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Discussione: La tentazione maoista della Cina di Xi. Prove tecniche di ultrastatalismo

  1. #311
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    Predefinito Re: La tentazione maoista della Cina di Xi. Prove tecniche di ultrastatalismo

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    1) Aristotele non conosceva il darwinismo e quindi era autorizzato ad escludere che fosse esistito un uomo asociale progenitore di quello attuale. Io però eviterei di immischiarci in una contesa sulle definizioni di "uomo" perché ambedue saremo portati a formulare definizioni diverse escludendo o includendo l'indole sociale a seconda dei casi e a seconda dei casi definendo un eventuale progenitore a-sociale dell'uomo attuale, come uomo o come non-uomo. È una querelle che non porterebbe a nulla. Fra l'altro postulando che un uomo a-sociale non è mai esistito la critica al giuscontrattualismo su come fosse l'uomo a-sociale la trovo un po illogica.
    Il darwinismo e le teorie evoluzioniste non c'entrano niente con l'argomento in questione. L'uomo è tale perché "animale razionale" e la socialità è una sua qualità fondamentale inclusa nella sua natura. Poco importa quale sia stata la genesi del corpo umano e quali siano state le sue trasformazioni.

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    2) l'ovvio non ha bisogno di essere citato e quindi non ha senso criticare il giuscontrattualismo se non cita l'ovvio
    Non è che non cita l'ovvio, lo nega proprio. Basta conoscere queste teorie per saperlo.

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    3) Gli eventi come guerre e rivoluzioni non fanno ovviamente parte di alcun patto sociale. Sono eventi insiti nelle dinamiche sociali che determinano scioglimento di un patto e la stipula di un altro. Non può esistere alcuna annessione se non si forma un patto fra i conquistatori e i conquistati i quali in qualche modo e in qualche forma dovranno convivere. Ribadisco infine quanti scritto al punto 1. Se le società sono sempre esistite e semplicmente mutano di forma non ha alcun senso la critica mossa al giuscontrattualismo rispetto ad una eventuale stato naturale che non esiste e non è mai esistito! È come criticare il lavoro di un ingegnere perché crede all' oroscopo!
    Un patto presuppone la libertà del consenso e dubito sinceramente che una conquista armata implichi un'obbligazione totalmente libera fra i supposti contraenti. La critica ha senso eccome, dal momento che queste teorie sono tali perché reputano esistente uno stato di natura prepolitico e presociale.
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  2. #312
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    Predefinito Re: La tentazione maoista della Cina di Xi. Prove tecniche di ultrastatalismo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Il darwinismo e le teorie evoluzioniste non c'entrano niente con l'argomento in questione. L'uomo è tale perché "animale razionale" e la socialità è una sua qualità fondamentale inclusa nella sua natura. Poco importa quale sia stata la genesi del corpo umano e quali siano state le sue trasformazioni.



    Non è che non cita l'ovvio, lo nega proprio. Basta conoscere queste teorie per saperlo.



    Un patto presuppone la libertà del consenso e dubito sinceramente che una conquista armata implichi un'obbligazione totalmente libera fra i supposti contraenti. La critica ha senso eccome, dal momento che queste teorie sono tali perché reputano esistente uno stato di natura prepolitico e presociale.


    1) se l'uomo è tale perche "animale razionale" allora un animale a-sociale e razionale è un uomo. È mai esistito un uomo del genere? E chi lo sa?
    2) Torno a chiederti dove il giuscontrattualismo afferma che è lecito creare una società dove i cittadini si uccidono arbitrariamente. Riportami una citazione. Non puoi farlo ovviamente. Nessuno cita ciò che ovvio a tutti quanti.
    3) Come ti ho scritto la conquista armata non fa parte del patto. Finita la conquista armata il patto si sviluppa col tempo quando le parti accettano la convivenza. Oppure scatta una reazione e non si forma alcun patto. Oggi tutti quanti ci sentiamo italiani, eppure fino a due secoli fa eravamo toscani, sardo-piemontesi papalini ecc.. Semplicemente si è formato un nuovo patto scaturito dall'evento traumatico.
    La critica invece non ha senso perché non si capisce come il credere in uno stato pre-sociale influisca sulla qualità dei patti sociali che si reputa legittimo ideare.

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  3. #313
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    Predefinito Re: La tentazione maoista della Cina di Xi. Prove tecniche di ultrastatalismo

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    1) se l'uomo è tale perche "animale razionale" allora un animale a-sociale e razionale è un uomo. È mai esistito un uomo del genere? E chi lo sa?
    La definizione di cui sopra include la socialità, non la esclude. Quindi no, non è mai esistito un uomo che non fosse "sociale".

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    2) Torno a chiederti dove il giuscontrattualismo afferma che è lecito creare una società dove i cittadini si uccidono arbitrariamente. Riportami una citazione. Non puoi farlo ovviamente. Nessuno cita ciò che ovvio a tutti quanti.
    Non scansare l'obiezione: di che cosa è frutto questo "non uccidere" per le teorie giuscontrattualiste? Del senso morale dell'uomo? No, ovviamente: del contratto sociale stesso. La moralità umana è convenzionale ed artificiale, così come la società. Non è un'esigenza della natura umana. Ma abbiamo pur visto che le cose non stanno affatto così perché l'uomo non può fare a meno di partire da determinati presupposti che sono antecedenti a qualsiasi "accordo".

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    3) Come ti ho scritto la conquista armata non fa parte del patto. Finita la conquista armata il patto si sviluppa col tempo quando le parti accettano la convivenza. Oppure scatta una reazione e non si forma alcun patto. Oggi tutti quanti ci sentiamo italiani, eppure fino a due secoli fa eravamo toscani, sardo-piemontesi papalini ecc.. Semplicemente si è formato un nuovo patto scaturito dall'evento traumatico.
    Se la conquista armata non fa parte del patto, vuol dire che non c'è alcun patto: c'è un vincolo imposto dall'esterno, non consensuale (o, perlomeno, non del tutto). Quindi, addio "contratto sociale". Poco importa che in seguito il consenso venga prestato.

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    La critica invece non ha senso perché non si capisce come il credere in uno stato pre-sociale influisca sulla qualità dei patti sociali che si reputa legittimo ideare.
    L'influenza c'è perché il contratto sociale, così concepito, genera o il Moloch statalista che tutto assorbe in nome della volontà generale incarnata dal Legislatore onnipotente o lo Stato minimo che si limita a tutelare gli interessi dei singoli individui, negando l'ordinazione reciproca fra Stato e individuo. Inoltre, constato che anche nel formulare questa critica insisti nel parlare del contratto sociale come se fosse un fatto storico, ma torno a ripeterti che noi stiamo ragionando in termini di principio (o, per dirla meglio, in termini universali) e non è possibile affermare che ogni vincolo sociale, in quanto tale, abbia per fonte la stipulazione di un contratto.
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  4. #314
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    Predefinito Re: La tentazione maoista della Cina di Xi. Prove tecniche di ultrastatalismo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    La definizione di cui sopra include la socialità, non la esclude. Quindi no, non è mai esistito un uomo che non fosse "sociale".



    Non scansare l'obiezione: di che cosa è frutto questo "non uccidere" per le teorie giuscontrattualiste? Del senso morale dell'uomo? No, ovviamente: del contratto sociale stesso. La moralità umana è convenzionale ed artificiale, così come la società. Non è un'esigenza della natura umana. Ma abbiamo pur visto che le cose non stanno affatto così perché l'uomo non può fare a meno di partire da determinati presupposti che sono antecedenti a qualsiasi "accordo".



    Se la conquista armata non fa parte del patto, vuol dire che non c'è alcun patto: c'è un vincolo imposto dall'esterno, non consensuale (o, perlomeno, non del tutto). Quindi, addio "contratto sociale". Poco importa che in seguito il consenso venga prestato.



    L'influenza c'è perché il contratto sociale, così concepito, genera o il Moloch statalista che tutto assorbe in nome della volontà generale incarnata dal Legislatore onnipotente o lo Stato minimo che si limita a tutelare gli interessi dei singoli individui, negando l'ordinazione reciproca fra Stato e individuo. Inoltre, constato che anche nel formulare questa critica insisti nel parlare del contratto sociale come se fosse un fatto storico, ma torno a ripeterti che noi stiamo ragionando in termini di principio (o, per dirla meglio, in termini universali) e non è possibile affermare che ogni vincolo sociale, in quanto tale, abbia per fonte la stipulazione di un contratto.
    1) la socialità è atto di ragione? Allora hanno ragione i giuscontrattuslisti! È un istinto? Allora non ha niente a che vedere con la ragione e quindi nemmeno con la definizione di uomo. Del resto anche gli altri animali hanno istinto sociale.

    2) per i giuscontrattuslisti é uno dei motivi per il quale l'uomo si associa e quindi non ha niente a che vedere con un presunto senso morale pre sociale. Si sbagliano? Per asserirlo non puoi fare altro che postularlo.

    3) un bandito entra nella sala e minaccia i contraenti con la pistola costringendoli a rompere il patto. Questo è un atto di imperio contro il patto. Se gli eredi del bandito e gli eredi degli ex contraenti stipulano un nuovo patto che basa i presupposti su quell' atto di arbitrio ecco che si forma un nuovo patto. Un patto illegale? Per stabilirlo occorre una giustizia al di sopra dei contraenti, ma la devi presupporre!

    4) Nel momento in cui due o più persone condividono regole siamo in presenza di un patto che può essere esplicito o implicito. Questo è il presupposto. Se lo contesti spiegami perché. Per stabilire che il patto che conduce al moloch statalista sia "ingiusto" occorre una giustizia al di sopra del patto, ma l'esistenza o meno di quella giustizia è proprio l'oggetto del contendere.

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  5. #315
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    Predefinito Re: La tentazione maoista della Cina di Xi. Prove tecniche di ultrastatalismo

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    1) la socialità è atto di ragione? Allora hanno ragione i giuscontrattuslisti! È un istinto? Allora non ha niente a che vedere con la ragione e quindi nemmeno con la definizione di uomo. Del resto anche gli altri animali hanno istinto sociale.
    La socialità è una qualità della natura umana e come ogni qualità dell'uomo si attua in modo cosciente e razionale, cioè in modo conforme alla natura medesima dell'uomo. Non è né un istinto irrefrenabile né un frutto della poiesis umana.

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    2) per i giuscontrattuslisti é uno dei motivi per il quale l'uomo si associa e quindi non ha niente a che vedere con un presunto senso morale pre sociale. Si sbagliano? Per asserirlo non puoi fare altro che postularlo.
    Ma certo che si sbagliano: l'imperfezione umana porta gli individui sia ad associarsi spontaneamente che a combattersi. Ma la prima cosa (la spinta associativa) non è il rimedio ad una situazione di originaria conflittualità assoluta (bellum omnium contra omnes): è un'esigenza dell'uomo in sé e per sé perché da solo, isolato, non è in grado di perfezionarsi (e, a dirla tutta, nemmeno di sopravvivere, se non con estrema fatica).

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    3) un bandito entra nella sala e minaccia i contraenti con la pistola costringendoli a rompere il patto. Questo è un atto di imperio contro il patto. Se gli eredi del bandito e gli eredi degli ex contraenti stipulano un nuovo patto che basa i presupposti su quell' atto di arbitrio ecco che si forma un nuovo patto. Un patto illegale? Per stabilirlo occorre una giustizia al di sopra dei contraenti, ma la devi presupporre!
    Ripeto quanto ti ho detto sopra: poco importa che in seguito il consenso venga prestato. O - aggiungo adesso - che sovvenga un nuovo patto. Resta il fatto che un vincolo sociale e politico si è stabilito su una base consensuale nulla o fortemente limitata e condizionata. Questo prova ulteriormente che il contratto sociale non è l'origine in sé e per sé della società politica. Può esserne l'occasione storica, forse, in alcuni casi, ma non è il suo fondamento essenziale.

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    4) Nel momento in cui due o più persone condividono regole siamo in presenza di un patto che può essere esplicito o implicito. Questo è il presupposto. Se lo contesti spiegami perché. Per stabilire che il patto che conduce al moloch statalista sia "ingiusto" occorre una giustizia al di sopra del patto, ma l'esistenza o meno di quella giustizia è proprio l'oggetto del contendere.
    Ma che patto implicito vuoi che abbiano sottoscritto persone diversissime fra loro che quasi sicuramente non si sono mai viste in faccia? Se non ci fosse un'indole sociale insita nell'uomo stesso non ci sarebbe società: è questo il punto. E se mi dici che il contratto sociale è la concretizzazione, il metter "nero su bianco" le forme che può assumere nella realtà transeunte la naturale socialità umana, ammetti che Hobbes, Locke e Rousseau si sbagliavano.
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  6. #316
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    Predefinito Re: La tentazione maoista della Cina di Xi. Prove tecniche di ultrastatalismo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    La socialità è una qualità della natura umana e come ogni qualità dell'uomo si attua in modo cosciente e razionale, cioè in modo conforme alla natura medesima dell'uomo. Non è né un istinto irrefrenabile né un frutto della poiesis umana.
    Meglio dire che non è SOLO un istintio irrefrenabile oppure un frutto della poiesis umana: è entrambe le cose. L'istinto gregario è parte della natura umana come quello individualista, e la razionalità umana porta la persona a riconoscere nella comunità umana un'unità cui si appartiene, un'unità fatta di legami di sangue, di cultura, di storia comune, anche di convenienza... Per questo si dice che nessun uomo è un isola.

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Ma certo che si sbagliano: l'imperfezione umana porta gli individui sia ad associarsi spontaneamente che a combattersi. Ma la prima cosa (la spinta associativa) non è il rimedio ad una situazione di originaria conflittualità assoluta (bellum omnium contra omnes): è un'esigenza dell'uomo in sé e per sé perché da solo, isolato, non è in grado di perfezionarsi (e, a dirla tutta, nemmeno di sopravvivere, se non con estrema fatica).
    In effetti sarebbe il caso di invertire la premessa: la conflittualità umana nasce e si sviluppa all'interno della comunità stessa; questo perchè l'istinto individualista è parte dell'essere umano come quello gregario.
    In pratica la spinta coesiva, come tutte le cose umana è soggetta a fasi di ondulazione, con fenomeni di rafforzamento, apogeo, indebolimento, perigeo e così di seguito. Un semplice esame storico porta a riconoscere come la conflittualità interna aumenta in queste fasi di indebolimento coesivo, e si riduce durante i rafforzamenti, spesso in risposta a minacce vere o percepite (in pratica, durante i periodi di crisi, serrare le fila è una risposta tanto istintiva quanto razionale, dato che "l'unione fa la forza"), come molti governanti più o meno legittimi hanno spesso compreso ed utilizzato.
    .
    L'ultimo uomo ad essere entrato in Parlamento con intenzioni oneste.

    Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)

  7. #317
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    Predefinito Re: La tentazione maoista della Cina di Xi. Prove tecniche di ultrastatalismo

    Citazione Originariamente Scritto da Guy Fawkes Visualizza Messaggio
    Meglio dire che non è SOLO un istintio irrefrenabile oppure un frutto della poiesis umana: è entrambe le cose. L'istinto gregario è parte della natura umana come quello individualista, e la razionalità umana porta la persona a riconoscere nella comunità umana un'unità cui si appartiene, un'unità fatta di legami di sangue, di cultura, di storia comune, anche di convenienza... Per questo si dice che nessun uomo è un isola.
    Negli animali la socialità può essere un istinto irrefrenabile, ma nell'uomo è parte di un'inclinazione naturale e, più precisamente, dell'inclinazione naturale a cercare - per citare Gilson - "tutto ciò che è buono secondo l'ordine della ragione".
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  8. #318
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    Predefinito Re: La tentazione maoista della Cina di Xi. Prove tecniche di ultrastatalismo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    La socialità è una qualità della natura umana e come ogni qualità dell'uomo si attua in modo cosciente e razionale, cioè in modo conforme alla natura medesima dell'uomo. Non è né un istinto irrefrenabile né un frutto della poiesis umana.



    Ma certo che si sbagliano: l'imperfezione umana porta gli individui sia ad associarsi spontaneamente che a combattersi. Ma la prima cosa (la spinta associativa) non è il rimedio ad una situazione di originaria conflittualità assoluta (bellum omnium contra omnes): è un'esigenza dell'uomo in sé e per sé perché da solo, isolato, non è in grado di perfezionarsi (e, a dirla tutta, nemmeno di sopravvivere, se non con estrema fatica).



    Ripeto quanto ti ho detto sopra: poco importa che in seguito il consenso venga prestato. O - aggiungo adesso - che sovvenga un nuovo patto. Resta il fatto che un vincolo sociale e politico si è stabilito su una base consensuale nulla o fortemente limitata e condizionata. Questo prova ulteriormente che il contratto sociale non è l'origine in sé e per sé della società politica. Può esserne l'occasione storica, forse, in alcuni casi, ma non è il suo fondamento essenziale.



    Ma che patto implicito vuoi che abbiano sottoscritto persone diversissime fra loro che quasi sicuramente non si sono mai viste in faccia? Se non ci fosse un'indole sociale insita nell'uomo stesso non ci sarebbe società: è questo il punto. E se mi dici che il contratto sociale è la concretizzazione, il metter "nero su bianco" le forme che può assumere nella realtà transeunte la naturale socialità umana, ammetti che Hobbes, Locke e Rousseau si sbagliavano.
    1) La socialità è una qualità che non è esclusiva degli uomini. Anche molti altri animali ce l'hanno. Il fatto che l'uomo gestisca la socialità attraverso la ragione così come è in grado di fare con l'eccitazione sessuale, con la fame e con la sete attiene alla razionalità e non ad una presunta particolarità insita nella sua inclinazione sociale. Tale particolarità la si può presumere, ma non è dimostrabile.

    2) Asserire che l'uomo si associa perché ha un indole sociale che prescinde dalla necessita di difendersi dai suoi simili, significa formulare un postulato. Lo stai presupponendo senza sapere con esattezza se è vero o no. Se affermi che gli uomini da soli non sopravvivono ed è per questo che sono sociali allora come puoi escludere che la difesa dagli altri individui non sia necessaria alla sopravvivenza? Casomai è vero il contrario. A meno che non si presupponga che l'uomo non sociale (di cui fra l'altro neghi l'esistenza!) sia imbelle. Come lo presupponi?

    3) Non si è stabilito nulla su base non volontaria perché l'atto di imperio non fa parte del nuovo patto. Il nuovo patto si sviluppa spontaneamente e volontariamente in seguito a quell' atto. Magari occorrono decenni di assestamento. Il fatto che tu affermi che il nuovo patto è nullo perché seguito ad un atto di imperio ti costringe a postulare l'esistenza di una giustizia al di sopra del patto fra gli uomini. Esiste? È proprio quello di cui stiamo discutendo!

    4) nella storia si sono formate società basate sulla consuetudine. Persone diversissime fra di loro rispettano le medesime consuetudini perche un patto comune di convivenza si è diffuso a macchia d'olio in un gruppo di conviventi.
    Nel momento in cui si mette nero su bianco quale sono le consuetudini rispettate si formalizza semplicemente un patto già in essere. Ma anche quando le leggi sono dettate dall'alto non può esservi governo senza consenso e se c'è consenso significa che esiste un patto fra governati e governanti e fra gli stessi governati nel momento in cui tutti sottistanno ai governanti.

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  9. #319
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    Predefinito Re: La tentazione maoista della Cina di Xi. Prove tecniche di ultrastatalismo

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    1) La socialità è una qualità che non è esclusiva degli uomini. Anche molti altri animali ce l'hanno. Il fatto che l'uomo gestisca la socialità attraverso la ragione così come è in grado di fare con l'eccitazione sessuale, con la fame e con la sete attiene alla razionalità e non ad una presunta particolarità insita nella sua inclinazione sociale. Tale particolarità la si può presumere, ma non è dimostrabile.
    La socialità umana è una caratteristica dell'inclinazione naturale dell'uomo all'attuazione delle sue facoltà spirituali, non alla sola soddisfazione delle sue esigenze di conservazione fisica o di espletamento di qualche bisogno fisiologico. E' questo che la rende molto differente dalla socialità animale, la quale è un puro e semplice istinto.

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    2) Asserire che l'uomo si associa perché ha un indole sociale che prescinde dalla necessita di difendersi dai suoi simili, significa formulare un postulato. Lo stai presupponendo senza sapere con esattezza se è vero o no. Se affermi che gli uomini da soli non sopravvivono ed è per questo che sono sociali allora come puoi escludere che la difesa dagli altri individui non sia necessaria alla sopravvivenza? Casomai è vero il contrario. A meno che non si presupponga che l'uomo non sociale (di cui fra l'altro neghi l'esistenza!) sia imbelle. Come lo presupponi?
    Non ho detto che la difesa dagli altri individui non sia necessaria alla sopravvivenza, anzi, ma che non sta scritto da nessuna parte che una situazione di guerra generalizzata abbia prodotto la socialità umana. Al limite, è la socialità umana ad avere indotto gli uomini a difendersi da eventuali nemici, unendosi ad altri, non il contrario.

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    3) Non si è stabilito nulla su base non volontaria perché l'atto di imperio non fa parte del nuovo patto. Il nuovo patto si sviluppa spontaneamente e volontariamente in seguito a quell' atto. Magari occorrono decenni di assestamento. Il fatto che tu affermi che il nuovo patto è nullo perché seguito ad un atto di imperio ti costringe a postulare l'esistenza di una giustizia al di sopra del patto fra gli uomini. Esiste? È proprio quello di cui stiamo discutendo!
    L'atto d'imperio non fa parte del patto? Bella scoperta. Il punto è che quell'atto di imperio è ciò che produce la nuova situazione giuridica, sociale e politica, cioè, per restare fedeli all'esempio fatto, l'annessione territoriale di uno Stato sconfitto in guerra allo Stato vincitore del conflitto. Ed il fatto che tale nuova situazione sia dovuta ad un atto di imperio non implica di per sé la sua immoralità o la sua nullità sul piano giuridico.

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    4) nella storia si sono formate società basate sulla consuetudine. Persone diversissime fra di loro rispettano le medesime consuetudini perche un patto comune di convivenza si è diffuso a macchia d'olio in un gruppo di conviventi.
    Nel momento in cui si mette nero su bianco quale sono le consuetudini rispettate si formalizza semplicemente un patto già in essere. Ma anche quando le leggi sono dettate dall'alto non può esservi governo senza consenso e se c'è consenso significa che esiste un patto fra governati e governanti e fra gli stessi governati nel momento in cui tutti sottistanno ai governanti.
    E da dove sbucano fuori queste consuetudini? Da un patto? No: sono spontanee. Provengono dalle facoltà spirituali di quei singoli uomini che per necessità si sono uniti. Chiamare tale processo più o meno spontaneo "patto sociale" è una forzatura concettuale perché non si sarebbero formate consuetudini di alcun genere se già in quegli uomini non fosse stata presente un'inclinazione ad agire in quel senso.
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  10. #320
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    Predefinito Re: La tentazione maoista della Cina di Xi. Prove tecniche di ultrastatalismo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    La socialità umana è una caratteristica dell'inclinazione naturale dell'uomo all'attuazione delle sue facoltà spirituali, non alla sola soddisfazione delle sue esigenze di conservazione fisica o di espletamento di qualche bisogno fisiologico. E' questo che la rende molto differente dalla socialità animale, la quale è un puro e semplice istinto.



    Non ho detto che la difesa dagli altri individui non sia necessaria alla sopravvivenza, anzi, ma che non sta scritto da nessuna parte che una situazione di guerra generalizzata abbia prodotto la socialità umana. Al limite, è la socialità umana ad avere indotto gli uomini a difendersi da eventuali nemici, unendosi ad altri, non il contrario.



    L'atto d'imperio non fa parte del patto? Bella scoperta. Il punto è che quell'atto di imperio è ciò che produce la nuova situazione giuridica, sociale e politica, cioè, per restare fedeli all'esempio fatto, l'annessione territoriale di uno Stato sconfitto in guerra allo Stato vincitore del conflitto. Ed il fatto che tale nuova situazione sia dovuta ad un atto di imperio non implica di per sé la sua immoralità o la sua nullità sul piano giuridico.



    E da dove sbucano fuori queste consuetudini? Da un patto? No: sono spontanee. Provengono dalle facoltà spirituali di quei singoli uomini che per necessità si sono uniti. Chiamare tale processo più o meno spontaneo "patto sociale" è una forzatura concettuale perché non si sarebbero formate consuetudini di alcun genere se già in quegli uomini non fosse stata presente un'inclinazione ad agire in quel senso.
    1) si può postulare l'esistenza razionalità nell'uomo ma non la spiritualità. Di essa esistono diverse declinazioni e le opinioni circa la sua stessa esistenza non sono le medesime per tutti. La spiritualità forse esiste. Non puoi presupporla.

    2) Non sta scritto da nessuna parte, ma nemmeno può essere ritenuto del tutto infondato. Si può ritenere che gli uomini si difendono perché morali oppure che diventano morali quando si associano per difendersi. Tutte e due le posizioni hanno pari dignità.

    3) se l'atto di imperio non fa parte del patto e se il patto può legittimamente discendere dall'atto di imperio non capisco il senso della tua obiezione.

    4) da dove sbucano le consuetudini? Bella domanda. Si può supporre che esista un indole morale che lo prescrive oppure si può supporre che le relazioni nate per caso, ma efficienti perché soddisfacenti per chi si relaziona, col tempo per spirito di imitazione si diffondano a macchia d'olio. Due uomini scelgono un arbitro in una contesa e trovano soddisfazione. Il vicino li vede e pensa "figo! Voglio farlo anche io". Ecco che l'usanza dell'arbitraggio si diffonde. Da qui a ritenere che esista la necessità di un arbitro supremo che coordini tutti gli arbitri il passo è breve. Da quel momento in poi quello che decidono gli arbitri diviene legge perché "è giusto". È giusto perché è utile, ma col tempo l'associazione fra la percezione di giustizia dell'atto e l'utilità originaria del medesimo, si perde e rimane solo la prima. Ecco che nasce la morale e quel sentimento di giusto e di ingiusto aleggia nella mente e ci costruiamo l'illusione che esso sia scolpito nel cuore degli uomini.
    Ovviamente si tratta di una teoria. Valevole però quanto quella della morale innata..

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    Ultima modifica di TheMeroving; 10-11-18 alle 03:32
    - Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
    - Ne sei sicuro ?
    - Non ho alcun dubbio !

 

 
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