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  1. #1
    Banzai
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    Predefinito i politici italiani amano l' Albania .. perche'?

    https://www.armimagazine.it/fucili-d...70-90-albania/
    Di
    ArmiMagazine.it -
    10 ottobre 2017

    Il governo ha intenzione di cedere gratuitamente all’Albania 5.000 fucili d’assalto Beretta AR 70/90.
    Il governo ha avviato l’iter per cedere gratuitamente all’Albania 5.000 fucili d’assalto AR 70/90 prodotti da Beretta nel 1990 e considerati ormai obsoleti per le forze armate italiane. Dal 2010 l’esercito sta peraltro procedendo a una loro progressiva sostituzione con gli ARX-160, prodotti sempre a Gardone Val Trompia e di cui sono stati ordinati 68.718 pezzi. Secondo la relazione dello Stato maggiore della Difesa allegata al decreto, l’operazione con l’Albania “ha lo scopo di rafforzare ancora di più i buoni rapporti bilaterali in essere tra i due Paesi”. L’operazione deve essere autorizzata dal Parlamento: la IV Commissione del Senato la esaminerà a partire dalla seduta del 12 ottobre e dovrà fornire il proprio parere entro il 17 ottobre. Assieme ai fucili d’assalto Beretta AR 70/90, l’Italia ha intenzione di cedere a titolo gratuito anche due veicoli Lince.

  2. #2
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    Predefinito Re: i politici italiani amano l' Albania .. perche'?

    A loro i ferrivecchi li diamo gratis, poi però per gli F-35 spendiamo miliardi...
    Venezuela e Zimbabwe nei nostri cuori!

  3. #3
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    Predefinito Re: i politici italiani amano l' Albania .. perche'?

    bene diamo agli islamici albanesi 5000 mitragliatori aggratis con i quali entro 5 anni ci scanneranno! complimenti sempre piu' dimmizzati!
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  4. #4
    Banzai
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    Predefinito Re: i politici italiani amano l' Albania .. perche'?

    Citazione Originariamente Scritto da animal Visualizza Messaggio
    bene diamo agli islamici albanesi 5000 mitragliatori aggratis con i quali entro 5 anni ci scanneranno! complimenti sempre piu' dimmizzati!
    gli albanesi sono muslims ... quanti di questi AR 70/90, che detto fra di noi è un ottimo fucile, torneranno da questi parti per costituire pericolo per gli Italiani? una volta negli USA chi armava o vendeva fucili agli indiani faceva una brutta fine ...

  5. #5
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    Predefinito Re: i politici italiani amano l' Albania .. perche'?

    Sunniti e cristiani ortodossi sono più o meno alla pari come popolazione poco più di 2/3 della popolazione, inoltre la quantità d'armi è palesemente ridicola e serve solo come pubblicità, un piccolo regalo per le relazioni tra due stati. Non facciamone una cosa più grossa di quella che è, suvvia.

  6. #6
    Banzai
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    Predefinito Re: i politici italiani amano l' Albania .. perche'?

    Citazione Originariamente Scritto da Querion Visualizza Messaggio
    Sunniti e cristiani ortodossi sono più o meno alla pari come popolazione poco più di 2/3 della popolazione, inoltre la quantità d'armi è palesemente ridicola e serve solo come pubblicità, un piccolo regalo per le relazioni tra due stati. Non facciamone una cosa più grossa di quella che è, suvvia.
    gli AR 70/90 sono ancora in dotazione a parte dell FF.AA. , mentre gli albanesi usano gli AK, quindi se riescono a mettere le mani su una divisa italiana ed impugnano armi italiane è ben difficile poterli disinguere dai nostri .-.. tanto per dirne una ...

  7. #7
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    Predefinito Re: i politici italiani amano l' Albania .. perche'?

    Citazione Originariamente Scritto da Saburosakai Visualizza Messaggio
    gli AR 70/90 sono ancora in dotazione a parte dell FF.AA. , mentre gli albanesi usano gli AK, quindi se riescono a mettere le mani su una divisa italiana ed impugnano armi italiane è ben difficile poterli disinguere dai nostri .-.. tanto per dirne una ...
    E perché dovrebbero fare una cosa del genere? Sul serio, che vantaggio ne trarrebbero? Vogliono invaderci silenziosamente la notte?

  8. #8
    Banzai
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    Predefinito Re: i politici italiani amano l' Albania .. perche'?

    https://www.liberoquotidiano.it/news...ri-italia.html

    Albania, sventolano le bandiere dell'Isis a 100 km dalle nostre coste


    E adesso chiamatela Albanislam. O, ancor peggio, Albanisis. Non è più solo la Bosnia l’estrema frontiera occidentale dello Stato Islamico o la sua sua roccaforte europea, ma lo sta diventando l’Albania. La terra da cui, oltre 25 anni fa, migliaia di albanesi si imbarcarono per fuggire la miseria dopo la fine del regime comunista e trovarono accoglienza in Puglia. E nella quale oggi un altro regime, altrettanto spietato, sta attecchendo, di matrice non più ideologico-politica, ma religiosa. Parliamo dell’islam radicale che, in quell’enclave musulmana nel cuore dei Balcani, ottiene sempre più proseliti, giungendo a minacciare l’Italia sua dirimpettaia, e rischia di diventare una polveriera per la Puglia. Che da quella dista un braccio di mare, gli 85 chilometri del Canale di Otranto, città dove nel 1480 si consumò una delle stragi più tremende compiute dall’islam, l’uccisione da parte degli ottomani di 800 persone, «colpevoli» solo di essere cristiane...

    Il nastro si riavvolge e la storia si ripete, con tutti i suoi profili più inquietanti. Oggi il Sud-est dell’Albania è terra di nessuno, dove spadroneggiano il Califfo e la sua predicazione più violenta. In diversi villaggi, come Leshnica, Rremeni e Zagorcan, già sventola la bandiera dell’Isis. Proprio a Leshnica operava Almir Daci, uno degli imam albanesi più pericolosi, che ha reclutato centinaia di musulmani e poi è partito come combattente per la Siria, dove sarebbe morto lo scorso aprile. Ma, oltre a lui, altri dieci imam vengono da tempo «attenzionati» dai servizi albanesi come «fortemente pericolosi». Ci sono poi almeno mille foreign fighters di etnia albanese, il numero più alto d’Europa, di cui 900 proverrebbero dal Kossovo, 150 dall’Albania e una cinquantina dalla minoranza albanese di Macedonia. Oggi, dopo i contraccolpi militari subiti dall’Isis, molti di essi restano in patria a radicalizzarsi. E ciò rappresenta una minaccia ulteriore per il nostro Paese.

    Il neo-estremismo jihadista albanese, infatti, rischia di diventare merce di esportazione, anziché per il Medioriente, proprio per la Puglia, che accoglie già una folta comunità albanese, distribuita nel barese ma anche in alcuni paesi del Salento. Era proprio dell’Albania Ervis Alinj, giunto in Puglia piccolissimo e poi tornato in patria dove ha deciso di andare a combattere e morire un paio di anni fa in Siria. E sono albanesi esponenti della malavita barese, molto attivi nel traffico di armi e stupefacenti. Il rischio, secondo gli inquirenti, è che si crei un incrocio tra criminalità organizzata e terrorismo islamico, tra «mafie» locali e jihadismo.

    Il problema, infatti, è la maggiore facilità di accesso nel nostro continente grazie ai porti, dove i controlli continuano a essere meno rigidi rispetto agli aeroporti. Non è un caso che proprio dal porto di Bari era transitato Salah Abdeslam, uno degli autori della strage di Parigi. E sempre da Bari era passato nel 2009 Raphael Gendron, ingegnere belga, considerato vicino alle cellule jihadiste, fermato, processato e poi assolto, e infine morto in Siria da miliziano nel 2013. Andando a ritroso nella storia, Bari è stato anche il porto dal quale sarebbero transitati i militanti dell’Uck che, durante la guerra in Kosovo nel 1999, portavano armi per sostenere l’indipendenza kossovaro-musulmana.

    Ecco perché è aumentata la sorveglianza in Puglia: oggi il porto di Bari, considerato possibile scalo per i combattenti in Medioriente o approdo per i foreign fighters di ritorno, ha un sistema all’avanguardia di registrazione dei passeggeri che consente di verificare alle forze dell’ordine, in tempo reale, l’identità di chi viaggia e le tappe dei suoi spostamenti. Naturalmente non basta, perché uno zoccolo duro di potenziali radicalisti si è già insediato nella comunità locale. Si pensi al tunisino Choukri Chafroud, complice dello stragista di Nizza Mohamed Bouhlel e per anni vissuto a Gravina di Puglia; o all’iracheno Muhamad Majid, arrestato a Bari nel 2015 in quanto presunto componente della cellula di Ansar al Islam.

    A questo scenario ora si aggiungerebbe il nuovo radicalismo di origine albanese. Per rispondere alla minaccia, ci vorrebbe la determinazione di un Giorgio Castriota Scanderbeg, tuttora considerato eroe nazionale in Albania, il quale - alla metà del ’400 - riuscì, in nome della cristianità, a bloccare l’avanzata dei turchi verso l'Europa. Ora come allora infatti, in Albania, Tira’na brutta aria...

    di Gianluca Veneziani

  9. #9
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    Predefinito Re: i politici italiani amano l' Albania .. perche'?

    Citazione Originariamente Scritto da Saburosakai Visualizza Messaggio
    https://www.liberoquotidiano.it/news...ri-italia.html

    Albania, sventolano le bandiere dell'Isis a 100 km dalle nostre coste


    E adesso chiamatela Albanislam. O, ancor peggio, Albanisis. Non è più solo la Bosnia l’estrema frontiera occidentale dello Stato Islamico o la sua sua roccaforte europea, ma lo sta diventando l’Albania. La terra da cui, oltre 25 anni fa, migliaia di albanesi si imbarcarono per fuggire la miseria dopo la fine del regime comunista e trovarono accoglienza in Puglia. E nella quale oggi un altro regime, altrettanto spietato, sta attecchendo, di matrice non più ideologico-politica, ma religiosa. Parliamo dell’islam radicale che, in quell’enclave musulmana nel cuore dei Balcani, ottiene sempre più proseliti, giungendo a minacciare l’Italia sua dirimpettaia, e rischia di diventare una polveriera per la Puglia. Che da quella dista un braccio di mare, gli 85 chilometri del Canale di Otranto, città dove nel 1480 si consumò una delle stragi più tremende compiute dall’islam, l’uccisione da parte degli ottomani di 800 persone, «colpevoli» solo di essere cristiane...

    Il nastro si riavvolge e la storia si ripete, con tutti i suoi profili più inquietanti. Oggi il Sud-est dell’Albania è terra di nessuno, dove spadroneggiano il Califfo e la sua predicazione più violenta. In diversi villaggi, come Leshnica, Rremeni e Zagorcan, già sventola la bandiera dell’Isis. Proprio a Leshnica operava Almir Daci, uno degli imam albanesi più pericolosi, che ha reclutato centinaia di musulmani e poi è partito come combattente per la Siria, dove sarebbe morto lo scorso aprile. Ma, oltre a lui, altri dieci imam vengono da tempo «attenzionati» dai servizi albanesi come «fortemente pericolosi». Ci sono poi almeno mille foreign fighters di etnia albanese, il numero più alto d’Europa, di cui 900 proverrebbero dal Kossovo, 150 dall’Albania e una cinquantina dalla minoranza albanese di Macedonia. Oggi, dopo i contraccolpi militari subiti dall’Isis, molti di essi restano in patria a radicalizzarsi. E ciò rappresenta una minaccia ulteriore per il nostro Paese.

    Il neo-estremismo jihadista albanese, infatti, rischia di diventare merce di esportazione, anziché per il Medioriente, proprio per la Puglia, che accoglie già una folta comunità albanese, distribuita nel barese ma anche in alcuni paesi del Salento. Era proprio dell’Albania Ervis Alinj, giunto in Puglia piccolissimo e poi tornato in patria dove ha deciso di andare a combattere e morire un paio di anni fa in Siria. E sono albanesi esponenti della malavita barese, molto attivi nel traffico di armi e stupefacenti. Il rischio, secondo gli inquirenti, è che si crei un incrocio tra criminalità organizzata e terrorismo islamico, tra «mafie» locali e jihadismo.

    Il problema, infatti, è la maggiore facilità di accesso nel nostro continente grazie ai porti, dove i controlli continuano a essere meno rigidi rispetto agli aeroporti. Non è un caso che proprio dal porto di Bari era transitato Salah Abdeslam, uno degli autori della strage di Parigi. E sempre da Bari era passato nel 2009 Raphael Gendron, ingegnere belga, considerato vicino alle cellule jihadiste, fermato, processato e poi assolto, e infine morto in Siria da miliziano nel 2013. Andando a ritroso nella storia, Bari è stato anche il porto dal quale sarebbero transitati i militanti dell’Uck che, durante la guerra in Kosovo nel 1999, portavano armi per sostenere l’indipendenza kossovaro-musulmana.

    Ecco perché è aumentata la sorveglianza in Puglia: oggi il porto di Bari, considerato possibile scalo per i combattenti in Medioriente o approdo per i foreign fighters di ritorno, ha un sistema all’avanguardia di registrazione dei passeggeri che consente di verificare alle forze dell’ordine, in tempo reale, l’identità di chi viaggia e le tappe dei suoi spostamenti. Naturalmente non basta, perché uno zoccolo duro di potenziali radicalisti si è già insediato nella comunità locale. Si pensi al tunisino Choukri Chafroud, complice dello stragista di Nizza Mohamed Bouhlel e per anni vissuto a Gravina di Puglia; o all’iracheno Muhamad Majid, arrestato a Bari nel 2015 in quanto presunto componente della cellula di Ansar al Islam.

    A questo scenario ora si aggiungerebbe il nuovo radicalismo di origine albanese. Per rispondere alla minaccia, ci vorrebbe la determinazione di un Giorgio Castriota Scanderbeg, tuttora considerato eroe nazionale in Albania, il quale - alla metà del ’400 - riuscì, in nome della cristianità, a bloccare l’avanzata dei turchi verso l'Europa. Ora come allora infatti, in Albania, Tira’na brutta aria...

    di Gianluca Veneziani
    Sono articoli che che partono dal 7 gennaio del 2017 da quel che ho trovato. Quasi due anni fa.
    Intanto il mondo e la situazione dell'ISIS sono cambiate.
    Ripeto, stanno già vigilando. Inoltre il dono di armi (di più di un anno fa) è stato dato al Governo, non alle milizie islamiche.

  10. #10
    Banzai
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    Predefinito Re: i politici italiani amano l' Albania .. perche'?

    molto spesso tra governo e milizie non c'è poi tanta differenza, e chi era mulsim due anni fa lo è pure oggi. nel 2017 avevamo questa situazione, solo che al momento il governo albanese è diventato amico fraterno degli USA quindi dubito che notizie sulla reale ed attuale situazione possano filtrirare liberamente.

    https://www.euractiv.com/section/glo...isis-fighters/

    Italy fears terrorist attack by Albanian ISIS fighters
    Rome is bracing itself for terrorist attacks by Albanian ISIS recruits based in Italy, La Repubblica reported last week (7 January).

    Contacted by euractiv.com, Albania’s Ambassador in Brussels, Suela Janina, said that the report was fake and questioned the validity of the unnamed sources who were quoted.

    According to La Repubblica, the terrorist threat for Italy does not come from the desperate migrants seeking a better life but on the contrary, from Albanian villages “which have raised ISIS flags”.

    The report focussed on villages bordering with Kosovo, and quoted a source from the Italian intelligence services as saying, “this is a powder keg […] Italy is an exposed country”.

    The risk is particularly apparent in the province of Puglia, a stone-throw from the Balkan country across the Adriatic sea, and it’s believed that the local Albanian mafia, organized crime, and drug trafficking are involved.

    Since the birth of the Islamic State, a significant number of foreign fighters have been recruited from the Western Balkans, including at least 1,000 fighters from Albania.However, the report says that the flow from Syria in the past year has been significantly reduced due to the “deepening of radicalisation” in Albania recently.

    Meanwhile, top police chief Franco Gabrielli shocked Italians last week when he said that “ISIS will strike Italy soon”.

    “I say it openly: we will have to pay a price as well,” Gabrielli warned.

    In late December, Italy expelled a Tunisian who planned terrorist attacks in the country.

    “In mid-November, he had been instructed to carry out terrorist attacks in Italy, similar to those that took place in France and Belgium, in retaliation for Italian firms in Libya,” the Italian ministry of domestic affairs said in a statement.”

    A distorted reality

    “We regret to see in a respectable newspaper a distorting article about the fake news that flags of ISIS are flying in the Albanian villages,” Albania’s Ambassador Suela Janina told EURACTIV, adding that the only flags which fly high in her country are those of the Albanian state and its close partners, NATO and the EU.

    “Without wanting to speculate on the sources that the newspaper has used, there is only one reliable source of information in this matter meaning the one that comes from an intensified cooperation between security and law enforcement agencies between Albania and Italy, as well as with other partner countries,” the diplomat noted, adding that all measures had been taken to counter the risk of terrorism and of the foreign fighter’s returnees.

 

 
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