bla bla bla more murriano.
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I termini “terrone” e “polentone” non sono stati coniati ai tempi della lega ma moooooolto prima.
Il razzismo all’interno della società italiana è, politicamente parlando, trasversale e coinvolge (o meno) sia la zekka che il fascio più estremisti e convinti delle rispettive posizioni.
L’odio (ed il diritto ad odiare) non conosce colore politico.
Quindi stai scrivendo cazzate.
Fine.
Non vorrei dire niente ma ogni singola atrocità commessa dal genere umano è cominciata a causa di uno odio/non rispetto totalmente ingiustificato che è stato poi strumentalizzato per fare anche di peggio.
Vorrei ricordare che fino a poche decenni fa era considerato normale attribuire ogni male del mondo a una razza in un particolare e si è deciso in tutta tranquillità di ammazzare milioni di persone a buffo giusto perchè avevano un colore di capelli sbagliato.
E che fino a pochi anni fa erano ancora considerati malati della società gli omosessuali.
E che queste cose sono finite solo perchè qualcuno ha fatto il discorso opposto al tuo, cioè che il tuo diritto a odiare non vale un caxxo davanti al rispetto altrui in qualunque situazione.
Se vuoi odiare puoi farlo, ma da solo. Nel momento in cui ti metti sulla strada di qualcuno la precedenza ce l'ha chi rispetta tutti, non tu.
L'ironia del politicamente corretto è che le prime vittime sono proprio le persone a cui lo stesso si applica.
Allora dovreste leggere quanti omosessuali amanti dei fumetti sono incazzati perché non pubblicando più per meriti ma perché l'autore è nero, omosessuale, transessuale... vengono pubblicate schifezze immonde di fumettisti privi di talento mentre tanti bravi vengono ignorati perché non appartengono ad una categoria utile per ostentare una finta tolleranza e interesse.
E ancora dovreste leggere quante donne amanti del trucco e della femminilità nell'abbigliamento e nei modi sono incazzate con chi le accuse di essere "schiave degli strumenti del patriarcato e traditrici delle donne" impedendo loro di esprimersi liberamente.
E di quanti neri sono incazzati nel vedere che non li si giudica più in base alle persone che sono ma per il colore della loro pelle. Suona famigliare? Sì chiama razzismo e guarda caso il politicamente corretto viene visto da molti di loro come una forma di razzismo. Infatti se ogni questione dove non c'entrerebbe nulla la razza, dove se i protagonisti della contesta fossero entrambi bianchi si parlerebbe unicamente dei fatti, improvvisamente si mette di mezzo la razza, l'accusa di razzismo.. ecco che di fatto si sta compiendo una discriminazione. E allora anche il ragazzo nero che gioca al campetto si ritrova a dire: "se gioco male voglio che me lo diciate, non che me elogiato o accusate di razzismo di mi dice che sono una schiappa"
E parliamo degli invalidi, in realtà incavolati con un politicamente corretto che rende le persone falsamente pietose e convinte di avere a che fare con una persona incapace di qualsiasi cosa, quando loro vorrebbero solo essere trattate come chiunque altro.
Vogliamo parlare delle indiane americane che da anni denunciano che nelle tribù native da sempre le donne vengono stuprate e costrette a sesso non consensuale perché fa parte della loro cultura, ma tutto questo viene taciuto perché si sconta con la narrativa
che vuole i nativi d'america come illuminati, non violenti, in profondo contatto con la natura, saggi?(e quante ce ne sarebbero da dire sulla vera storia di capi tribù corrotti che vendevano terre senza il consenso della loro gente, di innocenti ragazze bianche stuprate, di omicidi ingiustificati da parte degli indiani, dei violentissimi scontri all'interno delle tribù stesse con soprusi, sopraffazioni, omicidi e torture.
Chi dice che il politicamente corretto è soltanto "l'abolizione delle offese", non ha assolutamente capito niente dell'argomento.
Il politicamente corretto è la stessa discriminazione visto nel sessismo, nel razzismo, nel classismo, nel pietismo... solo accettata perché "corretta", cioè perché fintamente positiva piuttosto che sfacciatamente negativa.