La Bundesbank chiede le dimissioni di Sarrazin dopo le frasi shock sugli ebrei

La Bundesbank ha chiesto al presidente della Germania, il conservatore Christian Wulff, le dimissioni del membro del board della Banca centrale tedesca Thilo Sarrazin. Il dirigente è stato investito da una serie di critiche dopo le sue affermazioni su immigrati, musulmani ed ebrei. La notizia anticipata dal quotidiano Berliner Zeitung ha avuto così una conferma ufficiale.


Da un alcuni mesi Sarrazin punta il dito contro una comunità immigrata ritenuta poco integrata e istruita che rischia di pesare sul futuro del paese. In un libro, Deutschland schafft sich ab (La Germania si distrugge da sé), sostiene che spesso gli stranieri (in particolare i musulmani) ricevono dallo stato più di quanto non vi contribuiscano, non vogliono integrarsi e potrebbero un giorno diventare maggioranza nel paese.

Ma ce n'è anche per gli ebrei. Intervistato dal domenicale Welt am Sonntag, Sarrazin aveva sostenuto che «tutti gli ebrei condividono un gene particolare, come i baschi condividono un certo gene che li differenzia dagli altri». Un'affermazione che aveva subito suscitato dure critiche da parte dei ministri degli Esteri, Guido Westerwelle, della Difesa, Karl-Theodor zu Guttenberg, e della stessa Merkel, che l'aveva definita «totalmente inaccettabile». Lo stesso presidente della Bce Jean Claude Trichet si è detto scioccato dalle dichiarazioni di Thilo Sarrazin.

Il consigliere della banca centrale tedesca accusato di razzismo e antisemitismo, ha peraltro fatto pubblicamente mea culpa per le sue affermazioni. «È stata una gigantesca sciocchezza - ha detto Sarrazin durante un'intervista all'emittente televisiva Ard -. Sono estremamente dispiaciuto». Il banchiere centrale ha aggiunto, sempre riferendosi agli ebrei: «Non sono assolutamente dell'idea che c'è un'identità genetica».

Il libro di Sarrazin è in cima alla lista delle vendite in Germania ma l'autore resta molto controverso, anche per affermazioni come quella che «gli ebrei hanno geni particolari». La Bild ha rivelato che mercoledì, mentre mentre stava concedendo un'intervista al giornalista televisivo Friedman (di origine ebraiche) per il tabloid Berliner Zeitung, il componente del direttorio della Bundesbank se n'è andato, innervosito dall'insistente richiesta di spiegare quali fossero i geni che lo contraddistinguerebbero in quanto ebreo.

Prima di andarsene, Sarrazin ha lanciato al giornalista questo insulto: «Herr Friedman, oggi lei è stato uno stronzo». Friedman ha deciso di pubblicare lo stesso il testo del colloquio fino al momento dell'interruzione, ma dopo aver sottoposto il contenuto a Sarrazin per l'autorizzazione alla pubblicazione si è visto recapitare un testo spurgato, dal quale erano state tolte anche diverse domande. A quel punto il giornalista ha deciso di rinunciare alla pubblicazione.

Sarrazin è da giorni bersaglio di critiche molto violente, in particolare da parte di responsabili politici di qualsiasi schieramento. Ma è anche sostenuto da una parte della popolazione, che ha «sposato» le sue tesi sulla scarsa volontà di integrazione di alcuni immigrati. Secondo un sondaggio condotto dalla rete televisiva N-24, il 51 per cento dei tedeschi sarebbe contrario alla sua espulsione dalla Bundesbank.

Il leader del partito social-democratico Spd, di cui Sarrazin fa parte, ha riconosciuto ieri di aver ricevuto un'ondata di messaggi di sostegno per il banchiere dalla base del partito, in questi ultimi giorni: Sigmar Gabriel vuole tuttavia escludere il provocatore. L'influente settimanale Die Zeit ha sottolineato oggi in un editoriale che «Thilo Sarrazin è sul punto di diventare un eroe nazionale, un'esclusione dal direttorio della Bundesbank o dell'Spd gli conferirebbe anche lo status di martire».


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