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Discussione: L'economia americana grazie ai dazi di Trump vola!

  1. #241
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    Predefinito Re: L'economia americana grazie ai dazi di Trump vola!

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    non funziona una mazza, gli americani non sono mai stati così poveri o indebitati , funziona solo per i ricchi di famiglia, che hanno grossi patrimoni immobiliari/finanziari ed eredità
    non farti ingannare dalle statistiche, la crescita del PIL è dovuta in gran parte al settore finanziario, che non produce nulla ma succhia ricchezza da chi lavora e nelle statistiche sull'occupazione si tiene conto anche dei precari e non degli scoraggiati che non cercano neanche più lavoro...

    il sistema regge sul lavaggio del cervello, che fa credere pure agli sfigati e ai morti di fame, che lavorando solo ci si potrà un giorno arricchire, e su un sistema di sicurezza che è diventato sempre più repressivo, ci sono circa 2 milioni di detenuti...

    anche il livello dei mammoni ha raggiunto il record dai tempi della grande depressione...

    E non è un caso che stanno cadendo alcuni tabù.

    https://www.ilsalto.net/socialismo-america-jacobin/
    Fuori dall'UE e fuori dalla Nato per un'area euromeditterranea socialista.

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  2. #242
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    Predefinito Re: L'economia americana grazie ai dazi di Trump vola!

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    non funziona una mazza, gli americani non sono mai stati così poveri o indebitati , funziona solo per i ricchi di famiglia, che hanno grossi patrimoni immobiliari/finanziari ed eredità
    non farti ingannare dalle statistiche, la crescita del PIL è dovuta in gran parte al settore finanziario, che non produce nulla ma succhia ricchezza da chi lavora e nelle statistiche sull'occupazione si tiene conto anche dei precari e non degli scoraggiati che non cercano neanche più lavoro...

    il sistema regge sul lavaggio del cervello, che fa credere pure agli sfigati e ai morti di fame, che lavorando solo ci si potrà un giorno arricchire, e su un sistema di sicurezza che è diventato sempre più repressivo, ci sono circa 2 milioni di detenuti...

    anche il livello dei mammoni ha raggiunto il record dai tempi della grande depressione...

    giocare alla globalizzazione contro i cinesi senza avere un popolo come i cinesi produce effetti collaterali indesiderati.

    Citazione Originariamente Scritto da seven77 Visualizza Messaggio
    E non è un caso che stanno cadendo alcuni tabù.

    https://www.ilsalto.net/socialismo-america-jacobin/
    Credo sia una trappola per invogliare la Cina a diventare quella di mao.

    E che fine ha fatto Occupy Wall Street?
    Non è stato capace di trasformarsi in un soggetto politico, vero. Ma chi ha detto che il senso di un movimento debba essere esclusivamente quello di trasformarsi in un soggetto politico? Sei anni e una manciata di mesi fa quel movimento, spento sotto i colpi della repressione incrociata di sindaci ed Fbi, oltre a occupare una piazza per qualche settimana ha occupato il dibattito pubblico globale e sdoganato una parola: “disuguaglianza”.


    mai pensato fosse una cosa seria anche se il motivo poteva essere condiviso, fatta poi contro il presidente sbagliato, l'unto dal signore, se manifestassero oggi avrebbero un consenso ben più ampio, per ovvi fini politici.

    L’importanza di un giornale di sinistra
    “Il problema non sono gli elettori, ma la decadenza dei giornali della vecchia sinistra”


    abbiamo visto. è da un paio di anni che fanno da portavoce dem.
    "Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
    Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"

  3. #243
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    Predefinito Re: L'economia americana grazie ai dazi di Trump vola!

    il problema dei "millennials" in USA che sono in larga parte non bianchi: negri, meticci e robbestrane varie

    ndo vojono annà?
    Hitler or Hell.

  4. #244
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    Predefinito Re: L'economia americana grazie ai dazi di Trump vola!

    non funziona una mazza, gli americani non sono mai stati così poveri o indebitati , funziona solo per i ricchi di famiglia, che hanno grossi patrimoni immobiliari/finanziari ed eredità
    non farti ingannare dalle statistiche, la crescita del PIL è dovuta in gran parte al settore finanziario, che non produce nulla ma succhia ricchezza da chi lavora e nelle statistiche sull'occupazione si tiene conto anche dei precari e non degli scoraggiati che non cercano neanche più lavoro...

    Soliti slogan e luoghi comuni !!!

    No, l'economia va bene. Io qui ci vivo. Difficile al giorno d'oggi trovare uno disoccupato.

    Non era cosi 3-4 anni fa. Lavorano tutti anche quelli che con bassa scolarita.

    Sono di molto calati i tassi di "delinquency rate" sui mutui

    https://www.builderonline.com/money/...l-loan-types_c

    Ed e' salita l'occupazione per aziende serie, anche quelle manifatturiere

    https://www.cnbc.com/2019/01/04/manu...ince-1997.html

    E' esplosa la produzione di energia ed idrocarburi

    https://www.oedigital.com/news/46121...on-tops-record

    In termini economici non potrebbe andare meglio, anche perche Trump ha creato un casino di incertezza per coloro che vanno ad investire all'estero e non conviene piu come una volta......poi se si pretende che su 330 milioni di abitanti siano tutti milionari con la villa a hollywood.........smetti di sognare e scendi dal pero.

    Ci sta chi da questo punto di vista sta molto peggio e non vede un futuro degno di questo nome....dalle tue parti hanno dovuto salvare un altra banca.......

    https://www.ilsole24ore.com/art/fina...?uuid=AEdLEuAH
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  5. #245
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    Predefinito Re: L'economia americana grazie ai dazi di Trump vola!

    Auto, l’Europa paga la crociata contro il diesel (e le politiche di Trump)

    Nella guerra non soltanto euro-americana dei dazi, l'industria dell'auto è fra le prime a farne le spese, cominciando soprattutto dal motore diesel. Anche per l'Italia le conseguenze non saranno trascurabili.

    Di Filippo Bovo - 12 Gennaio 2019


    In Europa il motore diesel, applicato non soltanto ai camion ma anche alle auto, ha sempre goduto di una certa fortuna. Le prime auto a gasolio nacquero già tra le due guerre, ed erano in particolare Mercedes e Peugeot, ma fu soltanto nel Secondo Dopoguerra che questo tipo di motorizzazione conobbe una vera e propria popolarità. Così Morris (Inghilterra, parte dell’allora British Motor Corporation), Borgward (Germania Ovest, al tempo anch’essa importante azienda di livello europeo), FIAT (con la 1400 diesel, molto amata da tassisti e rappresentati di commercio), cominciarono a farsi un nome in questo settore, affiancandosi a Mercedes e Peugeot, quest’ultimi costruiti da INDENOR, e nacque a quel punto una vera e propria scuola tecnica europea del diesel successivamente allargatasi, dagli Anni Settanta, a quasi tutti i Costruttori del Vecchio Continente: da Opel, filiale dell’americana GM, che fece molta fortuna col diesel delle Rekord e delle Ascona, a Volkswagen-Audi, che ebbe il merito d’introdurre il diesel leggero per eccellenza, ovvero quello debuttato sulla prima Golf e non solo, fino a quelli usati da Renault, per non parlare poi dei SOFIM adottati da FIAT e dei VM invece tipici delle Alfa Romeo, a quel tempo ancora di produzione IRI.

    In linea di massima, però, le automobili a gasolio rimasero una rarità puramente europea, dato che negli Stati Uniti, per esempio, esse erano totalmente ignorate. Divennero però d’attualità con la prima crisi petrolifera, quella seguita alla guerra dello Yom Kippur del 1973, ed ulteriormente rafforzata da quella di sei anni più tardi, quando nel 1979 in Iran vi fu la Rivoluzione Islamica che depose lo Scià. A quel punto, anche negli Stati Uniti, si cominciarono a vedere le prime Mercedes e Peugeot alimentate a gasolio, e qualcuno riuscì a trasformarle in un oggetto di tendenza, al punto che poco importava se per fare il pieno ci si dovesse mettere in coda alle stesse pompe riservate ai grossi camion. La tendenza divenne talmente forte che, alla fine, anche i grossi colossi USA come GM, Ford e Chrysler dovettero cominciare a proporre versioni diesel delle loro grandi berline. Ma quest’ultime erano talmente fragili e poco longeve, dato che gli americani di diesel a quel tempo ben poco se ne intendevano, che passarono assai rapidamente in cavalleria.

    Dagli Anni Duemila, comunque, il diesel ha avuto il suo trionfo tanto nell’una quanto nell’altra parte dell’Atlantico. L’introduzione dell’iniezione diretta, rapidamente arricchita dalle tecnologia common rail oppure ad iniettore pompa, ha reso il motore ormai turbodiesel competitivo col benzina anche in fatto di prestazioni, e ciò l’ha immediatamente avvicinato ad una grossa fascia di clientela che precedentemente lo snobbava. In Europa, dove il carburante è sempre costato più caro che altrove, l’affermazione del diesel è stata immediata e fino ad oggi, oltre ai 1400-1600 cc, solo una netta minoranza di auto a benzina veniva venduta rispetto a quelle a gasolio. Negli Stati Uniti l’affermazione del diesel è sempre stata più lenta e meno gradita, ma a causa del forte aumento del prezzo del greggio seguito alla crisi irachena in molti hanno comunque deciso di passare a questa forma di motorizzazione.

    Oggi siamo ad un punto di svolta. Sebbene numerosi test dimostrino come, all’atto pratico, un diesel abbia ancora oggi un impatto ambientale ben inferiore rispetto ad un’auto elettrica, la tendenza è comunque quella di spingere verso una mobilità che non abbia troppo a che spartire con le fonti fossili e le relative emissioni. E’ dagli Stati Uniti, infatti, che proviene il fenomeno della Tesla, la macchina elettrica di lusso al cui esempio ben presto anche tutti gli altri Costruttori tradizionali hanno dovuto in qualche modo adeguarsi con proprie realizzazioni alternative, in coabitazione con l’ibrido ideato in primo luogo dai giapponesi di Toyota. Oltre che sull’elettrico, però, le autorità americane intendono spingere anche sul tradizionale motore a benzina, specialità di quel paese, e ciò ha innescato fino ad oggi non poche diatribe giudiziarie con molti Costruttori europei. E’ nato così lo scandalo Dieselgate, una faccenda prima di tutto politica, di cui a fare le spese è stata soprattutto la galassia Volkswagen, il maggior gruppo automobilistico del momento, insieme ad altri concorrenti europei. Curiosamente, i Costruttori americani, che pure hanno filiali in Europa e nel resto del mondo fortemente dipendenti dal diesel, non sono state attaccate da quell’inchiesta partita dalla motorizzazione americana.

    Così il diesel ha perso rapidamente terreno negli Stati Uniti, con immediate conseguenze anche in Europa, grazie ad un agguerrito movimento d’opinione formatosi nel frattempo e particolarmente ostile al gasolio, visto come fonte di tutti i mali. Il problema, però, è che gran parte dell’industria italiana della componentistica dipende proprio dal diesel: un buon 8% del valore aggiunto incorporato nel prodotto BMW, Volkswagen-Audi e Mercedes proviene proprio dai nostri fornitori. A tale valore andrebbe aggiunto, poi, quello destinato a FCA e quindi ai francesi di Renault-Nissan-Mitsubishi e PSA, realtà che oggi non comprende più soltanto Peugeot e Citroen ma anche Opel.

    Si tratta di una ferita inferta al nostro settore principale, la manifattura imperniata dalla PMI, la piccola e media impresa, un mondo che ha finora tenuto in piedi il “sistema Italia” mentre tante altre grandi e piccole occasioni, industriali e tecnologiche, venivano perse o ci venivano soffiate da altri. Debilitare questo nutrito e paziente mondo di piccole e medie imprese, dunque, è un ulteriore passo verso il nostro declino industriale e non solo. La guerra economica, commerciale ed industriale degli Stati Uniti a tutti gli altri grandi colossi del mondo, dall’Europa alla Cina, sta dunque reclamando le sue vittime, e non c’è da stupirsi se le prime saranno proprio quelle più esposte, vulnerabili e trascurate da coloro che avrebbero dovuto curarne la sicurezza ed il benessere, ovvero i loro ufficiali-governanti.

    La Germania, a causa anche della politica dei dazi voluta da Trump, vedrà i suoi principali costruttori automobilistici trasferire sempre di più la loro produzione oltre Oceano, seguiti in questo dai grandi produttori della componentistica come Siemens e Bosch, anch’essi tedeschi. La mazzata, dunque, ci sarà anche per la Germania, che oltretutto e non a caso si trova oggi ad un passo dalla recessione. Ma, sempre per questo motivo, nell’attuale equilibrio geo-economico a livello europeo e mondiale, l’Italia rischierà di ritrovarsi nel ruolo non proprio gradito di “area di sfogo” per queste crisi e questi conflitti.

    Auto, l'Europa paga la crociata contro il diesel (e le politiche di Trump) ? l'Opinione Pubblica

  6. #246
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    Predefinito Re: L'economia americana grazie ai dazi di Trump vola!

    La "strategggia" dei sovranari e la loro politica di alleanze sta mietendo successi uno dietro l'altro

  7. #247
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    Predefinito Re: L'economia americana grazie ai dazi di Trump vola!

    La Germania in fatto di scelte industriali (in campo auto) ha preso una cantonata in questi ultimi 5 anni.

    E' un dato di fatto. Sono rimasti spiazzati dal successo della Tesla e dal concetto di auto elettriche e stanno cercando di correre ai ripari.
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  8. #248
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    Predefinito Re: L'economia americana grazie ai dazi di Trump vola!

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    La Germania in fatto di scelte industriali (in campo auto) ha preso una cantonata in questi ultimi 5 anni.

    E' un dato di fatto. Sono rimasti spiazzati dal successo della Tesla e dal concetto di auto elettriche e stanno cercando di correre ai ripari.
    chiamale scelte, barava sulle emissioni!
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    in europa c'è chi paga e chi prende....


    http://www.europarl.europa.eu/news/i...i-stati-membri

  9. #249
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    Predefinito Re: L'economia americana grazie ai dazi di Trump vola!

    Citazione Originariamente Scritto da seven77 Visualizza Messaggio
    E non è un caso che stanno cadendo alcuni tabù.

    https://www.ilsalto.net/socialismo-america-jacobin/
    Adesso viene Blobbetto e Mateba e ti dicono che e' tutto un "gomblotto" dei ricchi liberals per favorire Tesla.


    Soros-ssssse!!!!!!

  10. #250
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    Predefinito Re: L'economia americana grazie ai dazi di Trump vola!

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Adesso viene Blobbetto e Mateba e ti dicono che e' tutto un "gomblotto" dei ricchi liberals per favorire Tesla.


    Soros-ssssse!!!!!!
    Quello di solito lo dite voi dementi trumpiani appena avete l'ennesimo insuccesso, cioè sempre.

 

 
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