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    Predefinito Una poesia francese che mi piace

    LE VASE BRISE’ - Sully Prudhomme (1839 - 1907)

    Le vase où meurt cette vervaine
    D'un coup d'éventail fut fêlé ;
    Le coup dut l'effleurer à peine,
    Aucun bruit ne l'a révélé.

    Mais la légère meurtrissure,
    Mordant le cristal chaque jour,
    D'une marche invisible et sûre
    En a fait lentement le tour.

    Son eau fraîche a fui goutte à goutte,
    Le suc des fleurs s'est épuisé ;
    Personne encore ne s'en doute,
    N'y touchez pas, il est brisé.

    Souvent aussi la main qu'on aime
    Effleurant le coeur, le meurtrit ;
    Puis le coeur se fend de lui-même,
    La fleur de son amour périt ;

    Toujours intact aux yeux du monde,
    Il sent croître et pleurer tout bas
    Sa blessure fine et profonde :
    Il est brisé, n'y touchez pas.

    (traduzione)


    Il vaso dove muore la verbena

    Da un colpo di ventaglio fu incrinato;

    Quel colpo allora l’ha sfiorato appena,
    Nessun rumore mai l’ha rivelato.

    Ma la sottile e fonda incrinatura
    Mordendone il cristallo tutt’intorno
    N’ ha fatto il giro, ahimé, in una fessura
    Che ha camminato un po’ giorno per giorno.


    E l’acqua fresca a gocce se n’è uscita,
    La linfa dei bei fiori s’è seccata;
    Niuna persona ancor se n’è avvertita,
    Non lo toccate è cosa rovinata.


    Sovente anche la mano di chi t’ama
    Sfiorando il cuore, sbadata lo ferisce;

    E il suo dolore che nessuno chiama
    Fa sì che il fiore dell’amor perisce.

    E’ sempre intatto agli occhi della gente,
    Ma la sua piaga cresce, approfondita,
    E il cuor la piange ormai costantemente:
    Ma voi non lo toccate, ha una ferita.


    Sully Prudhomme non è molto conosciuto in Italia, fa parte di una corrente poetica minore fra i poeti dell'Ottocento francese. Fu accademico di Francia e vinse il premio Nobel per la letteratura nel 1901, in concorrenza con Zola e Tolstoj che certamente hanno un peso letterario molto più importante, ma si sa che non sempre vince il migliore...

    Quasta poesia mi piace particolarmente probabilmente perché mi ricorda l'adolescenza. infatti me la fece studiare al ginnasio la professoressa di francese, che era una romanticona. Ce la fece studiare a memoria, come si usava, e non me la sono mai dimenticata. E' un po' sdolcinata se vogliamo, ma per me rappresenta quella sensibilità un po' morbosa della prima gioventù, che col tempo si perde, per fortuna, ma che a distanza di tempo ha il sapore di dolci ricordi.

    Ultima modifica di Xenia888; 14-10-14 alle 19:33
    Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
    (Umberto Eco)

  2. #2
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    Predefinito Re: Una poesia francese che mi piace

    Un poeta ancora più "minore" (impagabile soddisfazione di poter scrivere "più minore" senza essere sgrammaticato!) di Sully Prudhomme: Antoine Pol, praticamente un dilettante visto che visse da minatore e sindacalista nelle miniere di carbone d'Alsazia: ma grazie a Brassens (e a De André) si è conquistato una notevole popolarità con questa struggente e malinconica poesia sugli attimi di infinite e perdute felicità che accompagnano la nostra vita di tutti i giorni.

    Les passantes


    Je veux dédier ce poème
    A toutes les femmes qu'on aime
    Pendant quelques instants secrets,
    A celles qu'on connaît à peine,
    Qu'un destin différent entraîne
    Et qu'on ne retrouve jamais.

    A celle qu'on voit apparaître
    Une seconde, à sa fenêtre
    Et qui, preste, s'évanouit,
    Mais dont la svelte silhouette
    Est si gracieuse et fluette
    Qu'on en demeure épanoui.

    A la compagne de voyage
    Dont les yeux, charmant paysage
    Font paraître court le chemin;
    Qu'on est seul peut-être à comprendre,
    Et qu'on laisse pourtant descendre
    Sans avoir effleuré la main.

    A celles qui sont déjà prises
    Et qui vivant des heures grises
    Près d'un être trop différent,
    Vous ont, inutile folie
    Laissé voir la mélancolie
    D'un avenir désespérant.

    Chères images aperçues
    Espérances d'un jour déçues
    Vous serez dans l'oubli demain;
    Pour peu que le bonheur survienne,
    Il est rare qu'on se souvienne
    Des épisodes du chemin

    Mais si l'on a manqué sa vie
    On songe avec un peu d'envie
    A tous ces bonheurs entrevus,
    Aux baisers qu'on n'osa pas prendre,
    Aux coeurs qui doivent vous attendre,
    Aux yeux qu'on n'a jamais revus.

    Alors, aux soirs de lassitude,
    Tout en peuplant sa solitude
    Des fantômes du souvenir,
    On pleure les lèvres absentes
    De toutes ces belles passantes
    Que l'on n'a pas su retenir.


  3. #3
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    Predefinito Re: Una poesia francese che mi piace

    Et VIVE LA FRANCE !
    Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
    (Umberto Eco)

  4. #4
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    Predefinito Re: Una poesia francese che mi piace

    Citazione Originariamente Scritto da Xenia888 Visualizza Messaggio
    Et VIVE LA FRANCE !
    ma anche no..maledetti!

  5. #5
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    Predefinito Re: Una poesia francese che mi piace

    Green sei fra gli igoranti... risparmiati qualunque commento, tanto non ti leggo.
    Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
    (Umberto Eco)

  6. #6
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    Predefinito Re: Una poesia francese che mi piace

    Blanche fille aux cheveux roux
    dont la robe par ses trous
    laisse voir la pauvreté
    et la beauté

    Il seguito andate a leggervelo da soli (e comunque quello che l'ha scritta era uno sporcaccione).

  7. #7
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    Predefinito Re: Una poesia francese che mi piace

    Ho conosciuto un po' il popolo del Breizh, ed avevo amici a Lorient e Concarneau: un popolo ricco solo d'orgoglio, e non d'argent, un popolo che ricorda e per cui passato e presente non sono separati: chiedo licenza di inserire una loro canzone.

    La Blanche Hermine.

    J'ai rencontré ce matin
    devant la haie de mon champ
    une troupe de marins, d'ouvriers, de paysans.
    Ou allez vous camarades
    avec vos fusils chargés?
    Nous tendrons des embouscades
    viens rejondre notre armée.
    La voiilà la Blanche Hermine
    vive la mouette vive l'ajonc,
    vive Fougeres et Clisson
    Ma mie dit que c'est folie
    d'aller faire la guerre aux francs
    Mais je dit que c'est folie
    d'etre enchainé plus longtemps.


    Consiglio di ascoltarla cantata da Gilles Servat.

  8. #8
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    Predefinito Re: Una poesia francese che mi piace

    Marina c'est comme un piece de marron
    une bete que n'aurai jame la pacs

    Pervert 1878
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  9. #9
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    Predefinito Re: Una poesia francese che mi piace

    In realtà è una canzone, ma di un cantautore poeta amatissimo anche da De André



    Je serai triste comme un saule,
    Quand le Dieu qui partout me suit
    Me dira, la main sur l’épaule :
    « Va-t’en voir là-haut si j’y suis ! »
    Alors, du ciel et de la terre,
    Il me faudra faire mon deuil.
    Est-il encore debout le chêne
    Ou le sapin de mon cercueil ?
    Est-il encore debout le chêne
    Ou le sapin de mon cercueil ?

    S’il faut aller au cimetière,
    Je prendrai le chemin le plus long,
    Je ferai la tombe buissonnière,
    Je quitterai la vie à reculons.
    Tant pis si les croque-morts me grondent,
    Tant pis s’ils me croient fou à lier,
    Je veux partir pour l’autre monde
    Par le chemin des écoliers.
    Je veux partir pour l’autre monde
    Par le chemin des écoliers.

    Avant d’aller conter fleurette
    Aux belles âmes des damnés,
    Je rêve d’encore une amourette,
    Je rêve d’encore m’enjuponner.
    Encore une fois dire « Je t’aime »,
    Encore une fois perdre le nord
    En effeuillant le chrysanthème
    Qui est la marguerite des morts.
    En effeuillant le chrysanthème
    Qui est la marguerite des morts.

    Dieu veuille que ma veuve s’alarme
    En enterrant son compagnon,
    Et que pour lui faire verser des larmes,
    Il n’y ait pas besoin d’oignon.
    Qu’elle prenne en secondes noces
    Un époux de mon acabit :
    Il pourra profiter de mes bottes,
    Et de mes pantoufles et de mes habits.
    Il pourra profiter de mes bottes,
    Et de mes pantoufles et de mes habits.

    Qu’il boive mon vin, qu’il aime ma femme,
    Qu’il fume ma pipe et mon tabac,
    Mais que jamais – mort de mon âme !,
    Jamais il ne fouette mes chats.
    Quoique je n’aie pas un atome,
    Une ombre de méchanceté,
    S’il fouette mes chats, il y a un fantôme
    Qui viendra le persécuter.
    S’il fouette mes chats, il y a un fantôme
    Qui viendra le persécuter.

    Ici-gît une feuille morte,
    Ici finit mon testament.
    On a marqué dessus ma porte :
    « Fermé pour cause d’enterrement. »
    J’ai quitté la vie sans rancune,
    J’aurai plus jamais mal aux dents :
    Me voilà dans la fosse commune,
    La fosse commune du temps.
    Me voilà dans la fosse commune,
    La fosse commune du temps.



    Traduzione letterale (poi ci sono anche gli adattamenti artistici)

    https://lyricstranslate.com/it/le-te...estamento.html

    Sarò triste come un salice
    quando il Dio che mi segue dappertutto
    mi dirà, la mano sulla spalla:
    "Vattene là in alto a vedere se ci sono".
    Allora, al cielo e della terra
    dovrò rinunciare...
    È ancora in piedi la quercia
    o l'abete della mia bara?
    È ancora in piedi la quercia
    o l'abete della mia bara?

    Se dovrò andare al cimitero
    prenderò la strada più lunga,
    bigerò la tomba,
    lascerò la vita rinculando...
    Tanto peggio se i becchini mi sgrideranno,
    tanto peggio se mi crederanno matto da legare:
    io voglio partire per l'altro mondo
    facendo la strada degli scolari,
    io voglio partire per l'altro mondo
    facendo la strada degli scolari.

    Prima di andare a far la corte
    alle belle anime delle dannate
    sogno ancora di innamorarmi,
    di correre dietro alle sottane...
    di dire ancora una volta: "Ti amo"...
    di perdere ancora una volta la bussola,
    sfogliando il crisantemo
    che è la margherita dei morti,
    sfogliando il crisantemo
    che è la margherita dei morti.

    Voglia Dio che la mia vedova si emozioni
    nel sotterrare il suo compagno,
    e che per farle versare qualche lacrima
    non ci sia bisogno di cipolle...
    che prenda in seconde nozze
    uno sposo della mia corporatura:
    lui potrà approfittare dei miei stivali,
    delle mie pantofole e dei miei vestiti,
    lui potrà approfittare dei miei stivali,
    delle mie pantofole e dei miei vestiti.

    Che beva il mio vino, che ami mia moglie,
    che fumi la mia pipa e il mio tabacco,
    ma che mai - che la mia anima sia dannata! -
    che mai maltratti i miei gatti...
    Anche se non ho un atomo,
    un'ombra di cattiveria,
    se maltratterà i miei gatti, ci sarà un fantasma
    che verrà a perseguitarlo,
    se maltratterà i miei gatti, ci sarà un fanatsma
    che verrà a perseguitarlo

    Qui giace una foglia morta,
    qui finisce il mio testamento...
    Sulla mia porta c'è scritto:
    "Chiuso per funerale".
    Ho lasciato al vita senza rancore,
    non avrò più mal di denti:
    eccomi nella fossa comune,
    la fossa comune del tempo,
    eccomi nella fossa comune,
    la fossa comune del tempo.

 

 

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