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Discussione: Deutsche bank sarà coccolata dal fondo ue salva stati?

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    Predefinito Deutsche bank sarà coccolata dal fondo ue salva stati?

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    Predefinito Re: Deutsche bank sarà coccolata dal fondo ue salva stati?

    guarda te a chi arriverà sto cetriolo
    Sparviero and AlleModena89 like this.
    in europa c'è chi paga e chi prende....


    http://www.europarl.europa.eu/news/i...i-stati-membri

  3. #3
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    Predefinito Re: Deutsche bank sarà coccolata dal fondo ue salva stati?

    credo che il governo tedesco stia organizzando una fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank

  4. #4
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    Predefinito Re: Deutsche bank sarà coccolata dal fondo ue salva stati?

    SEDUTI SULLA BOMBA TEDESCA
    [ 17 dicembre 2018 ]



    Un grafico si aggira per l'Europa: sovrappone l'andamento delle azioni della Deutsche Bank all'andamento delle azioni della Lehman Brothers, prima del fallimento. I due grafici sono identici.





    * * *
    Deutsche Bank come Lehman Brothers. Identico andamento azioni. Grafico crack
    Seduti su una bomba. L’economia rischia per colpa di Deutsche Bank. Giornalista finanziario tedesco, premio 2017, mostra perché con un grafico. E Bagnai...

    di Antonio Amorosi


    Lehman Brothers, una delle più grandi banche d’affari di New York, non era nulla se paragonata alle dimensioni di Deutsche Bank. E il quadro, in termini bancari ed economici (la miccia di Lehman nel 2008 portò poi all'emersione dello scandalo dei mutui subprime e alla crisi che abbiamo conosciuto), potrebbe avere effetti devastanti sul fronte economico, dell'euro ma anche sulla politica in Europa.

    E' quanto accenna con un intervento al Senato l'11 dicembre scorso l'economista e presidente della Commissione Finanze Alberto Bagnai che fa capire quanto sia necessaria una politica anticiclica: “Non mi riferisco semplicemente alla manifestazione più variopinta e più sgargiante, quella dei gilet gialli, che già hanno piegato il Governo di Macron, la grande speranza degli schieramenti progressisti europei, ma mi riferisco anche a un grafico che qualcuno di voi avrà visto, quello che sovrappone l'andamento delle azioni di Deutsche Bank all'andamento delle azioni di Lehman Brothers prima dei noti fatti che la colpirono. L'andamento è assolutamente speculare e sovrapponibile, il che non lascia presagire nulla di buono sul fronte occidentale, quello francese, in termini sociali e nulla di buono sul fronte orientale, quello tedesco, in termini bancari.”

    Il grafico è stato twittato il 10 dicembre dal giornalista finanziario Holger Zschäpitz del quotidiano Die Welt, premio miglior giornalista tedesco del 2017. In Germania l'apprensione sul rischio default di Deutsche Bank regna sovrano da tempo. Deutsche Bank è una delle più grandi banche europee e la cassa principale del prestito di denaro per gli 82 milioni di tedeschi. Ma non è l'intera banca a rischiare il default; lo è la sua componente di banca d'affari che la trascina a fondo.

    In pochi anni le azioni di Deutsche Bank hanno perso valore in modo spropositato. Nel 2016, dopo gli abbassamenti del rating dei vari istituti e non aver superato gli stress test della Federal reserve americana, il Fondo monetario internazionale la definì “fonte dei maggior rischi sistemici tra le banche al mondo”.

    A poco sembra servita la riduzione di personale operata dai manager: circa 10.000 dipendenti in meno.

    La ragione è stata accennata molti mesi or sono da David Folkerts-Landau, economista a capo della banca: dagli anni '90 il management ha, di fatto, trasformato la banca da istituto che prestava denaro ai grandi progetti industriali ad una specie di hedge fund speculativo di tipo anglosassone, favorendo il rischio e la speculazione rispetto all'economia reale.

    Grazie al clima di deregulation, nel 1999 il presidente degli Stati Uniti, il democratico Bill Clinton,diede vita all'ultimo atto ufficiale della sua presidenza: l'abrogazione della legge sulla separazione bancaria, la Glass-Steagall Act, voluta da Roosevelt nel 1933 per uscire dalla grande crisi che aveva trasformato la prima economia del mondo, gli Usa, in una landa con il 25% di disoccupati.

    La Glass-Steagall Act imponeva una netta separazione tra attività bancarie tradizionali e attività bancarie di investimento. Le due attività non poterono più essere esercitate dallo stesso intermediario. In questo modo i fallimenti dell’intermediario finanziario, che per forza di cose opera con interventi più volatili e speculativi, non comporta anche il fallimento della banca tradizionale che presta denaro alla gente. Cioè l’economia reale non doveva più essere esposta al pericolo di eventi speculativi di massa. Dal 1999, sullo scenario mondiale, invece si sono succedute bolle speculative e crisi sempre più gravi.

    Dagli anni '90 anche Deutsche Bank abbandona i grandi investimenti industriali e inizia la corsa ai derivati.

    Per il Belpaese già nel 2017, perché la crisi dell'istituto tedesco è in piedi da diversi anni, la rivista Italia Oggi spiegò ai profani il rapporto annuale di Deutsche Bank: “perdite nel settore dei derivati pari a 124,1 miliardi di euro, mentre il valore nozionale totale dei derivati è salito da 42,9 a 48,3 trilioni di euro! E di questi quasi il 90% sarebbero i 'famigerati derivati over the counter (otc)', quelli negoziati fuori dei mercati regolamentati”. Una montagna di derivati pari a 16 volte il Pil tedesco. Un po' come essere seduti su una bomba. E nel 2018 la banca ha addirittura avuto un'involuzione sull'andamento.

    Deutsche Bank è sistemica per la Germania. E allora tra i teutonici si riparla di una ricapitalizzazione nel 2019 o di una fusione con la seconda banca tedesca, Commerzbank, o di socializzazione europea delle perdite.

    Nella sostanza delle cose economiche, come fa capire Bagnai al Senato, non sono certo i gilet gialli di Francia, per quanto diano un segnale profondo, a preoccupare l'Europa ma la Germania della Deutsche Bank.

    Angela Merkel è disposta a tutto pur di evitarne il fallimento. Avrebbe effetti devastanti, con un'esplosione di una possibile nuova crisi, la messa davvero in discussione dell'euro e lo sgretolamento del pensiero che sta dietro all'attuale sistema di sviluppo europeo.

    Ed è questo il fantasma più oscuro che si aggira per il vecchio continente. Non altri.

    Se si uscirà dall'euro non sarà per colpa o merito dei sovranisti italiani e europei, ma per Deutsche Bank. Con effetti imprevedibili.

    sollevazione: SEDUTI SULLA BOMBA TEDESCA
    "Sinistri", utili idioti, antifascisti in assenza di fascismo per non essere anticapitalisti in presenza di capitalismo. - D.Fusaro
    "Israel is the core of all Evil, it hasn't any right to exist."- Khomeynī
    #ResistenzaAntiNaziFemminista

  5. #5
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    Predefinito Re: Deutsche bank sarà coccolata dal fondo ue salva stati?

    Citazione Originariamente Scritto da Saburosakai Visualizza Messaggio
    credo che il governo tedesco stia organizzando una fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank
    un'altra banca sanissima
    Sparviero likes this.
    in europa c'è chi paga e chi prende....


    http://www.europarl.europa.eu/news/i...i-stati-membri

  6. #6
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    Predefinito Re: Deutsche bank sarà coccolata dal fondo ue salva stati?

    "Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
    Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"

  7. #7
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    Predefinito Re: Deutsche bank sarà coccolata dal fondo ue salva stati?

    "Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
    Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"

  8. #8
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    Predefinito Re: Deutsche bank sarà coccolata dal fondo ue salva stati?

    La Germania cerca di insabbiare il caso Deutsche Bank

    Il silenzio dei media italiani sul caso Deutsche Bank non accenna a diradarsi, ma ciò appare una conseguenza diretta delle mosse di Berlino per provare a insabbiare la montagna di scandali che hanno coinvolto il suo maggiore colosso creditizio e a prevenirne il fallimento sotto il peso di un vero e proprio oceano di derivati tossici, degli scandali internazionali di cui il caso Danske Bank rappresenta solo l’ultima conferma e dei miliardi di euro di perdite causate da gestioni scriteriate.

    Nelle ultime settimane sta prendendo piede l’ipotesi di salvare Deutsche Bank attraverso una fusione con Commerzbank, un altro dei colossi creditizi tedeschi, attraverso una manovra guidata dallo Stato tedesco, che con il 15% delle quote è l’azionista di maggioranza relativa nel secondo istituto. Come riporta Bloomberg, più volte il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz ha paventato l’ipotesi di una fusione, sottolineando la necessità di un sistema creditizio stabile. E Deutsche Bank, questa stabilità, la compromette in partenza.

    Nella giornata del 10 dicembre le azioni dell’istituto di Francoforte hanno chiuso a 7,52 euro per azione con una capitalizzazione di borsa di circa 15,5 miliardi di euro (a fronte di oltre 1500 miliardi di asset), toccando in seguito il minimo storico a quota 7,24 euro prima di rimbalzare, sulla scia delle notizie della possibile fusione, sopra i 7,80 euro.

    “Nonostante quello del matrimonio tra la prima e la quarta banca tedesca per asset siano piuttosto frequenti, nel 2018 le voci si sono intensificate”, sottolinea StartMag. “I modelli di business delle due banche sono complementari […] ed entrambe affrontano un periodo difficile”, ha commentato il Markus Kienle, vice CEO di SdK, un associazione che raggruppa i piccoli commercianti. Ma non ci sarebbero solo aspetti positivi. “I costi di ristrutturazione –continua Kienle – potrebbero bloccare per anni la distribuzione dei dividendi e per questo motivo riteniamo che gli svantaggi di una fusione al momento siano maggiori dei vantaggi”.

    Secondo La Verità, “si tratterebbe di uno scenario molto distante dalla linea di pensiero che ha animato la politica europea in ambito bancario degli ultimi anni. Pensiamo al bail in, la normativa di risoluzione degli istituti in difficoltà approvata nel 2014, introdotta proprio al fine di evitare i salvataggi di stato. Ma nel recente periodo abbiamo assistito al continuo moltiplicarsi di regole in ambito creditizio. Tutte novità che hanno reso difficile, se non quasi impossibile, la vita degli istituti di credito, in particolare quelli italiani. Una su tutte, l’ossessione morbosa della Vigilanza e del suo capo, Daniele Nouy, per i crediti deteriorati” che ha portato a un vero e proprio accanimento su istituti come Monte dei Paschi, riconosciuto anche dall’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, accompagnato da un atteggiamento lassista verso la vera e propria “bomba atomica” rappresentata dai derivati tossici di cui Deutsche Bank è piena zeppa.

    La cancelleria di Berlino vuole portare a termine la fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank nel massimo riserbo possibile. Da qui è seguita la volontà tedesca di stroncare sul nascere ogni voce concernente l’operazione e di ridurre al minimo l’esposizione mediatica dei suoi importanti istituti bancari. Ciononostante, la speculazione sulle modalità con cui tale fusione potrebbe avvenire e i possibili investitori esterni coinvolti si è, come prevedibile, scatenata.

    Diversi fondi come Cerberus Capital hanno acquistato quote di partecipazione in entrambi gli istituti, mentre Handelsblatt ha riportato l’indiscrezione che la famiglia reale del Qatar, che ha già in mano il 6,1% tramite possesso di azioni dirette di Deutsche Bank , ma potrebbe salire quasi 10% grazie a derivati, sarebbe interessata ad aumentare l’investimento nella banca.

    Al tempo stesso, scrive Milano Finanza, Credit Suisse ha iniziato a costruire modelli di simulazione sugli effetti economici e finanziari di un’operazione di merger: “Dai calcoli emergono ricavi per 35,3 miliardi di euro (25,8 miliardi per Deutsche Bank , 8,9 miliardi per Commerzbank ), un taglio dei costi complessivo del 7% a 26,52 miliardi di euro e un utile netto proforma al 2020 di 4,2 miliardi. Sarebbe stato di 3 miliardi (1,73 per Deutsche Bank , 1,27 per Commerzbank ) aggregando le due banche, senza contare i benefici dai risparmi. Il Cet1 ratio”, l’indice che dice con quali risorse l’istituto oggetto di valutazione riesce a garantire i prestiti concessi ai clienti ed i rischi rappresentati dai crediti deteriorati, “si assesterebbe al 13,7% (13,6% di DB, 13,7% di Commerz), mentre il leverage (indebitamento complessivo, comprende l’emissione obbligazionaria della banca, quindi il funding) post fusione toccherebbe 1.846 miliardi di euro (1.315 miliardi DB, 531,13 miliardi Commerz)”.

    I parametri sul debito sono, in questo contesto, i più preoccupanti, ancora più dei costi di ristrutturazione temuti da Kienle. Lo squilibrio tra la componente di debito di Deutsche Bank e quella di Commerzbank è indicativa sullo scarso stato di salute della prima: e creare un nuovo colosso estremamente indebitato nel momento in cui la finanza globale viaggia verso una nuova crisi dovuta proprio al debito privato potrebbe essere, da parte dello Stato tedesco, una mossa avventata. E non è nemmeno dato sapere che ne sarà del pesantissimo fardello di derivati scarsamente controllati che rappresentano la maggiore incognita della banca di Francoforte.
    "Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
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  9. #9
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    Predefinito Re: Deutsche bank sarà coccolata dal fondo ue salva stati?

    quando la merkel salirà nella stanza dei bottoni a bruxelles, vedrete che salvataggio al 90°
    in europa c'è chi paga e chi prende....


    http://www.europarl.europa.eu/news/i...i-stati-membri

  10. #10
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    Predefinito Re: Deutsche bank sarà coccolata dal fondo ue salva stati?

    Tra liberisti lo scambio di favori è frequente come offrire un caffè, soprattutto con denari altrui, non guadagnati ne tantomeno sudati.

    Come l' Unione Europea potrebbe imporre maggiore censura, austerità ed ancora più deflattive regole economiche con la scusa della sicurezza e stabilità sociale, la amica Deutsche bank facente parte della cerchia di amici sarà ben aiutata dal fondo salva-stati dopo una breve propaganda sulla "giusta causa" mentre all' Italia, Grecia e tutto ciò che è al di fuori degli amici liberisti sarà offerto debito o cessione di sovranità in caso di non poter pagare...

    Boris https://blog.libero.it/wp/euroexit

 

 
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