vecchio ma attualissimo articolo di Georges Marchais sulla natura reazionaria e funzionale alla difesa del capitalismo, dei gruppuscoli trotskisti, anarchici e maoisti che diedero vita alle contestazioni del 1968 e dei loro leaders
https://frontepopolare.net/2013/05/1...a-smascherare/
Dei falsi rivoluzionari da smascherare
di Georges Marchais
su l’Humanité, 3 maggio 1968
Come sempre accade quando progredisce l’unione delle forze operaie e democratiche, i gruppuscoli di estrema sinistra si agitano dappertutto. Essi sono particolarmente attivi tra gli studenti; all’Università di Nanterre, ad esempio, si trovano: i “maoisti”; la “Gioventù Comunista Rivoluzionaria” che raggruppa una parte dei trotzkisti; il “Comitato di Collegamento degli Studenti Rivoluzionari”, anch’esso a maggioranza trotzkista; gli anarchici; diversi altri gruppi più o meno folkloristici.
Malgrado le loro contraddizioni, questi gruppuscoli – qualche centinaio di studenti – si sono uniti in quello che chiamano il “Movimento 22 Marzo: Nanterre”, diretto dall’anarchico tedesco Cohn-Bendit.
Non contenti dell’agitazione che conducono nell’ambiente studentesco – agitazione che va contro gli interessi delle masse studentesche e favorisce le provocazioni fasciste – ecco che questi pseudo-rivoluzionari si arrogano la pretesa di impartire lezioni al movimento operaio. Li si trova sempre più spesso ai cancelli delle fabbriche o nei centri dei lavoratori immigrati a distribuire volantini o altro materiale di propaganda.
Questi falsi rivoluzionari devono essere energicamente smascherati perché, oggettivamente, essi servono gli interessi del potere gollista e dei grandi monopoli capitalistici.
Uno dei maître à penser dell’estrema sinistra è il filosofo tedesco Herbert Marcuse, che vive negli Stati Uniti. Le sue tesi possono essere riassunte come segue: i partiti comunisti “hanno fallito”, la borghesia ha “integrato la classe operaia che non è più rivoluzionaria”, la gioventù, soprattutto nelle università, “è una forza nuova, piena di possibilità rivoluzionarie” e si deve organizzare “per la lotta violenta”.
Ben inteso, i seguaci di Marcuse, da noi, devono tener conto della forza, dell’influenza del Partito Comunista Francese e della combattività della classe operaia. Ma pur attenti alle forme, essi indirizzano i loro colpi contro il nostro Partito – e la CGT – e cercano di mettere in discussione il ruolo fondamentale della classe operaia nella lotta per il progresso, la democrazia, il socialismo.
Le tesi e l’attività di questi “rivoluzionari” potrebbero suscitare il riso. Per di più si tratta, in generale, di figli di grandi borghesi – che disprezzano gli studenti di origine operaia – che archivieranno rapidamente la loro fiamma rivoluzionaria per andare a dirigere la fabbrica di papà e sfruttarne i lavoratori nelle migliori tradizioni del capitalismo.
Tuttavia non va sottovalutata la loro azione negativa che tenta di gettare turbamento, dubbio e scetticismo tra i lavoratori e soprattutto tra i giovani. Ancor più dal momento che le loro attività s’iscrivono nel contesto della campagna anticomunista del potere gollista e delle forze reazionarie. In più dei giornali, delle riviste, dei settimanali – tra cui alcuni che si dichiarano di sinistra – accordano loro importanza e diffondono su intere colonne le loro elucubrazioni. Infine e soprattutto, perché l’avventurismo estremista porta il più grande pregiudizio al movimento rivoluzionario.
Sviluppando l’anticomunismo, i gruppuscoli estremisti servono gli interessi della borghesia e del grande capitale.
Il Partito Comunista Francese è il miglior difensore degli interessi immediati dei lavoratori manuali e intellettuali. Esso rappresenta una forza essenziale nella battaglia per eliminare il potere dei monopoli e sostituirgli un regime democratico nuovo, che permetta di avanzare sulla via del progresso sociale, dell’indipendenza nazionale e della pace. Esso è il migliore artefice dell’unione delle forze operaie e democratiche e dell’intesa tra tutti i partiti di sinistra, condizione decisiva per raggiungere degli obiettivi. Senza il Partito Comunista non è possibile un governo davvero di sinistra né una vera politica di progresso. […]
Per raggiungere i suoi obiettivi il nostro Partito Comunista fonda la sua azione innanzitutto sulla classe operaia, che è la forza sociale decisiva della nostra epoca. La grande missione storica della classe operaia è di liquidare il capitalismo ed edificare il socialismo, sola società veramente umana. E’ perché la classe operaia non possiede ancora nessun mezzo di produzione che essa è la classe più sfruttata, e quindi la sola classe veramente rivoluzionaria sino alla fine. E ancora, è perché le condizioni stesse di sviluppo della produzione fanno sì che la classe operaia sia la meglio organizzata, la più disciplinata e la più cosciente.
Gli pseudo-rivoluzionari di Nanterre e di altrove possono pure sforzarsi, ma non potranno cambiare nulla di questa realtà storica. […] Noi dobbiamo anche ricordare loro queste parole indirizzate da Anatole France agli intellettuali: “Per combattere e vincere i nostri avversari ricordatevi, cittadini, che dovete marciare con gli artefici dell’emancipazione dei lavoratori manuali, con tutti i difensori della giustizia sociale e che non avete nemici a sinistra. Ricordatevi che senza i proletari non siete che un pugno di dissidenti borghesi e che uniti, mescolati al proletariato, siete la moltitudine al servizio della giustizia.” […]
(traduzione a cura di Alessio Arena)
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