Il messaggio globalista di “lavoratori di tutto il mondo unitevi” con la smaterializzazione del denaro e quindi la delocalizzazione delle ricchezze ha finito per ritorcervisi contro.
Da una parte causa delle diverse condizioni di vita delle popolazioni non si è riuscito a concretizzare il messaggio globalista sui lavoratori dall'altra il globalismo si è concretizzato proprio in quella che all’epoca era identificata nella borghesia che oggi è rappresentata della élite di multinazionali e da coloro che le controllano.
Da questa contraddizione tra globalismo proletario e globalismo capitalistica nasce la crisi della sinistra nel mondo.
Il messaggio socialista di apertura internazionale è stato monopolizzato ed ampiamente sfruttato dal capitalismo che della globalizzazione ne ha fatto uno strumento per sfuggire al controllo sociale degli stati.
In questo modo chi batte moneta, gli stati, composti da popoli crea titoli di debito ma mentre prima poteva rientrare del debito attraverso la tassazione di quei titoli oggi essendo smaterializzati e facilmente trasferibili in pochi secondi da una parte all’altra del mondo non può più recuperare quei titoli di debito.
In questo modo gli stati, continuando ad emettere titoli di debito, dei pagherò in nome di un popolo, non possono più rientrare nel debito emettendo titoli di cui non può rientrare nel debito che gli sfugge in lidi non tassabili.
Alla fine stati e popoli finiscono per incrementare il proprio debito senza avere più la possibilità di poter recuperare quei titoli di debito con la tassazione della ricchezza e delle rendite che oggi vengono trasferite all’estero nei così detti paradisi fiscali.
Allora la globalizzazione sembra favorire la destra ricca e liberale dando ragione ai no-global, fenomeno sicuramente di sinistra, a protestare e a distruggere tutti i simboli della globalizzazione economica che impoverisce il popolo ed i lavoratori. Messaggio in aperto contrasto con le aperture delle frontiere da sempre sostenuta dalla ideologia socialista.
Le sconfitte delle sinistre nasce proprio dall'incapacità a dare una soluzione ai danni della globalizzazione. Mentre la destra vive la sua contraddizione tra la difesa di una economia globalista e la soluzione proposta la popolo di ricorso al sovranismo, dando con un mano e togliendo con l’altra, la sinistra non ha avuto la capacità di offrire una soluzione al globalismo continuando a sostenerlo anche nel momento in cui favorisce la fuga del capitale e l’impoverimento della classe operaia!
I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Mentre la destra da una parte danneggia le classi povere sostenendo il diritto dei capitali di muoversi senza controlli e di sfuggire al fisco ed alle tassazioni degli stati dall’altra offre il sovranismo ed il controllo delle frontiere per tutelare gli stati, le nazioni e la popolazione, soprattutto quella più povera ed incapace a fronteggiare il globalismo.
La sinistra, che dovrebbe sostenere le classi più povere e diseredate, continuando a sostenere l’apertura delle frontiere e quindi il globalismo senza controlli, non fa latro che danneggiare proprio quelle classi più povere che vorrebbe difendere. Il suo contrastare il sovranismo, il nazionalismo non fa altro che offrire motivi di odio proprio da quelle classi più povere che subiscono più pesantemente gli effetti della globalizzazione.
Da questa incapacità ad offrire una soluzione alternativa alla globalizzazione, agli ultimi nelle società che ne sono i primi danneggiati, nasce la perdita dei consensi del socialismo nelle società avanzate.
Saluti




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