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I soldi del tram ai terremotati. 110 milioni delle linee 2 e 3
Il trasferimento dei fondi nel decreto Abruzzo al Senato
di Ernesto Ferrara e Massimo Vanni
E la tramvia rischia di restare senza soldi. Il governo Berlusconi «requisisce» i mutui inutilizzati concessi dalla Cassa depositi e prestiti Spa per la ricostruzione in Abruzzo. E tra questi anche i 110 milioni di euro di mutui per la tramvia di Firenze: quelli per finanziare la linea 2 e il tanto contestato passaggio sotto il Duomo, più la linea 3 per Careggi.
Si è saputo solo ieri, quando l´Associazione dei Comuni (Anci) ha diffuso una nota di contestazione nei confronti del decreto che è già sui banchi del Senato per la prima lettura (come tutti i decreti deve essere ratificato). Palazzo Vecchio, che già da qualche giorno sapeva, si è deciso a quel punto ad uscire allo scoperto: «Trovi i soldi per l´Abruzzo da un´altra parte», hanno detto il vicesindaco Giuseppe Matulli e l´assessore Tea Albini. E l´allarme è ufficialmente scattato.
«Il centrosinistra vuole tentare il blitz presentando un emendamento all´ultimo tuffo per salvare la tramvia? Siamo qui a vigilare, non ci prenderanno di sorpresa», avverte il senatore Pdl Paolo Amato. Un eccesso di valutazione dell´avversario, che in questo caso dormiva: ancora a fine pomeriggio, i senatori fiorentini del centrosinistra non ne sapevano niente.
Nel testo del decreto, il ministro dell´economia Tremonti spiega di voler destinare in Abruzzo i mutui non ancora utilizzati della Cassa depositi e prestiti, cioè della Spa che finanzia le opere pubbliche. Soldi fermi da anni, in attesa che le amministrazioni ne chiedano l´erogazione. Amministrazioni di centrosinistra come Firenze, ma anche di centrodestra come Milano. Tremonti fa bene a «requisire» i soldi non spesi? Secondo l´Anci no. Perché anche se non spesi quei soldi sono comunque impegnati per opere già appaltate. Com´è, guarda caso, il caso della tramvia 2 e 3 di Firenze, per le quali il Comune ha già firmato il contratto di «project-financing» firmato con i privati (imprese edili e la francese Ratp).
Di chi è la colpa se i soldi non sono stati spesi per anni? Matulli e Albini spiegano che la colpa non è di Palazzo Vecchio: «Si tratta di mutui non ancora adoperati per effetto di ritardi burocratici da parte del ministero, per i quali tuttavia sono già stati assunti impegni attraverso gare e contratti». Sta di fatto che, oltre alla linea 1, anche le linee 2 e 3 sono già in ritardo: se la tabella del Comune parla ancora di lavori finiti entro il 2011 (ma si doveva partire nel 2008), secondo il consulente-tramvia Giovanni Mantovani le 2 e 3 non arriveranno prima del 2013.
Ma che sarebbe successo se i lavori non fossero stati in ritardo? Se Palazzo Vecchio avesse già richiesto una parte dei 110 milioni? Tremonti avrebbe risparmiato Firenze? Per tutta risposta Matulli e Albini hanno subito chiesto un incontro urgente col ministro Tremonti per invitarlo «a trovare soldi veri e non fondi già impegnati per opere pubbliche», perché «da parte del Comune non c´è stata alcuna inerzia». Il governo deve dunque dire cosa vuol fare: «Se prendere in giro l´Abruzzo o i Comuni».
(20 maggio 2009)
I soldi del tram ai terremotati. 110 milioni delle linee 2 e 3 | Firenze la Repubblica.it