Sarà anche una discussione ciclica ma parliamone lo stesso che male non fa, almeno confrontiamo un pò le nostre idee.
Allora...
In Sardegna ci sono circa 1600000 abitanti, la cui maggioranza ha almeno una competenza passiva con il sardo (nel senso che magari non lo parla però lo capisce). Questo fatto va scisso, infatti in un paese è più probabile che un ragazzo abbia almeno una competenza passiva con il sardo a differenza di quanto accade nei grossi centri dove la probabilità è minore. A questo fatto ne va aggiunto un altro, ad oggi, secondo le ricerche effettuate dalla Ras, solo il 13% dei bambini parla il sardo come prima lingua, concentrati per lo più nelle Baronie, nella Barbagia settentrionale e nel Marghine. Il sardo nel giro di pochi anni è diventato lingua di minoranza soppiantato dall'italiano che, a parte qualche raro caso, tutti capiscono e parlano anche se magari non hanno tale lingua come lingua madre. Col passare del tempo anche nelle "gaeltacht sarde" i bambini non parleranno più il sardo come prima lingua, anzi cio sta gia accadendo, anche qui col passare degli anni la percentuale di bimbetti che parla in sardo è sempre minore.
A fronte di tutto cio, per far si che il sardo non si estingua (o per ritardare tale avvenimento) le proposte sono state molte: c'è chi propone uno standard linguistico, chi due, chi tre, chi pensa che ogni paese si debba tenere il suo dialetto ecc. ecc. qual'è la vostra posizione in proposito? Immaginiamo che domani vi investano della carica di assessore alla cultura (o meglio ministro sardo dell'istruzione, quindi con poteri maggiori), cosa fareste?
Per quanto mi riguarda io farei così:
1) Utilizzo nel breve-medio periodo delle varianti locali (con uno standard grafico unico) avendo però come obiettivo di lungo periodo quello di far si che tali varianti si possano amalgamare in modo da creare in modo naturale uno standard unico per tutta la Sardegna. Per fare un esempio: le istituzioni dovranno utilizzare uno standard che però non è definitivo ma una base. Ad ognuno la libertà di utilizzare il proprio dialetto, nelle scuole potrebbero essere utilizzati sia il dialetto locale (ad esempio per l'insegnamento del sardo come materia) che lo standard (qui invece per quelle materie dove il sardo è utilizzato come lingua veicolare)
2) Scuola plurilingue: credo che sia necessario, in un mondo come quello odierno, la creazione di una scuola che utilizzi più lingue per l'insegnamento delle materie, che nel nostro caso saranno sardo, italiano e inglese. Così l'individuo avrà una buona competenza con questi idiomi senza contare il fatto che sarà anche più aperto e dotato di una mentalità più flessibile.
3) Creazione di un'accademia ufficiale della lingua sarda
4) Prendere spunto da tutte quelle politiche linguistiche che sono state attuate in Europa con successo dalle varie minoranze.
5) Se fatto tutto questo il sardo non tornerà ad essere largamente utilizzato allora pazienza vuol dire che era destino che dovesse morire, non mi strapperò i capelli.
bene, che fareste voi? Parliamone.




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