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Discussione: Not in my name

  1. #1
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    Predefinito Not in my name

    SALVINI: NOT IN MY NAME
    di Domenico Pizzuti

    Mentre il Ministro dell’interno Salvini interveniva nell’aula del Senato sulla poco onorevole se non disumana vicenda dell’Aquarius con il carico di 629 migranti – che sfuggivano da disumane situazioni di guerra e vita a cui era stato negato l’attracco a porti italiani – e della politica per l’immigrazione, un senatore dell’opposizione esibiva un cartello con la scritta che può essere considerata significativa di questa triste vicenda: FORTE CON I DEBOLI. Sì onorevole o meno Salvini. Infatti si è creato un caso sulla pelle di questi poveri africani in balia per giorni del mar Mediterraneo per due scopi: mostrare agli elettori leghisti che si onoravano le promesse escludenti gli immigrati verso il nostro paese, e chiedere maggiore attenzione e solidarietà dall’Europa di Bruxelles, perché certo i paesi del cartello Visegrad non hanno mostrato apertamente disponibilità ad accogliere migranti dal nostro paese. In altre parole le sofferenze e le attese dei migranti raccolti dall’ Aquarius sono state chiaramente strumentalizzati per scopi politici di chiusura dei nostri confini marittimi, alzando i toni non certo per accogliere e difendere i deboli.

    …………………………………………………………………..

    Da questo punto di vista, più che la rilevanza mediatica di Salvini (con la faccia feroce si direbbe a Napoli) che occupa tutto lo spazio, e la sua caratterizzazione come “mattatore” propagandistico a fini di consenso da parte soprattutto degli elettori leghisti delle regioni del Nord, interessa mettere in rilievo una chiara politica di chiusura all’emigrazione da paesi dell’altra riva del Mediterraneo o subsahariani ed una strategia anche mediatica studiata da tempo ed agitata in discorsi e proclamazioni come ministro di governo e non capo politico, a nostro avviso, non sanzionata finora da provvedimenti approvati da una maggioranza in Parlamento. Preoccupa che questa politica di esclusione si avvalga del consenso di popolazioni di obbedienza leghista non tanto per esorcizzare paure, ma per difendere un relativo benessere specialmente nelle regioni più progredite del Paese non guardando al di là dei locali confini geografici. In questo modo, la Politica (con la P. maiuscula) rinuncia alla funzione di orientamento degli umori di strati di popolazioni del paese, per costruire una società aperta e non rinchiusa nei propri confini. E’ noto infatti che le società chiuse anche demograficamente agli apporti di altre popolazioni, invecchiano, isteriliscono e rischiano di morire.
    Infine, ci piace la sbandierata inesatta affermazione di rappresentare gli italiani tout court , che riguarda solo una maggioranza elettorale e strati sociali impoveriti dalla crisi economica ma impoveriti anche culturalmente , strumentalizzata da una studiata propaganda sui temi dell’immigrazione e della sicurezza per acquisire consenso e potere di governo. In ogni caso, ci tengo a dire “NOT IN MY NAME”, e mi auguro che molti altri manifestino dissenso alla luce di una illuminata politica di accoglienza che non impoverisce ma arricchisce nell’incontro con l’Altro.

    Napoli, 14 giugno 2018



    Non è cambiato nulla. Il Salvini continua nella sua guerra contro i disperati, applaudito da chi invece di pensare si limita ad approvare. Quello che fa specie è che il partito dell'onestà onestà si sia piegato al malcelato razzismo di Salvini. Questo NOT IN MY NAME è anche il mio: Salvini è lontano da me dieci galassie, grazie a Dio
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  2. #2
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    Predefinito Re: Not in my name

    Dio mio, sempre la solita pugnetta !!!!!
    Siete voi gli eredi dei negrieri, siete voi i complici degli scafisti.
    Ormai la gente questo l'ha assimilato.
    La vostra presunta magnanimità è solo una sceneggiata che non inganna più.
    Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.

  3. #3
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    Predefinito Re: Not in my name

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    SALVINI: NOT IN MY NAME
    di Domenico Pizzuti

    Mentre il Ministro dell’interno Salvini interveniva nell’aula del Senato sulla poco onorevole se non disumana vicenda dell’Aquarius con il carico di 629 migranti – che sfuggivano da disumane situazioni di guerra e vita a cui era stato negato l’attracco a porti italiani – e della politica per l’immigrazione, un senatore dell’opposizione esibiva un cartello con la scritta che può essere considerata significativa di questa triste vicenda: FORTE CON I DEBOLI. Sì onorevole o meno Salvini. Infatti si è creato un caso sulla pelle di questi poveri africani in balia per giorni del mar Mediterraneo per due scopi: mostrare agli elettori leghisti che si onoravano le promesse escludenti gli immigrati verso il nostro paese, e chiedere maggiore attenzione e solidarietà dall’Europa di Bruxelles, perché certo i paesi del cartello Visegrad non hanno mostrato apertamente disponibilità ad accogliere migranti dal nostro paese. In altre parole le sofferenze e le attese dei migranti raccolti dall’ Aquarius sono state chiaramente strumentalizzati per scopi politici di chiusura dei nostri confini marittimi, alzando i toni non certo per accogliere e difendere i deboli.

    …………………………………………………………………..

    Da questo punto di vista, più che la rilevanza mediatica di Salvini (con la faccia feroce si direbbe a Napoli) che occupa tutto lo spazio, e la sua caratterizzazione come “mattatore” propagandistico a fini di consenso da parte soprattutto degli elettori leghisti delle regioni del Nord, interessa mettere in rilievo una chiara politica di chiusura all’emigrazione da paesi dell’altra riva del Mediterraneo o subsahariani ed una strategia anche mediatica studiata da tempo ed agitata in discorsi e proclamazioni come ministro di governo e non capo politico, a nostro avviso, non sanzionata finora da provvedimenti approvati da una maggioranza in Parlamento. Preoccupa che questa politica di esclusione si avvalga del consenso di popolazioni di obbedienza leghista non tanto per esorcizzare paure, ma per difendere un relativo benessere specialmente nelle regioni più progredite del Paese non guardando al di là dei locali confini geografici. In questo modo, la Politica (con la P. maiuscula) rinuncia alla funzione di orientamento degli umori di strati di popolazioni del paese, per costruire una società aperta e non rinchiusa nei propri confini. E’ noto infatti che le società chiuse anche demograficamente agli apporti di altre popolazioni, invecchiano, isteriliscono e rischiano di morire.
    Infine, ci piace la sbandierata inesatta affermazione di rappresentare gli italiani tout court , che riguarda solo una maggioranza elettorale e strati sociali impoveriti dalla crisi economica ma impoveriti anche culturalmente , strumentalizzata da una studiata propaganda sui temi dell’immigrazione e della sicurezza per acquisire consenso e potere di governo. In ogni caso, ci tengo a dire “NOT IN MY NAME”, e mi auguro che molti altri manifestino dissenso alla luce di una illuminata politica di accoglienza che non impoverisce ma arricchisce nell’incontro con l’Altro.

    Napoli, 14 giugno 2018



    Non è cambiato nulla. Il Salvini continua nella sua guerra contro i disperati, applaudito da chi invece di pensare si limita ad approvare. Quello che fa specie è che il partito dell'onestà onestà si sia piegato al malcelato razzismo di Salvini. Questo NOT IN MY NAME è anche il mio: Salvini è lontano da me dieci galassie, grazie a Dio
    in UE non li vuole nessuno, non solo i Visegrad, accogliere significa che un paese in crisi lavorativa come l'italia se ne debba fare carico da sola

  4. #4
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    Predefinito Re: Not in my name

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    SALVINI: NOT IN MY NAME
    di Domenico Pizzuti

    Mentre il Ministro dell’interno Salvini interveniva nell’aula del Senato sulla poco onorevole se non disumana vicenda dell’Aquarius con il carico di 629 migranti – che sfuggivano da disumane situazioni di guerra e vita a cui era stato negato l’attracco a porti italiani – e della politica per l’immigrazione, un senatore dell’opposizione esibiva un cartello con la scritta che può essere considerata significativa di questa triste vicenda: FORTE CON I DEBOLI. Sì onorevole o meno Salvini. Infatti si è creato un caso sulla pelle di questi poveri africani in balia per giorni del mar Mediterraneo per due scopi: mostrare agli elettori leghisti che si onoravano le promesse escludenti gli immigrati verso il nostro paese, e chiedere maggiore attenzione e solidarietà dall’Europa di Bruxelles, perché certo i paesi del cartello Visegrad non hanno mostrato apertamente disponibilità ad accogliere migranti dal nostro paese. In altre parole le sofferenze e le attese dei migranti raccolti dall’ Aquarius sono state chiaramente strumentalizzati per scopi politici di chiusura dei nostri confini marittimi, alzando i toni non certo per accogliere e difendere i deboli.

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    Da questo punto di vista, più che la rilevanza mediatica di Salvini (con la faccia feroce si direbbe a Napoli) che occupa tutto lo spazio, e la sua caratterizzazione come “mattatore” propagandistico a fini di consenso da parte soprattutto degli elettori leghisti delle regioni del Nord, interessa mettere in rilievo una chiara politica di chiusura all’emigrazione da paesi dell’altra riva del Mediterraneo o subsahariani ed una strategia anche mediatica studiata da tempo ed agitata in discorsi e proclamazioni come ministro di governo e non capo politico, a nostro avviso, non sanzionata finora da provvedimenti approvati da una maggioranza in Parlamento. Preoccupa che questa politica di esclusione si avvalga del consenso di popolazioni di obbedienza leghista non tanto per esorcizzare paure, ma per difendere un relativo benessere specialmente nelle regioni più progredite del Paese non guardando al di là dei locali confini geografici. In questo modo, la Politica (con la P. maiuscula) rinuncia alla funzione di orientamento degli umori di strati di popolazioni del paese, per costruire una società aperta e non rinchiusa nei propri confini. E’ noto infatti che le società chiuse anche demograficamente agli apporti di altre popolazioni, invecchiano, isteriliscono e rischiano di morire.
    Infine, ci piace la sbandierata inesatta affermazione di rappresentare gli italiani tout court , che riguarda solo una maggioranza elettorale e strati sociali impoveriti dalla crisi economica ma impoveriti anche culturalmente , strumentalizzata da una studiata propaganda sui temi dell’immigrazione e della sicurezza per acquisire consenso e potere di governo. In ogni caso, ci tengo a dire “NOT IN MY NAME”, e mi auguro che molti altri manifestino dissenso alla luce di una illuminata politica di accoglienza che non impoverisce ma arricchisce nell’incontro con l’Altro.

    Napoli, 14 giugno 2018



    Non è cambiato nulla. Il Salvini continua nella sua guerra contro i disperati, applaudito da chi invece di pensare si limita ad approvare. Quello che fa specie è che il partito dell'onestà onestà si sia piegato al malcelato razzismo di Salvini. Questo NOT IN MY NAME è anche il mio: Salvini è lontano da me dieci galassie, grazie a Dio
    Meno male. Non abbiamo bisogno di chi mistifica la realtà per mero interesse personale, attribuendo a l'unica persona che tenta di difendere gli IIItaliani dall'attacco di chi ci vuole distruggere una patente di razzismo assolutamente falsa.

    Grazie cireno per non esserci, grazie.

  5. #5
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    Predefinito Re: Not in my name

    Citazione Originariamente Scritto da Menelik Visualizza Messaggio
    Dio mio, sempre la solita pugnetta !!!!!
    Siete voi gli eredi dei negrieri, siete voi i complici degli scafisti.
    Ormai la gente questo l'ha assimilato.
    La vostra presunta magnanimità è solo una sceneggiata che non inganna più.

    Io stongo carcerato e mamma more!


    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  6. #6
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    Predefinito Re: Not in my name

    Nel Timeo Platone attribuisce la malvagità umana alla mancanza di educazione e agli influssi negativi del corpo sull’anima. Il male nasce quindi dalla scarsa conoscenza del bene(che assume una precisa connotazione metafisica e la più elevata collocazione gerarchica nel mondo delle idee) e dall’imperfezione della materia (il corpo).

    Le azioni di questo governo, succube di Salvini, sono contrassegnate, nel dramma migranti, da malvagità e da razzismo mascherati da diritto nazionale da difendere. Potete trovare tutte le scuse che volete, le giustificazioni che volete (vedere le prime due risposte di Menelik e di Adry) ma la sostanza non cambia: razzismo e conseguente malvagità verso esseri umani disperati.

    Dicono i nostri baldi giovani al governo "la UE deve prendere delle decisioni sul problema", bene i mezzi ci sarebbero per obbligare l'UE a sedersi a un tavolo e discutere, ma questo di bloccare navicelle in mezzo al mare è solo propaganda (io sono un duro, vuol far vedere il buzzurro) e disumanità
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  7. #7
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    Predefinito Re: Not in my name

    Citazione Originariamente Scritto da grandpa Visualizza Messaggio
    Meno male. Non abbiamo bisogno di chi mistifica la realtà per mero interesse personale, attribuendo a l'unica persona che tenta di difendere gli IIItaliani dall'attacco di chi ci vuole distruggere una patente di razzismo assolutamente falsa.

    Grazie cireno per non esserci, grazie.
    e purtroppo tu ci sei, invece, e certamente tu ed io non siamo della stessa razza. Con mia grande soddisfazione.
    Io, per esempio, una puttanata come quella che hai scritto tu non l'avrei mai nemmeno potuta immaginare...Salvini che difende gli italiani….
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  8. #8
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    Predefinito Re: Not in my name

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    Nel Timeo Platone attribuisce la malvagità umana alla mancanza di educazione e agli influssi negativi del corpo sull’anima. Il male nasce quindi dalla scarsa conoscenza del bene(che assume una precisa connotazione metafisica e la più elevata collocazione gerarchica nel mondo delle idee) e dall’imperfezione della materia (il corpo).

    Le azioni di questo governo, succube di Salvini, sono contrassegnate, nel dramma migranti, da malvagità e da razzismo mascherati da diritto nazionale da difendere. Potete trovare tutte le scuse che volete, le giustificazioni che volete (vedere le prime due risposte di Menelik e di Adry) ma la sostanza non cambia, razzismo e conseguente malvagità verso esseri umani disperati.
    Dicono i nostri baldi giovani al governo "la UE deve prendere delle decisioni sul problema", bene i mezzi ci sarebbero per obbligare l'UE a sedersi a un tavolo e discutere, ma questo di bloccare navicelle in mezzo al mare è solo propaganda (io sono un duro) e disumanità
    la sostanza e' che i paesi dell'ue non rispettano le quote di migranti che dicono di accogliere, ultimamante 120 su 700

  9. #9
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    Predefinito Re: Not in my name

    in my name, please

  10. #10
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    Predefinito Re: Not in my name

    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    in my name, please
    da uno che si firma con un verso di un fascista non potevo aspettarmi niente di diverso. Il mio sacco della spazzatura si riempie sempre di più
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

 

 
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