
Originariamente Scritto da
elephas indus
Qui l'opinione di Krugman (come al solito traduzione mia):
La cura di inflazione

di PAUL KRUGMAN
Ken Rogoff
ha proposto - non è la prima volta - che gli Stati Uniti usino un'impennata dell'inflazione per tirarsi fuori dalla crisi. La mia reazione è un misto: da una parte concordo, dall'altra sono esasperato. Sono d'accordo che un'inflazione più alta aiuterebbe; mentre sono esasperato dalla grossolanità di Rogoff su questo aspetto. Come vorremmo, esattamente, provocare questa impennata?
Liquidare il tutto dicendo "con la politica monetaria" non spiega niente. E' vero che la Federal Reserve ha gli strumenti per portare i tassi a breve a zero, se li usasse al massimo. Ma il loro effetto è altamente incerto, e non credo che tutti contino sui "due o tre anni di inflazione abbastanza alta" che porterebbe, proprio al momento giusto, la Fed. In realtà
la logica della trappola della liquidità suggerisce che le banche centrali possano realmente ristabilire un certo leverage solo attraverso un credibile impegno di inflazionare per un periodo abbastanza sostenuto.
Quindi, come si potrebbe realizzare l'inflazione? Abbiamo un buon esempio dalla fine della grande depressione.
La causa immediata della fine della depressione è stata, ovviamente, un enorme stimolo fiscale, noto come seconda guerra mondiale. Ma perché gli USA non sono ripiombati nella depressione a guerra finita? Erano in molti a pensarlo: il declino della Montgomery Ward (all'epoca importante catena di grande distribuzione, ndt) ha molto a che vedere con la strategia seguita, con il rifiuto di espandersi e accantonamenti di cassa,
dal suo boss Sewell Avery in vista del ritorno della depressione.
Perché, allora, la depressione non è tornata? La miglior risposta che mi è venuta in mente è che la depressione è stata, almeno in parte, un tipo "buono" di crollo dei bilanci, e il settore privato è emerso dalla guerra con dei bilanci molto migliorati.
E l'inflazione ha molto contribuito a questo miglioramento. Questo è il deflatore del PIL (una misura globale del prezzo delle cose prodotte negli USA) dal 1929 al 1948:
I prezzi sono saliti del 70% tra prima della guerra, durante e immediatamente dopo. Questo ha fortemente ridotto il valore reale del debito, al contrario della deflazione che aveva avuto luogo nelle prime fasi della depressione.
Quello che questo esempio suggerisce è che l'inflazione può aiutare ad uscire da una crisi prolungata, ma per ottenerla probabilmente serve una combinazione di politica monetaria espansiva e di forte stimolo fiscale.
Forse uno di questi anni, o forse uno di questi decenni, potremmo averle.
Due chiarimenti:
1. Questo è il livello dei prezzi, con 2005=100, non il tasso di cambio;
2. Non c'è nessuna contraddizione tra dire che la seconda guerra mondiale sia stata una espansione fiscale riuscita e dire che non si può usare la seconda guerra mondiale per stimare il moltiplicatore sulle politiche attuali. So che Barro lo ha detto, ma penso che sia deliberatamente ottuso. Durante la seconda guerra mondiale la spesa pubblica aumentò di qualcosa come il 35% del PIL, e questo porto ad una forte crescita del PIL. Ma il moltiplicatore non è aumentato del 35%, perché misure di guerra come il razionamento o gli stretti limiti alle costruzioni private hanno represso la domanda dei civili. Quindi si può usare la seconda guerra mondiale per dimostrare la validità delle espansioni fiscali, ma non la si può usare per stimare il moltiplicatore di quando non siamo in guerra.