in termini scientifici. Poi ognuno ha la sua opinione. Altrettanto difficile è stabilire se l'immigrazione, al di là della sua importanza specifica, non rappresenti il "pretesto" per una difesa identitaria generale, che coinvolge stili di vita, decisioni dei governi. Si contesta, dunque, una visione del mondo che mette i valori tradizionali e "popolari" fra le cose inutili e insignificanti. Imparate a riconoscere i vostri santi, sembrerebbero dire.

    Un punto è certo: il sentimento populista ha radici forti all'interno della società italiana. La chiave di volta sta forse nel comprendere quanto questo sentimento sia frutto della libertà di poter affermare la propria visione della vita, e quanto invece sia negazione imposta agli altri di poter affermare i propri valori. Linea di confine difficile da tracciare, ma unica perseguibile con successo.

    sollevazione: I CATTOLICI E L'IMMIGRAZIONE
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  2. #2
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    Predefinito Re: I Cattolici e l'immigrazione

    Da cattolico, il Vaticano s'è dato la zappa sui piedi decenni fa e da lì il declino non si è fermato più.

    Ormai ci arriva anche la casalinga di Voghera che l'ardore bergogliano per gli immigrati deriva dalla prospettiva di un appesantimento del proprio conto in banca... sondaggio dopo sondaggio si conferma che i cattolici non ne vogliono sapere, per quanti fervorini sui fratelli bisognosi possano vomitare dalla CEI.

    Per adesso possono tirare avanti grazie ai vecchi, ma tra una generazione il Vaticano si troverà in una posizione non banale, specialmente considerando che tra i giovani i credenti non sono certo amanti delle "porte aperte": tornare sulla retta via o estinguersi in un circo ambulante come gli anglicani?

    Chissà, se ne sentono tante ma io sono (come al solito) pessimista.
    Hitler or Hell.

  3. #3
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    Predefinito Re: I Cattolici e l'immigrazione

    Ci sono cooperative "rosa" (piddine) e cooperative "bianche" (cattoliche). Entrambe hanno perso la loro ragion d'essere, aiutare i lavoratori, e lucrano sulla pelle degli immigrati.
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

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  4. #4
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    Predefinito Re: I Cattolici e l'immigrazione

    Gli immigrati sono un vero e proprio affare per la chiesa cattolica. Sono l'unico motivo per cui le organizzazioni cattoliche ricevono finanziamenti e dove si lucra alla grande.

    Il cattolico, a meno che non sia un rincoglionito, ha ben capito di che pasta è fatta l'attuale reggenza della Chiesa. Vi parlo della mia diocesi, quella di Chioggia, poiché io non essendo cattolico (l'unico in una famiglia dove il cattolicesimo è rigorosamente rispettato) non posso parlare di altre realtà. A parte il fatto che potrei estendere lo stesso discorso a tutta Italia, va detto comunque che nel mio territorio il livello di esasperazione è al massimo riguardo il fenomeno migratorio, essendo il mio paese a 5km da quel cesso che è la ex-base di Cona.

    Sono anch'io convinto che la stragrande maggioranza dei cattolici veda negativamente sia il Papa, nella sua figura temporale e politica, che gli immigrati. Non tanto per mancata coerenza a livello evangelico, tanto quanto perché questo bombardamento mediatico ai veneti ha fatto solo e soltanto l'effetto contrario.



    E' di giusto 3 giorni fa un incendio nel tendone che funge da dormitorio, incendio che avrebbe potuto avere conseguenze devastanti. Io gran parte di questa gente la conosco per nome e cognome. Cattolici devoti, gente che ha cominciato a 15 anni a lavorare, persone per bene. Non se ne può semplicemente più di questa situazione, e la Chiesa italiana sta dimostrando una connivenza allucinante, davvero allucinante.

    Infatti, quando Famiglia Cristiana titolò "Vade Retro" con Salvini, l'indignazione è stata totale direi la mia parrocchia ne ha sospeso la distribuzione e il vescovo della diocesi Mons. Tessarollo ha anche rincarato la dose, Famiglia Cristiana (e spesso Avvenire) prendono posizioni politiche che rappresentano alla perfezione la posizione papale ma non certo quella dei fedeli e dei laici.



    Venga il caro Bergoglio in Veneto, abbiamo tutti qualche sassolino nella scarpa. Che poi io davvero non capisco. La Chiesa Cattolica è probabilmente al minimo della popolarità nella storia del cattolicesimo europeo, al posto di cercare di riavvicinare quelle sparute masse di fedeli prende posizioni assolutamente fuori da quello che è il pensiero comune, non parlo di dottrina, parlo di contenuti sociali. Boh, sarà che fare il PD è diventato una cosa divertente.
    TIOCFAIDH ÁR LÁ
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  5. #5
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    Predefinito Re: I Cattolici e l'immigrazione

    A Chioggia il vescovo fa così ma a Padova è perfettamente allineato al Vaticano, ed era così anche col precedente. In parrocchia abbiamo avuto un incontro con il direttore della Caritas diocesana che, con vari dati, ha spiegato che la paura dell'immigrazione è ingiustificata. A primo acchito gli davo anche ragione ma... penso che la cosa sarebbe gestibile veramente solo con piccoli numeri, non con quelli attuali.
    Il senso della vita è la pizza

  6. #6
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    Predefinito Re: I Cattolici e l'immigrazione

    Breve spunto di riflessione:

    Nel 2013 il voto di chi si definiva cattolico era 50/50 tra destra e sinistra.
    Cinque anni dopo la destra è a +20.
    Hitler or Hell.

  7. #7
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    Predefinito Re: I Cattolici e l'immigrazione

    Citazione Originariamente Scritto da Sparviero Visualizza Messaggio
    Breve spunto di riflessione:

    Nel 2013 il voto di chi si definiva cattolico era 50/50 tra destra e sinistra.
    Cinque anni dopo la destra è a +20.
    Dì quello che vuoi Sparviero ma se sei cattolico non sei di sinistra.

    Puoi essere di sinistra economicamente parlando, ma non culturalmente. Da cattolico non puoi essere per coppie e adozioni gay, non puoi essere per il divorzio, né per il risposarsi, né puoi pretendere di fare la comunione da accompagnato, è andare direttamente contro il Vangelo.

    Un cattolico vero non può votare Csx.
    TIOCFAIDH ÁR LÁ
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  8. #8
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    Predefinito Re: I Cattolici e l'immigrazione

    Io sono d'accordo, ci mancherebbe altro, ma la coerenza non va mai eccessivamente di moda.

    C'è gente che va a messa (bergogliana, ma vabbè) e poi vota alla bonino, quelli che a me renzi piace tanto perché è comunista come me, e tante altre storielle.

    Non a caso ho scritto "chi si definiva cattolico".
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  9. #9
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    Predefinito Re: I Cattolici e l'immigrazione

    Citazione Originariamente Scritto da RibelleInEsilio Visualizza Messaggio
    Dì quello che vuoi Sparviero ma se sei cattolico non sei di sinistra.

    Puoi essere di sinistra economicamente parlando, ma non culturalmente. Da cattolico non puoi essere per coppie e adozioni gay, non puoi essere per il divorzio, né per il risposarsi, né puoi pretendere di fare la comunione da accompagnato, è andare direttamente contro il Vangelo.

    Un cattolico vero non può votare Csx.
    Infatti la "sinistra" elogia il Vaticano solo su temi quali la lotta alla povertà, l'accoglienza dei migranti ecc...

    Ma la lotta alla povertà, ormai, i papi e cardinali non intendono intraprenderla nemmeno con la dottrina sociale della chiesa. Solo pelosa carità e tante chiacchiere.

    E l'immigrazione, come già scritto, serve per riempire le tasche dei preti e per assicurarsi nuove pecorelle affamate (visto e considerato che in occidente c'è un calo impressionante delle vocazioni).

    Io non sono cattolico, ma ho avuto modo di informarmi sulle opinioni dei tradizionalisti, quanto su quelle dei teologi della liberazione. Ognuno, a modo suo, esprime delle critiche sensate ad una chiesa fin troppo ecumenica, da "mondo dello spettacolo" e sempre più distante dalla povera gente.
    Ultima modifica di LupoSciolto°; 29-09-18 alle 17:17
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  10. #10
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    Predefinito Re: I Cattolici e l'immigrazione

    Un piccolo OT: vorrei che si parlasse, ovviamente in un'altra thread, del caso Emanuela Orlandi (cittadina vaticana) e, pur non sapendo se esistono correlazioni con esso, di quello riguardante Mirella Gregori.

    Non è da me fare dell'anticlericalismo "à la page" (le minacce, oggi, si chiamano UE e NATO) ma ritengo doveroso tenere in vita la memoria di queste due giovani scomparse, oltre che cercare , pur con tutti i nostri limiti, di capire qualcosa riguardo queste terribili e intricate vicende.
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