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Discussione: Camera dei deputati di POL- IV seduta (XX legislatura)

  1. #1
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    Predefinito Camera dei deputati di POL- IV seduta (XX legislatura)

    La Presidenza della Camera dei Deputati di POL

    ai sensi dell'art. 19 co. 3 della Costituzione

    Dichiara aperta la II Seduta della XX Legislatura del gioco di Politica Online



    ORDINE DEL GIORNO




    Sono convocati i Deputati di POL
    Con il seguente ordine del giorno:


    1) Dibattito sulla fiducia al Governo Ronnie




    Traiano

    Presidente della camera dei deputati



    * * * Avviso di servizio * * *


    a seguito di precise direttive dell'Amministrazione il 3d è riservato - in scrittura - ai Deputati eletti alle elezioni di POL
    Chi dice che "nessuno è clandestino" implicitamente non riconosce i confini, così come non li riconoscono i liberisti. È evidente che entrambi stanno dalla stessa parte.

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  2. #2
    Sospeso/a
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    Predefinito Re: Camera dei deputati di POL- IV seduta (XX legislatura)

    prendendo atto dell'avvenuta decadenza del deputato Haxel, i deputati convocati sono, oltre a me stesso @Giò @Baboden @[email protected] @Flaviogiulio @Undertaker @Kavalerists @Hynkel @RibelleInEsilio@Lord Attilio @liberalsocialista @seven77
    Chi dice che "nessuno è clandestino" implicitamente non riconosce i confini, così come non li riconoscono i liberisti. È evidente che entrambi stanno dalla stessa parte.

  3. #3
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    Predefinito Re: Camera dei deputati di POL- IV seduta (XX legislatura)

    Colleghi buongiorno a tutti
    entro breve prenderà la parola il deputato Ronnie
    per illustrare alla Camera il programma del suo governo la cui composizione è la seguente:
    1. Presidente del Consiglio Ronnie
    2. Ministro degli Affari Interni e della Giustizia. (Undertaker)
    3. Ministro dell'Economia e delle Attività Produttive. (cascista)
    4. Ministro della Sanità e del Welfare. (Baboden)
    5. Ministro dell'Educazione e della Famiglia. (Giò)
    6. Ministro delle Infrastrutture e della Ricerca Scientifica. (Flaviogiulio)
    7. Ministro dell'Ambiente e delle Autonomie Regionali e Locali. (cascista)
    su questa proposta ala fine Ronnie chiederà la fiducia alla Camera
    io mi riservo di prendere la parola successivamente al suo ed agli altri interventi
    Flaviogiulio and Traiano like this.

  4. #4
    SuperMod
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    Predefinito Re: Camera dei deputati di POL- IV seduta (XX legislatura)

    Naturalmente nel frattempo gli altri deputati possono liberamente prendere la parola per fare domande osservazioni o critiche
    Ultima modifica di [email protected]; 13-12-18 alle 11:16

  5. #5
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    Predefinito Re: Camera dei deputati di POL- IV seduta (XX legislatura)

    On.le Presidente della Camera,
    grato per la convocazione, procedo ad illustrare l'allegata mozione, che reca in sè gli elementi fondamentali dell'attività da realizzare in quest'anno, se la Camera riterrà di concedere un voto di fiducia al mio mandato.


    L'Italia innanzitutto.

    Onorevole Presidente, Onorevoli Deputati,
    il programma che presentiamo oggi è ambizioso, poiché intende coprire alcune tematiche cruciali di politica estera, che nell'attività dei precedenti esecutivi di centrodestra decidemmo di lasciare sullo sfondo, perché le condizioni dell'economia erano tali da richiedere prima di tutto attenzione al mercato del lavoro, all'energia, ai trasporti, e alle finanze pubbliche, con particolare riguardo all'eccesso della spesa, della proprietà pubblica e della pressione fiscale che attanagliava l'Italia, cui furono dedicate le mozione finanziarie del Governo.

    Oggi il quadro economico è leggermente migliore, ed è il tema del posizionamento internazionale del nostro paese che si affaccia al dibattito con centralità, alla luce del fatto che l'implementazione ulteriore delle politiche nazionali, in tempi di crisi delle istituzioni europee e sovranazionali, tende ad incontrare dei vincoli stringenti che l'opinione pubblica mostra di comprendere benissimo e non condividere affatto, domandando un profondo cambiamento dell'atteggiamento che l'Italia ha nei confronti degli altri popoli, sulla scena mondiale e particolarmente europea.

    In primo luogo la questione dei migranti e dei diritti civili, che vede l'Italia ad un bivio cruciale, del quale il dibattito sul Global Compact dell'ONU è solo uno degli aspetti, tra la scelta di avere dei confini ed una politica migratoria e sociale, oppure rinunciarvi, a favore di un'estensione arbitraria di diritti pensati per i rifugiati dei conflitti mondiali a fattispecie così lontane da quelle originarie, e tanto numerose, da sostituire in pratica la disciplina ordinaria dell'ingresso nelle nazioni con un regime speciale di apertura a prescindere, tipicamente apprestato con i moduli degli accordi internazionali e della susseguente concessione diretta di tutela giudiziaria, e quindi al di fuori del controllo democratico. Ad accompagnare questo problema, poi, vi è quello delle tradizioni sociali cristiane del nostro paese che, mentre vengono discusse dal politically correct di marca ONU, sono anche progressivamente sostituite sul piano quantitativo dall'immigrazione di mussulmani.

    In secondo luogo
    la questione dell'appartenenza dell'Italia al superstato nascente dell'Unione Europea, la quale è sempre più contestata, in un momento nel quale stati importanti scelgono di abbandonarla o non entrarvi, alla luce delle crescenti pretese di regolazione oppressiva di materie che i nostri cittadini ritengono gelosamente proprie, e della pretesa di imporre un modello di austerità fiscale che non trova giustificazione nella teoria economica ma esclusivamente in ossessioni moraliste, e dimentica che i paesi impegnatisi a garantire i nostri debiti beneficiano di economie più forti prima di tutto grazie ad un vasto mercato in cui, in violazione dei trattati, accumulano surplus commerciali costanti da un decennio sul nostro territorio, senza che l'Italia abbia mai chiesto di condannarli, mentre al contempo essi, su altri tavoli, impongono sanzioni economiche a paesi chiave per le nostre esportazioni come la Russia, l'Iran, la Libia e l'Etiopia, autorizzandosi addirittura da soli a violare le regole a noi imposte (v. Macron-Moscovici, quest'oggi stesso).

    In terzo luogo
    la questione delle alleanze dell'Italia, che vedono il nostro paese attualmente allineato ad equilibri risalenti alla guerra fredda, impegnato a sostenere con le proprie scarse risorse quello che è un dispositivo militare rivolto esclusivamente alla protezione da un'inesistente minaccia di terza guerra mondiale scatenata dalla Russia, nonostante questa sia molto ridimensionata e costituisca oggi un fondamentale partner commerciale dell'Italia, mentre nessuna attenzione della NATO è dedicata al contenimento di potenze come la Turchia, l'India e la Cina, che costituiscono una minaccia costante per il nostro commercio e prestigio, nonché, nel caso della Cina, che è una pericolosa superpotenza nucleare totalitaria e svincolata sostanzialmente dai Trattati di non proliferazione, aggressiva nei confronti del Giappone, che è un nostro storico alleato. Inoltre è accaduto che alcuni paesi dell'alleanza abbiano fatto muovere quest'ultima anche direttamente a danno dei nostri interessi in Africa, e ponendo gravemente rischio la nostra forza contrattuale, tanto nel corno d'Africa che nei rapporti con l'Egitto, storicamente rilevanti per noi. Si pensi da ultimo al caso dei marò, alle vicende dell'ex colonia libica, al blocco della nave Saipem in Turchia, e molti altri.

    Su questi tre aspetti fondamentali il Governo intende avanzare alcune proposte radicali di cambiamento, su una base di condizionalità e reciprocità con i nostri partner internazionali, ed intende discutere di esse con il Parlamento in un clima di franco dialogo, che tenga conto del fatto che queste proposte saranno intese a considerare apertamente tra le possibilità, non predeterminate e non già stabilite come da assumersi, ma certamente discutibili ed utili ad intavolare negoziati per un riequilibrio della nostra posizione internazionali, di alcune denunce degli attuali accordi internazionali vincolanti. Sarà quindi proposto, con gli strumenti più opportuni, di dare mandato, in positivo, al Governo per:

    I.
    Negoziare in sede ONU per la revisione dei trattati internazionali sui rifugiati ed il superamento dei trattati di pace della seconda guerra mondiale, con l'ingresso dell'Italia quale membro permanente del Consiglio di Sicurezza, espressamente prevedendo come alternativa, se le richieste non saranno ampiamente accolte,
    l'uscita dell'Italia dalla costosa e scarsamente utile organizzazione delle Nazioni Unite e dal trattato di non proliferazione nucleare, nel contesto di un'abolizione radicale dell'art. 11 Cost. e della revisione della nostra partecipazione a tutti gli organismi internazionali attualmente esistenti.

    II.
    Negoziare in sede UE per l'abolizione regolamento di Dublino, l'eliminazione del mark-to-market dei titoli di Stato nei bilanci delle banche europee, l'immediata esecutività dell'assicurazione europea sui depositi e l'introduzione di una procedura di infrazione per surplus commerciale interno all'unione, tesa ad imporre ai paesi responsabili un aumento dei salari interni esattamente come a noi viene chiesta una riduzione del deficit pubblico, nonché l'abolizione delle sanzioni europee alla Russia, espressamente prevedendo come alternativa, se le richieste non saranno ampiamente accolte, una
    notifica ex art. 50 TFUE finalizzata all'abbandono della moneta unica e/o dell'intera Unione Europea.

    III.
    Negoziare in sede NATO per il riorientamento del
    dispositivo militare alleato verso la minaccia a Sud rappresentata dai grandi giganti di popolazione, Cina, India, Pakistan, Turchia, Africa e Vicino-Oriente Arabo, attraverso il riconoscimento dell'annessione della Crimea e l'offerta di una cooperazione militare stabile alla Russia ed al Giappone, finalizzate al loro ingresso nell'ex Alleanza Atlantica, destinata a mutarsi in una Alleanza del Nord, che preveda la condivisione delle forniture e commesse militari ai fini del rinnovamento dell'obsoleto arsenale Russo, espressamente prevedendo come alternativa, se le richieste non saranno sufficientemente accolte, l'abbandono dell'alleanza atlantica, il ritiro di tutti i contingenti italiani non volti alla protezione di giacimenti ENI, l'aumento immediato delle spese militari al 3% del PIL, finalizzato a consentire successive operazioni militari relative alla Libia, al Corno d'Africa ed all'area marittima intorno a Cipro, tali da garantire una proiezione di forza prevalente e di lungo termine a protezione dei nostri approvvigiornamenti energetici.

    Al fine della compiuta attuazione delle tre missioni politiche, in un contesto di sostenibilità economica e delle relazioni internazionali scaturite da tali iniziative, che per una potenza commerciale con un grande accumulo di capitali privati come l'Italia sono vitali, il Governo avrà anche il mandato di escludere, in negativo, che da esse derivino conseguenze in ordine ad alcuni programmi e rapporti internazionali, nonché in generale al risparmio privato e ad un elevato livello di libertà economica interna, i quali sono ritenuti di indiscutibile importanza per gli interessi nazionali.

    IV.
    La partecipazione delle imprese Italiane al libero commercio internazionale garantito dal WTO non verrà mai messa in discussione, se non nel contesto, ed a valere solo successivamente, della già avvenuta stipula di trattati internazionali di libero scambio di tipo forte almeno con Russia, Regno Unito, Brasile, Giappone, Stati Uniti, Israele e Canada, oltreché, ovviamente, con l'Unione Europea; restando salva la possibilità di prevedere misure nei confronti di Cina, India, Africa e Vicino-Oriente Arabo, nei limiti della reciprocità.


    V.
    L'eventuale distacco dalla moneta unica europea sarà argomento di trattativa ma non sarà in ogni caso mai condotto in modo da pregiudicare il potere d'acquisto degli italiani. Nel mandato a ripristinare la circolazione monetaria della lira sarà infatti disciplinata a livello costituzionale l'indipendenza della Banca d'Italia dal potere politico, con il primo obbiettivo della stabilità dei prezzi non necessariamente esclusivo - sul modello di quanto già realizzato da Mario Draghi - e la garanzia della convertibilità aurea della lira per i cittadini italiani, a valere sulle riserve auree nazionali, che attualmente sono tra le più grandi del mondo. L'eventuale decisione di svalutazioni, ferma in ogni caso la convertibilità aurea, sarà condizionata ad appropriate garanzie democratiche di tipo referendario.

    VI.
    L'eventuale distacco dall'Unione Europea sarà argomento di trattativa ma non sarà in ogni caso mai condotto in modo da pregiudicare il mantenimento dell'acquis comunitario in termini di liberalizzazioni del mercato interno già avvenute. I divieti
    per lo Stato di intervenire a dirigere l'economia, in tal caso, saranno infatti nazionalizzati sic et simpliciter in apposite leggi organiche dotate di quorum rinforzato. Tali misure varrebbero però ovviamente, da quel momento, solo nei confronti degli italiani e delle imprese operanti in Italia, lasciando lo Stato libero di regolare i propri rapporti con le imprese estere, nel quadro della trattativa sui rapporti commerciali.

    VII.
    L'eventuale fuoriuscita dall'ONU e dalla NATO non sarà mai condotta in polemica specifica con alcuna potenza maggiore, ma esclusivamente nel nome dell'autodeterminazione nazionale
    e della pretesa di tutelare i nostri interessi, senza escludere che in futuro nuove alleanze, anche nella forma di cooperazioni militari e industriali, siano possibili, tenuti presenti gli interessi, con i partner internazionali precedenti e/o con quelli attualmente indipendenti dall'alleanza atlantica, che fra l'altro hanno in comune il fatto di ospitare il maggior numero di Italiani residenti all'estero. Si pensi a giganti come il Brasile, all'Argentina, e molti altri importanti paesi, ma anche ad Israele, alla Cina Nazionalista (Taiwan) e quei paesi dell'Africa di tradizione Italiana, che oggi non trovano una guida nel mondo.

    Su tutto quanto di diverso non menzionato nella presente mozione il Governo intende rifarsi ai programmi degli ultimi esecutivi del centrodestra di Pol, con i quali rivendica una - orgogliosa - continuità di contenuti, persone, idealità e metodi.

    On. Ronnie
    Primo Ministro



    Ultima modifica di Ronnie; 13-12-18 alle 00:52
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    Presidente di Progetto Liberale

  6. #6
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    Predefinito Re: Camera dei deputati di POL- IV seduta (XX legislatura)

    Citazione Originariamente Scritto da [email protected] Visualizza Messaggio
    io mi riservo di prendere la parola successivamente al intervento di Ronnie
    Come avevo preannunciato ieri prendo ora anch'io la parola per spiegare alla Camera come intendo muovermi se il governo otterrà la fiducia
    All'interno delle linee guida e delle priorità del programma di governo illustrato da Ronnie io come Ministro dell'Ambiente e delle Autonomie Regionali e Locali intendo puntare a promuovere alla Camera una serie di interventi(utilizzando lo strumento delle mozioni e delle proposte di legge) volte anzitutto a combattere l'abusivismo edilizio escludendo decisamente qualsiasi possibilità di sanatoria degli abusi (strumento che quasi tutte le forze politiche in Italia hanno sempre utilizzato sia a livello comunale che regionale e, ahimè, persino a livello parlamentare e governativo)
    Per quel che riguarda le autonomie regionali (di cui sono da sempre un convinto sostenitore) intendo puntare decisamente sulla promozione dell'autonomia territoriale federalista (sia chiaro: sempre senza la minima concessione al secessionismo) attraverso lo strumento delle mozioni che il governo presenterà nei prossimo mesi a questa Camera (ovviamente daremo però prima la priorità alle mozioni a cui ha fatto riferimento Ronnie)

  7. #7
    Fiamma dell'Occidente
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    Predefinito Re: Camera dei deputati di POL- IV seduta (XX legislatura)

    Citazione Originariamente Scritto da traiano
    1) Dibattito sulla fiducia al Governo Ronnie
    Un appunto Presidente Traiano: il dibattito è solo sulla fiducia al Primo Ministro, la fiducia non è data al Governo ma solo al Primo Ministro perché su questo il nostro sistema costituzionale è all'inglese non all'Italiana, cioè non c'è un primus inter pares, ma un vero e proprio capo del governo.

    A fini pratici non cambia niente ma è importante anche la forma
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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    Presidente di Progetto Liberale

  8. #8
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    Predefinito Re: Camera dei deputati di POL- IV seduta (XX legislatura)

    I deputati del PSDL e del partito comunista hanno domande , richieste di chiarimenti sul programma o sui ministri (o anche contestazioni) da rivolgere a Ronnie o ad uno dei ministri?
    Mi rivolgo in particolare a @Lord Attilio @Ribelle in esilio e @Kavalerists

  9. #9
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    Predefinito Re: Camera dei deputati di POL- IV seduta (XX legislatura)

    Buongiorno a tutti i colleghi. Personalmente ritengo necessario discutere sui capi I, III e IV
    TIOCFAIDH ÁR LÁ
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  10. #10
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    Predefinito Re: Camera dei deputati di POL- IV seduta (XX legislatura)

    Buonasera a tutti i colleghi.

    Come Ministro dell'Educazione e della famiglia, cercherò di incentrare la mia attività su un principio elementare, ma basilare: la famiglia fondata sul matrimonio tra due persone di sesso diverso è il centro, il cuore della società. Lo Stato è la società politica organizzata. E da cosa è data? Dall'insieme delle famiglie. La nazione è quell'aggregato sociale in cui si riconoscono quelle persone che sono unite da vincoli di sangue, spirito e cultura. Questa comunità non potrebbe esistere senza la famiglia. Ed è proprio l'unirsi di diverse famiglie, col tempo sempre più ampio, ad aver dato vita alle comunità locali e alle nazioni. Non è un caso che la parola "patria" abbia per significato quello di "terra dei padri". Sappiamo quanto quella della padre, capo della famiglia, sia una figura centrale e co-essenziale alla società coniugale e domestica. Gli Stati e le nazioni che riconoscono alla famiglia il posto che le spetta di diritto seguono le vie della prosperità e del benessere sia materiale che morale. Quegli Stati e quelle nazioni che la ignorano o la sminuiscono o la disconoscono si avviano alla rovina e al declino fisico, spirituale e sociale. Non è un mistero per nessuno che l'Occidente europeo vive una crisi demografica della sua popolazione autoctona gravissima. Siamo in pieno regresso delle nascite. I tassi di fertilità delle famiglie europee ed italiane in particolare sono ridicoli, se confrontati con quelli delle donne africane. Noi non dobbiamo rimproverare agli altri popoli di essere fecondi. Dobbiamo solo biasimare noi stessi - come europei ed italiani - se abbiamo lasciato che un capitalismo tossico, apolide e sregolato mettesse l'idolatria del consumo ed un edonismo acritico al di sopra di ogni cosa. Un capitalismo sano è quello che riconosce famiglia e proprietà privata come elementi imprescindibili per un'economia nazionale sana, che accompagnano la pur necessaria libertà d'impresa. Dobbiamo biasimarci anche per aver lasciato che i rottami del marxismo culturale, del socialismo anti-nazionale e dello statalismo giacobino ci ammorbassero con l'idea che la famiglia non fosse il fondamento stesso dello Stato, ma un residuo oscurantista e patriarcale, che lo Stato avrebbe dovuto assorbire o di cui lo Stato avrebbe dovuto fare a meno. Follie ideologiche intollerabili che però hanno generato effetti negativi non solo nella mentalità delle persone, sempre meno interessate a metter su famiglia e a riempire la propria vita con la gioia di una prole numerosa, ma anche nell'ambito educativo e scolastico. Oggi la scuola non gode più di quell'autorevolezza necessaria affinché possa formare i cittadini del futuro e la classe dirigente del domani. E questo avviene proprio perché essa non è più l'espressione vitale delle famiglie, che hanno un diritto imprescindibile sull'educazione dei propri figli. La crisi della famiglia va di pari passo con quella della scuola e sono inevitabilmente interconnesse.
    Sono consapevole che questo governo è espressione di forze politiche diverse, ma sono sicuro che sapremo attuare anche in questo campo un lavoro proficuo, affrontando temi epocali e raggiungendo le sintesi necessarie per migliorare la nostra nazione e la vita di ciascun individuo. Quelle esposte brevemente saranno le linee-guida dalle quali partirò per caratterizzare la mia attività sia all'interno del CdM che in parlamento, coordinandomi con il Capo del governo e confrontandomi con gli altri colleghi ministri e parlamentari.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

 

 
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