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Discussione: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Consiglio dei Ministri [XX Leg.]

  1. #11
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    Predefinito Re: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Sala del Consiglio dei Minist

    Citazione Originariamente Scritto da [email protected] Visualizza Messaggio
    In tal caso esprimo senz'altro il mio parere favorevole alla proposta di regolamento
    (questo regolamento una volta approvato dal governo dovrà passare alla Camera alta? oppure non è necessario?)
    Tecnicamente è una delibera del CdM, lo prevede un articolo della Costituzione, quindi niente Camera Alta
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  2. #12
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    Predefinito Re: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Sala del Consiglio dei Minist

    Citazione Originariamente Scritto da [email protected] Visualizza Messaggio
    Su questo punto molto delicato politicamente (come saprete tutti ieri il parlamento britannico ha bocciato la proposta di realizzazione concordata tra la prima ministra inglese e i vertici dell'unione europea per cui il risultato potrebbe essere una Brexit senza accordi (no deal) o un nuovo referendum) invece mi riservo di esprimere la mia opinione più avanti dopo aver prima sentito il parere degli altri colleghi ministri in particolare di Giò e di @Flaviogiulio che invito ora a prendere la parola
    Un saluto al Primo Ministro e a tutti i colleghi.
    La situazione inglese mi pare alquanto confusa, aspetterei l'ulteriore voto di stasera per azzardare una previsione su come evolverà la questione Brexit. In ogni caso, il mio auspicio è che il voto del popolo britannico del 2016 rimanga rispettato.
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  3. #13
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    Predefinito Re: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Sala del Consiglio dei Minist

    Anch'io, come il mio collega @Flaviogiulio, ritengo che sia più prudente attendere gli sviluppi della situazione politica inglese che inevitabilmente ci saranno fra stasera e domani. In linea di principio, penso che l'esito referendario del 2016 debba essere assolutamente rispettato. Qualsiasi ipotesi di ripetizione del referendum o addirittura di rinuncia alla Brexit, senza nemmeno un ulteriore ricorso agli elettori, sarebbero dei veri e propri tradimenti della volontà espressa all'epoca con molta chiarezza dalla maggioranza degli elettori votanti del Regno Unito. Sarebbe preferibile un'uscita della Gran Bretagna dall'UE con un accordo fra Londra e Bruxelles (chiaramente, diverso da quello che Theresa May aveva preteso di far accettare) in modo da rendere il passaggio meno traumatico possibile e, soprattutto, meno soggetto possibile alle speculazioni dei mercati finanziari, ma il governo britannico dovrebbe avere il coraggio e la forza di proseguire sulla strada tracciata nel 2016 anche in caso di "no deal" perché non si barattano la storia, l'identità e la chiara volontà di un popolo con quattro denari. Esprimo forte scetticismo sul fatto che queste qualità siano possedute da Theresa May e da gran parte della classe dirigente conservatrice inglese, che peraltro in politica estera hanno spesso adottato, in altri contesti, una linea inutilmente russofoba e dannosa verso i reali interessi politici europei ed italiani in particolare (vedasi il caso della Siria di Assad, vincitrice dell'estremismo islamico mediorientale no di certo grazie ai vari Cameroni e May, bensì grazie alla volontà e alla fermezza del grande presidente Putin, o a quello del conflitto russo-ucraino, con una posizione inglese irragionevolmente sostenitrice delle sanzioni a Mosca, nostro fondamentale partner), nonché verso gli effettivi interessi dei popoli del Regno Unito. Nonostante questo, spero che si avveri nel loro caso il noto detto che anche un orologio rotto segna due volte, nell'arco di 24 ore, l'ora giusta e che riescano a fare qualcosa di buono non solo per la Gran Bretagna, ma anche per tutti i popoli che non vogliono restare oppressi dai vincoli di un monstrum tecnocratico, il cui potere di condizionamento diviene, giorno per giorno, sempre più intollerabile.
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  4. #14
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    Predefinito Re: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Sala del Consiglio dei Minist

    Di base concordo con voi sul referendum.
    Poi io penso alcune cose sulla Brexit molto disallineate dal dibattito medio:

    1. Che la Commissione Europea è stata totalmente in malafede finora, perché ha rifiutato di congiungere i negoziati Brexit e post-Brexit, impedendo al Regno Unito di aprire il dialogo su concessioni in futuro di vantaggi commerciali alla UE, magari su finanza, dazi, proprietà intellettuale ed energia, in cambio di un accordo sulla dogana irlandese che fosse migliore subito e non prevedesse alcun hard border. Barnier il falco ha preteso di scindere, con l'accordo di tutti i nostri paesi, le due fasi. In questo modo i negoziati -che lo ricordiamo servono a fare un trattato vincolante - non potevano che fallire fin dall'inizio, perchè l'UK era impossibilitato a negoziare a tutto campo. L'idea europea era che creare un casino all'alba della brexit sui mercati li avrebbe posti nelle condizioni peggiori per trattare dopo, costringendoli a farlo con l'urgenza delle aziende inferocite e quindi a cedere di più. Un'idea assurda, perché un popolo che ti odia negozia molto meno di uno che ti rispetta. Sotto questo, come noto, c'è l'intento punitivo-educativo: il "chi esce la paga cara", voluto da Juncker.

    2. Che la May è stata complice della UE fino ad ora a poco prezzo, ma adesso deve scegliere se passare alla storia come un primo ministro di un tempo difficile o come una traditrice per metà del paese, perché se fa un rinvio, se si dimette o peggio ancora se fa un nuovo referendum, comunque la metà del paese che voleva la Brexit la ricorderà come una traditrice. Io credo che lei, che tra l'altro è molto intelligente e una fenomenale incassatrice, adesso si potrebbe schierare per il no deal per salvarsi la faccia, se resta premier.

    3. Che alla fine, al profondo, la scelta tra indipendenza ed Unione Europea è per il Regno Unito prima di tutto una scelta tra monarchia e repubblica, perchè é chiaro a tutti, almeno dopo la morte di Otto d'Asburgo, che sarebbe stato l'unico naturalmente portato per ruolo, storia e capacità, che non sono all'orizzonte Imperatori carolingi per l'Unione Europea, ma solo una grande repubblica, neanche presidenziale, parlamentare, a grande valenza tecnocratica, unita non da religioni, tradizioni, èpos, ma, essenzialmente e solo, da un unico uniforme amore per il politically correct, che abbastanza sconfinatamente si espande e dilaga nel Vecchio Mondo.

    4. Che la Regina Elisabetta, anche grazie alla sua autorevolezza, se arrivasse sul tavolo di Buckingham palace una legge che indice un nuovo referendum, avrebbe davanti a se una storica opportunità utilizzare, dopo secoli, il potere di negare il regio assenso ad un atto del parlamento, affermando di farlo non solo nell'interesse del paese ma anche e soprattutto in difesa della volontà del popolo già espressa, che non può essere rimessa in discussione con ripetizioni dei referendum i cui risultati non piacciano al parlamento. Questo, in un paese di common law, sarebbe importantissimo, perché oggi i libri di diritto costituzionale inglese iniziano a scrivere che il diritto del Re di dire di no al parlamento sarebbe caduto in desuetudine perché mai utilizzato (il Re ha sempre detto di sì da tre secoli), e fissare un precedente contrario rafforzerebbe stabilmente la monarchia, impedendo per molto tempo a chiunque di sfidarne la legittimità.

    5. Che l'Italia oggi avrebbe bisogno di sostenitori nella finanza internazionale che ha i propri quartieri generali a londra, che comprassero un bel po' di titoli del nostro debito togliendoli dalle pance delle nostre banche e si potrebbe eccome trattare riservatamente con la May una dignitosa ripulitura delle nostre banche piene di non performing loans (almeno 20 miliardi liquidi, per reggere alla botta della BCE che ci chiede di svalutare gli NPL) semplicemente comprando a quelle banche una quota di Btp italiani posseduti; mentre l'Inghilterra apprezzerebbe molto se l'Italia rompesse l'unanimità pro-barnier della commissione europea sul negoziato, e pretendesse condizioni meno ostili a loro sulla base di un "dovuto rispetto per chi lascia l'unione ma resta una nazione amica", per favorire un deal anzichè un no-deal e togliere le castagne dal fuoco sia alla May, sia a Corbyn, sia alla Regina, sia alle banche di Londra, che sono per un deal. Il fatto di avere i titoli da quel momento (e poterli risottoscrivere o lasciar scadere tra alcuni anni o vendere rialzando lo spread) garantirebbe gli inglesi del rispetto del patto di rompere l'unanimità europea nelle trattative con loro da parte nostra per qualche anno, ma noi avremmo un guadagno subito dal patto, garantito dal semplice ingresso di sterline nei bilanci delle banche. All'atto pratico ciò significherebbe che noi eviteremmo per lo stesso periodo con successo una stretta del credito alle nostre imprese, che sarebbe la conseguenza diretta della svalutazione degli NPL nel portafoglio delle banche, rispondendo degnamente alla bordata della BCE, che è stata certamente voluta dalla Germania.

    In definitiva, dunque, a noi converrebbe fare, subito, un incontro riservato tra il Governo e la May, per procedere a uno scambio di favori importanti. La particolare natura dell'accordo, come capite, dovrebbe imporne la segretezza, ma la sua struttura, in cui entrambe le parti incasserebbero subito il vantaggio desiderato, sarebbe sostenibile anche senza bisogno di pubbliche promesse, sulla sola base del reciproco interesse nazionale italiano e britannico.
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    Predefinito Re: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Sala del Consiglio dei Minist

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Anch'io, come il mio collega @Flaviogiulio, ritengo che sia più prudente attendere gli sviluppi della situazione politica inglese che inevitabilmente ci saranno fra stasera e domani. In linea di principio, penso che l'esito referendario del 2016 debba essere assolutamente rispettato. Qualsiasi ipotesi di ripetizione del referendum o addirittura di rinuncia alla Brexit, senza nemmeno un ulteriore ricorso agli elettori, sarebbero dei veri e propri tradimenti della volontà espressa all'epoca con molta chiarezza dalla maggioranza degli elettori votanti del Regno Unito. Sarebbe preferibile un'uscita della Gran Bretagna dall'UE con un accordo fra Londra e Bruxelles (chiaramente, diverso da quello che Theresa May aveva preteso di far accettare) in modo da rendere il passaggio meno traumatico possibile e, soprattutto, meno soggetto possibile alle speculazioni dei mercati finanziari, ma il governo britannico dovrebbe avere il coraggio e la forza di proseguire sulla strada tracciata nel 2016 anche in caso di "no deal" perché non si barattano la storia, l'identità e la chiara volontà di un popolo con quattro denari. Esprimo forte scetticismo sul fatto che queste qualità siano possedute da Theresa May e da gran parte della classe dirigente conservatrice inglese, che peraltro in politica estera hanno spesso adottato, in altri contesti, una linea inutilmente russofoba e dannosa verso i reali interessi politici europei ed italiani in particolare (vedasi il caso della Siria di Assad, vincitrice dell'estremismo islamico mediorientale no di certo grazie ai vari Cameroni e May, bensì grazie alla volontà e alla fermezza del grande presidente Putin, o a quello del conflitto russo-ucraino, con una posizione inglese irragionevolmente sostenitrice delle sanzioni a Mosca, nostro fondamentale partner), nonché verso gli effettivi interessi dei popoli del Regno Unito. Nonostante questo, spero che si avveri nel loro caso il noto detto che anche un orologio rotto segna due volte, nell'arco di 24 ore, l'ora giusta e che riescano a fare qualcosa di buono non solo per la Gran Bretagna, ma anche per tutti i popoli che non vogliono restare oppressi dai vincoli di un monstrum tecnocratico, il cui potere di condizionamento diviene, giorno per giorno, sempre più intollerabile.
    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
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    Poi io penso alcune cose sulla Brexit molto disallineate dal dibattito medio:

    1. Che la Commissione Europea è stata totalmente in malafede finora, perché ha rifiutato di congiungere i negoziati Brexit e post-Brexit, impedendo al Regno Unito di aprire il dialogo su concessioni in futuro di vantaggi commerciali alla UE, magari su finanza, dazi, proprietà intellettuale ed energia, in cambio di un accordo sulla dogana irlandese che fosse migliore subito e non prevedesse alcun hard border. Barnier il falco ha preteso di scindere, con l'accordo di tutti i nostri paesi, le due fasi. In questo modo i negoziati -che lo ricordiamo servono a fare un trattato vincolante - non potevano che fallire fin dall'inizio, perchè l'UK era impossibilitato a negoziare a tutto campo. L'idea europea era che creare un casino all'alba della brexit sui mercati li avrebbe posti nelle condizioni peggiori per trattare dopo, costringendoli a farlo con l'urgenza delle aziende inferocite e quindi a cedere di più. Un'idea assurda, perché un popolo che ti odia negozia molto meno di uno che ti rispetta. Sotto questo, come noto, c'è l'intento punitivo-educativo: il "chi esce la paga cara", voluto da Juncker.

    2. Che la May è stata complice della UE fino ad ora a poco prezzo, ma adesso deve scegliere se passare alla storia come un primo ministro di un tempo difficile o come una traditrice per metà del paese, perché se fa un rinvio, se si dimette o peggio ancora se fa un nuovo referendum, comunque la metà del paese che voleva la Brexit la ricorderà come una traditrice. Io credo che lei, che tra l'altro è molto intelligente e una fenomenale incassatrice, adesso si potrebbe schierare per il no deal per salvarsi la faccia, se resta premier.

    3. Che alla fine, al profondo, la scelta tra indipendenza ed Unione Europea è per il Regno Unito prima di tutto una scelta tra monarchia e repubblica, perchè é chiaro a tutti, almeno dopo la morte di Otto d'Asburgo, che sarebbe stato l'unico naturalmente portato per ruolo, storia e capacità, che non sono all'orizzonte Imperatori carolingi per l'Unione Europea, ma solo una grande repubblica, neanche presidenziale, parlamentare, a grande valenza tecnocratica, unita non da religioni, tradizioni, èpos, ma, essenzialmente e solo, da un unico uniforme amore per il politically correct, che abbastanza sconfinatamente si espande e dilaga nel Vecchio Mondo.

    4. Che la Regina Elisabetta, anche grazie alla sua autorevolezza, se arrivasse sul tavolo di Buckingham palace una legge che indice un nuovo referendum, avrebbe davanti a se una storica opportunità utilizzare, dopo secoli, il potere di negare il regio assenso ad un atto del parlamento, affermando di farlo non solo nell'interesse del paese ma anche e soprattutto in difesa della volontà del popolo già espressa, che non può essere rimessa in discussione con ripetizioni dei referendum i cui risultati non piacciano al parlamento. Questo, in un paese di common law, sarebbe importantissimo, perché oggi i libri di diritto costituzionale inglese iniziano a scrivere che il diritto del Re di dire di no al parlamento sarebbe caduto in desuetudine perché mai utilizzato (il Re ha sempre detto di sì da tre secoli), e fissare un precedente contrario rafforzerebbe stabilmente la monarchia, impedendo per molto tempo a chiunque di sfidarne la legittimità.

    5. Che l'Italia oggi avrebbe bisogno di sostenitori nella finanza internazionale che ha i propri quartieri generali a londra, che comprassero un bel po' di titoli del nostro debito togliendoli dalle pance delle nostre banche e si potrebbe eccome trattare riservatamente con la May una dignitosa ripulitura delle nostre banche piene di non performing loans (almeno 20 miliardi liquidi, per reggere alla botta della BCE che ci chiede di svalutare gli NPL) semplicemente comprando a quelle banche una quota di Btp italiani posseduti; mentre l'Inghilterra apprezzerebbe molto se l'Italia rompesse l'unanimità pro-barnier della commissione europea sul negoziato, e pretendesse condizioni meno ostili a loro sulla base di un "dovuto rispetto per chi lascia l'unione ma resta una nazione amica", per favorire un deal anzichè un no-deal e togliere le castagne dal fuoco sia alla May, sia a Corbyn, sia alla Regina, sia alle banche di Londra, che sono per un deal. Il fatto di avere i titoli da quel momento (e poterli risottoscrivere o lasciar scadere tra alcuni anni o vendere rialzando lo spread) garantirebbe gli inglesi del rispetto del patto di rompere l'unanimità europea nelle trattative con loro da parte nostra per qualche anno, ma noi avremmo un guadagno subito dal patto, garantito dal semplice ingresso di sterline nei bilanci delle banche. All'atto pratico ciò significherebbe che noi eviteremmo per lo stesso periodo con successo una stretta del credito alle nostre imprese, che sarebbe la conseguenza diretta della svalutazione degli NPL nel portafoglio delle banche, rispondendo degnamente alla bordata della BCE, che è stata certamente voluta dalla Germania.

    In definitiva, dunque, a noi converrebbe fare, subito, un incontro riservato tra il Governo e la May, per procedere a uno scambio di favori importanti. La particolare natura dell'accordo, come capite, dovrebbe imporne la segretezza, ma la sua struttura, in cui entrambe le parti incasserebbero subito il vantaggio desiderato, sarebbe sostenibile anche senza bisogno di pubbliche promesse, sulla sola base del reciproco interesse nazionale italiano e britannico.
    la discussione è interessante ed offre diversi spunti di riflessione
    se mi concedete 48 ore di tempo per rifletterci bene presenterò entro questo termine una proposta di mozione da discutere
    Ultima modifica di [email protected]; 17-01-19 alle 16:09
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  6. #16
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    Predefinito Re: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Sala del Consiglio dei Minist

    Citazione Originariamente Scritto da [email protected] Visualizza Messaggio
    la discussione è interessante ed offre diversi spunti di riflessione
    se mi concedete 48 ore di tempo per rifletterci bene presenterò entro questo termine una proposta di mozione da discutere
    La mia considerazione personale che vorrei aggiungere al dibattito è invece la seguente: io ritengo che la Brexit interessa (al contrario di quanto pensano molti commentatori superficiali) direttamente anche tutti noi cittadini italiani e ci interessa paradossalmente al di là del caso concreto stesso . La Brexit ci parla infatti della sussistenza (o della non sussistenza) del principio base all'interno dell'Unione Europea (senza il quale vengono meno gli altri) , la libertà di farne parte e la libertà di cessare di farne parte (libertà che deve essere reale non formale) .
    La Brexit (e il suo esito) è infatti il primo caso storico di applicazione dell'articolo 50 che finora era solo un pezzo di carta estremamente ambiguo e fumoso .
    La Brexit indirettamente è una prova (che puo' anche essere negativa ahimè) del nostro reale grado di libertà e di sovranità .
    Ultima modifica di [email protected]; 17-01-19 alle 16:10
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  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da [email protected] Visualizza Messaggio
    la discussione è interessante ed offre diversi spunti di riflessione
    se mi concedete 48 ore di tempo per rifletterci bene presenterò entro questo termine una proposta di mozione da discutere
    Caro collega, è pronta la bozza?
    @[email protected]
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  8. #18
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    Predefinito Re: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Sala del Consiglio dei Minist

    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    Caro collega, è pronta la bozza?
    @[email protected]
    Ci sono quasi presidente: sto mettendo a punto gli ultimi tocchi
    Aggiungo che ho voluto anche prendere un po' di tempo per lasciare che (come suggerito da altri) la posizione del governo e del parlamento inglese sulla Bexit si chiarisse un po di piu nel frattempo
    Oggi stesso comunque la presenterò
    Ultima modifica di [email protected]; 21-01-19 alle 15:27

  9. #19
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    Predefinito Re: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Sala del Consiglio dei Minist

    Signori ecco una prima bozza di una possibile Mozione sulla Brexit su cui possiamo cominciare a discutere

    Mozione presentata al Parlamento Virtuale su proposta del governo Ronnie
    sulla Brexit




    Il Parlamento virtuale di POl ritiene che la Brexit interessi direttamente tutti i cittadini italiani e tutti i popoli europei. La Brexit ci parla infatti della sussistenza ,o della non sussistenza, del principio base all'interno dell'Unione Europea (senza il quale vengono meno gli altri) , la libertà di farne parte e la libertà di cessare di farne parte ,libertà che deve essere reale non formale. La Brexit (e il suo esito) è infatti il primo caso storico di applicazione dell'articolo 50 che finora era solo un pezzo di carta estremamente ambiguo e fumoso .
    La Brexit indirettamente è una prova ,che puo' essere negativa o positiva, del reale grado di libertà e di sovranità . di tutti i popoli europei e segnatamente di quello italiano all’interno della costruzione dell’U.nione europea.
    Il Parlamento di POl Ritiene in linea di principio che l'esito referendario del 2016 debba essere assolutamente rispettato sia dal governo inglese che dall’Unione europea in nome del principio del rispetto della libera volontà dei popoli.


    Il Parlamento di POl considera preferibile un'uscita della Gran Bretagna dall'UE con un accordo fra Londra e Bruxelles, diverso da quello che Theresa May aveva preteso di far accettare, in modo da rendere il passaggio meno traumatico possibile e, soprattutto, meno soggetto possibile alle speculazioni dei mercati finanziari, ma il governo britannico deve avere il coraggio e la forza di rispema il governo britannico deve avere il coraggio e la forza di proseguire sulla strada tracciata dal rispetto della volontà popolare senza comode scorciatoie andando fino in fondo
    Ultima modifica di [email protected]; 22-01-19 alle 09:55

  10. #20
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    Predefinito Re: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Sala del Consiglio dei Minist

    Signori @Giò , @Undertaker, Ronnie @Flaviogiulio dite pure le vostre opinioni sulla bozza (che ovviamente puo' essere modificata o integrata)
    Ultima modifica di [email protected]; 21-01-19 alle 13:46

 

 
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