https://www.huffingtonpost.it/carlo-...f=it-cittadini

Da qualche giorno tiene banco sui giornali locali l'iniziativa del Codacons che ha pubblicato l'elenco regionale dei medici che, tra il 2015 e il 2017, hanno ricevuto finanziamenti dalle case farmaceutiche per convegni, attività di ricerca e iniziative varie.

Un elenco che, pur essendo pubblico e finalizzato a garantire trasparenza, ha scatenato le ire degli ordini e delle federazioni dei camici bianchi, che si sono prodigati in una difesa corporativa della categoria parlando di "caccia alle streghe".

Ciò che tuttavia i rappresentanti dei medici non spiegano è in quale parte esattamente i finanziamenti erogati dalle multinazionali dei farmaci hanno a che fare con ricerche serie e scientificamente controllate, verificabili sia nei risultati che nella metodologia scientifica utilizzata.

Va considerato che già esistono fondi statali per la ricerca indipendente, stanziati sia dal MIUR che dal Ministero della Salute che dalla Ue. Finanziamenti che vengono dati, al contrario di quelli delle industrie farmaceutiche, attraverso bandi di selezione sulle caratteristiche tecnico scientifiche del ricercatore e della proposta presentata.

La domanda che sorge legittima è la seguente: un medico che riceve finanziamenti da una determinata azienda farmaceutica, come si comporterà quando dovrà scegliere tra i farmaci prodotti dalla società che lo finanzia e quelli di altre aziende con cui invece non ha rapporti?

Il finanziamento alla persona e non alla struttura rischia quindi di influenzare le prescrizioni terapeutiche. La soluzione a tale problema, anche se comunque discutibile, potrebbe essere: niente finanziamenti ad personam ma solo finanziamenti (se necessari) alla struttura pubblica mediante bandi di ricerca trasparenti e con commissioni esterne alle aziende finanziatrici, vietando comunque retribuzioni a medici prescrittori dei farmaci interessati. Una bella rivoluzione per la classe medica e le aziende farmaceutiche.

Nel frattempo si può chiedere alle aziende ULS e Ospedaliere e alle Università di attivare verifiche formali sui medici iscritti nell'elenco dei finanziamenti, per capire come sono stati spesi realmente i soldi ricevuti dai medici, dando rassicurazioni che le attività svolte hanno prodotto dati scientificamente rigorosi e che chi ha percepito i soldi non ha a che fare con la prescrizione di farmaci prodotti dalle aziende finanziatrici.

Tutto il resto sono chiacchiere e cortine fumogene contro la sacrosanta trasparenza in favore dei cittadini e della collettività.