USA: "L'11 settembre bruciamo il Corano"
Pastore evangelico preoccupa la Casa Bianca
Da Gainsville, Florida, Terry Jones rinnova l'invito all'azione ostile nonostante gli appelli del generale Petraeus e del segretario generale della Nato Rasmussen. "Conseguenze nefaste per le truppe in Afghanistan". L'Osservatore Romano: in pericolo le minoranze cristiane
Il segretario generale della Nato, Rasmussen, a colloquio con il presidente Obama
WASHINGTON - Prima glielo ha chiesto il generale Petraeus, poi la Nato e appelli a fare marcia indietro arrivano da tutto il mondo cattolico impegnato nelle aree a rischio. Adesso anche la Casa Bianca si dice "preoccupata". Ma il pastore evangelico Terry Jones non sembra intenzionato a cambiare idea: l'11 settembre copie del Corano in fiamme per ricordare le vittime dell'attentato alle Torri Gemelle, anche se a pagare le conseguenze di una così palese manifestazione di ostilità potrebbero essere i soldati americani di stanza in Afghanistan e le minoranze cristiane nei paesi musulmani.
Jones, pastore del World Dove Outreach Center di Gainesville, Florida, ha ribadito le sue intenzioni in una intervista alla Cnn. "Gli Stati Uniti - dice nell'intervista - affrontano un nemico con il quale non si può dialogare, un nemico a cui bisogna dare una dimostrazione di forza". Secondo il pastore, l'iniziativa non è una dimostrazione di odio, ma "un avvertimento sulla minaccia rappresentata dall'Islam".
Sembra essere caduto nel vuoto l'appello del generale David Petraeus, comandante delle forze Usa in Afghanistan, per il quale l'iniziativa di Jones potrebbe moltiplicare i rischi per la sicurezza dei suoi soldati. E' "proprio il tipo di azione che i talebani utulizzano e che quindi può causare seri problemi - aveva spiegato il generale - non solo qui ma in ogni parte del mondo in cui abbiamo a che fare con la comunità islamica".
L'11 settembre non è ancora arrivato, ma i timori di Petraeus sono già fondati. La notizia dell'esortazione al falò lanciato da Terry Jones ha spinto già ieri centinaia di persone a manifestare a Kabul. Altre proteste hanno avuto luogo anche tra le comunità musulmane che vivono negli Usa e davanti all'ambasciata americana a Giacarta, in Indonesia.
L'improvviso aumento della tensione ha indotto così anche il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, a farsi sentire. L'iniziativa di Terry Jones "rischia di avere conseguenze nefaste sulla sicurezza delle truppe della Nato in Afghanistan", fa sapere Rasmussen, aggiungendo che simili ostentazioni di ostilità sarebbero contro i "valori" dell'Alleanza Atlantica "in nome dei quali ci battiamo".
E sulla vicenda interviene anche l'Osservatore Romano, lanciando il suo appello: "Nessuno bruci il
Corano". Lo slogan nel titolo di un articolo in cui si racconta dell'impegno profuso contro l'iniziativa di Terry Jones dalla Chiesa cattolica in varie parti del mondo, soprattutto in Asia. "Nei giorni scorsi - riferisce il giornale vaticano - era stato il cardinale arcivescovo di Bombay, Oswald Gracias, a intervenire. Alla voce del porporato si era unita poi quella del presidente della Conferenza episcopale in Pakistan, l'arcivescovo di Lahore Lawrence John Saldanha". Il presidente del Pakistan Christian Congress, Nazir Bhatti, tra gli altri, ha chiesto alla comunità evangelica di annullare l'iniziativa, in quanto "potrebbe nuocere gravemente alle minoranze cristiane nei Paesi a maggioranza musulmana" riporta l'Osservatore Romano.
Viva preoccupazione è stata espressa anche in Indonesia, che conta la comunità musulmana più numerosa nel mondo. Qui la Conferenza episcopale ha organizzato nei giorni scorsi un incontro con alcuni leader musulmani, nel quale è stata ribadita la necessità del reciproco rispetto tra le fedi. "Continueremo a pregare perché non accada nulla di spiacevole - ha dichiarato all'Osservatore Romano il vescovo di Bandung, Johannes Maria Trilaksyanta Pujasumarta - né in Indonesia né nel resto del mondo, a causa di questo atto irresponsabile".
"L'11 settembre bruciamo il Corano" Pastore evangelico preoccupa la Casa Bianca - Repubblica.it


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