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    Predefinito L'Antitrust smantella l'abuso di SIAE

    Business Insider

    Giuliano Balestreri

    L’impero di SIAE cade a pezzi. Dopo la direttiva Barnier che ha decretato la fine del monopolio nella raccolta del diritto d’autore e il provvedimento dell’Antitrust che ha accertato l’abuso di posizione dominante da parte di SIAE è in arrivo una causa per danni da parte dei rivali di Soundreef.


    “Il provvedimento dell’authority è molto duro. Conferma tutti gli abusi da noi denunciati” dice Davide D’Atri, fondatore e amministratore delegato di Soundreef che poi annuncia: “Faremo causa per tutti i danni subiti. Basti pensare che SIAE non ha mai avuto l’esclusiva su opere straniere che erano nel nostro catalogo e che pretendeva di amministrare. Così come è incomprensibile come pensassero di amministrare deliberatamente autori ed editori non iscritti da loro”.

    Dopo anni di battaglie a colpi di carte legali, D’Atri inizia a vedere la luce in fondo al tunnel: “Per noi inizia una nuova vita. Finalmente potremo trattare con tutti senza il velo d’incertezza che abbiamo sempre avuto sopra le nostre teste”.

    In particolare, l’Antitrust ha condannato condotte di SIAE che riguardano:

    -ostacolare la libertà dei titolari del diritto d’autore di gestire i propri diritti al momento dell’attribuzione, della limitazione o della revoca del mandato;
    -imporre vincoli alla gestione dei diritti d’autore anche dei titolari non iscritti alla SIAE;
    -imporre ostacoli nella stipulazione da parte degli utilizzatori di altri contratti di licenza d’uso delle opere con i concorrenti della SIAE;
    -escludere i concorrenti dai mercati relativi alla gestione dei diritti d’autore di repertori esteri.

    Un atteggiamento che secondo D’Atri aggiungeva diverse turbative alle trattative di Soundreef: “Di fatto SIAE vietava il deposito di un’opera se tra i co-autori c’era un iscritto alla nostra società. Gli si chiedeva una manleva, una cosa per noi inaccettabile. Questo provvedimento, finalmente, cristallizza alcune cose che mai si possono fare, neppure in un regime di monopolio”.

    SIAE però annuncia ricorsi in attesa di “giustizia vera e imparziale” come scrive su Twitter il direttore generale della società, Gaetano Blandini. D’Atri, però, è sereno: oltre alla decisione dell’Antitrust – che lui definisce “oggettiva” – c’è un risvolto politico che potrebbe giocare a favore di Soundreef.

    Il governo Gentiloni ha in qualche modo tutelato e difeso a livello europeo le specificità di SIAE mitigando l’effetto della liberalizzazione voluta da Barnier. L’ex ministro della Cultura, Dario Franceschini, dopo esseri dimostrato favorevole all’apertura del mercato fece un passo indietro: “Il ministro – commentò l’allora presidente di Siae, Filippo Sugar – ha cambiato idea dopo aver studiato il mercato”.

    Oggi il vento è cambiato. I 5 Stelle sono storicamente contrari ai monopoli, in particolare quello di Siae. “Il modello ha mostrato i suoi limiti – diceva l’Eurodeputato Isabella Adinolfi – e un’apertura servirebbe a capire quali sono le reali alternative“. Sulla stessa lunghezza d’onda il sottosegretario ai Beni culturali con delega in materia di diritto d’autore, Gianluca Vacca (M5S): “Serve una riforma complessiva del settore, il che non significa aprire a una liberalizzazione selvaggia ma mettersi al passo coi tempi. Lavoreremo a un riassetto che tenga conto dei rilievi dell’Antitrust, delle disposizioni europee e del diverso contesto determinato dalle innovazioni tecnologiche”.

    Una svolta auspicata anche da D’Atri: “Mi auguro che il governo completi entro la fine dell’anno il processo di liberalizzazione, ma il provvedimento Antitrust è efficace da subito e per noi questo è fondamentale. Una delle cose che ci frenava erano i timori degli artisti che si chiedevano ‘cosa mi iscrivo a fare se poi i soldi li raccolgono altri?’ Sono consapevole di avere più responsabilità nei confronti del mercato, ma per questo mi aspetto un quadro normativo chiaro”.

    Una delle ragioni che sulle quali si sosteneva il monopolio SIAE era l’attenzione alle arti minori la cui raccolta del diritto d’autore veniva di fatto finanziata dai proventi di un settore ricco come quello della musica. “In Europa – spiega D’Atri – ci sono 26 collecting che si occupano proprio dei diritti minori. E lo fanno senza essere in perdita. Alla base di tutto c’è l’efficienza del sistema“, vero tallone d’Achille di SIAE.

    Anche per questo D’Atri non esclude in futuro di allargare il raggio d’azione di Soundreef: “Noi siamo partiti dal basso, mi piacerebbe che fosse così anche in altri settori. Se un giorno ci fossero artisti o editori di altri campi che ci chiedessero una mano per migliorare la gestione del diritto d’autore saremmo a disposizione. Soundreef è un’azienda tecnologica che gestisce le transazioni”. Nel frattempo, però, l’imprenditore vorrebbe che finissero “le liti. L’industria della musica vuole dialogo per il bene del settore, ma per il momento SIAE non vuole incontrarci”.

    https://it.businessinsider.com/lanti...d8BRvLejDEtbQk

  2. #2
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    Predefinito Re: L'Antitrust smantella l'abuso di SIAE

    abbolire i diritti di autore
    ciao ciao

  3. #3
    SOVRANISTA ISRAELIANO
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    Predefinito Re: L'Antitrust smantella l'abuso di SIAE

    C'è una falsità nell'articolo, i grillini non sono contro i monopoli, una volta magari lo dicevano ma poi al momento che han preso il potere, a livello nazionale e locale, han girato la frittata
    sono per le caste, le corporazioni, i numeri chiusi, i garantiti ed ogni tipo di gilda
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

 

 

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