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  1. #1
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    Predefinito Armi strategiche e diritti dei lavoratori - di MDL

    questo e' meglio
    - Marco Della Luna


    ma immagino che i nostri padanliberisti siano " padanamente" sicuri che il " mercato" provvedera' anche per noi ..

    in fondo basta aver " voglia di lavorare" no ? ..

    ARMI STRATEGICHE E DIRITTI DEI LAVORATORI
    Che si prenderà le ultime scorte di petrolio, nickel, rame etc.? Chi resterà senza queste commodities e dovrà rinunciare al proprio benessere? Le risorse naturali, e alcuni metalli specialmente, si avviano rapidamente all’esaurimento, anche a causa del forte consumo da parte dell’esplosiva economia cinese, che guida la corsa all’accaparramento anche di terre agricole e di fonti d’acqua. La riserve calano, la competizione per assicurarsele si accende, e le potenze dotate di armi nucleari strategiche, quindi in grado di imporsi in questa competizione togliendo le risorse alle altre, sono tre: USA, Russia e Cina. Le altre, tutte le altre, non avendo vettori nucleari intercontinentali, non possono eseguire rappresaglie, quindi possono essere fermate con la minaccia o l’attuazione di un attacco nucleare o anche convenzionale da parte di USA o Russia o Cina, o un’occupazione finalizzata all’impianto della democrazia quando si vuole vendere materie prime e petrolio in particolare senza passare per il Dollaro. Gli altri paesi nucleari, ossia Francia, Gran Bretagna, Israele, India, Pakistan, Corea del Nord, hanno vettori nucleari difensivi, incapaci di colpire un eventuale aggressore lontano migliaia di chilometri, quindi inutili come deterrente contro di esso. La Nato ha armi strategiche intercontinentali, ma le controllano gli americani, quindi non sono certo al servizio degli interessi europei. Se esistesse una federazione europea capace di una sua politica di autotutela, si doterebbe, come prima priorità, di missili balistici intercontinentali con testate da 20 megatoni e di sottomarini nucleari con altri analoghi vettori strategici. Sarebbe la più grande potenza economico-industriale, con 600 milioni di abitanti, e potrebbe ‘partecipare alla spartizione delle risorse planetarie. Invece non lo farà.

    La Cina ha un sistema monetario che le consente di finanziare la spesa pubblica e gli investimenti sia interni che all’estero senza contrarre debito, sicché riesce non solo a crescere vertiginosamente, ma anche a fare incetta delle risorse planetarie, dalle miniere africane ai ristoranti di Venezia, togliendole praticamente a costo zero a paesi come l’Italia che invece affondano in un indebitamento pubblico e privato che oramai si riconosce essere irredimibile, inestinguibile. Inoltre la Cina ha un esercito di un miliardo – ripetesi: un miliardo – di lavoratori disciplinati e zelanti, con pochi diritti e poche pretese, senza scioperi, e con la loro smisurata forza produttiva invade settori di mercato globale occidentali, compresi molti di quelli tradizionalmente italiani. Inoltre, anche in fatto di ricerca e innovazione tecnologica è in grado di raggiungere o surclassare la maggior parte dei competitori sul mercato globale in molti settori, mentre l’Italia da vent’anni perde posizioni in fatto di produttività, infrastrutture, quote di mercato, ricerca e innovazione, efficacia della sua scuola. Non parliamo del confronto con altre potenze emergenti quali India, Russia, Brasile. Nello scacchiere mondiale, l’Italia, come soggetto politico, conta zero. Conta come area di conquista e sfruttamento di altri.

    Poiché queste cose non vengono (per ora) dette né capite a livello di opinione pubblica, si può ancora esaltarsi coi sindacalisti, con Bagnasco e compagnia bella per il reinserimento forzato nel posto di lavoro degli operai della Fiat di Melfi e raccontare alla gente che oggi c’è da combattere contro la logica della globalizzazione finanziaria per preservare i diritti salariali e non conquistati dai lavoratori italiani in decenni di lotte sindacali democratiche. Quei diritti possono essere giustissimi – non si discute – ma sono finiti, finiti senza ritorno, poiché l’evoluzione geostrategica e geoeconomica (assieme all’involuzione e stagnazione del sistema-paese italiano) ha eliminato il loro presupposto, che era il fatto che l’Italia era una potenza economica e tecnologica in crescita, con un reddito e una produttività pro capite comparativamente elevati. L’Italia dei decenni scorsi poteva viver bene e dedicarsi al contempo ai grandi obiettivi sociali e ideali, ai diritti dei lavoratori senza pari doveri, al 27 politico per tutti gli studenti, all’assistenzialismo a pioggia, perché la generazione precedente aveva lavorato sodo e con poche pretese; e perché i giganti asiatici non si erano ancora svegliati; e anche perché allora l’indebitamento pubblico era basso e c’era molto spazio per spendere a deficit e indebitare le generazioni future. Ora la pacchia è finita, arriva lo scontro con la realtà, e l’Italia è un paese vecchio e ristagnante, sempre più ingessato dai suoi debiti e simultaneamente schiacciato da sistemi-paese concorrenti molto più produttivi, dinamici, innovativi, nonché in grado di prendersi con la forza le risorse di cui hanno bisogno, e – nel caso della Cina – addirittura di finanziare senza indebitarsi la propria espansione economica e il lavoro per il suo sterminato esercito di lavoratori e consumatori.

    01.09.10 Marco Della Luna
    vulgus vult decipi

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  2. #2
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    Predefinito Rif: nuovo di MDL

    > in fondo basta aver " voglia di lavorare" no ?

    dipende che tipo di lavoro.

    C'e' ancora qualcuno che crede che possiamo competere con la manifattura cinese, semplicemente mettendo piu' dazi sugli import di scarpe, mobili ed elettrodomestici per compensare il costo della manodopera. Buonanotte.

    Pero' ci sono altri tipi di lavoro in cui la Cina non ha un vantaggio. Tutti i settori legati a universita', tecnologia e ricerca sono a vantaggio degli occidentali, perche' si basano su infrastrutture (internet), libera circolazione di idee e persone, conoscenza dell'inglese, in cui la Cina e' strutturalmente arretrata. I settori legati al turismo e al tempo libero (ci sono piu' lavoratori in questo settore in itaglia che nella fiat), visto che noi abbiamo piu' soldi e piu' tempo libero dei cinesi. I settori legati all'industria farmaceutica.

    E poi, anche la Cina raggiungera' presto il livello di benessere al di sopra del quale i lavoratori non accetteranno piu' il tipo di lavoro attuale e vorranno godersi il proprio stipendio. Giappone e Taiwan negli anni 60 erano come la Cina oggi...poi si sono arricchiti, imborghesiti, invecchiati, e adesso dicono le stesse cose che sento dire dell'itaglia.

    Per quel che riguarda l'esaurimento delle risorse, sono 50 anni che petrolio, ferro, zinco "stanno per finire". In realta' ce n'e' abbastanza per secoli, e se ne estrae quel tanto che basta per il consumo. Il fatto che non ci siano al momento molte riserve e' perche' non c'e' l'incentivo economico in occidente ad aprire nuove miniere. Ma in Africa e' pieno di minerali da sfruttare e la Cina sta andando li' a prenderli. In Australia c'e' tanto uranio e zinco quanto ne vuoi, dipende dalla richiesta del mercato.

  3. #3
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    Predefinito Rif: nuovo di MDL

    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke Visualizza Messaggio
    Per quel che riguarda l'esaurimento delle risorse, sono 50 anni che petrolio, ferro, zinco "stanno per finire". In realta' ce n'e' abbastanza per secoli, e se ne estrae quel tanto che basta per il consumo. Il fatto che non ci siano al momento molte riserve e' perche' non c'e' l'incentivo economico in occidente ad aprire nuove miniere. Ma in Africa e' pieno di minerali da sfruttare e la Cina sta andando li' a prenderli. In Australia c'e' tanto uranio e zinco quanto ne vuoi, dipende dalla richiesta del mercato.
    Sono d'accordo su tutto quanto scrivi ma nutro qualche incertezza circa il petrolio. Oggi c'è stata un'altra esplosione su una piattaforma nel golfo del Messico. Credo che se il petrolio abbondasse non si andrebbe a cercarlo due chilometri sotto il livello del mare. È anche vero che il ridimensionamento degli USA come potere globale fa sì che gli americani non possano più disporre liberamente di tutto il petrolio che zampilla da 5 metri sottoterra nei deserti nordafricani. Ma lo stesso non credo che il petrolio abbondi più come 20 anni fa.
    L'occasione fa l'uomo italiano

  4. #4
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    Predefinito Rif: nuovo di MDL

    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke Visualizza Messaggio
    > in fondo basta aver " voglia di lavorare" no ?

    dipende che tipo di lavoro.

    C'e' ancora qualcuno che crede che possiamo competere con la manifattura cinese, semplicemente mettendo piu' dazi sugli import di scarpe, mobili ed elettrodomestici per compensare il costo della manodopera. Buonanotte.

    Pero' ci sono altri tipi di lavoro in cui la Cina non ha un vantaggio. Tutti i settori legati a universita', tecnologia e ricerca sono a vantaggio degli occidentali, perche' si basano su infrastrutture (internet), libera circolazione di idee e persone, conoscenza dell'inglese, in cui la Cina e' strutturalmente arretrata. I settori legati al turismo e al tempo libero (ci sono piu' lavoratori in questo settore in itaglia che nella fiat), visto che noi abbiamo piu' soldi e piu' tempo libero dei cinesi. I settori legati all'industria farmaceutica.

    E poi, anche la Cina raggiungera' presto il livello di benessere al di sopra del quale i lavoratori non accetteranno piu' il tipo di lavoro attuale e vorranno godersi il proprio stipendio. Giappone e Taiwan negli anni 60 erano come la Cina oggi...poi si sono arricchiti, imborghesiti, invecchiati, e adesso dicono le stesse cose che sento dire dell'itaglia.

    Per quel che riguarda l'esaurimento delle risorse, sono 50 anni che petrolio, ferro, zinco "stanno per finire". In realta' ce n'e' abbastanza per secoli, e se ne estrae quel tanto che basta per il consumo. Il fatto che non ci siano al momento molte riserve e' perche' non c'e' l'incentivo economico in occidente ad aprire nuove miniere. Ma in Africa e' pieno di minerali da sfruttare e la Cina sta andando li' a prenderli. In Australia c'e' tanto uranio e zinco quanto ne vuoi, dipende dalla richiesta del mercato.
    noi non abbiamo bisogno di competere con la cina, perché
    l'europa rappresenterebbe un sistema a se, con produzioni
    di alta qualità e con stipendi e welfare in linea con quanto
    conquistato in secoli di lotte civili e sindacali.
    le frontiere andrebbero strettamente sorvegliate e i dazi
    applicati a livelli tali da non consentire che le merci prodotte
    dagli schiavi, possano nuocere al sistema qui vigente.

    naturalmente una simile situazione, presuppone una europa
    unita, armata e determinata a far valere le proprie posizioni
    e le proprie peculiarità.

    ovvio che questo non può avvenire, fino a che a capo dei
    vari governi ci sono degli ottimi camerieri, sempre pronti a
    eseguire gli ordini dei vari biscazzieri apolidi, che hanno seminato
    miseria tra i lavoratori e macerie sociali, grazie alla invasione
    di merci e uomini dal terzo e quarto mondo, per arrivare alla fine
    della fiera alla mitica società multietnica, che segna la fine di ogni
    diritto per gli autoctoni e la nascita della concorrenza tra disperati
    per contendersi un tozzo di pane;
    in pratica il vero obbiettivo del turbocapitalismo e del sistema globalizzato
    di cui tu, non ti stanchi mai di tesserne gli elogi.

    quanto alle risorse energetiche, minerarie, alimentari, sono presenti
    in quantità così scarse ormai, che le potenze militari ed economiche,
    sono disposte a farsi la guerra pur di metterci le mani sopra.
    la storia dello sviluppo e dei consumi infiniti, non può reggere in
    un mondo di finitezza conclamata.

  5. #5
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    Predefinito Rif: nuovo di MDL

    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke Visualizza Messaggio
    > in fondo basta aver " voglia di lavorare" no ?

    dipende che tipo di lavoro.

    C'e' ancora qualcuno che crede che possiamo competere con la manifattura cinese, semplicemente mettendo piu' dazi sugli import di scarpe, mobili ed elettrodomestici per compensare il costo della manodopera. Buonanotte.

    Pero' ci sono altri tipi di lavoro in cui la Cina non ha un vantaggio. Tutti i settori legati a universita', tecnologia e ricerca sono a vantaggio degli occidentali, perche' si basano su infrastrutture (internet), libera circolazione di idee e persone, conoscenza dell'inglese, in cui la Cina e' strutturalmente arretrata. I settori legati al turismo e al tempo libero (ci sono piu' lavoratori in questo settore in itaglia che nella fiat), visto che noi abbiamo piu' soldi e piu' tempo libero dei cinesi. I settori legati all'industria farmaceutica.

    E poi, anche la Cina raggiungera' presto il livello di benessere al di sopra del quale i lavoratori non accetteranno piu' il tipo di lavoro attuale e vorranno godersi il proprio stipendio. Giappone e Taiwan negli anni 60 erano come la Cina oggi...poi si sono arricchiti, imborghesiti, invecchiati, e adesso dicono le stesse cose che sento dire dell'itaglia.

    Per quel che riguarda l'esaurimento delle risorse, sono 50 anni che petrolio, ferro, zinco "stanno per finire". In realta' ce n'e' abbastanza per secoli, e se ne estrae quel tanto che basta per il consumo. Il fatto che non ci siano al momento molte riserve e' perche' non c'e' l'incentivo economico in occidente ad aprire nuove miniere. Ma in Africa e' pieno di minerali da sfruttare e la Cina sta andando li' a prenderli. In Australia c'e' tanto uranio e zinco quanto ne vuoi, dipende dalla richiesta del mercato.

    si le risorse non si esauriranno ,
    potrebbero invece esaurirsi le risorse A BUON MERCATO.. specie quando i consumi cinesi raggiungessero i nostri ( o il nostro potere di acquisto il loro ..)

    e sulla tua idea di un nostro inesuribile vantaggio tecnolgico sarei molto prudente visto che il nostro sistema educativo e le nostre professionalita' declinano mentre crescono impetuosamente quelli cinesi
    Sai quante lauree scientifiche pare ci saranno questanno in cina? piu' di 3 milioni ... sai quante se ne faranno in italia ? 30000 ( e di cui 10000 le " esporteremo " pure ..)

    ma tutta la tua argomentazione funzionerebbe se tu riuscissi a dimostrare che portare in cina i NOSTRI capitali , le NOSTRE fabbriche , le NOSTRE professionalita' , le NOSTRE tecnologie e' stato un buon affare anche per noi ....TUTTI
    e non solo per i " nostri" capitalisti ...
    vulgus vult decipi

  6. #6
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    Predefinito Rif: nuovo di MDL

    non c'è soluzione al problema che si è creato negli ultimi 10-20 anni, perchè Cina e anche India:
    - hanno scuole e università paragonabili o addirittura migliori delle nostre
    - hanno ricerca, tecnologia, satelliti che noi neanche possediamo (se non a livello Europeo)
    - hanno territori immensi e una discreta disponibilità di materie prime
    - hanno un numero esorbitante di affamati (2 miliardi di persone) per cui anche se ipoteticamente una parte ha raggiunto (o raggiungerà) il nostro livello (con i relativi costi del lavoro) resteranno sempre milioni di disperati disposi a lavorare per 50-100 euro al mese
    - possiedono i titoli del debito pubblico dei paesi occidentali
    - non avranno mai i costi pro-capite che abbiamo in itaglia per pensioni, sanità, finti invalidi, ammortizzatori sociali, auto blu, parassiti di vario genere, ecc....
    - non avranno mai una pressione fiscale al nostro pari

    p.s. è impossibile paragonare il Giappone e Taiwan degli anni '60 a Cina e India di adesso perchè allora non c'era la globalizzazione, non avevano materie prime e territorio per espandersi e la loro popolazione era una percentuale ridotta rispetto al resto del mondo

  7. #7
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    Pero' ci sono altri tipi di lavoro in cui la Cina non ha un vantaggio. Tutti i settori legati a universita', tecnologia e ricerca sono a vantaggio degli occidentali, perche' si basano su infrastrutture (internet), libera circolazione di idee e persone, conoscenza dell'inglese, in cui la Cina e' strutturalmente arretrata.
    Come già detto molto tempo fa, la Cina ha investito sui postdoc Cinesi di ritorno dagli USA offrendo loro enormi opportunità, interi dipartimenti e istituti. In idaglia l'arretratezza peggiora di anno in anno. L'università non fa un solo passo in avanti. È di ieri la notizia che una politica del PDL che è giunta alla ribalta suggendo anziani membri ha fatto partire una crociata contro la sperimentazione animale. Un'altra con un curriculum analogo è ministro dell'Università. Da noi i postdoc sono an unknown entity che non ha alcun tipo di riconoscimento. Anche i programmi di dottorato sono allo sbando e senza risorse se non occasionali, tipo un contratto dell'unione europea di 4 anni che permette di aprire un corso di dottorato e poi chiuderlo subito dopo. La ricerca italiana vive di espedienti. Da anni non c'è più un bando di ricerca pubblico a sostegno della ricerca di base. In settori chiave quali le neuroscienze i governi idagliani non hanno investito una lira. Non abbiamo un ente che finanzi la ricerca nella sua globalità (vedi NIH), ma solo uffici ministeriali adibiti all'elemosina verso questo o quello. Aussie, mi sa che pensi all'Australia, all'occidente nel suo insieme, ma non più alla tua adorata madre patria a forma di stivale .

    PS stendo un pietoso velo sull'inglese degli itaglioni: de kètta is on de tèbbol.
    Ultima modifica di semipadano; 03-09-10 alle 09:01
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  8. #8
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    > in fondo basta aver " voglia di lavorare" no ?

    dipende che tipo di lavoro.

    C'e' ancora qualcuno che crede che possiamo competere con la manifattura cinese, semplicemente mettendo piu' dazi sugli import di scarpe, mobili ed elettrodomestici per compensare il costo della manodopera. Buonanotte.

    Pero' ci sono altri tipi di lavoro in cui la Cina non ha un vantaggio. Tutti i settori legati a universita', tecnologia e ricerca sono a vantaggio degli occidentali, perche' si basano su infrastrutture (internet), libera circolazione di idee e persone, conoscenza dell'inglese, in cui la Cina e' strutturalmente arretrata. I settori legati al turismo e al tempo libero (ci sono piu' lavoratori in questo settore in itaglia che nella fiat), visto che noi abbiamo piu' soldi e piu' tempo libero dei cinesi. I settori legati all'industria farmaceutica.

    E poi, anche la Cina raggiungera' presto il livello di benessere al di sopra del quale i lavoratori non accetteranno piu' il tipo di lavoro attuale e vorranno godersi il proprio stipendio. Giappone e Taiwan negli anni 60 erano come la Cina oggi...poi si sono arricchiti, imborghesiti, invecchiati, e adesso dicono le stesse cose che sento dire dell'itaglia.

    Per quel che riguarda l'esaurimento delle risorse, sono 50 anni che petrolio, ferro, zinco "stanno per finire". In realta' ce n'e' abbastanza per secoli, e se ne estrae quel tanto che basta per il consumo. Il fatto che non ci siano al momento molte riserve e' perche' non c'e' l'incentivo economico in occidente ad aprire nuove miniere. Ma in Africa e' pieno di minerali da sfruttare e la Cina sta andando li' a prenderli. In Australia c'e' tanto uranio e zinco quanto ne vuoi, dipende dalla richiesta del mercato.
    Insomma va tutto bene , alla fine tutto s'aggiusta...
    mi sembra di sentire un noto personaggio politico qui da noi che dispensa ottimismo ad ogni piè...
    Salvini, finto sovranista e vero neocon (sionista, americanista, ricchista)
    Maduro ce l'ha duro e ve lo mett'ar culo!

  9. #9
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    Predefinito Rif: Armi strategiche e diritti dei lavoratori - di MDL

    Non sono completamente d'accordo con l'articolo:

    ARMI STRATEGICHE:

    Gran Bretagna e Francia dispongono di sottomarini nucleari lanciamissili che imbarcano missili nucleari intercontinentali. Si tratta di sottomarini molto silenziosi al pari di quelli USA. Le stesse due nazioni dispongono anche di silenziosi sottomarini nucleari di attacco che imbarcano missili da crociera a testata nucleare.

    La Cina invece ha un arsenale nucleare di piccole dimensioni e tecnologicamente arretrato: i pochi missili di terra intercontinentali sono posizionati in silos e sono a combustibile liquido che richiede un certo tempo prima del lancio (mentre quelli russi sono a combustibile solido e quindi immediatamente pronti al lancio da piattaforme mobili occultabili).
    I sottomarini nucleari lanciamissili cinesi (e anche quelli di attacco) sono pochi e talmente rumorosi che gli americani li potrebbero individuare con un sonar passivo degli anni '50.
    Sicuramente la Cina è in grado di offrire un deterrente a malsane idee atomiche altrui (anche una sola metropoli distrutta sarebbe una catastrofe) ma per ora UK e Francia sono MOLTO più temibili.


    ITALIA:

    Papy non si stà facendo unicamente i propri comodi ma in campo internazionale sta curando anche gli interessi italiani avendo cementato solidi rapporti strategici con importanti fornitori di petrolio, gas e minerali cone la Libia e la Russia.
    Oltre a questo l'Occidente è come una comunità di famiglie mafiose dove ogni nazione è una Famiglia: queste famiglie (unite nella stessa organizzazione mafiosa) si spartiscono tra loro le risorse del pianeta (ovviamente in concorrenza con altre potenti organizzazioni come Russia e Cina). E' chiaro che la parte del leone spetta alla Famiglia più potente (la confederazione USA-Israele) ma anche le famiglie mafiose minori non vengono lasciate a bocca asciutta a patto che collaborino con la famiglia più potente (es. Kosovo-miniere, Afghanistan-droga/oleodotti, Iraq-petrolio, forse Iran...-petrolio).
    Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.

 

 

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