ho visto su FB questo pezzo del Post
https://www.ilpost.it/2019/01/03/le-...EatVzta6UieT94
ma su FB ho trovato chi ha fatto parecchi rilievi a questo pezzo:
1) "Il suo vice presidente e diversi ministri importanti del suo nuovo governo sono ex ufficiali militari".
Diversi: il Ministro della Difesa, che è sempre un militare; il Ministro del "Gabinete de Segurança Institucional", che è sempre un militare; e il Ministro dell'Energia. Insomma, abbiamo 1 Ministro militare. Lui è comunque il direttore del programa nucleare brasiliano, un uomo che è uno dei più autorevoli in materia di energia nel Brasile e perciò è considerato da tutti un tecnocrata. In altre parole, non è stato scelto in ragione dello status di militare.
2) "Ha preso delle decisioni che confermano le sue posizioni e alcune promesse fatte in campagna elettorale: soprattutto contro le persone indigene e le persone LGBT".
Anche contro i lavoratori, perché ha chiuso il Ministero del Lavoro. Anche contro la cultura nazionale, perché ha chiuso il Ministero della Cultura. Non gli piace mica il calcio, vuole fare sì che il Brasile perda un'altra partita contro la Germania per 7x1, perché ha chiuso anche il Ministero dello Sport.
3) "In campagna elettorale, Bolsonaro aveva dichiarato di voler rivedere l’organizzazione dei ministeri e di integrare quello dell’Ambiente con quello dell’Agricoltura".
E non l'ha fatto, purtroppo.
4) "Ora, con un ordine esecutivo, Bolsonaro ha effettivamente tolto la gestione dei loro territori alle popolazioni indigene affidandola alla ministra dell’Ambiente, Tereza Cristina Dias, che rappresenta le lobby dei proprietari agricoli."
Tereza Cristina è la Ministra dell'Agricoltura. Il Ministro dell'Ambiente si chiama Ricardo Salles. Inoltre, Bolsonaro non ha "tolto la gestione dei loro territori". La gestione resta in mano agli índios. La verità è che la FUNAI (Fundação Nacional do Índio), che prima era l'incaricata della demarcazione di nuove terre indigene, ora non lo è più. Tale competenza ora spetta al Ministero dell'Agricoltura. Insomma, hanno semplicemente inventato e distorto tutto, dai ministri al contenuto del decreto.
5) "La gestione dell’identificazione, della delimitazione e della demarcazione delle riserve indigene è invece controllata dalla Fondazione Nazionale per gli Indigeni (Funai, Fundaçao Nacional do Indio) che dipendeva dal ministero della Giustizia. Bolsonaro, per indebolirne il peso, l’ha però spostata sotto il controllo del ministero delle Donne, della Famiglia e dei Diritti Umani, affidato a Damares Alvares, avvocata e pastore evangelico antiabortista e molto conservatrice".
La prima frasi è vera, come ho menzionato nel numero 4, e come ho anche detto prima, tale competenza è stata spostata verso il Ministero dell'Agricoltura, non verso il Ministero dei Diritti Umani. In altre parole, hanno semplicemente inventato questa cosa del Ministero dei Diritti Umani che gestisce la FUNAI solo per menzionare le opinioni personali della Ministra, che infatti sono di merda, e creare l'idea secondo la quale ci sarebbe una gestione assurda delle riserve. Ma, insomma... Assurdo.
6) "La nuova ministra dell’Agricoltura, Tereza Cristina Dias, ha difeso i nuovi provvedimenti di Bolsonaro negando che il settore agricolo sia cresciuto a spese dell’ambiente e aggiungendo che la forza degli agricoltori brasiliani ha generato «accuse infondate» da parte di alcuni gruppi internazionali".
Ora hanno ammesso che Tereza Cristina è la Ministra dell'Agricoltura, ottimo. Infatti ha ragione, e sono i numeri a provarlo, ripetto quello che ho scritto prima: l'aumento della produzione agricola brasiliana si deve molto di più all'aumento nella produttività che all'aumento nell'area coltivata.
E ciò si deve anche ai diversi problemi di infrastruttura nel Brasile. È semplicemente stupido produrre nella foresta Amazzonica se puoi aumentare la meccanizzazione della tua fattoria e raddoppiare la produttività, per esempio, senza dover affrontare una serie di ostacoli logistici della produzione in un posto del cazzo. Le persone a volte si dimenticano che la foresta amazzonica non è un bosco carino con degli animaletti che sorridono, è un posto terribile, estremamente complesso dal punto di vista dell'attività economica e, in più, è pessimamente collegato alle altre regioni o all'estero.
Insomma, accuse infondate, ma senza le virgolette.
7) "Nel dibattito è intervenuto tra gli altri anche Silas Malafia, un influente telepredicatore amico intimo di Bolsonaro: ha detto che i paesi che si sono sviluppati hanno abbattuto secoli fa le loro foreste e che avrebbero dovuto pagare, se volevano che il Brasile preservasse l’Amazzonia: «Dovremmo conservare tutto perché i gringos hanno distrutto ciò che avevano?»".
Non è amico intimo di Bolsonaro, è un pastore evangelico. E ha anche appoggiato Lula nel 2003, Lula nel 2006, Dilma nel 2010 e Dilma nel 2014. Amicissimo di Bolsonaro e dei conservatori, come si vede.
8) "Bolsonaro ha poi affidato al segretario del suo governo ampi poteri per intervenire sul lavoro delle organizzazioni non governative che operano in Brasile, da lui spesso prese di mira".
Questa affermazione è semplicemente una fake news. Non ha neanche senso.
9) "Mercoledì 2 gennaio, infine, il nuovo ministro della Salute, Luiz Henrique Mandetta, ha detto che ci saranno tagli alla spesa dell’assistenza sanitaria per gli indigeni, senza però dare ulteriori dettagli".
È vero, ma ha dato una serie di "ulteriori dettagli", tra cui il fatto che sarà fatta innanzitutto un'approfondita analisi delle spese perché ci sono infinite denuncie di corruzione e spreco di soldi pubblici. Insomma, con più efficienza nella spesa pubblica ha promesso che farà ciò che sembra un miracolo: taglierà le spese e aumentarà i servizi.
per quanto mi riguarda mi piace la frase:
"ha più volte espresso opinioni populiste, sessiste, omofobe, misogine, anti-ambientaliste e ha rimpianto i tempi della dittatura"
ma sono sicuro che ha anche dei difetti