Le colpe dei padri ricadranno sui figli.
Evidentemente i nostri padri erano dei grandi peccatori.
Decenni di mafia e di corruzione ci hanno trasmesso il terzo debito pubblico più grande al mondo.
Spero che almeno si siano divertiti.

Gli italiani sono maestri nell'arte di arrangiarsi.
Provare per credere.
Da quando sono nata (40 anni fa) "l'Italia è malata", "l'Italia è un sorvegliato speciale", "l'Italia è una anomalia", "l'Italia è in crisi".
Salvo poi scoprire che in questi 40 anni gli italiani hanno continuato bene o male a lavorare, a guadagnare e a mettere da parte il terzo risparmio privato più grande del mondo.

Fare di necessità virtù.
Strana corrispondenza quella del terzo debito pubblico più grande del mondo e del terzo risparmio privato più grande del mondo.
E come se gli italiani avessero monetizzato il debito dello Stato.
In realtà lo hanno monetizzato davvero.
Peccato che questa monetizzazione costi un po' cara (vedi interessi sul debito pubblico).

L'Italia è una Repubblica fondata sul Debito Pubblico.
Lo so che suona male.
Ma è una realtà di fatto.
Basterebbe prenderne atto.
E perciò smettere di cospargersi il capo di cenere (altra turpe perversione italiana) e trovare una soluzione furba (vedi "Gli italiani sono maestri nell'arte di arrangiarsi").

Una soluzione furba?
Usare il Debito Pubblico come base monetaria e come strumento di redistribuzione del reddito.
Quindi:
- vendere i titoli di Stato soltanto agli italiani (altrimenti gli interessi finiscono all'estero)
- pagare degli interessi onesti (che compensino l'inflazione a breve scadenza e diano una piccola rendita a media scadenza)
- attuare una politica di bilancio che stabilizzi il Debito Pubblico e si guardi bene dall'idea suicida di diminuirlo.