I media del mainstream tendono a ingigantire ogni più piccola divergenza, con titoloni e retroscena pilotati. Ma poi devono fare marcia indietro
La firma di Mattarella al decreto Salvini sulla sicurezza e l’immigrazione; la nomina del commissario per Genova, l’invio del Def in Parlamento con lo spread che ha smesso di correre... Il governo del Cambiamento fa triplete e porta a casa tre chiodi in parete nel suo percorso in salita verso la legittimazione alla guida del Paese, contro le quotidiane manovre destabilizzanti dei nostalgici dell’Antico Regime e dei vedovi del Potere in crisi d’astinenza, con relativo codazzo di giornalisti e opinionisti da talk show.
Prosegue l’immissione in dosi massive di sana disruption nel Sistema (come lo chiamavamo una volta noi giornalisti “de sinistra”), coi gialloverdi che portano discontinuità e scompiglio tra le fila scomposte ma gajarde e tutt’altro che in disarmo dei detentori.
Come nel processo dialettico di hegeliana memoria, la partnership governativa Cinquestelle-Lega, che non è un’alleanza politica organica né una fusione per incorporazione bensì una complessa joint-venture costruita su un programma condiviso, procede per inevitabili confronti tra una tesi e un’antitesi, che danno poi luogo a una sintesi, rappresentata da un saggio e navigato avvocato civilista, esperto di diritto societario.
I media del mainstream o non capiscono o sono in malafede e tendono a ingigantire ogni più piccola divergenza, con titoloni e retroscena pilotati. Ma poi devono fare marcia indietro con le pive nel sacco.
Mentre i lettori, che poi sono gli elettori italiani e stanno al 60 per cento col governo, ormai capiscono il loro gioco sporco e smettono di credere ai giornali e ai telegiornali, sopprimendoli nella loro dieta mediatica.
Sicurezza, Genova, Def: il triplete di Conte e le pive nel sacco dei giornaloni - Affaritaliani.it




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