
Originariamente Scritto da
FalcoConservatore
Non so voi, ma io di questo tiro e molla infinito non ne posso più. Speravo, forse un pò ingenuamente, che si potesse pervenire ad un accordo in grado di garantire una convivenza se non pacifica almeno decentemente accettabile. Ma evidentemente il rapporto fra Berlusconi e Fini, fra PDL e FLI, è totalmente irrecuperabile. Il quadro politico è così deteriorato che prolungare la legislatura, anche solo di sei mesi od un anno, rappresenterebbe un'inaccettabile e devastante agonia per tutti i contendenti.
Ora, c'è chi vede le elezioni come un mezzo utile per spazzare via una volta per tutte i finiani. Francamente, dubito che Fini possa scomparire per davvero dall'agone politico. Difficile credere che FLI voli verso il 10%, ma difficile anche pensare ad un risultato inferiore alla soglia di sbarramento alla Camera (4%). In più, com'è chiaro, Fini ha già in tasca un patto d'alleanza con i centristi di Casini. Insomma, per lui c'è abbastanza spazio, per sopravvivere e anche di più.
Quindi, a conti fatti, piuttosto che ridurre tutto il centrodestra in macerie, piuttosto che continuare in questa guerra civile interna devastante ed improduttiva, piuttosto che disgustare oltre milioni di elettori che al di là di diatribe personali o sofisticati progetti politici pretendono i fatti, è meglio tornare alle urne e stabilire un nuovo equilibrio.
E' preferibile azzerare questo indecente, indecoroso status quo, portatore solo di sventura e di caos, per restituire la parola al popolo sovrano, e ridisegnare da capo gli equilibri politici.
Solo così il centrodestra potrebbe, dico potrebbe, salvarsi, senza consegnare il paese alla sinistra, evento possibile nel caso in cui l'agonia fosse prolungata troppo a lungo per renderla ulteriormente sopportabile agli elettori moderati, liberali, cristiani e conservatori. Alla Camera la vittoria, oggi, è a portata di mano, mentre al Senato, in caso di mancato raggiungimento della maggioranza dei seggi, si potrebbero aprire gli spazi per un nuovo dialogo - questa volta serio e fruttuoso - con Casini, sempre nel rispetto delle linee del programma uscito vincitore in termini di voti assoluti. Casini Ministro degli Esteri di un futuro governo di centrodestra imperniato per i primi due anni su Berlusconi - da "spedire" poi al Quirinale come sbocco naturale di una lunga carriera - e poi su un uomo nuovo (Tremonti?)? E perchè no?
Una soluzione forse non gradita a tutti, ma certamente migliore dello sflacelo attuale. E dunque, si torni al più presto alle urne, per una purificazione in grado di azzarare la degenerazione che attanaglia e deprime mortalmente il centrodestra.