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<<< ''Ho l'anima morta'': fu con tristi sentimenti che Giuseppe Mazzini segui' la Spedizione dei Mille, guidata dall'amico Giuseppe Garibaldi, nonostante che l'impresa dovesse realizzare un suo desiderio tanto agognato, quale l'unita' nazionale dell'Italia. A rivelarlo e' una lettera inedita del fondatore della 'Giovane Italia' rintracciata dal ricercatore Luigi Amedeo Biglione di Viarigi, nell'archivio familiare dei conti Lechi di Brescia. ''Gli Italiani saranno emancipati e avranno una Patria, perche' e' scritto nei fati e perche' i nostri martiri l'hanno meritato per essi. Quanto quei ch'oggi vivono, non meritano ne' Patria ne' liberta'. Baciavano ieri il lembo della veste a Napoleone, baciano oggi quella del re'', scriveva Mazzini il 29 maggio 1860 a Enrichetta Di Loreto, vedova del patriota Carlo Pisacane, caduto in seguito alla spedizione di Sapri nell'estate del 1857.
Giuseppe Mazzini, fautore della repubblica, era infatti ''addolorato'' dal fatto che l'unificazione della penisola avvenisse sotto la dinastia reale dei Savoia. Il patriota era comunque convinto che gli stessi che allora esultavano per la vittoria monarchia, un domani avrebbero baciato anche ''la bandiera della repubblica'', se mai questo ideale avesse avuto ''battaglioni e batterie''. Mazzini era infatti convinto che i militari e i politici che si erano fatti sostenitori dei Savoia, compreso Garibaldi, erano di fatto degli opportunisti, che ''adorano la forza, il successo, il Potere''. Costoro ''hanno istinti buoni, ma sviliti dalle false dottrine che accettano e da un materialismo che solo mezzo secolo d'educazione nazionale davvero vincera'''.
Il patriota genovese rassicurava comunque la vedova di Pisacane che il suo impegno non sarebbe venuto meno: ''Faro' il mio dovere fino all'ultimo giorno; ma non ho piu' la gioia dal mio Paese''. La sua battaglia in favore della repubblica, causa il disegno che avrebbe realizzato la Spedizione dei Mille, aveva tolto a lui ogni ardore: ''Lavoro indefessamente insieme ad altri a un progetto che spero si verifichera'. Vi lavoro senza entuasiasmo, senza gioia, per senso di puro dovere e non altro. Ho l'anima morta''. >>>
MAZZINI: LA SPEDIZIONE DEI MILLE? ''MI FA L'ANIMA MORTA''
Sembra prediligere la scelta dei popoli, ma poi compaiono elementi di contrasto.
La massoneria (mai accertata) che gli tributò ricchi funerali, i suoi collegamenti con gli inglesi (gli stessi che appoggiarono la spedizione dei mille) appaiono in contrasto con quella visione democratica che gli si attribuisce.
Alla fine, tirando un grossolano bilancio, a me appare come un elemento esterno alle bieche mire dei savoia, ma anche un "utile idiota", che contribuì a indebolire i nemici dei savoia.
Qualcuno ha scritto che sembrava un democratico che propugnava la volontà del popolo se coincideva con il potere degli "eletti".
Mi sento di condividerlo.




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