Mi sovvengono dei dubbi riguardo il reddito di cittadinanza... sorvolo la questione delle coperture (fondamentale, ma la metto in secondo piano...),
ho cercato in lungo e in largo dettagli in rete sul modo di attuazione del reddito, ma ho trovato ben poca cosa. Da qui le seguenti domande che vorrei porgere:
1) prestare servizio per 8 ore a settimana per progetti comunali: mi sembrano misure già ampiamente sperimentate in passato soprattutto al meridione con esiti disastrosi.
2) seguire processi di formazione: Premessa. La maggior parte degli attuali "poveri" (la maggior parte, non tutti), hanno abbandonato gli studi precocemente o cma non hanno competenze spendibili sul mercato del lavoro. Cosa intendono i 5stelle per processo formativo? un corsetto da 100 ore finanziato dalla provincia?? oggi, una vera formazione utile richiede tempo e risorse economiche ingenti.
E come potrebbero intraprendere questa strada persone che hanno abbandonato gli studi anni orsono o non l'hanno mai completati?
3) Centri per l'impiego: per riformarli e adeguarli sono necessari anni (per riprogettare i software a livello nazionale ci vuole tempo...).
In definitiva penco che, in astratto, il reddito di cittadinanza rappresenta sia un principio giusto ed etico, ma l'attuazione (escludedo il discorso delle coperture finanziarie),
per quanto ne sappiamo, ovvero quasi nulal (dovrebbe esserci un documento che entri nei particolari se si vuole essere credibili),
è pura propaganda.
Sono pronto a un confronto costruttivo.





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