Oliver Cromwell nacque ad Huntingdon, nel Cambridgeshire, nel 1599. Apparteneva alla gentry, la piccola nobiltà agraria, e la sua educazione avvenne in seno al calvinismo. Il suo matrimonio nel 1620 con Elisabeth Bourchier, figlia di un assai agiato mercante di Londra, ne consolidò la posizione economica. Poco meno che trentenne passò attraverso una profonda crisi religiosa che lo portò a divenire un puritano assai fervente, convinto che solo la fede potesse guidare l'uomo nella vita privata e pubblica.
Compiuta una prima breve esperienza come parlamentare nel 1628, tornò nel Parlamento inglese nel 1640, schierandosi tra gli oppositori all'assolutismo del re Carlo I Stuart. Cromwell auspicava la lotta contro la corruzione di corte, un sistema fiscale sottoposto al controllo del Parlamento, una più energica difesa degli interessi nazionali in politica estera. Le sue posizioni erano sostenute dalla borghesia urbana e dalla gentry che, grazie a lui, poté affermare in maniera stabile il suo potere nel Parlamento. Nel 1642 scoppiò la Guerra civile inglese (meglio nota come Rivoluzione inglese) tra le forze monarchiche e quelle parlamentari. Dopo un andamento militare incerto, la riorganizzazione a opera di Cromwell dell'esercito rivoluzionario, il New model army ("Esercito di nuovo modello") delle teste rotonde (così chiamate dal rifiuto dei puritani di portare la parrucca e dalla loro abitudine di tenere i capelli corti), portò tra il 1644 e il 1648 alla totale disfatta dei cavalieri del re. Intransigente capo politico e religioso e geniale stratega militare, egli si oppose non solo all'assolutismo monarchico, ma anche alle correnti radicali sviluppatesi nelle file rivoluzionarie, i Levellers (cioè Livellatori), le quali, richiamandosi al Vangelo, auspicavano l'eguaglianza economica, ritenuto un sogno utopico. Cromwell si dichiarò favorevole all’accordo con la monarchia sconfitta, purché si salvaguardassero le conquiste della Rivoluzione. Ma non c’era unanimità di vedute sul nuovo assetto politico e religioso. Il Parlamento era favorevole a dare alla Chiesa d'Inghilterra una svolta presbiteriana a cui però si ribellava chi voleva l’indipendenza delle singole religioni (cattolica esclusa) venutesi a creare durante lo scontro tra Corona e Parlamento in quel clima di relativa libertà. Tra questi c'erano i quaccheri (letteralmente “coloro che tremano di fronte a Dio”, quakers) e i battisti (che conferiscono il battesimo in età adulta). Il re Carlo I fu condannato per tradimento e fatto decapitare a Londra il 30 gennaio 1649, fu la prima volta nella storia europea in nome della sovranità popolare (fino ad allora il monarca era custode divino del proprio potere politico). Venne così insediato il primo e unico regime repubblicano e militare (Commonwealth) della storia inglese, con l'abolizione della Camera dei Lord. Le ribellioni scoppiate in Irlanda e Scozia furono sanguinosamente represse e i due paesi annessi all'Inghilterra, Oliver Cromwell, da par suo, era meno ostile agli scozzesi, che erano in gran maggioranza di religione presbiteriana, che non ai cattolici irlandesi, e, quando si riferiva a loro, li definiva «Popolo di Dio, sebbene ingannati», che avevano incoronato Carlo II, figlio del precedente, come loro re. Successivamente, tra il 1652 e il 1654 fu condotta una guerra vittoriosa contro le Sette Province Unite (l'Olanda), che minacciavano la potenza marittima e gli interessi commerciali inglesi.
Nel 1653 Cromwell, divenuto l'incontrastato dominatore della politica del paese, fu nominato (come se fosse un'incoronazione) nell'Abbazia di Westminster Lord Protettore del Commonwealth d'Inghilterra, Irlanda e Scozia. Gli anni successivi lo videro impegnato nel tentativo di consolidare le conquiste della Rivoluzione e di dare al paese nuove istituzioni. Una serie di privilegi concessi alla nobiltà vennero soppressi, fu introdotta una relativa tolleranza religiosa (non però per i cattolici, che rimasero fortemente perseguitati), incoraggiando invece gli ebrei a ritornare sull'isola dopo secoli dalla loro espulsione ad opera del re Edoardo I Plantageneto, ma egli non riuscì a dare al paese un'adeguata stabilità istituzionale, essendo un'oligarchia di fatto.
Durante gli anni della Repubblica inglese retta con pugno di ferro da Cromwell, la prostituzione venne presa di mira, questione antica e in particolare nella capitale, mentre la vita per i musicisti non fu più facile di quella dei nobili e degli appartenenti al clero anglicano, ritenuto un'imitazione della Chiesa di Roma, l'Anticristo sulla terra. Oliver Cromwell, a partire dal suo puritanesimo di stampo calvinista, proibì in tutta l'Inghilterra non solo il teatro, in quanto fonte di promiscuità, risse e borseggi, ma anche l’uso degli strumenti musicali. Fece distruggere tutti gli organi delle chiese e proibì la musica in pubblico. Nonostante numerose restrizioni, come la condanna delle rappresentazioni sceniche e la drammatica disposizione ufficiale di distruggere gli organi delle chiese, la vitalità della musica inglese non calò affatto. Infatti, oltre a registrare l’allestimento di numerosi Masques (genere drammaturgico-musicale squisitamente inglese), raggirando la severa censura puritana, in conseguenza del clima d’insicurezza e di terrore che regnava allora nelle strade delle città inglesi, il "consumo musicale", seppur confinato entro la sfera domestica, ebbe un notevolissimo incremento. La danza e i balli non vennero vietati integralmente, in certi contesti furono permessi, si ebbe il timore che certe presunte scuole di danze potessero ospitare riunioni realiste segrete. Stranamente, l'alcol non venne messo al bando, per i puritani solo il suo consumo eccessivo era un grave peccato da sradicare, prendendo però di mira le birrerie dove le risse erano frequenti e disturbavano la quiete pubblica e le antenate delle sale da gioco, dove si giocava d'azzardo, per timore che le frequentassero i bambini. Venne inasprita la legge contro l'adulterio e la persecuzione della blasfemia. L'arte visiva non ebbe nessun posto nell'adorazione religiosa e nelle chiese, quella erotica era considerata straniera e papista, ma alcune opere erano ritenute accettabili, a meno che non trasgredissero la decenza morale. I puritani cercarono poi di vietare i viaggi di domenica e forzarono l'apertura dei mercati in diversi giorni settimanali, tuttavia la domenica rimase un giorno di riposo più che un giorno d'osservanza religiosa, mentre vennero vietate molte feste di calendario e addirittura il Natale, indirizzato in senso più austero e rigido. Vennero inoltre vietati il trucco e le toppe nere, incoraggiando abiti modesti, tuttavia Cromwell stessoindossava quello che alcuni consideravano abiti stravaganti e molti continuavano a indossare i capelli lunghi. Il governo cromwelliano si dedicò poi al sostegno dei poveri e a costruzioni di pubblica utilità.
Come scritto, insieme all'aumento della persecuzione dei cattolici, in Irlanda tutte le terre di proprietà dei cattolici furono confiscate con Act for the Settlement of Ireland del 1652, la professione della fede cattolica romana messa fuori legge, e poste taglie sui preti. Cromwell non fu il solo a compiere azioni efferate contro gli irlandesi, tradizionalmente considerati "selvaggi ed inferiori" dagli inglesi (così come, analogamente, i cattolici erano considerati dai protestanti). In modo particolare, gli appartenenti alla fazione parlamentare dimostrarono di nutrire un odio implacabile contro gli irlandesi durante tutto il corso delle guerre civili. I realisti erano, invece, meno ostili agli irlandesi, e, verso la fine della guerra, si allearono addirittura con la confederazione che li riuniva, e questa alleanza li mise in cattiva luce agli occhi dei protestanti inglesi e scozzesi.
Nel 1657 il Parlamento chiese a Cromwell di restaurare la monarchia assumendo lui stesso la corona, ma egli rifiutò, giunto al momento in cui anche il cosiddetto "ceto moderato" iniziava a sentirsi protetto dal regime di Cromwell. Alla sua morte per malaria a Londra, nel 1658, gli successe il figlio Richard Cromwell, il quale non si dimostrò all'altezza dei propri compiti, tanto che nel 1660 venne restaurata la monarchia degli Stuart per unanime consenso politico e militare.
Nonostante il discredito gettato sulla sua memoria per tutto il periodo della Restaurazione inglese fino alla fine del Seicento, e la pessima reputazione che ebbe in Irlanda per gli eccidi anti-cattolici, ancora viva nel presente, va detto che la figura di Cromwell guadagnò nel tempo la stima di significativi settori dell'opinione pubblica britannica. Considerato "uno dei più ragguardevoli parlamentari inglesi", la sua statua fa bella mostra di sé di fronte al Palazzo di Westminster, nonostante il fatto che alcuni suoi atti siano tuttora considerati come "degni di un traditore". La figura di Cromwell gode inoltre di una particolare considerazione da parte dei gruppi protestanti e nella regione del Cambridgeshire, dove è ricordato come Il signore dei Fens. Anche i repubblicani britannici di oggi, pur in disaccordo con molte delle sue politiche repressive, fanatiche e bigotte, lo ricordano come un fondatore della democrazia e, in un certo senso, colui che ha posto fine violentemente a usi e consuetudini inglesi che duravano dal Medioevo.




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