



Penso che con questo Pd non possa certamente allearsi, ne penso possa allearsi col Pdl. Non escludo che all'interno di ambedue questi partiti ci possano essere personaggi più o meno liberali, solo che non concependo il liberalsocialcomunismo del Pd (se così si può definire) non potrei mai vedere un partito di chiara espressione liberale affiancato ad un partito con al suo interno una forte componente socialista e comunista che, a parer mio, andrebbero malamente a cozzare con quanto si propongono di fare i liberali.
Se poi il Pdl o il Pd diventassero due partiti strettamente liberali non vedrei nulla di male in un'alleanza.
Posso chiederti una cosa Garat? Tu metti in primo piano il bene individuale (inteso come libertà di poter esprimere se stessi in maniera libera sia nella vita privata che nel lavoro) o il bene collettivo (dove l'individuo é libero di essere ciò che vorrebbe essere solamente in base ai bisogni della società)?


Per ora la situazione politica é la seguente :
Abbiamo i comunisti come Rifondazione/sinistra e libertà etc etc,
i socialisti come il PDL,
i radicalsocialcomunistidemocristiani del PD,
i populisti come l'IDV,
i neodemocristiani come l'UDC,
gli ex (parzialmente) liberali, ora divenuto social-liberali, del PLI,
i conservatori della Lega,
e nessun partito di chiari intenti liberali!
Abbiamo socialisti, comunisti e ibridi di ogni genere e numero...mancano solo i liberali.


Più che conservatori mi sembrano populisti come l'IdV....


"I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."


"I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."




Per allearsi non è necessaria la perfetta identità delle vedute.
Due o più partiti corrono insieme dopo esseresi prefisso un programma condiviso nato dal compromesso tra le rispettive posizioni (e di punti di contatto ce ne sono... a partire dalle liberalizzazioni per finire con le riforme della PA. Il tutto senza contare che siamo d'accordo sul metodo di applicazione di queste riforme).
Ora...non capisco perché sia NECESSARIO per te che il PD (o il PdL) diventino strettamente liberali per allearsi. Tanto varebbe allora cambiare nome e fondersi in un progetto liberale unico.
Sono per un equilibrio fra le due cose. Non sacrificherei completamente il bene individuale al bene comune tanto quanto non sacrificherei completamente il bene comune a quello individuale.
Il ruolo della BUONA politica è proprio quello. Mantenere l'equilibrio nel processo che si crea tra l'espansione delle libertà dell'individuo che lo stato deve garantire efficentemente per far sviluppare l'economia della nazione (libera iniziativa ed eliminazione dei privilegi di casta) e il mantenimento delle garanzie di benessere che i cittadini devono avere grazie ad un buon settore pubblico (welfare, servizi pubblici e ridistribuzione del reddito).
Proprio per questo penso che riformisti e liberali debbano collaborare. Perché sono le uniche forze politiche che avrebbero come obbiettivo finale un settore pubblico efficente e relativamente leggero e delle liberalizzazioni, ovvero la realizzazione di quell'equilibrio di cui ti parlavo.
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Ci sono certe cose che secondo me devono essere molto simili, ad esempio i liberali non potranno mai allearsi con socialisti o comunisti perché sono queste tre ideologie sono troppo distanti tra di loro e spesse volte opposte. Personalmente non credo nei partiti pluralisti, nel senso che non credo che un partito possa contenere al suo interno ideologie così differenti tra di loro perchè sono inconciliabili. Posso invece credere in quei partiti che pur differendo su certi aspetti vedano la società in un determinato modo e abbiano una concezione comune di essa , ma certamente alleanze tra liberali, socialisti o comunisti é una follia perchè ciascuna di queste dottrine vede la società in maniera completamente diversa dall'altra.
Questo ci differenzia, per me il bene individuale viene prima del bene comune che a sua volta, secondo me, é il prodotto della libertà individuale.Sono per un equilibrio fra le due cose. Non sacrificherei completamente il bene individuale al bene comune tanto quanto non sacrificherei completamente il bene comune a quello individuale.
Per esempio, lo stato può andare a chiedere al singolo di produrre una determinata cosa in una determina quantità, giusto?
Però non trovi che questa richiesta privi della libertà d'iniziativa il singolo individuo? Lo obblighi a produrre quel tipo di prodotto in quella sola quantità? Per me questo non dovrebbe avvenire ed é questo che avviene ad esempio nel modello socialista.
Spero di essere stato chiaro![]()


Shadowing, il modello socialista a cui tu alludi è quello sovietico e centralizzato. Un relitto del passato sconfitto dalla storia ed abiurato dalla stragrande maggioranza degli attuali marxisti.
Personalmente credo che che partiti, correnti e singoli uomini che si ispirano a diverse ideologie politiche possono collaborare tra di loro. Il pluralismo nelle coalizioni (o grandi partiti) di governo è ormai un dato di fatto ed una costante della prassi moderna...