Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito Pd, l'ultima manovra tra Martina e Minniti: ecco il patto anti-Zingaretti

    IL RETROSCENA
    Correre divisi, per colpire poi uniti. È il piano che in queste ore circola al Nazareno per frenare l'elezione di Nicola Zingaretti alla segreteria del Pd. Tutto si basa su un calcolo figlio dello scenario che si potrebbe delineare a breve. Con la discesa in campo di Marco Minniti e Maurizio Martina (entrambe ancora da ufficializzare) diventerebbe molto complicato per il governatore del Lazio riuscire a prendere più del 50% dei voti alle primarie del 10 febbraio (la competizione dei gazebo scatta dopo il voto dei circoli e coinvolge solo i primi tre più votati). Così facendo, da statuto, l'elezione del nuovo segretario passerebbe dal voto dell'assemblea nazionale.


    E qui che si congiungerebbero Minniti e Martina, il primo espressione del mondo renziano e il secondo più vicino all'area di Matteo Orfini. L'accordo che circola in queste ore in Transatlantico prevede l'elezione a segretario dell'ex ministro dell'Interno, con il segretario reggente, da ieri dimissionario, che farebbe il vice. I deputati zingarettiani da un po' hanno fiutato il pericolo: «Se ci sarà una manovra del genere il Pd scenderà intorno al 10%».

    L'ACCORDO
    Di converso, nel mondo renziano-orfiniano, di fatto la maggioranza che ha governato i dem finora, regna ottimismo: «L'assemblea è sovrana, anzi e non è detto che Zingaretti arrivi primo, Martina al Nord è molto forte», racconta Claudio Mancini, luogotenente di Orfini nella Capitale. C'è chi fa notare infatti che «Maurizio» e «Marco» sono pronti a dividersi le aree geografiche: Minniti al Sud potrebbe contare sull'appoggio dei dem campani, siciliani e calabresi; al contrario Martina mantiene uno zoccolo duro tra Milano, Veneto e Piemonte. Esempio: la Lombardia esprime, in virtù della popolazione, molti più delegati del Lazio, regno di Zingaretti, che torneranno utili in assemblea.
    In questo gioco di correnti il presidente del Lazio può contare sull'appoggio dell'ex premier Paolo Gentiloni e di Dario Franceschini, leader di Area-dem.

    Il primo ha detto sabato scorso alla festa del Foglio che presto si schiererà pubblicamente, anche se ha già partecipato a Piazza grande, l'anti-Leopolda di «Nicola» qualche settimane fa. Il secondo, invece, ha auspicato la massima unità, spendendo belle parole per Zingaretti. Gli orfiniani sono convinti che alla fine si staccherà, i deputati legati al presidente della Regione Lazio pensano di no: «Dario - spiegano - non rientrerebbe mai in una maggioranza Renzi-Orfini». Poi c'è Walter Veltroni: il fondatore non si schiera e auspica una soluzione senza traumi. Nel dubbio il 6 novembre presenterà il libro di Minniti con monsignor Angelo Becciu e Gianni Letta.

    https://www.ilmessaggero.it/politica...i-4075141.html
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  2. #2
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    Predefinito Re: Pd, l'ultima manovra tra Martina e Minniti: ecco il patto anti-Zingaretti

    Minniti è attrattivo, Martina per nulla, ai gazebo verrebbe schiacciato. Non so se basti ad arginare Zingaretti.
    Against all odds

  3. #3
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    Predefinito Re: Pd, l'ultima manovra tra Martina e Minniti: ecco il patto anti-Zingaretti

    Walter che andra' a presentare il libro equivale ad uno schieramento. In effetti , tra Minniti e Zingaretti , secondo me il dubbio non si pone.
    Extra Ecclesiam Nulla Salus

  4. #4
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    Predefinito Re: Pd, l'ultima manovra tra Martina e Minniti: ecco il patto anti-Zingaretti

    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    IL RETROSCENA
    Correre divisi, per colpire poi uniti. È il piano che in queste ore circola al Nazareno per frenare l'elezione di Nicola Zingaretti alla segreteria del Pd. Tutto si basa su un calcolo figlio dello scenario che si potrebbe delineare a breve. Con la discesa in campo di Marco Minniti e Maurizio Martina (entrambe ancora da ufficializzare) diventerebbe molto complicato per il governatore del Lazio riuscire a prendere più del 50% dei voti alle primarie del 10 febbraio (la competizione dei gazebo scatta dopo il voto dei circoli e coinvolge solo i primi tre più votati). Così facendo, da statuto, l'elezione del nuovo segretario passerebbe dal voto dell'assemblea nazionale.


    E qui che si congiungerebbero Minniti e Martina, il primo espressione del mondo renziano e il secondo più vicino all'area di Matteo Orfini. L'accordo che circola in queste ore in Transatlantico prevede l'elezione a segretario dell'ex ministro dell'Interno, con il segretario reggente, da ieri dimissionario, che farebbe il vice. I deputati zingarettiani da un po' hanno fiutato il pericolo: «Se ci sarà una manovra del genere il Pd scenderà intorno al 10%».

    L'ACCORDO
    Di converso, nel mondo renziano-orfiniano, di fatto la maggioranza che ha governato i dem finora, regna ottimismo: «L'assemblea è sovrana, anzi e non è detto che Zingaretti arrivi primo, Martina al Nord è molto forte», racconta Claudio Mancini, luogotenente di Orfini nella Capitale. C'è chi fa notare infatti che «Maurizio» e «Marco» sono pronti a dividersi le aree geografiche: Minniti al Sud potrebbe contare sull'appoggio dei dem campani, siciliani e calabresi; al contrario Martina mantiene uno zoccolo duro tra Milano, Veneto e Piemonte. Esempio: la Lombardia esprime, in virtù della popolazione, molti più delegati del Lazio, regno di Zingaretti, che torneranno utili in assemblea.
    In questo gioco di correnti il presidente del Lazio può contare sull'appoggio dell'ex premier Paolo Gentiloni e di Dario Franceschini, leader di Area-dem.

    Il primo ha detto sabato scorso alla festa del Foglio che presto si schiererà pubblicamente, anche se ha già partecipato a Piazza grande, l'anti-Leopolda di «Nicola» qualche settimane fa. Il secondo, invece, ha auspicato la massima unità, spendendo belle parole per Zingaretti. Gli orfiniani sono convinti che alla fine si staccherà, i deputati legati al presidente della Regione Lazio pensano di no: «Dario - spiegano - non rientrerebbe mai in una maggioranza Renzi-Orfini». Poi c'è Walter Veltroni: il fondatore non si schiera e auspica una soluzione senza traumi. Nel dubbio il 6 novembre presenterà il libro di Minniti con monsignor Angelo Becciu e Gianni Letta.

    https://www.ilmessaggero.it/politica...i-4075141.html
    Ma la politica della desiderata (da alcuni) restaurazione nella sinistra, la si deve fare con i retroscena del corriere della sera? proprio da parte di quelli del gruppo Cairo (con la7) che in questi anni hanno tirato la volata al peggiore populismo esistente nei paesi occidentali? Quelli che appoggiarono il governo Monti al quale non fu opposta, dalla sinistra di allora, alcuna resistenza? Fu grazie al governo Monti (che seguì i disastri del governo lega /berlusconi) che cominciò l'ascesa dei populismi in Italia ( 5 stelle da zero al 25,5% alle elezioni del 2013). Tutto torna.


  5. #5
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    Predefinito Re: Pd, l'ultima manovra tra Martina e Minniti: ecco il patto anti-Zingaretti

    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Ma la politica della desiderata (da alcuni) restaurazione nella sinistra, la si deve fare con i retroscena del corriere della sera? proprio da parte di quelli del gruppo Cairo (con la7) che in questi anni hanno tirato la volata al peggiore populismo esistente nei paesi occidentali? Quelli che appoggiarono il governo Monti al quale non fu opposta, dalla sinistra di allora, alcuna resistenza? Fu grazie al governo Monti (che seguì i disastri del governo lega /berlusconi) che cominciò l'ascesa dei populismi in Italia ( 5 stelle da zero al 25,5% alle elezioni del 2013). Tutto torna.

    il corriere della sera?
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  6. #6
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    Predefinito Re: Pd, l'ultima manovra tra Martina e Minniti: ecco il patto anti-Zingaretti

    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Ma la politica della desiderata (da alcuni) restaurazione nella sinistra, la si deve fare con i retroscena del corriere della sera? proprio da parte di quelli del gruppo Cairo (con la7) che in questi anni hanno tirato la volata al peggiore populismo esistente nei paesi occidentali? Quelli che appoggiarono il governo Monti al quale non fu opposta, dalla sinistra di allora, alcuna resistenza? Fu grazie al governo Monti (che seguì i disastri del governo lega /berlusconi) che cominciò l'ascesa dei populismi in Italia ( 5 stelle da zero al 25,5% alle elezioni del 2013). Tutto torna.

    Anche quello che è venuto dopo Monti ha aiutato...
    Venezuela e Zimbabwe nei nostri cuori!

  7. #7
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    Predefinito Re: Pd, l'ultima manovra tra Martina e Minniti: ecco il patto anti-Zingaretti

    Una corsa con dentro Martina, Minniti e Zingaretti in effetti sarebbe una novità, tre profili forti ( Martina un po' meno ma comunque con un buon sostegno alle spalle) in competizione tra loro. Posto che Zingaretti continua a sembrarmi il candidato migliore, sono curioso di sapere cosa metteranno eventualmente in campo gli altri due. Minniti in particolare, per l'idea-forza su sicurezza=libertà, potrebbe influenzare non poco il dibattito

 

 

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