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Discussione: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Consiglio dei Ministri [XX Leg.]

  1. #71
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    Predefinito Re: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Consiglio dei Ministri [XX Le

    Citazione Originariamente Scritto da Flaviogiulio Visualizza Messaggio
    L'impianto della mozione non mi dispiace affatto. Personalmente non considero sovrapponibili la situazione venezuelana con quella Ucraina, ma apprezzo il ruolo che la mozione vuole dare all'Italia come promotrice di una realpolitik che limiti le pretese egemoniche globali degli Usa, che non pochi danni hanno già fatto, a favore di un mutuo riconoscimento di sfere d'influenza che porterebbe alla risoluzione della crisi in Crimea da cui noi avremmo molto da guadagnare.
    Fatemi studiare un po' la mozione per 24 ore ed entro questo termine presenterò le mie proposte di integrazione della Mozione

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  2. #72
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    Predefinito Re: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Consiglio dei Ministri [XX Le

    Ecco la mia proposta di integrazione sulla Mozione (in neretto)


    Mozione sul Venezuela

    La Camera dei Deputati di POL


    visto il collasso delle istituzioni storiche della Repubblica del Venezuela e l'affermarsi negli ultimi anni di una dittatura di tipo comunista che ha prodotto una situazione di inconcepibile prostrazione economica del popolo Venezuelano;
    Considerato l'inaccettabilità di qualsiasi eventuale intervento militare da parte di qualsiasi nazione in Venezuela
    viste le già fortissime ingerenze di paesi confinanti, rivieraschi e d'oltreoceano, culminate da un lato con il riconoscimento da parte di paesi nostri alleati di un Presidente ad interim nominato dal parlamento nella persona di Juan Guaidò, e con l'appello ai militari Venezuelani perché disertino le istituzioni comuniste, e dall'altro con l'invio di truppe Cinesi, Russe e Iraniane a protezione del precedente Presidente Maduro rispetto ai suoi stessi militari nonché ad un possibile intervento Americano e Brasiliano dall'esterno del paese;
    viste le richieste provenute da ambo gli schieramenti Venezuelani ed internazionali di un'espressione definitiva della posizione italiana sulla questione di quale sia la Presidenza legittima del paese;
    considerata l'importante presenza italiana in Venezuela ed i legami storici che unirono Simon Bolivar al nostro paese;
    considerata la necessità di fornire indicazioni inequivocabili su quale sia il Governo a cui l'Italia riconosca legittimità, anche ai fini della certezza dei rapporti giuridici tra privati e della cooperazione in materia giudiziaria e di visti;
    considerate le conseguenze geopolitiche della scelta per l'uno o l'altro dei pretendenti, con particolare riguardo al riversarsi o meno sul mercato internazionale occidentale del petrolio venezuelano nonché con riferimento alla possibilità di trovare una soluzione al contrasto Russo-Americano sulle rispettive aree di vicinato ad influenza esclusiva (territori ex CSI e Centroamerica);
    ritenendo a questo proposito che la soluzione della questione venezuelana limitatamente ai rapporti con i Russi implichi almeno la rinuncia americana alle pretese sulla Crimea e la fine del sostegno finanziario statunitense al governo Ucraino, che sono le reali ragioni dell'antagonismo di Putin, il quale trova ragioni oggettive in interventi americani sbilanciati e aggressivi in ambito ex CSI;
    considerando che l'interesse cinese alla questione venezuelana è diversamente fondato, dato il sorgere di una nuova guerra fredda tra la Cina e gli Stati Uniti, e non dipende affatto dalle questioni di vicinato Cinesi, che esistevano anche prima di tale guerra fredda e continuerebbero ad esistere in ogni caso, non essendo affatto state determinate da interventi angloamericani in favore della la Cina Nazionalista (Taiwan), che anzi si sono sempre mostrati equilibrati sul tema (Seggio ONU, riconoscimento WTO, cessione di Hong Kong, a fronte della sola protezione dell'indipendenza de facto dell'isola di Taiwan);
    considerando che l'interesse Iraniano al tema Venezuelano è esclusivamente connesso alla formazione di una base avanzata del terrorismo islamico e di un centro diffusione della malattia integralista in un nuovo continente, e che in caso di escalation militare le truppe Iraniane sarebbero sacrificabili a detta di tutti i paesi maggiori;
    considerato che un attacco chirurgico Brasiliano e Americano alla capitale del Venezuela sarebbe invece molto difficile da immaginare con truppe russe sul campo (data la deterrenza strategica) mentre si risolverebbe subito con il ritiro precipitoso di quelle cinesi (data la non deterrenza strategica), e che di conseguenza la soluzione del problema Maduro passerebbe dal consenso di Mosca anziché da quello di Pechino;
    considerando necessario escludere che la soluzione al problema Venezuelano possa trovarsi in un prolungato e sanguinoso conflitto nelle campagne, per l'impossibilità di colpire il regime nella capitale, e che sia impossibile allo stato immaginare che Maduro e Guaidò si accordino, finché Maduro ha la garanzia di potenze che antagonizzano proprio al fine di mantenere il Venezuela in questa situazione;
    ritenendo necessario proteggere gli italiani in ogni caso, e lavorare per il ripristino di condizioni di civiltà a favore di tutti i Venezuelani, anche nel tragico caso in cui i tentativi dovessero fallire e parlassero le armi, e considerando che gli italo venezuelani sono una borghesia produttiva, istruita e cattolica;


    invita il Governo ed il Parlamento italiano


    Ad annunciare l'immediata disponibilità ad accogliere in Italia i 124mila italiani con cittadinanza nonché chiunque in possesso di passaporto venezuelano abbia i requisiti per chiedere la cittadinanza Italiana, dando disposizioni perché le linee aeree italiane operino a spese dello Stato il servizio Roma-Caracas, con anticipo pubblico e con la garanzia del pagamento dei biglietti allo Stato solo una volta risolta la crisi e tornati alla normalità i corsi della moneta venezuelana, ed il medesimo trattamento garantito ai richiedenti asilo;
    Ad astenersi dal prendere posizione sul riconoscimento della Presidenza del Venezuela per ulteriori trenta giorni;
    Ad offrire riservatamente in questi trenta giorni al Governo Americano la disponibilità al riconoscimento di Juan Guaidò come legittimo Presidente ad interim del Venezuela ed al Governo Russo la disponibilità al riconoscimento della Crimea come legittimo territorio russo, in cambio della reciproca disponibilità di questi Governi a rinunciare al perseguimento delle proprie pretese nelle due aree, con l'astensione immediata da ulteriori operazioni finanziarie e militari, la convocazione di colloqui bilaterali a Roma, e la firma di due accordi di reciproco riconoscimento;
    Ad offrire inoltre la disponibilità ai due citati Governi a proporre il medesimo accordo in sede UE, ove lo ritengano più conveniente, e procedere comunque, sub 3, laddove la UE respinga la mediazione;
    A riconoscere comunque pubblicamente, trascorso il termine indicato, e qualunque sia la risposta ottenuta, la sovranità Russa sulla Crimea ed il Governo Guaidò, proponendo al contempo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di assumere la stessa decisione riguardo entrambi i dossier;
    A sostenere, solo dopo questo, in sede internazionale la legittimità di qualsiasi intervento militare in Venezuela che punti a ripristinare l'esclusiva sovranità dell'Assemblea Nazionale e del Presidente da essa indicato, fino al termine naturale del mandato di essa;
    A offrire a Guaidò l'immediato intervento di tecnici, materiali e maestranze ENI per il ripristino della produzione petrolifera Venezuelana, dietro garanzia del pagamento degli interventi alla compagnia con i proventi futuri della vendita del greggio, e la copertura finanziaria ponte dello Stato italiano, nonché la garanzia del diritto per tutte le compagnie petrolifere internazionali di partecipare con ENI alla messa a gara di almeno una quota -anche minima- delle riserve, garantendo le opportune royalties a prezzi di mercato a favore del popolo Venezuelano, all'esito di un confronto con le sette sorelle e gli altri player del mercato (Gazprom inclusa).
    A offrire il sostegno del Ministero dell'Interno per l'organizzazione nei termini di legge di elezioni con osservatori internazionali che permettano una sfida democratica nel rispetto della Costituzione Venezuelana alle forze politiche che intendano confrontarsi.

  3. #73
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    Predefinito Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Consiglio dei Ministri [XX Leg.]

    L’integrazione proposta dal collega [email protected] non mi convince così com’è.
    I casi sono due: o non è completa, è saltato qualcosa, e allora aspetto di leggerla completa oppure non è coerente col resto del testo, dove si afferma di riconoscere come Italia la legittimità di “qualsiasi” intervento purché sia a seguito della risoluzione del problema dell’Europa dell’Est, e allora non può essere presentata perché la mozione deve essere internamente coerente.

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  4. #74
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    Predefinito Re: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Consiglio dei Ministri [XX Le

    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    L’integrazione proposta dal collega [email protected] non mi convince così com’è.
    I casi sono due: o non è completa, è saltato qualcosa, e allora aspetto di leggerla completa oppure non è coerente col resto del testo, dove si afferma di riconoscere come Italia la legittimità di “qualsiasi” intervento purché sia a seguito della risoluzione del problema dell’Europa dell’Est, e allora non può essere presentata perché la mozione deve essere internamente coerente.

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    Si vero serve coerenza interna per cui cestino la proposta. Pertanto ripresento allora la mia proposta di integrazione della Mozione in una modalità completamente diversa che non aggiunge ma taglia alcune frasi (in neretto le frasi ritoccate) con un unica piccolissima aggiunta di una sola parola (in neretto)





    Mozione sul Venezuela

    La Camera dei Deputati di POL


    visto il collasso delle istituzioni storiche della Repubblica del Venezuela e l'affermarsi negli ultimi anni di una dittatura di tipo para comunista che ha prodotto una situazione di inconcepibile prostrazione economica del popolo Venezuelano;
    viste le già fortissime ingerenze di paesi confinanti, rivieraschi e d'oltreoceano, culminate da un lato con il riconoscimento da parte di paesi nostri alleati di un Presidente ad interim nominato dal parlamento nella persona di Juan Guaidò, e con l'appello ai militari Venezuelani perché disertino le istituzioni comuniste, e dall'altro con l'invio di truppe Cinesi, Russe e Iraniane a protezione del precedente Presidente Maduro rispetto ai suoi stessi militari nonché ad un possibile intervento Americano e Brasiliano dall'esterno del paese;
    viste le richieste provenute da ambo gli schieramenti Venezuelani ed internazionali di un'espressione definitiva della posizione italiana sulla questione di quale sia la Presidenza legittima del paese;
    considerata l'importante presenza italiana in Venezuela ed i legami storici che unirono Simon Bolivar al nostro paese;
    considerata la necessità di fornire indicazioni inequivocabili su quale sia il Governo a cui l'Italia riconosca legittimità, anche ai fini della certezza dei rapporti giuridici tra privati e della cooperazione in materia giudiziaria e di visti;
    considerate le conseguenze geopolitiche della scelta per l'uno o l'altro dei pretendenti, con particolare riguardo al riversarsi o meno sul mercato internazionale occidentale del petrolio venezuelano nonché con riferimento alla possibilità di trovare una soluzione al contrasto Russo-Americano sulle rispettive aree di vicinato ad influenza esclusiva (territori ex CSI e Centroamerica);
    ritenendo a questo proposito che la soluzione della questione venezuelana limitatamente ai rapporti con i Russi implichi almeno la rinuncia americana alle pretese sulla Crimea e la fine del sostegno finanziario statunitense al governo Ucraino, che sono le reali ragioni dell'antagonismo di Putin, il quale trova ragioni oggettive in interventi americani sbilanciati e aggressivi in ambito ex CSI;
    considerando che l'interesse cinese alla questione venezuelana è diversamente fondato, dato il sorgere di una nuova guerra fredda tra la Cina e gli Stati Uniti, e non dipende affatto dalle questioni di vicinato Cinesi, che esistevano anche prima di tale guerra fredda e continuerebbero ad esistere in ogni caso, non essendo affatto state determinate da interventi angloamericani in favore della la Cina Nazionalista (Taiwan), che anzi si sono sempre mostrati equilibrati sul tema (Seggio ONU, riconoscimento WTO, cessione di Hong Kong, a fronte della sola protezione dell'indipendenza de facto dell'isola di Taiwan);
    considerando che l'interesse Iraniano al tema Venezuelano è esclusivamente connesso alla formazione di una loro base avanzata in america latina e che in caso di escalation militare le truppe Iraniane sarebbero sacrificabili a detta di tutti i paesi maggiori;
    considerato che un attacco chirurgico Brasiliano e Americano alla capitale del Venezuela sarebbe invece molto difficile da immaginare con truppe russe sul campo (data la deterrenza strategica) mentre si risolverebbe subito con il ritiro precipitoso di quelle cinesi (data la non deterrenza strategica), e che di conseguenza la soluzione del problema Maduro passerebbe dal consenso di Mosca anziché da quello di Pechino;
    considerando necessario escludere che la soluzione al problema Venezuelano possa trovarsi in un prolungato e sanguinoso conflitto nelle campagne, per l'impossibilità di colpire il regime nella capitale, e che sia impossibile allo stato immaginare che Maduro e Guaidò si accordino, finché Maduro ha la garanzia di potenze che antagonizzano proprio al fine di mantenere il Venezuela in questa situazione;
    ritenendo necessario proteggere gli italiani in ogni caso, e lavorare per il ripristino di condizioni di civiltà a favore di tutti i Venezuelani, anche nel tragico caso in cui i tentativi dovessero fallire e parlassero le armi, e considerando che gli italo venezuelani sono una borghesia produttiva, istruita e cattolica;


    invita il Governo ed il Parlamento italiano


    Ad annunciare l'immediata disponibilità ad accogliere in Italia i 124mila italiani con cittadinanza nonché chiunque in possesso di passaporto venezuelano abbia i requisiti per chiedere la cittadinanza Italiana, dando disposizioni perché le linee aeree italiane operino a spese dello Stato il servizio Roma-Caracas, con anticipo pubblico e con la garanzia del pagamento dei biglietti allo Stato solo una volta risolta la crisi e tornati alla normalità i corsi della moneta venezuelana, ed il medesimo trattamento garantito ai richiedenti asilo;
    Ad astenersi dal prendere posizione sul riconoscimento della Presidenza del Venezuela per ulteriori trenta giorni;
    Ad offrire riservatamente in questi trenta giorni al Governo Americano la disponibilità al riconoscimento di Juan Guaidò come legittimo Presidente ad interim del Venezuela ed al Governo Russo la disponibilità al riconoscimento della Crimea come legittimo territorio russo, in cambio della reciproca disponibilità di questi Governi a rinunciare al perseguimento delle proprie pretese nelle due aree, con l'astensione immediata da ulteriori operazioni finanziarie e militari, la convocazione di colloqui bilaterali a Roma, e la firma di due accordi di reciproco riconoscimento;
    Ad offrire inoltre la disponibilità ai due citati Governi a proporre il medesimo accordo in sede UE, ove lo ritengano più conveniente, e procedere comunque, sub 3, laddove la UE respinga la mediazione;
    A riconoscere comunque pubblicamente, trascorso il termine indicato, e qualunque sia la risposta ottenuta, la sovranità Russa sulla Crimea ed il Governo Guaidò, proponendo al contempo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di assumere la stessa decisione riguardo entrambi i dossier;
    A sostenere, solo dopo questo, in sede internazionale la legittimità di qualsiasi intervento in Venezuela che punti a ripristinare l'esclusiva sovranità dell'Assemblea Nazionale e del Presidente da essa indicato, fino al termine naturale del mandato di essa;
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    Ultima modifica di [email protected]; 09-05-19 alle 13:29
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  5. #75
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    Questa modifica è migliorativa!


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  6. #76
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
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    Bene qualche altro ministro vuole intervenire per proporre qualche altra modifica?

  7. #77
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    Una notizia fresca dal Venezuela...


    ———

    = Venezuela: Farnesina conferma, De Grazia in residenza ambasciatore = (AGI)

    Roma, 10 mag. - La Farnesina conferma che e' stato accolto nella residenza dell'ambasciatore d'Italia a Caracas il membro dell'Assemblea Nazionale venezuelana di origine italiana Americo De Grazia, una delle sette persone legittimamente elette all'Assemblea Nazionale, nei confronti delle quali, nonostante l'immunita' parlamentare, e' stato avviato un procedimento giudiziario suscettibile di determinarne l'arresto. L'ambasciata opera in piena conformita' alle convenzioni diplomatiche, si legge in una nota. (AGI)


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  8. #78
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    Predefinito Re: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Consiglio dei Ministri [XX Le

    Mi permetto di fare alcune modifiche (ovviamente discutibili) rispetto alla proposta di [email protected] Alcune saranno di sostanza e di contenuto, altre saranno soltanto delle precisazioni. Anch'io scriverò le mie proposte in grassetto, riprendendo il testo di [email protected]


    Mozione sul Venezuela

    La Camera dei Deputati di POL


    visto il collasso delle istituzioni storiche della Repubblica del Venezuela e l'affermarsi negli ultimi anni di un governo di tipo socialista, appoggiato anche da formazioni comuniste, con forti tratti autoritari che ha prodotto una situazione di inconcepibile prostrazione economica del popolo venezuelano;

    viste le già fortissime ingerenze di paesi confinanti, rivieraschi e d'oltreoceano, culminate da un lato con il riconoscimento da parte di paesi nostri alleati di un Presidente ad interim nominato dal parlamento nella persona di Juan Guaidò, e con l'appello ai militari venezuelani perché destituiscano il gruppo di potere facente capo a Maduro, ormai considerato presidente illegittimo dalle opposizioni e da un numero considerevole di Stati, e dall'altro con l'invio comprovato di personale militare russo e cubano e di aiuti militari cinesi ed iraniani, seppur a norma di accordi precedenti la crisi, a protezione di Maduro rispetto ai suoi stessi militari nonché ad un possibile intervento americano e brasiliano dall'esterno del paese;


    viste le richieste provenute da ambo gli schieramenti venezuelani ed internazionali di un'espressione definitiva della posizione italiana sulla questione di quale sia la Presidenza legittima del paese;

    considerata l'importante presenza italiana in Venezuela ed i legami storici che uniscono il Venezuela alla nostra nazione;

    considerata la necessità di fornire indicazioni inequivocabili su quale sia il governo che rappresenti legittimamente il popolo e lo Stato del Venezuela, anche ai fini della certezza dei rapporti giuridici tra privati e della cooperazione in materia giudiziaria e di visti;

    considerate le conseguenze geopolitiche della scelta per l'uno o l'altro dei pretendenti, con particolare riguardo al riversarsi o meno sul mercato internazionale occidentale del petrolio venezuelano nonché con riferimento alla possibilità di trovare una soluzione al contrasto russo-americano sulle rispettive aree di vicinato ad influenza esclusiva o prevalente (territori ex CSI e limitrofi, Centro e Sud America);

    ritenendo a questo proposito che la soluzione della questione venezuelana limitatamente ai rapporti con i Russi implichi almeno la rinuncia americana alle pretese sulla Crimea e la fine del sostegno finanziario statunitense al governo ucraino, che sono le reali ragioni dell'antagonismo di Putin, il quale trova ragioni oggettive in interventi americani sbilanciati e aggressivi in ambito ex CSI;

    considerando che l'interesse cinese alla questione venezuelana è diversamente fondato, data la forte possibilità di una nuova guerra fredda tra la Cina e gli Stati Uniti, e non dipende affatto dalle questioni di vicinato cinesi, che esistevano anche prima delle recenti tensioni e continuerebbero ad esistere in ogni caso, non essendo affatto state determinate da interventi angloamericani in favore della Cina nazionale (Taiwan), che anzi si sono sempre mostrati equilibrati sul tema (seggio ONU, riconoscimento WTO, cessione di Hong Kong, a fronte della sola protezione dell'indipendenza de facto dell'isola di Taiwan) ed i cui governi negli anni passati hanno mostrato sin troppa accondiscendenza verso l'aggressività sinica sui mercati mondiali;

    considerando che l'interesse iraniano al tema Venezuelano è esclusivamente connesso al contrasto degli interessi statunitensi in America Latina;

    considerato che un attacco chirurgico brasiliano e americano alla capitale del Venezuela sarebbe invece molto difficile da immaginare con personale militare russo sul campo (data la deterrenza strategica), mentre si risolverebbe subito con il ritiro precipitoso di un'eventuale presenza militare cinese (data la non deterrenza strategica), e che di conseguenza la soluzione del problema Maduro passerebbe dal consenso di Mosca anziché da quello di Pechino;

    considerando necessario escludere che la soluzione al problema venezuelano possa trovarsi in un prolungato e sanguinoso conflitto nelle campagne, per l'impossibilità di colpire il regime nella capitale, e che sia impossibile allo stato immaginare che Maduro e Guaidò si accordino, finché Maduro ha la garanzia di potenze che antagonizzano proprio al fine di mantenere il Venezuela in questa situazione;

    ritenendo necessario proteggere gli italiani in ogni caso, e lavorare per il ripristino di condizioni di civiltà a favore di tutti i Venezuelani, anche nel tragico caso in cui i tentativi dovessero fallire e parlassero le armi, e considerando che gli italo-venezuelani sono una borghesia produttiva, istruita e cattolica;


    invita il Governo ed il Parlamento italiano


    Ad annunciare l'immediata disponibilità ad accogliere in Italia i 124mila italiani con cittadinanza nonché chiunque in possesso di passaporto venezuelano abbia i requisiti per chiedere la cittadinanza italiana, dando disposizioni perché le linee aeree italiane operino a spese dello Stato il servizio Roma-Caracas, con anticipo pubblico e con la garanzia del pagamento dei biglietti allo Stato solo una volta risolta la crisi e tornati alla normalità i corsi della moneta venezuelana, ed il medesimo trattamento garantito ai richiedenti asilo;

    Ad astenersi dal prendere posizione sul riconoscimento della Presidenza del Venezuela per ulteriori sessanta giorni;

    Ad offrire riservatamente in questi sessanta giorni al Governo americano la disponibilità al riconoscimento di Juan Guaidò come legittimo Presidente ad interim del Venezuela ed al Governo russo la disponibilità al riconoscimento della Crimea come legittimo territorio russo, in cambio della reciproca disponibilità di questi Governi a rinunciare al perseguimento delle proprie rivendicazioni nelle due aree, con l'astensione immediata da ulteriori operazioni finanziarie e militari, la convocazione di colloqui bilaterali a Roma, e la firma di due accordi di reciproco riconoscimento;

    Ad offrire inoltre la disponibilità ai due citati Governi a proporre il medesimo accordo in sede UE, ove lo ritengano più conveniente, e procedere comunque, sub 3, laddove la UE respinga la mediazione;

    A riconoscere comunque pubblicamente, trascorso il termine indicato, e qualunque sia la risposta ottenuta, la sovranità russa sulla Crimea ed il Governo Guaidò, proponendo al contempo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di assumere la stessa decisione riguardo entrambi i dossier;

    A sostenere, solo dopo questo, in sede internazionale la legittimità di qualsiasi intervento in Venezuela che punti a ripristinare l'esclusiva sovranità dell'Assemblea Nazionale e del Presidente da essa indicato, fino al termine naturale del mandato di essa;

    A offrire l'immediato intervento di tecnici, materiali e maestranze ENI per il ripristino della produzione petrolifera venezuelana, dietro garanzia del pagamento degli interventi alla compagnia con i proventi futuri della vendita del greggio, e la copertura finanziaria ponte dello Stato italiano, nonché la garanzia del diritto per tutte le compagnie petrolifere internazionali di partecipare con ENI alla messa a gara di almeno una quota - anche minima - delle riserve, garantendo le opportune royalties a prezzi di mercato a favore del popolo venezuelano, all'esito di un confronto con le sette sorelle e gli altri player del mercato (Gazprom inclusa);


    A offrire il sostegno del Ministero dell'Interno per l'organizzazione nei termini di legge di elezioni con osservatori internazionali che permettano una sfida democratica nel rispetto della Costituzione Venezuelana alle forze politiche che intendano confrontarsi.


    -----------------------

    Offro alcune spiegazioni:

    1) sono comprovati solo la presenza di personale militare russo e cubano, non di personale militare (tanto meno truppe) cinesi ed iraniane sul suolo venezuelano;

    2) il governo della Repubblica Popolare Cinese ha ufficialmente smentito la presenza di truppe cinesi sul posto (vedasi qui);

    3) riguardo alla progettazione di una base militare iraniana in Venezuela, non ci sono prove, ma solo voci diffuse dall'intelligence americana;

    4) è invece comprovato l'invio di navi da guerra iraniane all'interno di un accordo di cooperazione internazionale vigente tra Iran e Venezuela dai tempi del defunto Chavez;

    5) a meno che non venga smentito il punto n. 2, sarebbe fortemente aleatorio parlare di "presenza di truppe cinesi" sul campo;

    6) parlare di "dittatura comunista" è, a mio avviso, impreciso e credo che sia più corretto parlare di governo socialista con forti tratti autoritari sostenuto dai comunisti. Come del resto, è. Il PSUV ed i comunisti sono soggetti politici distinti in Venezuela, ancorché alleati;

    7) direi di portare a due mesi il termine di attesa perché la situazione, come già vi dicevo in precedenza, non è minimamente chiara. Un riconoscimento di Guaidò è possibile concretamente solo nella misura in cui Guaidò ha effettivamente il controllo, se non di tutto il paese, almeno di una parte di esso. Ma ciò non consta minimamente. Anzi, se da un lato la protesta anti-madurista ha subito un'escalation mai vista prima, dall'altro lato abbiamo visto tutta la debolezza delle opposizioni e di Guaidò stesso nel sollevare militari e popolazione al punto da schiacciare Maduro ed i suoi sostenitori. Insomma, bisogna prendere atto che, al di là del fatto che la mia simpatia può andare più ai russi che agli americani, mentre invece quella dei colleghi ed alleati di PL più a quest'ultimi che agli altri, è possibilissimo che un governo Guaidò de facto non si insedi mai. A quel punto, che fare? In virtù di questo, meglio temporeggiare ufficialmente ancora di più, pur intensificando il lavorio diplomatico del governo italiano per una soluzione pacifica ed in linea con il pur manchevole diritto internazionale vigente.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

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    Predefinito Re: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Consiglio dei Ministri [XX Le

    Le modifiche di Giò hanno senso.
    Per me sono tutte accolte!



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    Predefinito Re: Governo di Pol - Uffici del Primo Ministro Ronnie - Consiglio dei Ministri [XX Le

    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    Le modifiche di Giò hanno senso.
    Per me sono tutte accolte!



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    Bene presidente Ronnie allora a questo punto visto che abbiamo atteso due giorni dopo le ultime modifiche per dar tempio a tutti di dare il proprio contributo in base al regolamento del consiglio dei ministri la mozione è approvata per cui secondo me è il momento di presentare a nome del governo nel thread delle proposte di legge e delle proposte delle mozioni sia la mozione del governo sulla TAV che la mozione sul venezuela
    Ronnie and Maria Vittoria like this.

 

 
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