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Discussione: In memoria di Codreanu

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    Predefinito In memoria di Codreanu

    Corneliu Zelea Codreanu muore il 30 Novembre 1938, strangolato in un furgone con il pretesto di uno spostamento, mentre si trovava in carcere da oltre dieci mesi in attesa di processo. "Fa che parli con i miei camerati, per favore", fece promettere al suo aguzzino quando ebbe chiaro il suo destino. Quindici camerati che condivisero la sua sorte: strangolati ed in seguito sparati alle spalle, in modo da poter dissimulare la fuga e poter giustificare l'uccisione dinanzi l'opinione pubblica.

    Personalità cristallina, dotato di un'etica purissima, era "sobrio fino all'astinenza. Digiunava il martedì e il venerdì fino alle cinque del pomeriggio. Non si curava delle donne. E anche per questo, forse, non si curava dei suoi vestiti. Non aveva nessuna idea del denaro. Sua moglie doveva sottrargli di nascosto il denaro, quando ce n'era, per impedirgli di farne dono ai poveri e agli amici, che erano poveri anch'essi", come ebbe a scrivere Montanelli il secolo scorso. Imprigionato decine di volte, affrontò persecuzioni e vessazioni oltre l'umana misura senza alcun tentennamento di fede dinanzi la giustezza della sua causa. Riuscito a risollevare le masse contadine del suo Paese dalla stasi nella quale si trovavano, riuscì a farle convergere intorno ad un'unica pietra angolare, spirituale, cardinale.

    "Il nostro movimento legionario ha soprattutto il carattere di una grande scuola spirituale.
    Esso tende ad accendere fedi insospettate, esso mira a trasformare, a rivoluzionare le anime. Gridate ovunque che il male, la miseria, la rovina vengono dall'anima. L'anima è il punto cardinale sopra il quale si deve operare nel momento attuale. L'anima dell'individuo e l'anima del popolo.
    Sono una menzogna tutti i programmi nuovi e i sistemi sociali fastosamente ostentati al popolo, se alla loro ombra ghigna la medesima anima malvagia, la medesima dissolutezza, il medesimo spreco e il medesimo lusso.
    Chiamate l'anima della Stirpe a una vita nuova."

    Trăiască Legiunea și Căpitanul!
    Corneliu Zelea Codreanu, Huși, 13 settembre 1899 – Tâncăbești, 30 novembre 1938.

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    Predefinito Re: In memoria di Codreanu

    CORNELIU ZELEA CODREANU: 30/11/1938 – 30/11/2014
    30 Nov, 2014 forzanuova Internazionali, Uncategorized

    Quando si parla di “Fascismo”, l’uomo della strada e l’intellettuale più o meno organico sono, per una volta, accomunati da un’identica definizione del fenomeno. I medesimi stereotipi e luoghi comuni duri a morire ne riducono inoltre la collocazione storico-geografica al ventennio italiano o, peggio, fraintendendo più o meno consapevolmente, a una qualche dittatura militare, lontana anni luce dal poter essere assimilata al Fascismo correttamente inteso. Qualcuno ha parlato a questo proposito di “Fascismi sconosciuti,”intendendo identificare così tutti quei partiti e movimenti che, a cominciare dal primo dopoguerra, si diffusero in Europa e nel mondo richiamandosi alla matrice italiana e interpretandone, secondo le rispettive caratteristiche nazionali e le speciali vocazioni, la visione del mondo e l’idea di Civiltà.
    Corneliu Zelea Codreanu , con la sua Legione dell’Arcangelo Michele, costituisce uno dei fenomeni più alti e significativi dell’intero e vasto panorama dei “Fascismi sconosciuti” in Europa.

    Codreanu nasce a Husi in Moldavia, Regione del Nord-Est della Romania, il 13 settembre del 1899;
    fin da giovanissimo viene educato all’amore per Dio e per la Patria e, in un Paese provato dal conflitto appena concluso e minacciato direttamente dalla Russia bolscevica, milita in vari movimenti politici di ispirazione nazionalista. E’ in questo periodo, tra il 1918 e il1920, che crescono e maturano in lui quelli che saranno gli elementi cardinali che daranno vita alla sua azione futura.

    Tra le battaglie dei primi anni di lotta vanno ricordate: quella per l’apertura dell’Anno Accademico con il tradizionale rito religioso, che il Senato Accademico di Iasi aveva tentato di abolire, e quella contro la SCIAPKA, un copricapo russo che gli studenti comunisti ostentavano come simbolo evidente della loro mancanza di amor patrio e di sudditanza nei confronti dello Stato sovietico.

    Ma oltre che tra gli studenti universitari, e più tardi fra i contadini, anche tra gli operai, attraverso azioni provocatorie e un’avanzata visione sociale, Corneliu e i suoi camerati ottengono i primi consensi, destinati più tardi a raggiungere dimensioni considerevoli, a dispetto, in questo come negli altri ambienti, della nociva presenza di agitatori comunisti al servizio di Mosca e di organizzazioni da quest’ultima finanziate.

    “Non potrei definire come sono entrato nella lotta. Forse come un uomo che…., sorpreso dal fuoco che divora una casa, getta la giacca e balza al soccorso di quelli in preda alle fiamme”.

    Negli anni tra il 1922 e il 1923 con l’associazione Studenti Cristiani, Codreanu è al centro delle proteste studentesche negli atenei, in questo contesto subisce il primo di una lunga serie di arresti e vere e proprie persecuzioni, per sé e per i suoi, che giungeranno fino al martirio del Movimento Legionario e del suo fondatore. Il regime poliziesco al potere dichiara guerra ai giovani nazionalisti e ne vieta le manifestazioni, interrompe nel 1924 il primo Campo Volontario di Formazione della Gioventù arrestando i partecipanti e torturandoli sadicamente inprigione. Lo stesso Prefetto di Polizia Manciu si distinse personalmente nelle torture e Codreanu, durante il processo che seguì, lo uccise per legittima difesa, così come fu riconosciuto dalla relativa sentenza.

    La sua popolarità è alle stelle, la Lega di Difesa Nazionale e Cristiana, di cui Corneliu ora fa parte,

    ottiene successi elettorali ma si profila un’imminente scissione. Il 24 giugno 1927, l’uomo che ormai tutti chiamano : il Capitano, dà vita alla Legione dell’ Arcangelo Michele.

    Lo spirito della Legione fa di questa organizzazione un esempio straordinario di abnegazione alservizio del proprio popolo; ripudiando ogni machiavellismo la lotta politica si sublimerà ai massimi livelli per subordinarsi alla morale, mirando ad estirpare radicalmente i mali connaturati all’utilitarismo moderno causa principale della deriva che interessa le società contemporanee :”…il Legionarismo…mira “all’anima”, vale a dire al riequilibrio dell’anima attraverso la pratica delle virtù cristiane ed alla preparazione per quella redenzione finale che la Chiesa non perde mai di vista”. Fondamentale in questo senso è la formazione dell’Uomo-Legionario: “Gli uomini e non i programmi politici sono la pietra angolare del Movimento legionario”. Il militante deve mirare ad una vera e propria RIVOLUZIONE INTERIORE; “Prima dobbiamo conoscere e correggere i nostri difetti e poi vedere se abbiamo il diritto di
    occuparci anche di quelli degli altri”. Il legionario deve aver Fede in Dio e nella propria missione tesa alla ricostruzione del proprio popolo e della propria Patria, ricostruzione che, come abbiamo visto, comincia dalla propria personale; quest’ultima è quindi prioritaria e assolutamente irrinunciabile: “Questa è la nostra opinione. E perciò non programmi dobbiamo creare, ma uomini, uomini nuovi…..”. Il ruolo del Comandante è per questo carico cristianamente delle più gravi responsabilità:”Le responsabilità di un capo sono grandissime. Egli non deve allettare gli occhi delle sue schiere prospettando successi terreni, senza prepararle contestualmente allo scontro decisivo dove l’anima di ognuno potrà incoronarsi con la vittoria o con la sconfitta eterne”.

    Di fronte a questa determinazione, unita ai successi elettorali, (1931-1933)le persecuzioni si moltiplicano e si acuiscono. Più volte viene decretato lo scioglimento del Movimento, che si chiama ora Guardia di Ferro, ma il coraggio dei ragazzi del Capitano ha ormai conquistato i cuori dei rumeni:”Il Prefetto del circondario di Turda…..aveva vietato a Codreanu di parlare…… Improvvisamente, nella folla intervenne il silenzio. Un uomo alto, di una bellezza triste, vestito del bianco costume dei contadini rumeni, entrò…..in sella ad un cavallo bianco. Si fermò vicino a me, e io non potei vedere nulla di mostruoso o di malvagio in lui. Al contrario. Il suo sorriso infantile e sincero si irradiava sopra la folla….E così, in silenzio egli restò…Il suo silenzio era eloquente…..Una vecchia contadina…..si fece il segno della croce e ci sussurrò: “.

    Dai vari processi Codreanu uscirà sempre assolto e dalle assoluzioni la popolarità di cui godeva verrà accresciuta costantemente. Il movimento è ora conosciuto in tutta Europa e stringe rapporti con i Paesi dove hanno trionfato le rivoluzioni nazionali. Alle ultime elezioni prima del golpe del re Carol (1937) la lista legionaria ottiene ben 66 deputati. Ma, il clima di autentico terrore che scaturirà dal colpo di stato induce il Capitano a sciogliere il Movimento, non vuole compromettere la vita dei suoi legionari Ministro degli Interni è adesso un acerrimo nemico della Guardia di Ferro,Calinescu, Codreanu viene incriminato per oltraggio e condannato ad un’ ennesima detenzione di sei mesi, nello stesso tempo tutti i legionari vengono internati in campi di concentramento. Si rispolverano a questo punto vecchie accuse, si riaprono vecchi processi.

    Condannato a dieci anni di reclusione, il 17 aprile 1938, il Capitano fa però ancora paura; il popolo guarda sempre a lui e il governo corrotto lo sa bene.Il 30 novembre 1938, col pretesto di un tentativo di fuga, durante un trasferimento su ordine del Ministro Calinescu, Corneliu Codreanu viene fatto strangolare con tredici legionari.

    La verità verrà confessata dagli stessi sicari prezzolati. Tra i mandanti occulti dell’omicidio i biografi individuano lo stesso re Carol, strumento di forze antinazionali, e il “ moderato” Antonescu capo del Governo.

    Vivo e più che mai attuale rimane il pensiero legionario, sintesi efficace di innovazione e Tradizione, patrimonio spirituale prezioso e irrinunciabile per chi voglia anche oggi servire la propria Patria, al riparo da interessi personali di carriera o denaro, contro i falsi miti cosmopoliti che la società e la “politica” ipocritamente ci propongono. Pienamente consapevoli che “lo scopo ultimo dei popoli non è la vittoria, ma la resurrezione nel nome di Cristo” Codreanu e il suo Movimento sono riusciti a realizzare un’ esemplare tensione spirituale, la cui eccezionale levatura permane inalterata nonostante la scomparsa fisica del Capitano e la distanza nel tempo.

    Giuseppe Provenzale, 30/11/2008
    http://www.forzanuova.eu/corneliu-ze...1938-30112014/


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    Predefinito Re: In memoria di Codreanu

    Sull’organizzazione del Cuib

    Prima parte

    La seduta del cuib. Le leggi. La bandierina. L'iniziativa. L'esecuzione degli ordini.

    Camerati, All'appello lanciato per riorganizzarci tutti in cuiburi avete risposto in numero soverchiante. «Pamîntul Stramosesc»1 pubblicherà, nell'ordine, i nomi dei cuiburi dando loro la necessaria approvazione. Venite da tutto il paese e da tutti gli strati sociali. In maggioranza siete contadini e lavoratori.

    Punto 1.

    Ora tutti sapete che cosa sia un cuib: un gruppo d'uomini sotto il comando di un singolo. Il cuib non ha comitato. Esso ha solo un capo che comanda, un corrispondente che porta la corrispondenza, un cassiere che raccoglie i contributi e un corriere che tiene i rapporti con altri cuiburi e con il capo-circondario. Tutti costoro, come veri fratelli, obbediscono al loro camerata che adempie la funzione di capo cuib. (Vedi Pentru legionari2 , parte intitolata «La Legione Arcangelo Michele», capitolo «I primi inizi d'organizzazione»).

    Punto 2. I doveri del corrispondente, del corriere e del cassiere del cuib.

    Il corrispondente tiene la corrispondenza del cuib sotto gli ordini del capo di cuib. Egli scrive e invia le lettere.

    Il corriere tiene i rapporti fra i membri del cuib, o fra due cuiburi, o fra cuib e diversi capi gerarchici. Egli porta i pacchi con opuscoli, riviste, manifesti, giornali ecc. dalla stazione o dalla posta e li distribuisce ai membri. Sta agli ordini del capo di cuib.

    Il cassiere si preoccupa di incassare una certa somma (almeno un leu al mese) da ciascun membro. Oppure contributi di altro genere. Anch'egli sta agli ordini del capo di cuib.

    Punto 3. Le sei leggi fondamentali del cuib.

    Queste sono state largamente trattate nelle vecchie direttive del cuib (direttive abolite totalmente con la pubblicazione del presente opuscolo).

    Le enumeriamo qui:

    1) La legge della disciplina: sii legionario disciplinato, ché solo in questo modo sarai vittorioso. Segui il tuo capo nella buona e nella cattiva fortuna.
    2) La legge del lavoro: lavora. Lavora ogni giorno. Lavora con amore. Ricompensa del lavoro ti sia non il guadagno, ma la soddisfazione di aver posto un mattone per la gloria della Legione e per il fiorire della Romania.
    3) La legge del silenzio: parla poco. Parla quando bisogna. Di' quanto bisogna. La tua oratoria è l'oratoria dell'azione. Tu opera; lascia che siano gli altri a parlare.
    4) La legge dell'educazione: devi diventare un altro. Un eroe. La tua scuola, fattela tutta nel cuib. Conosci bene la Legione.
    5) La legge dell'aiuto reciproco: aiuta il tuo fratello a cui è capitata una disgrazia. Non abbandonarlo.
    6) La legge dell'onore: cammina soltanto per le vie indicate dall'onore. Lotta, e non essere mai vile. Lascia agli altri le vie dell'infamia. Piuttosto di vincere per mezzo di un'infamia, meglio cadere lottando sulla strada dell'onore.

    Punto 4. La bandierina del cuib.

    Ogni cuib ha una sua bandierina tricolore, di seta. Dimensioni: cm. 40 x 40. Lunghezza dell'asta: 1 metro e dieci cm. Sopra, una croce. Sulla seta ci sarà scritto:

    Cuib ......
    Distaccamento ......
    Circondario ......

    Questa bandierina non si porta mai fuori; essa rimane in casa, nella sede del cuib. Sulla seta si mettono delle «stelle», una, due, tre,... fino a 7 stelle.

    La bandiera con sette stelle è una bandiera carica di gloria. Le stelle le accorda soltanto il Capo della Legione, su proposta dei capi di circondario oppure di propria iniziativa. Una stella sulla bandiera significa una grande lotta a cui il cuib ha preso parte, lotta in cui il cuib si è distinto, si è comportato con dignità.

    Affinché le bandiere siano tutte uguali e fatte dello stesso materiale, è bene che i capi di cuib le richiedano al capo di circondario, e che questi le richieda alla Centrale, a Bucarest.

    Quand'è che un cuib può avere la sua bandiera? A un cuib non si può consegnare la bandiera se non dopo 6 mesi di regolare attività.

    Perciò un cuib non può avere la bandiera senza l'approvazione del capo di circondario.

    Punto 5. Sui rapporti.

    Il capo di cuib deve redigere un rapporto settimanale dopo ogni seduta di cuib.

    Questo rapporto si stenderà secondo il modulo che verrà consegnato dai capi di circondario.

    Il rapporto deve comprendere i seguenti dati:

    1. Nome del cuib e data della seduta.
    2. Presenze e assenze alla seduta.
    3. Contributi dei membri.
    4. Iniziative e realizzazioni del cuib nel corso di una settimana, e cioè:

    a) Diversi contributi in denaro a vantaggio della Legione.
    b) Abbonamenti ai diversi fogli legionari, e specialmente a «Libertatea»3 . Acquisti di giornali, opuscoli e libri legionari.
    c) Vendita della stampa legionaria.
    d) Giorni di lavoro nei cantieri e nei campi legionari.
    e) Formazione di nuovi cuiburi.
    f) Marce, riunioni al campo, visite ad altri cuiburi.

    A. Il rapporto viene redatto dal capo di cuib e vien consegnato, entro 24 ore, al capo di distaccamento insieme con i contributi.
    Nella località in cui si trova la sede dell'Organizzazione di Circondario i rapporti si possono consegnare direttamente al segretario dell'Organizzazione.

    B. I capi di distaccamento consegnano al capo di settore, fra il primo e il 4 di ogni mese, i rapporti ricevuti nello spazio di un mese dai cuiburi del Distaccamento, insieme con i contributi.

    C. I capi di settore consegnano al capo di circondario, tra il 4 e il 7 di ogni mese, i rapporti dei capi di cuib del loro settore, ricevuti dai capi di distaccamento, insieme con i contributi.

    D. Il capo di circondario elabora, sulla base dei rapporti dei capi di cuiburi del circondario, un quadro della situazione generale del circondario in quel mese. Nel medesimo tempo, egli forma una classifica generale dei cuiburi del circondario, la classifica dei cuiburi nel settore e la classifica dei settori.

    Il capo di circondario redige un rapporto mensile che consegna in duplice copia, tra il 7 e il 13 di ogni mese, al Capo di Regione.

    Il rapporto del capo di circondario deve comprendere:

    1. Il numero dei cuiburi.
    2. I cuiburi di nuova fondazione.
    3. Il numero dei membri.
    4. L'aumento rispetto al mese precedente.
    5. Il numero di sedute del cuib.
    6. Il numero dei presenti.
    7. Il numero degli assenti.
    8. I contributi.
    9. Contributi diversi.
    10. Pubblicazioni e abbonamenti.

    a) Valore delle entrate.
    b) Valore del materiale diffuso a pagamento.
    c) Valore del materiale diffuso gratis.
    d) Saldo.
    e) Somma che resta da pagare.

    11. Cantieri.

    a) Giorni di lavoro.
    b) Valutazione del lavoro in denaro.

    12. Campi.

    a) Giorni di lavoro.
    b) Valutazione del lavoro in denaro.

    13. Marce: in chilometri-uomo (si moltiplica il numero dei chilometri effettuati per il numero dei membri partecipanti).
    14. Iniziative.
    15. Delegazioni.
    16. Ore di guardia.
    17. Difficoltà interne all'organizzazione: litigi, incomprensioni, trasgressioni diverse dei legionari.
    18. Misure prese per il superamento delle difficoltà presentatesi.
    19. Correnti di simpatia, avversità e indifferenza.
    20. I punti deboli dell'organizzazione e le misure prese per il suo rafforzamento in questi punti.
    21. La tenuta, il comportamento dei legionari nella società.
    22. Attacchi nemici -calunnie, aggressioni, abusi delle autorità- registrati. Nomi delle persone che ci attaccano e loro indirizzi.

    E. Il Capo di Regione redige, sulla base dei rapporti di circondario ricevuti, una classifica dei circondari della regione e un quadro della situazione generale della regione.

    Il Capo di Regione presenta alla Centrale, per il servizio dei militanti, fra il 13 e il 17 di ciascun mese, un rapporto con la situazione generale della Regione comprendente esattamente già stessi punti del rapporto del capo di circondario.

    Nel medesimo tempo il Capo di Regione presenta, uno per volta, i rapporti dei capi di circondario.

    Punto 6. Quando si riunisce il cuib.

    Tutti i cuiburi di legionari di tutto il paese si riuniscono ogni sabato sera; il giorno successivo è domenica, sicché tutti possono trattenersi un po' più del solito. Ma, se ce n'è bisogno, il cuib può riunirsi in qualunque momento il capo lo chiami a raccolta, in qualunque giorno della settimana.

    Punto 7.

    La vita del cuib

    .

    Il cuib riunito è un tempio. Entrando in cuib ti spogli di tutte le piccole questioni e consacri per un'ora i tuoi puri pensieri alla Patria. L'ora della seduta del cuib e l'ora della Patria. La completa armonia deve risultare non solo dall'amicizia dei legionari riuniti, ma soprattutto dalla loro comunanza d'ideale. Là, in cuib, si innalzeranno preghiere a Dio per la vittoria della Legione, si canteranno i canti insegnati dalla Legione, si parlerà dei morti: martiri, eroi, caduti per la Legione, compagni morti nella fede legionaria, amici, genitori, nonni e antenati -rievocando le anime loro.

    In linea generale, in cuib non si darà luogo a discussioni accese, violente, a polemiche. Parlare il meno possibile, meditare il più possibile: nulla deve turbare la maestà del silenzio e della perfetta comprensione. Si faranno esercizi di silenzio completo.

    Punto 8. Prima preoccupazione: LA PUNTUALITÀ.

    Se il capo di cuib fissa la seduta alle 9, tutti devono disporre i loro impegni in modo da non venire né troppo presto né troppo tardi. Nessuno faccia aspettare l'altro. Il legionario deve essere uomo di parola. Quando ha dato una parola, deve mantenerla. Il paese è pieno di gente che dice molte parole, ma che non mantiene mai quanto dice. Quando prometti qualcosa, pensaci bene. Se credi di non potere, dillo francamente: è meglio!

    Punto 9. Seconda preoccupazione: IL CUORE PURO.

    Il Legionario, quando viene in cuib, deve avere il cuore puro. Non vi si rechi con propositi di lite, di risentimento, poiché in cuib nessuno ha il permesso di litigare. Quando il legionario avrà voglia di battersi, vada fra i nemici.

    Le cose grandi e buone si operano con cuore puro, poiché, laddove è cuore puro, lì c'è Dio, mentre dove esiste un cuore malvagio, là si è ficcato il diavolo. Perciò dove c'è un cuore malvagio nemmeno il lavoro produce buoni risultati: tutto va alla rovescia. Di chi sarchia con cuore cattivo si dice che nemmeno il granoturco cresce sul suo terreno.

    Punto 10. L'INIZIO DELLA SEDUTA.

    All'ora stabilita, dopo che i membri del cuib si sono radunati, il capo del cuib si alza e grida con voce militaresca:

    Camerati!

    A questo segnale tutti scattano in piedi. Volgono la faccia a oriente e salutano col braccio teso: e un saluto al cielo, alle altezze, e al sole, simbolo della vittoria della luce e del bene.

    Il capo del cuib dice con voce lenta -e gli altri ripetono tutti dopo di lui:

    1. Preghiamo Dio.
    2. Pensiamo al nostro Capitano.
    3. Eleviamoci, con il pensiero, agli spiriti dei martiri:
    Motza, Marin,
    Sterie Ciumetti
    e di tutti i nostri camerati caduti per la Legione
    o morti nella fede legionaria.

    4. Crediamo nella resurrezione della Romania legionaria e nella distruzione del muro di odio e di viltà che la circonda.
    5. Giuro che non tradirò mai la Legione.

    Punto 11.

    Con quali argomenti inizia la seduta il capo di cuib?

    1. Con la parte informativa. Novità.

    Quali notizie ha ricevuto dalla Centrale o dal circondario, ecc.

    Che cosa è avvenuto nel paese.

    Che cosa è avvenuto nel villaggio (politica del villaggio), in città, in fabbrica, in facoltà.

    In quale situazione si trovano le diverse forze politiche nemiche. Aumentano, rimangono stazionarie, regrediscono.

    Come procede nel paese la nostra Legione.

    A queste novità ogni membro del cuib porta anche egli le novità di cui è a conoscenza.

    2. Ordini pervenuti:

    Quali ordini sono stati dati. Che cosa fanno gli altri legionari del paese. Come prosegue la lotta legionaria.

    3. Lettura di Pamîntul Stramosesc e degli altri giornali legionari.

    Pamîntul Stramosesc deve esser letto per intero. In esso si trova il vero spirito legionario.

    Vi si rinvengono tutti gli ordini dati dalla centrale come le migliori informazioni riguardanti il movimento in tutto il paese. Parimenti, si leggeranno i fogli legionari locali.

    4. L'educazione dei militanti.

    Il legionario dovrà sapere che la Legione vincerà tutti i partiti, tutti gli ostacoli che troverà sul proprio cammino.

    Che tutti i legionari sono pronti a compiere qualsiasi sacrificio con gioia.

    Che la Legione ha un programma preciso che verrà reso noto al tempo opportuno.

    Che con la realizzazione di questo programma il paese sarà rigenerato. Che i legionari faranno di questa Romania una terra bella e ricca.

    Che i legionari sono chiamati da Dio dopo secoli di oscurità e di soprusi a suonare la tromba della resurrezione della stirpe romena.

    Il capo di cuib cercherà di radicare profondamente nello spirito di tutti i militanti del cuib la fede in Dio, nella Patria e nella missione della nostra stirpe.

    Punto 12. Quali argomenti si possono ancora discutere nei cuiburi.

    Nei cuiburi, quando c'è il tempo, si discutono anche altri problemi.

    Ecco alcuni temi di discussione di interesse agricolo:

    1) Come si potrebbe ottenere un raccolto migliore (grano, mais, vite ecc.).
    2) Quali risultati si raggiungono se concimiamo la terra?
    3) È bene seminare sempre lo stesso genere di cereali?
    4) Si potrebbe fare in modo che il villaggio si acquisti una trebbiatrice?
    5) Come si può realizzare un prezzo migliore per i prodotti agricoli?
    6) Come dobbiamo allevare il bestiame, affinché i nostri compagni di lavoro non soffrano disagi?
    7) L'avicoltura non potrebbe recare proventi al contadino, assicurandogli anche un'alimentazione migliore?
    8) Come riuscire ad abbellire il villaggio, migliorare le strade e i ponti, aver cura della chiesa, dei cimiteri, della scuola?

    Ecco alcuni temi di discussione per i cuiburi di ragazze e signore (Cetatzui)4 .

    1) Il ruolo della donna legionaria nella nuova Romania.
    2) I diritti e i doveri della donna legionaria.
    3) La sorella legionaria come madre.
    4) La sorella legionaria come moglie.
    5) La sorella legionaria come militante.
    6) La sorella legionaria e la disciplina.
    7) La donna legionaria e la donna moderna.
    8) Come si potrebbe dare un'alimentazione più nutriente alla famiglia.
    9) Quanto più si è esperte nell'arte culinaria, tanto meno si è conosciute fra la gente.
    10) La pulizia della casa e la cura dei bimbi.
    11) Come si potrebbe confezionare in casa tutto l'abbigliamento.
    12) L'educazione dei figli. - In chiesa. La Confessione e la S.ta Eucaristia. L'amore per la cultura, la luce, il lavoro, la terra.

    Cuiburi intellettuali.

    Ecco i temi delle conferenze tenute dal cuib AXA5 di Bucarest

    1. L'antisemitismo nella Legione. La differenza tra legionari e nazisti. (Ion I. Motza).
    2. Il problema delle minoranze nello Stato romeno.
    3. L'insegnamento nello Stato legionario.
    4. Il problema morale nella vita pubblica della Romania. Gli scritti immorali.
    5. L'educazione morale del legionario.
    6. Carattere di legionario.
    7. La politica agraria. La Riforma Finanziaria.
    8. Il problema operaio nello Stato legionario.
    9. Il capitale e il lavoro romeno.
    10. Industria e agricoltura.
    11. La chiesa nello Stato legionario. Il prete.
    12. La politica estera della Romania.
    13. La Legione e il Marxismo.
    14. L'esercito.

    I cuiburi studenteschi e le Fratzii de Cruce6 .

    1. La differenza fra la politica dei partiti e la politica della Legione.
    2. La differenza di organizzazione fra il sistema dei partiti e il sistema della Legione.
    3. Affinità tra fascismo e movimento legionario.
    4. Punti di contatto fra hitlerismo e movimento legionario.
    5. I giudei costituiscono un pericolo senza rimedio?
    6. I vantaggi dello spirito di disciplina.
    7. Perché il movimento legionario può salvare il paese e perché gli altri movimenti politici non possono salvarlo?
    8. Perché il nazismo non può vincere?
    9. Il contadino nello Stato legionario.
    10. L'operaio nello Stato legionario.
    11. Chi è Benito Mussolini.
    12. Chi è Adolf Hitler.
    13. 7
    14. Chi è stato Lenin.
    15. L'educazione fisica, fattore principale dell'educazione legionaria.
    16. Il fascismo prima e dopo il 1922.
    17. Che cosa sono i Balilla? Loro organizzazione.
    18. Il canto legionario.
    19. la Francia nazionalista e la Francia socialista.
    20. Come si possono combattere le mire dell'Ungheria sulla Transilvania?
    21. Come si può stroncare il tentativo di influenza russa sulla Bessarabia?
    22. Come è possibile rafforzare le frontiere con la Bulgaria?
    23. Come riuscire a salvare il Maramures?
    24. Può esistere un'arte legionaria?
    25. Lo Stato legionario e i Romeni d'oltre confine.

    Cori.

    I cuiburi formati di legionari più giovani impareranno le marce legionarie e canteranno durante la riunione.

    Punto 13. Decisioni.

    Alla fine della seduta si prendono le decisioni. Ogni seduta deve terminare con risoluzioni precise, cioè occorre indicare ad ogni legionario che cosa bisogna fare fino alla prossima riunione. Il cuib opera: a) secondo gli ordini ricevuti dai comandanti; b) di propria iniziativa (decisione che esso prende da solo). Il capo di cuib può assumere l'iniziativa in diverse direzioni.

    1) Allargamento dell'organizzazione, cioè fondazione di nuovi cuiburi.
    2) Raccolta di fondi per mezzo di feste, vendite di opuscoli ecc. (oltre alla raccolta di denaro, che è permessa soltanto tra i militanti delle nostre organizzazioni).
    3) Distribuzione fra il pubblico non legionario (dopo un piano ben precisato) della letteratura legionaria.

    Ogni cuib ha, davanti a sé, un certo numero di persone conosciute. Può trattarsi di amici, di persone indifferenti o di nemici. Il cuib prepara una lista con i loro nomi e indirizzi, poi si propone di convincerli gradualmente e di educarli nella fede legionaria. Allora invia a ciascuno l'alimento spirituale: libri, riviste, articoli giornali fotografie, cori, tutto materiale ben studiato, secondo lo spirito e la disposizione mentale della persona che lo leggera. Una persona può essere influenzata da un certo libro, un determinato articolo, un certo giornale e rivista. Un'altra, da certi altri.

    Perciò il cuib deve stare attento a non gettate via nulla. Deve dare materiale anche al nemico? Sì. Perché dopo quello che leggerà oggi, domani, dopodomani, esso comincerà a dubitare. E il nemico che dubita sarà sconfitto.

    Questo cibo spirituale non si invia mai una sola volta. Il cuib si preoccupa degli uccelli finché questi non mettano le ali. Quando il loro spirito e cresciuto nella fede, allora pieni di riconoscenza verranno, ti cercheranno: che devo fare adesso? Risponderai:

    «Fa anche tu quel che ho fatto io. Anche tu alimenta altri, così come io ho alimentato te».

    Il materiale (opuscoli, libri ecc.) a volte si vende, ma il più delle volte la gente lo troverà a casa gratuitamente, fornito dal cuib con i suoi scarsi mezzi economici. E senza sapere chi l'ha mandato. Poiché il cuib dà, segue l'effetto e non dice chi manda. Solo alla fine si saprà. Grande gioia proverà un cuib per ogni persona che avrà tolto al nemico e avrà portato nel mondo della fede legionaria.

    Cito il cuib «Avanguardia 13, n. 3», che durante un mese e mezzo ha distribuito 37 volumi di «Pentru legionari» e 15 di «Cranii de lemn»8 .

    I cuiburi di legionarie, di fanciulli, di legionari ricchi o poveri, ciascuno secondo le proprie forze, possono compiere quest'opera provocando risultati straordinari per la Legione.

    4. Il cuib può prendere l'iniziativa di un cantiere. Cioè può riparare un ponte rotto, un fosso, una strada, una staccionata, può aiutare un bambino ammalato, riparare la casa di un vecchio o di una vedova. Prendersi cura delle tombe abbandonate. Così, in ogni seduta il capo del cuib porrà questo imperioso interrogativo:

    Che fare per rendere più grande la nostra organizzazione?

    Come possiamo aiutare la Legione?

    Ogni militante del cuib pensa e uno dice: fondiamo altri cuiburi nel vostra villaggio, oppure -se e studente- in facoltà, ecc. Un altro dice: nel villaggio vicino non esiste nessun cuib, andiamoci e fondiamone uno. Un altro dice: aiutiamo economicamente la Legione. Col denaro i legionari doteranno l'organizzazione di tutto ciò che le è necessario per la lotta; dobbiamo avvertire il Capo della Legione per sapere dove ci indirizza (a sostenere un giornale, a comprare una camionetta, a stampare opuscoli ecc.).

    L'opera di ogni cuib e di grande importanza. Non è possibile che un cuib si costituisca e poi non faccia più nulla, non dia cioè più nessun segno di vita. Il cuib che non agisce, che non si muove e non dà segni di vita è passato nel registro della Legione sul capitolo Cuiburi morti.

    Punto 14. L'iniziativa del capo di cuib.

    L'iniziativa è il fiore più bello che un comandante può portare. Il capo che assume sopra di sé la responsabilità dell'iniziativa deve sapere che essa può determinare l'ingrandimento dell'organizzazione, ma può causare anche molto danno, secondo che un capo se ne serva bene o male. Egli non ha, in special modo, il permesso:

    a) di stampare alcunché in nome dell'organizzazione senza l'approvazione dell'Ufficio Centrale della Stampa Legionaria.
    b) Di scrivere ordini o lettere dal contenuto sconsiderato, che possano essere male interpretate da coloro cui si indirizzano o dagli avversari.
    c) Di gettare la sua unità in azioni disordinate, baldorie, gozzoviglie o azioni scandalose ecc.
    d) Non ha il permesso di trattare e neppure di concludere alcun accordo politico con persone di altri gruppi, senza l'approvazione diretta del Capo della Legione.
    e) In generale un capo, come anche un legionario, deve stare attento a non promuovere nessuna azione che potrebbe mettere in pericolo, danneggiare o disonorare la Legione.

    Quando si prende l'iniziativa?

    a) L'iniziativa si prende quando non esiste nessun ordine preciso dato dai capi gerarchici. Se c'è un ordine si esegue l'ordine.
    b) Se nel frattempo la situazione è cambiata, il capo di cuib, come ogni comandante, dietro sua responsabilità, prenderà misure di propria iniziativa, riflettendo però con lucidità, affinché l'organizzazione ne ritragga il maggior vantaggio possibile.
    c) Se per caso c'è, sul luogo, un capo legionario più autorevole del capo di cuib, il capo di cuib non ha più iniziativa. Il comando, l'iniziativa e la responsabilità le prende il legionario di grado più elevato.

    Fuori dei casi qui previsti, il capo di cuib possiede un'ampia iniziativa. Egli prenderà decisioni in base al potere che gli è dato, in armonia con tutti i militanti del cuib, allo scopo di servire la causa legionaria. Subito dopo aver preso un'iniziativa, ne riferisce a1 Capo di distaccamento. Dopo averla eseguita, comunica: «Porto a vostra conoscenza che la decisione, da noi presa, di eseguire... è stata oggi da me portata a termine, con nostra gioia di averla potuta condurre a buon fine».

    Il Capo della Legione valuta un capo legionario secondo la sua capacità di iniziativa. I capi migliori e i cuiburi migliori sono quelli che assumono le iniziative migliori e le portano a termine.

    Punto 15. L'esecuzione degli ordini.

    Quando un legionario o un cuib ricevono un ordine, è questione d'onore eseguirlo, passando attraverso l'acqua e attraverso il fuoco, qualora ce ne sia bisogno. In questo modo si misura la dignità legionaria. Quando il Capo della Legione da il segnale di una battaglia legionaria (lo sono state, per esempio: l'acquisto di una camionetta, la pubblicazione di un giornale, l'acquisto di una tipografia), i cuiburi, gareggiando fra di loro come api in laboriosità e in velocità, devono rispondere con quello che ognuno può dare. In simili occasioni tutti i cuiburi devono gareggiare tra loro in una corsa entusiasta verso la vittoria legionaria. Quale sarebbe l'efficienza di un cuib rimasto fuori della lotta, senza aver portato il minimo aiuto, il minimo sacrificio? Da queste lotte si può vedere chi merita di essere orgoglioso, nel nuovo mondo legionario, e chi deve restare dove si trova.

    Punto 16. Chiusura della riunione.

    I militanti del cuib si levano in piedi col viso rivolto ad oriente. Salutano con il braccio teso verso il cielo. Tutti ripetono con il capo di cuib:

    Giuro che non tradirò mai la legione.

    In seguito i legionari si separano, con la gioia nel cuore e col pensiero alle decisioni che devono eseguire. Nella riunione successiva si vedrà quanto è stato realizzato della decisione presa.

    Punto 16 bis. La marcia legionaria.

    La domenica e tutti i giorni di festa i cuiburi di ogni categoria (Fratzii, Cetatzui ecc.) devono abituarsi a partire per la marcia. Noi non conosciamo la nostra terra. Alcuni non conoscono nemmeno il villaggio vicino. Nei giorni di festa, sotto la pioggia o col bel tempo, d'inverno o d'estate, dobbiamo uscire in mezzo alla natura. La terra romena deve diventare un formicaio in cui si incontrino, su tutte le strade, migliaia di cuiburi che marciano in ogni direzione. All'ora della funzione religiosa, ci si fermi nella chiesa che si trova sul cammino. Ci si fermi dai camerati dei villaggi vicini. La marcia è salutare. La marcia ristora e ridà vigore ai nervi e allo spirito. Ma soprattutto la marcia è il simbolo dell'azione, dell'esplorazione, della conquista legionaria. La marcia si fa in ordine: passo marziale.



    Note

    1- La terra degli avi. torna ^

    2- Uscito nelle Edizioni di Ar col titolo Guardia di Ferro (Padova, 1973). torna ^

    3- La libertà. torna ^

    4- Cittadelle. torna ^

    5- L'asse. torna ^

    6- Fratellanze di croce. torna ^

    7- Il n. 13 indica che la persona su cui i legionari dovrebbero informarsi alle riunioni di cuib è... C. Codreanu, indicato col n. 13, numero della Legione. torna ^

    8- Crani di legno. Si tratta di un libro di Ion Motza. torna
    http://www.miscarea.net/1.html




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