“IL GIORNALE” CHIUDE CON UNA PERDITA DI 17,6 MILIONI DI EURO IL BILANCIO 2009
L’ARRIVO DI FELTRI NON RIANIMA IL QUOTIDIANO DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI: LE COPIE VENDUTE AUMENTANO SOLO DEL 12,2%, NONOSTANTE LA LINEA SCANDALISTICA… GRANDI MANOVRE: LA CONCESSIONE PUBBLICITARIA PASSA ALLA SOCIETA’ DELLA SANTANCHE’ CHE GUIDA ANCHE UNA CORDATA CHE HA RILEVATO IL 49% DELLE TESTATE ECONOMICHE, SEMPRE IN PERDITA
Qualche mese fa, in occasione dei primi attacchi al Presidente della Camera, Silvio Berlusconi giurava e spergiurava che degli articoli del quotidiano di famiglia, “il Giornale”, non sapeva nulla.
Poi arrivò a sostenere che non li condiveva, fino alla apoteosi: “ho dato indicazione a mio fratello Paolo di porlo in vendita”.
Ipotesi mediatica che in realtà non pare sia stata mai ricercata, visto che la See, la casa editrice de “il Giornale”, è sempre nelle mani di Paolo Berlusconi e il quotidiano pare ormai specializzata nella ricerca monotematica, peraltro vana e ricca di patacche e testimoni inattendibili, di presunti scandali che possano coinvolgere anche la portinaia e la baby sitter di Gianfranco Fini.
In verità lo stesso premier, quando confida ai suoi collaboratori che a breve ci saranno altre notizie contro Fini, non dimostra proprio quel distacco olimpico e quella mancanza di informazione sulle iniziative della testata che ha sempre sostenuto.
D’altronde non ci aveva mai creduto nessuno: dietro ogni operazione di killeraggio c’è sempre un mandante, ce lo insegna la storia, anche quella inquieta di questa nostra sgangherata Repubblica.
Eppure un buon motivo di cedere la proprietà del quotidiano la famiglia, Berlusconi l’avrebbe, visto il buco continuo dei conti.
Il bilancio 2009 ha visto una perdita secca di ben 17,6 milioncini di euro, derivante da un calo del 13,2 % in termini pubblicitari e di collaterali.
L’arrivo di Perdente Feltri nel luglio 2009 non ha dato gli esiti sperati: c’è stato, dopo un periodo infelice, solo un aumento del 12,2% delle copie vendute.
Derivante da parte dei lettori di “Libero” che Feltri si è trascinato nella nuova testata.
Considerando il livello scandalistico che ha raggiunto “il Giornale” sotto la guida di Feltri e il relativo ritorno sui media, ci si sarebbe attesi livelli più congrui.
Ma intorno a “il Giornale” si giocano anche altre partite.
Paolo ha dovuto aumentare il capitale sociale da 2 a 20 milioni, ristrutturando in parte l’azionariato (Mondadori è al 36,9%) ed è cambiata la concessionaria di pubblicità.
Contestualmente al suo rientro all’ovile berlusconiano infatto, ecco che Daniela Santanché, con la sua società pubblicitaria “Visibilia”, è riuscita a entrare a “il Giornale”.
Una pura coincidenza ovvio.
E la stessa “ex pasionaria che non stava orizzontale” è anche il punto di riferimento di Paper One, una società che fa capo a una cordata cuneese che ha rilevato il 49% delle testate economiche berlusconiane, perennemente in perdita (Espansione, il Giornale delle Assicurazioni e Banca Finanza che vantano complessivamente 1 milione di perdite)
Nel frattempo Paolo Berlusconi, ad aprile 2010, ha staccato un altro assegno di 1,5 miloni di euro per tappare un altro buchino.
Il peggio sarà quando la Bongiorno otterrà i danni giudiziali derivanti dalla campagna diffamatoria contro Fini (a Monza, Feltri è già stato rinviato a giudizio).
A quel punto l’assegno che Berlusconi rischia di dover staccare non sarà da poco.
destra di popolo




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ostridicolo:
