User Tag List

Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 34
Like Tree35Likes

Discussione: La nausea per un mondo “corretto” (di Marcello Veneziani)

  1. #1
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    13 Jul 2013
    Messaggi
    5,293
    Mentioned
    19 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito La nausea per un mondo “corretto” (di Marcello Veneziani)

    (Marcello Veneziani) – Ma quando finirà la dittatura del politicamente corretto? Passano gli anni, cambiano i governi, insorgono i popoli. Ma da Hollywood a Sanremo, dalla tv ai premi letterari, dai fatti di cronaca alla storia adattata al presente, la dominazione prosegue incurante della vita, della verità e della realtà. Il copione si ripete, all’infinito.

    Serpeggia da tempo la nausea verso quella cappa asfissiante, a volte la parodia prende il posto del canone. Lo deplorano in tanti, il politically correct, persino i suoi agenti, quelli che somministrano ogni giorno i suoi sacramenti; e questo è il segno che invecchia, scricchiola, si fossilizza. Ma alla fine, la dominazione resta e il vero mistero a questo punto è l’assenza di alternative: la rabbia c’è ma non ci sono mai opzioni diverse. Eppure basta cercarle. Nel cinema ad esempio quest’anno sono usciti almeno tre film meritevoli di Oscar: dall’est è arrivato Cold war, ma toccava seppur di striscio il tema del comunismo. Dagli States è arrivato il solito gran film di Clint Eastwood, Il corriere (in passato Clint era persino premiato, ma ora gli Oscar sono pura catechesi nero-omo-razza). E in Italia è venuto fuori un gran film di cui abbiamo già scritto, Il primo Re, sulla fondazione di Roma. Ma gli oscar vanno solo al nero, razzismo-nazismo-negritudine, più omosex e me-too. E ricadiamo nel politically correct.

    Ma cos’è poi il Politically correct, proviamo a darne una definizione e un contenuto preciso. Per cominciare, il politically correct è la pretesa di dire agli altri come devono essere, cosa devono dire, come devono comportarsi. Presuppone dunque un punto di superiorità di chi giudica.

    Il politically correct è poi una lente ideologica che altera la vista di uomini, idee e cose secondo un pregiudizio indiscusso e indiscutibile, assunto a priori come porta della verità, del bene e del progresso. Nasce dalla convinzione che tutto ciò che proviene dal passato sia falso e superato. La realtà, la natura, la famiglia, la storia, la civiltà come l’avete finora conosciute, vissute e denominate, sono sbagliate, vanno ridefinite e corrette. Così nasce il politically correct, questo busto ortopedico applicato alla mente e alla vita. Il politicamente corretto è il moralismo in assenza di morale, il razzismo etico in assenza di etica, il bigottismo clericale in assenza di religione. Il politically correct è il rococò della rivoluzione, come la posa residua del caffè. Non riuscendo a cambiare il mondo, si cambiano le parole. Il linguaggio politicamente corretto è lessico bollito e condito con la mostarda umanitaria. Inoltre è oicofobia, dice Roger Scruton, è rifiuto della casa, primato dell’estraneo e dello straniero sul nostrano e sul connazionale. E, infine, è riduzionismo: la varietà del mondo e dei suoi problemi è ridotta all’ossessione su due-tre temi.

    Dove nasce il politically correct? La prima risposta è in America, laboratorio globale del futuro e capitale mondiale dell’Impero dei segni. È famoso il saggio di Robert Hughes (un australiano, peraltro), La cultura del piagnisteo (Adelphi), sul bigottismo progressista. Prima di lui Tom Wolfe denunciò già nel 1970 l’artefice del politically correct, il radical chic. Un testo importante sul vizio progressista è “La chiusura della mente americana” di Allan Bloom. E potremmo citarne altri. Ma non si esaurisce negli States la matrice del politically correct. Qualcosa del genere ha serpeggiato nel nord Europa, nelle socialdemocrazie scandinave, elette per decenni a modello progressista di emancipazione. La Svezia è la sua vera patria, sostiene Jonathan Friedman in Politicamente corretto (ed.Meltemi). L’autore è stato toccato da vicino, perché sua moglie, ricercatrice, fu accusata di razzismo solo perché ha documentato, dati alla mano e analisi rigorose, che in Svezia è stato un fallimento il multiculturalismo e la politica di accoglienza dell’immigrazione.

    Ma il P.C. non nasce in un luogo bensì in un’epoca: nasce sulle ceneri del ’68, diventa il catechismo adulto di quelli che da ragazzi furono iconoclasti. Dopo aver processato l’ipocrisia del linguaggio cristiano-borghese e autoritario-patriottardo, gli ex-sessantottini adottarono quel nuovo lessico ipocrita e quel galateo manierista. Dal perbenismo al perbuonismo.

    Il politically correct nasce quando finisce l’effetto del marxismo, tramonta l’idea di rivoluzione, si perdono i riferimenti mondiali del comunismo. Lo spirito liberal e radical rifluiscono nel codice progressista globale. Si passa dall’Intellettuale Collettivo al Demente Collettivo, il conformista dai riflessi condizionati; il comunista si fa luogocomunista, giudica per stereotipi prefabbricati, riscrive la storia, il pensiero e i sentimenti ad usum cretini. C’è una ricca letteratura che denuncia il politically correct: l’ultimo è Politicamente corretto di Eugenio Capozzi (ed. Marsilio), che lo ritiene l’erede di tutti i progressismi. Per passare la censura del politically correct è necessaria la presenza di almeno uno o più ingredienti d’obbligo di ogni narrazione, reportage o fiction: il nero, il migrante, il rom, l’omosessuale, la femminista, il disabile e l’ebreo. Sempre vittime o eroi, comunque personaggi positivi per definizione in ogni storia o trama.

    La ditta del politicamente corretto fabbrica pregiudizi seriali, in dosi liofilizzate; la loro applicazione esime dal ragionare, risparmia la fatica del giudizio critico. E infonde a chi lo usa una sensazione di benessere etico, una presunzione di superiorità sugli altri. Quando ci libereremo da questa cappa, da questa cupola ideologico-mafiosa? E qui il problema si sposta nell’altro campo: l’assenza di alternative, la mancata elaborazione di strategie, culture e linguaggi, il silenzio e la rassegnazione. Dopo il rigetto, urge il progetto.

    La Verità 28 febbraio 2019
    "Se la parola democrazia significa potere al popolo il termine populismo non ha alcun senso." (M. Fini)

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    SuperMod
    Data Registrazione
    26 Mar 2005
    Località
    Gubbio
    Messaggi
    51,709
    Mentioned
    837 Post(s)
    Tagged
    26 Thread(s)

    Predefinito Re: La nausea per un mondo “corretto” (di Marcello Veneziani)

    Questa tirata fuori da Veneziani è una vecchia storia (l'articolo avrebbe potuto scriverlo parola per parola anche venti anni fa senza bisogno di quasi nessun adattamento a parte l'accenno ai populisti che all'epoca non contavano o erano assenti) ma in fondo in questo caso Veneziani non ha torto
    Maria Vittoria likes this.

  3. #3
    direttamente dall'Inferno
    Data Registrazione
    19 Jan 2007
    Località
    nel girone che preferite
    Messaggi
    20,038
    Mentioned
    42 Post(s)
    Tagged
    16 Thread(s)

    Predefinito Re: La nausea per un mondo “corretto” (di Marcello Veneziani)

    gli è che in questi 20 anni, non si è creato un sistema alternativo, nè abbiamo saputo recuperare i valori tradizionali della Destra
    Maria Vittoria likes this.

  4. #4
    Sovranista
    Data Registrazione
    01 Jan 2018
    Località
    Africa Orientale Italiana
    Messaggi
    719
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: La nausea per un mondo “corretto” (di Marcello Veneziani)

    Citazione Originariamente Scritto da Eric Draven Visualizza Messaggio
    In questi 20 anni, non si è creato un sistema alternativo, nè abbiamo saputo recuperare i valori tradizionali della Destra
    Io invece ho la nausea di questi pseudointellettuali "di destra" (non me ne voglia Veneziani). Difficilmente leggo autori che hanno scritto dopo la seconda guerra mondiale. Tutte queste righe per dire che la sinistra progressista e internazionalista, si è riciclata nel mondo occidentale (non da oggi, ma da quando è caduto il comunismo), non cambiando una riga delle proprie convinzioni dottrinarie, per non parlare del tipo umano dei loro dirigenti. E quindi non ci vuole poi molto a dire che i valori della destra dovrebbero essere la difesa dell'identità e della tradizione nazionale, lo stato centrale e unitario con i suoi confini, l'economia produttiva e il lavoro stabile, la proprietà e la prolificità della famiglia. Preferisco altri giornalisti ben più schietti nel descrivere la realtà (e qualche politico, che vada dritto al punto senza troppi fronzoli).
    Maria Vittoria likes this.

  5. #5
    direttamente dall'Inferno
    Data Registrazione
    19 Jan 2007
    Località
    nel girone che preferite
    Messaggi
    20,038
    Mentioned
    42 Post(s)
    Tagged
    16 Thread(s)

    Predefinito Re: La nausea per un mondo “corretto” (di Marcello Veneziani)

    siamo in una fase di transizione.

  6. #6
    Nichilismo Cristiano
    Data Registrazione
    02 Apr 2004
    Località
    Parma
    Messaggi
    34,498
    Mentioned
    346 Post(s)
    Tagged
    28 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    2

    Predefinito Re: La nausea per un mondo “corretto” (di Marcello Veneziani)

    Verso cosa però.
    " Solo i Sith ragionano per assoluti. "
    " Si ! "

  7. #7
    Razzismo ieri,oggi,sempre
    Data Registrazione
    12 Dec 2015
    Località
    Arciconfraternita di Santo Manganello
    Messaggi
    26,757
    Mentioned
    365 Post(s)
    Tagged
    19 Thread(s)

    Predefinito Re: La nausea per un mondo “corretto” (di Marcello Veneziani)

    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Verso cosa però.
    verso lammerda o un nuovo Reich, dipende.
    Hitler or Hell.
    B.T. did nothing wrong.
    #darksunshinelibero

  8. #8
    Nichilismo Cristiano
    Data Registrazione
    02 Apr 2004
    Località
    Parma
    Messaggi
    34,498
    Mentioned
    346 Post(s)
    Tagged
    28 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    2

    Predefinito Re: La nausea per un mondo “corretto” (di Marcello Veneziani)

    Citazione Originariamente Scritto da Sparviero Visualizza Messaggio
    verso lammerda o un nuovo Reich, dipende.
    Pensa se andiamo a finire con un Reich dimmerda.
    " Solo i Sith ragionano per assoluti. "
    " Si ! "

  9. #9
    Razzismo ieri,oggi,sempre
    Data Registrazione
    12 Dec 2015
    Località
    Arciconfraternita di Santo Manganello
    Messaggi
    26,757
    Mentioned
    365 Post(s)
    Tagged
    19 Thread(s)

    Predefinito Re: La nausea per un mondo “corretto” (di Marcello Veneziani)

    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Pensa se andiamo a finire con un Reich dimmerda.
    Quello già lo teniamo, si chiama U.E.
    Hitler or Hell.
    B.T. did nothing wrong.
    #darksunshinelibero

  10. #10
    direttamente dall'Inferno
    Data Registrazione
    19 Jan 2007
    Località
    nel girone che preferite
    Messaggi
    20,038
    Mentioned
    42 Post(s)
    Tagged
    16 Thread(s)

    Predefinito Re: La nausea per un mondo “corretto” (di Marcello Veneziani)

    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Verso cosa però.
    la sfida è questa. non c'è un modello attuale a cui ispirarsi e per varie ragioni pratiche non è che si possano riportare troppo indietro le lancette della storia.

    quindi servirebbe che sotto l'ala pragmatica di chi fa politica quotidiana, nasca uno spazio che elabori un pensiero. in cosa dovrebbe consistere questo sistema valoriale ed ideale, potrebbe essere una cosa buona da discutere qui
    Maria Vittoria likes this.

 

 
Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. La nausea per un mondo “corretto”
    Di Noumeno nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 110
    Ultimo Messaggio: 07-03-19, 09:37
  2. Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 17-02-18, 10:17
  3. POLITICA/ Marcello Veneziani su Gianfranco Fini
    Di FalcoConservatore nel forum Conservatorismo
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 25-04-10, 22:09
  4. Risposte: 25
    Ultimo Messaggio: 24-02-10, 16:55
  5. Persino Marcello Veneziani prende per i fondelli i bananas
    Di beppe2 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 01-05-06, 23:28

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226