"Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels

In morte del conflitto capitale/lavoro



di Stefano Moracchi


La componente principale dei dominanti è costituita dagli imprenditori “moderni”. Con la fine del ruolo propulsivo e salvifico della “classe operaia” e, soprattutto, dell’implosione del modello sovietico, una parte del discorso marxista si è spostato ad analizzare la possibilità che certa imprenditoria “nazionale” (o facente gli interessi nazionali) potesse giocare un ruolo salvifico sostituendosi a certe analisi tardo-marxiste oramai impraticabili e inutili.
Analizziamo questi aspetti.
Vedere nel ruolo delle imprese, come l’Eni (ad esempio), l’agente storico capace di infondere una spinta antimperialista e, di conseguenza, la nascita di una futura formazione sociale adeguata a riprendere in mano lo scettro del cambiamento all’esistente, ha più di un punto di debolezza.
Secondo questa tesi, il padronato industriale nazionale nella sua affannosa ricerca di ricchezza, dovrebbe costituire la vera e propria forza motrice di sviluppo e contrasto agli interessi filo-Usa.

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