Nel bicameralismo il parlamento è diviso in due parti in genere chiamate "camera dei deputati" e "senato". In una camera vengono presentati testi di legge per essere discussi e approvati; quando la camera approva un testo di legge questo viene mandato alla seconda camera. Se nella seconda camera il testo di legge viene approvato allora la legge entra in vigore dopo un certo periodo di tempo; se nella seconda camera si apportano modifiche allora il testo di legge deve tornare alla prima camera per essere nuovamente approvato in toto. Questo meccanismo può durare all'infinito se le due camere non riescono a trovarsi d'accordo nell'approvare l'identico testo di legge.
Con il monocameralismo finisce l'enorme spreco di tempo che consiste nel rimando delle leggi da una camera all'altra, del trascorrere di anni per approvare una semplice legge ordinaria. Il bicameralismo poteva avere un senso in sistemi nei quali le due camere erano qualitativamente diverse ad esempio nei sistemi nei quali una camera veniva eletta dal popolo e l'altra rappresentava la nobiltà ovvero membri non eletti dal popolo. Dal momento in cui le camere sono entrambe elette dal popolo l'esistenza delle seconda camera diviene assurda. Con la riforma monocamerale si dota il parlamento di quella prontezza ed efficacia di cui tanto necessita.
Il monocameralismo è attualmente adottato da molti Stati nel mondo tra i quali Canada, Cina, Croazia, Cuba, Finlandia, Grecia, Israele, Iraq, Iran, Nuova Zelanda, Norvegia, Portogallo, Svezia, Turchia e Scozia.




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