Salve a tutti,
è la prima volta che scrivo su questo forum e spero di non aver commesso errori nella pubblicazione di questa discussione.
È razzista ritenere che l'Europa debba sempre (e quindi anche in futuro) essere popolata da una maggioranza europea?
- Il multiculturalismo per me è l'incontro pacifico tra le varie e DIFFERENTI culture del mondo, non un'omogeneizzazione indotta da politiche economiche.
Le "minacce" che si hanno, sono una diminuzione delle nascite in tutti gli stati europei, una forte immigrazione e una grande natalità tra i "nuovi europei".
In diversi paesi le politiche pro natalità hanno dato buoni risultati, ma qui sono viste come sintomi di un ritorno ad ideologie quali fascismo o nazismo, perché?
Ormai si protesta per tutto, i diritti non sono mai abbastanza, però c'è sempre un maggiore rifiuto nel rispettare la legge, e lo stato invece di farsi sentire presente decide molto spesso di andare incontro a tali rimostranze, alcune volte più che legittime, ma altre grottesche ed inutili, l'importante è che ad uscirne con le ossa rotte sia sempre lo stato.
L'ultimo punto su cui vorrei sentire altri pareri, riguarda la religione in Europa.
Il discorso parte dalla certezza che il progetto di integrazione sia stato un fallimento totale in ogni paese europeo, poiché invece di fornire basi e strumenti per una buona integrazione, si è preteso di gettare nella mischia persone con cultura, lingua, religione differenti e pretendere che i locali li facessero sentire a casa.
La popolazione europea si sta avviando all'ateismo o agnosticismo, mentre gli immigrati sono in larga parte religiosi, quasi al 100% musulmani. Non ci sarebbe nulla di male in ciò, ma è realtà il fatto che la religione islamica non possa conciliarsi con uno stato diverso da quello islamico, poiché i suoi rigidi dettami se seguiti alla lettera, non sono compatibili, se non addirittura ostili a quelli di una democrazia occidentale (od orientale) e della sua costituzione.
Qui quindi gioca un ruolo fondamentale lo stato, in teoria garante delle libertà di ognuno dei suoi cittadini (nei limiti della legge), ma che in realtà è sempre latitante in queste circostanze, come ad esempio in Svezia (situazione molto seria), Inghilterra, Francia e Germania.
Noi europei siamo cresciuti con l'idea di uno stato giusto e presente nei casi di necessità, ma la realtà è ben diversa, ed ora che stiamo invecchiando (ed il trend per il futuro non è dei più rosei) e diminuendo, cosa ne sarà dell'Europa? Gli stati avranno la forza e l'autorità per far rispettare leggi e garantire diritti frutto di secoli di storia, o assisteremo ad una involuzione dettata da un'ipocrita miopia?
Grazie a chiunque parteciperà.




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