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    Predefinito Monti ha fatto centro, Bruxelles deciderà per noi

    Monti ha fatto centro, Bruxelles deciderà per noi



    Lo scorso aprile segnalammo, in perfetta solitudine, i piani elaborati da Mario Monti (nella foto), per conto dell’Unione europea, per spingere l’Europa sulla rotta dirgista. Poi scoppiò la crisi della Grecia e, sull’onda, i Ventisette annunciarono l’intenzione di inasprire i criteri di Maastricht. Poi, come al solito scese il silenzio, ma mentre i cittadini andavano in vacanza, l’Europa dell’establisment ha continuato a lavorare, nell’ombra. E ha deciso tutto, senza dibattito pubblico. E’ quel che si evince dall’ intervista rilasciata sabato da Tremonti a Repubblica.
    Come capita sovente, quell’intervista ha fatto rumore per i suoi riflessi di politica interna, ma non per i suoi contenuti, che invece sono esplosivi, come spiego in questo articolo (vedi più sotto).


    Leggetelo, scoprirete che l’Italia si avvia a perdere un’ulteriore fetta di sovranità, in quanto le politiche finanziarie e, attenzione, anche quelle per lo sviluppo, saranno decise non più a Roma, ma a Bruxelles. Ogni anno da gennaio ad aprile si svolgerà una sessione di bilancio europea. Ogni Stato presenterà i suoi progetti, destinati a essere discussi collettivamente da tutti gli altri Stati e coordinati dalla Commissione europea.
    Tremonti sostiene che ci sarà una pianificazione decennale (che ricorda sinistramente quella quinquiennale che ha affossato l’economia sovietica) e che dovrà essere coerente con la struttura del blocco europeo e prevalente rispetto alle visioni nazionali.
    Che Bruxelles debba tenere d’occhio i nostri conti è comprensibile, d’altronde lo fa già. Ma perchè deve decidere la nostra politica industriale? Per quale ragione portoghesi, olandesi, polacchi e persino rumeni devono valutare la nostra competitività? In America la California non si sogna nemmeno di vagliare eventuali incentivi normativi e fiscali della Florida o del Wisconsin. Che senso ha imporre un orientamento comune a Stati che hanno vocazioni e identità industriali diverse?
    Tremonti, che sembra aver rinnegato le idee del suo recente passato, esulta. Sostiene che è in corso «una fondamentale devoluzione di potere insieme “dal basso verso l’alto“ e “dal diviso all’unito“».
    Dal basso? E chi l’ha deciso? Certo non il parlamento e l’opinione pubblica è stata volutamente tenuta all’oscuro.
    La mia impressione è che l’establishment europeo abbia adottato la dottrina Monti e, secondo i tenebrosi meccanismi che regolano il vertice euroepo, stia tentando di imporre una rivoluzione eurocentrica, nonimalmente liberale, in realtà dirigista e lobbistica. Una rivoluzione non con il popolo, ma, ancora una volta, sopra il popolo.
    O sbaglio?

    Ma perché le grandi riforme europee vengono fatte sempre all’insaputa del popolo? E poi: siamo certi che siano davvero grandi?
    Come sempre, quando si affrontano i temi europei, la cautela è d’obbligo. Ma a leggere le indiscrezioni uscite sulla stampa europea e annunciate in Italia da Giulio Tremonti in un’intervista a Repubblica, i Ventisette Paesi dell’Unione europea si apprestano a cambiare le regole economiche e finanziarie. In un contesto, però, di inquietante opacità.

    Riepiloghiamo. Lo scorso maggio la Ue salvò in extremis la Grecia, varando il megafondo di garanzia e annunciando una rivisitazione restrittiva dei criteri di Maastricht fortissimamente voluta dalla Germania. Sull’onda il Consiglio europeo decise di riscrivere il Patto di Stabilità e di Crescita.
    In una vera democrazia un passaggio così importante verrebbe intrapreso alla luce del sole, dando modo all’opinione pubblica e al Parlamento di dibattere la riforme. Ma l’Unione europea è un essere amorfo, né maschio né femmina, né Stato, né Confederazione, governato secondo meccanismi complessi e imperscrutabili. Nominalmente debole, in realtà potentissimo. Da metà maggio a oggi è calato il silenzio sul nuovo Patto, che però nel frattempo è stato riscritto. Con scelte rivoluzionarie.

    L’Italia perde un’altra fetta di sovranità. Secondo lo schema illustrato da Tremonti le politiche finanziarie e, attenzione, anche quelle per lo sviluppo, saranno decise non più a Roma, ma a Bruxelles. Ogni anno da gennaio ad aprile si svolgerà una sessione di bilancio europea. Ogni Stato presenterà i suoi progetti, destinati a essere discussi collettivamente da tutti gli altri Stati e coordinati dalla Commissione europea.

    Dunque sarà Bruxelles, e non più il Parlamento, a decidere come lo Stato italiano debba risanare i conti pubblici e rilanciare la propria competitività, seguendo una pianificazione decennale (Twenty-twenty l’hanno chiamata, ovvero 2010-2010) che dovrà essere coerente con la struttura del blocco europeo e prevalente rispetto alle visioni nazionali.

    Che Bruxelles debba tenere d’occhio i nostri conti è comprensibile, d’altronde lo fa già. Ma perché deve decidere la nostra politica industriale? Per quale ragione portoghesi, olandesi, polacchi e persino rumeni devono valutare la nostra competitività? In America la California non si sogna nemmeno di vagliare eventuali incentivi normativi e fiscali della Florida o del Wisconsin. Che senso ha imporre un orientamento comune a Stati che hanno vocazioni e identità industriali diverse?

    Tutti elogiano la Germania. Ma l’Italia non è la Germania. Berlino esporta tramite i grandi gruppi, noi per il 93% grazie ad aziende piccole e medio-piccole, come ha appena certificato la Simest. Che cosa accadrà se i Ventisette obbligheranno il nostro governo a favorire i colossi anziché i piccoli?

    La sensazione, sgradevolissima, è che la Ue abbia recepito le proposte formulate in primavera da Mario Monti, il quale, in teoria, auspicava più competizione, ma di fatto un controllo sempre più eurocentrico e dirigista.
    Tremonti l’ha definita «una fondamentale devoluzione di potere insieme “dal basso verso l’alto” e “dal diviso all’unito”». Sono concetti che un liberale non può non accogliere con disagio.

    Dal basso? Chi ha deciso questa devoluzione? Non certo il popolo e nemmeno il Parlamento. Lo stesso Monti l’altro giorno si è lamentato del fatto che l’opinione pubblica non abbia parlato delle riforme. Ma come facevano i giornali a darne conto se, né l’Unione europea, né i governi hanno aperto bocca?
    Hanno deciso tutto loro. A nostra insaputa. E dovremmo persino sentirci in colpa.



    Monti ha fatto centro, Bruxelles deciderà per noi
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    Predefinito Rif: Monti ha fatto centro, Bruxelles deciderà per noi

    Mario Monti è una specie di Genio dell'economia e della Finanza, un padre nobile dell'Unione Europea.

    L'obiezione dell'articolista è condivisibile riguardo la politica industriale, ma io ho la mia visione di democrazia che si realizza appieno in europa e ti spiego anche il motivo:

    I gruppi industriali non hanno una nazionalità... non hanno una casa e non hanno nemmeno interesse a concentrare troppa popolazione in un unico punto, quindi non c'è discriminazione tra italiani e tedeschi sotto questo profilo.

    Un paragone sul quale invece non sono d'accordo è quello dell'unione sovietica.
    Un conto è l'economia di piano che collettivizzava i mezzi di produzione, un conto è portare a livello europeo le varie politiche nazionali.
    Questa non è economia pianificata... è confederativismo europeo.
    Ultima modifica di stefaboy; 08-09-10 alle 20:31
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

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    Predefinito Rif: Monti ha fatto centro, Bruxelles deciderà per noi

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    Mario Monti è una specie di Genio dell'economia e della Finanza, un padre nobile dell'Unione Europea.

    L'obiezione dell'articolista è condivisibile riguardo la politica industriale, ma io ho la mia visione di democrazia che si realizza appieno in europa e ti spiego anche il motivo:

    I gruppi industriali non hanno una nazionalità... non hanno una casa e non hanno nemmeno interesse a concentrare troppa popolazione in un unico punto, quindi non c'è discriminazione tra italiani e tedeschi sotto questo profilo.

    Un paragone sul quale invece non sono d'accordo è quello dell'unione sovietica.
    Un conto è l'economia di piano che collettivizzava i mezzi di produzione, un conto è portare a livello europeo le varie politiche nazionali.
    Questa non è economia pianificata... è confederativismo europeo.


    Mario monti è parte dei banchieri privati (IGB) e della finanza usuraia, nemico giurato dell'Europa e dei popoli europei, tra i principali usurpatori della sovranità politico-economica della nostra terra.
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    Predefinito Rif: Monti ha fatto centro, Bruxelles deciderà per noi

    Citazione Originariamente Scritto da Majorana Visualizza Messaggio
    Mario monti è parte dei banchieri privati (IGB) e della finanza usuraia, nemico giurato dell'Europa e dei popoli europei, tra i principali usurpatori della sovranità politico-economica della nostra terra.
    ho capito... non sai di cosa parli. Non vuoi discutere del merito. E quindi ti lascio ai tuoi slogan.
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

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    Predefinito Rif: Monti ha fatto centro, Bruxelles deciderà per noi

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    ho capito... non sai di cosa parli. Non vuoi discutere del merito. E quindi ti lascio ai tuoi slogan.


    Discutere con uno che esalta Monti?? Che esalta i banchieri privati?? Preferisco di no, anche perché sei tu a non aver apportato argomenti, tranne i tuoi dogmi liberal-capitalisti.



    Mario Monti il puro passa (strapagato) alla Goldman Sachs
    Maurizio Blondet
    15/12/2005

    Mario Monti, ex-commisario europero alla concorrenza, nuovo acquisto della banca d'affari Goldman Sachs

    Giorni fa, Gerard Schroeder è stato sepolto da una marea di critiche per aver accettato ora che non è più cancelliere di diventare capo del consiglio dei garanti del gasdotto del Baltico.
    Questo gasdotto, che evita di passare attraverso la Polonia (ostile a Mosca) e salda un'alleanza strategica tra Berlino e Mosca, è stato voluto dallo stesso Schroeder in accordo con Putin.
    «Conflitto d'interessi!», strillano i grandi media servili ai poteri forti.
    Su Il Corriere del 13 dicembre, André Glucksmann strilla «la Gazprom si compra l'Europa!» (1)
    e si scatena in un disgustoso attacco contro l'ex Cancelliere.
    «Schroeder ha preso la bustarella per i servizi resi a Putin», per dare libero sfogo al dispetto con cui la nota lobby likudista vede l'asse russo-tedesco.
    «Politicamente, è una mascalzonata ed è la sola motivazione: scavalcando Polonia, Ucraina, Paesi Baltici, Putin li punisce»: evidentemente la lobby voleva che Putin continuasse a pagare royalty ai suoi nemici.
    E sperava in Angela Merkel per cancellare l'oleodotto che libera la Germania dalla dipendenza dal petrolio medio-orientale, ossia dai voleri israelo-americani.
    «Ma Putin ha anticipato la firma del contratto, ed ora la Merkel ha le mani legate», sbava Glucksmann (2).


    Urla e strepiti per il «conflitto d'interessi» di Schroeder, pesanti allusioni alla sua disonestà.
    Frattanto arriva un'altra notizia, accolta con rispettoso silenzio dalla stampa asservita.
    Mario Monti, l'uomo-Fiat che è stato commissario europeo alla concorrenza, come Schroeder ha trovato un impiego nel privato.
    Se lo è «comprato» la Goldman Sachs - prima banca d'affari della nota lobby - per uno stipendio «che non è stato reso noto», ma che non è sbagliato ritenere miliardario (3).
    I giornali britannici ricordano che Mario Monti «è celebrato per la sua dedizione nell'aprire i mercati europei alla competizione» (ossia per i servizi che ha reso alla globalizzazione), per aver «combattuto Francia e Germania» (la «vecchia Europa» odiata da Sharon) e «per aver rifiutato l'offerta del premier Berlusconi che lo voleva ministro delle Finanze nel 2004».
    Per contro, è noto che Mario Monti «diventerà ministro nel futuro governo Prodi».


    Anche Prodi consulente della Goldman Sachs fino all'altro ieri, ed oggi finanziato dalla banca d'affari per la sua campagna elettorale.
    A quel che pare, a pagare Prodi è Linda Costamagna, una privata signora che per caso è moglie di Claudio Costamagna, gran capo della Goldman Sachs per l'Europa.
    Varrà la pena di ricordare che la Goldman fu tra le capofila delle banche usurarie che vennero, a bordo del Britannia, lo yacht della regina d'Inghilterra, a imporre i loro metodi per la privatizzazione dei gioielli dell'IRI.
    A quell'epoca salì sullo yacht anche Mario Draghi.
    E anche lui oggi è alla Goldman Sachs.
    I banchieri anglo-israeliti fecero allora grandi affari, e se ne ripromettono ancor più dal prossimo centro-sinistra al governo.
    Ecco perché Il Corriere strilla che Schroeder ha un «conflitto d'interessi» per i suoi accordi con Putin, e tace sul conflitto d'interessi enorme, passato e futuro, di Mario Monti alla Goldman Sachs.
    E' la legge talmudica in atto: due pesi e due misure.

    Maurizio Blondet


    Note
    1) «Germania svegliati! Il tuo Cancelliere di ieri diventa senza pudore il capo del consiglio di sorveglianza dell'oleodotto Gazprom del Baltico. La nomina scoppia come una bomba nelle teste e apre gli occhi agli increduli. 'Il Cancelliere svenduto in saldo?'.
    Enorme farsa! Ma lavoro interessante, del resto defiscalizzato in Svizzera. La reciproca passione di Schröder e Putin assume un nuovo aspetto. Nessuno ignora che, senza tale passione, lo scandaloso contratto non sarebbe stato concluso. Nessuno ignora che, senza Putin, Schröder non prenderebbe il bakchich, la bustarella per i servigi resi. Non si dà niente per niente.
    Il nostro compare, onore reso al suo rango passato, controllerà il capo di una filiale della Dresdner Bank, Mathias Warnig, spia della Stasi quando Putin lavorava in Germania per il KGB. Chi si assomiglia si accoppia. Avevo preannunciato l'immenso potere di corruzione della Russia di Putin. Pochi mi credettero. Adesso ci siamo. Ed è solo un inizio. L'affaire ha la sua importanza. Una settimana prima delle elezioni che segnavano la prevedibile fine di Schröeder, Putin si è precipitato a Berlino. Ha anticipato la firma del contratto (8/9/2005) le cui cerimonie erano previste per novembre, cioè dopo le legislative. 'Pacta sunt servanda'.
    Le mani di Angela Merkel sono legate. Prima che fosse troppo tardi, il Cancelliere uscente ha venduto la Germania ai voleri del Cremlino, che ormai controlla la sua energia e spera di controllare ancora la sua politica. L'oleodotto sottomarino contraddice la razionalità economica. Costa miliardi di più che se passasse sul suolo, dove si potrebbe con un minimo di spesa raddoppiarne la capacità. Da un punto di vista ambientale, i rischi di incidenti sono importanti. Politicamente, è una mascalzonata ed è la sola motivazione: scavalcando Polonia, Ucraina, Paesi Baltici, Putin li punisce. Ne approfitta per triplicare ex abrupto il prezzo del petrolio consegnato all'Ucraina esangue e raddoppiare quello che esige dalla Georgia.
    Il brutto colpo Schröder-Putin oltrepassa le questioni di soldi. Negli otto anni di regno dell'ex Cancelliere, i suoi servizi segreti hanno collaborato con quelli russi (l'FBS) in Cecenia. L'asse Parigi- Berlino-Mosca ha coperto l'abolizione delle libertà ottenute con Gorbaciov e con l'incostante Eltsin. Il ripristino della 'verticale del potere', cioè dell'autocrazia, la confisca dei mass media, la ripresa in mano dell'economia da parte dei prediletti del Cremlino, la carcerazione dell'oligarca recalcitrante Khodorkovski, la messa sotto tutela, addirittura la proibizione de facto delle Organizzazioni non governative internazionali, il soffocamento delle libertà pubbliche, non hanno dato fastidio allo Schröeder Cancelliere, così come i missili SS20 sovietici impiantati in terra tedesca-orientale non avevano turbato il giovane Gerhard pacifista.
    A proposito del suo compagno russo, Schröeder non dice forse che 'Putin è un democratico puro'? E Chirac, tanto per rincarare la dose, che 'La Russia è in primo piano tra le democrazie per il dialogo delle culture e il rispetto dell'altro '? Ed ecco Putin mettere i puntini sulle i: 'la disgregazione dell' URSS è la catastrofe peggiore del XX secolo'. Le cose sono chiare. Non c'è ritegno nella corsa al profitto. Quando Chirac non guiderà più i destini della Francia, guiderà quelli di Gazprom-France?
    Petrolio iracheno contro cibo, il traffico è stato appetitoso per molti intermediari occidentali. Petrolio russo contro sangue ceceno, contro l'avvenire dell'Ucraina, contro la prosperità della Polonia e dei Paesi Baltici: ecco, in denaro contante, quel che ne ricava un ex Cancelliere socialista»
    2) Il gasdotto in questione unisce la cittadina russa di Babayevo alla tedesca Greifswald passando per 1200 chilometri sul fondo del mar Baltico: così evita di passare attraverso la Polonia, l'Ucraina o i Paesi Baltici, la «nuova Europa» alleata all'asse israelo-americano. Ostile a Mosca, la «nuova Europa» voleva però incassarne le royalty di passaggio e le forniture energetiche a prezzi di favore. Putin ha detto all'Ucraina che d'ora in poi, se lo vuole, deve pagarsi il petrolio russo ai prezzi mondiali. Che sono il triplo di quanto l'Ucraina paga attualmente, in base a vecchi accordi con Mosca.
    3) Gary Parkinson, «Goldmans hires EU's Super Mario», Independent, 14 dicembre 2005.
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    Predefinito Rif: Monti ha fatto centro, Bruxelles deciderà per noi

    mi hai risposto per le rime, bofonchiando i soliti veleni sul monti finanziere diabolico e poi giù un'altra lenzuolata di articolo del famigerato Blondet... (WOW!)
    ma tu un pensiero tuo, sull'idea di Europa confederata, ce l'hai oppure critichi gli argomenti solo per le persone che li propugnano?
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

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    Predefinito Rif: Monti ha fatto centro, Bruxelles deciderà per noi

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    mi hai risposto per le rime, bofonchiando i soliti veleni sul monti finanziere diabolico e poi giù un'altra lenzuolata di articolo del famigerato Blondet... (WOW!)
    ma tu un pensiero tuo, sull'idea di Europa confederata, ce l'hai oppure critichi gli argomenti solo per le persone che li propugnano?



    E' il tuo terzo post in questo 3d in cui non posti alcuna argomentazione utile, ma solo qualche farneticazione personale e commenti ai miei post ed alle mie fonti (al contrario di te, ho espresso la mia opinione personale ed ho postato articoli), quindi, a questo punto, non avendo nulla di utile da dire, puoi benissimo lasciare questi lidi.
    I tuoi blabla personali su Monti che secondo la tua logica distorta sarebbe una specie di missionario, non ci mancheranno...
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    Predefinito Rif: Monti ha fatto centro, Bruxelles deciderà per noi

    Citazione Originariamente Scritto da Majorana Visualizza Messaggio
    E' il tuo terzo post in questo 3d in cui non posti alcuna argomentazione utile, ma solo qualche farneticazione personale e commenti ai miei post ed alle mie fonti (al contrario di te, ho espresso la mia opinione personale ed ho postato articoli), quindi, a questo punto, non avendo nulla di utile da dire, puoi benissimo lasciare questi lidi.
    I tuoi blabla personali su Monti che secondo la tua logica distorta sarebbe una specie di missionario, non ci mancheranno...
    non ho fatto blablabla su Monti. Sono entrato nel merito e ho detto che la politica dell'europa confederata non significa economia di piano sovietica.

    Tu non hai detto nulla in merito.
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

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    Predefinito Rif: Monti ha fatto centro, Bruxelles deciderà per noi

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    non ho fatto blablabla su Monti. Sono entrato nel merito e ho detto che la politica dell'europa confederata non significa economia di piano sovietica.

    Tu non hai detto nulla in merito.


    Ma quale grande verità ci ha dato il maestro stefaboy, senza di lui nessuno ci sarebbe mai arrivato...

    Statti bene
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  10. #10
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    Predefinito Rif: Monti ha fatto centro, Bruxelles deciderà per noi

    Citazione Originariamente Scritto da Majorana Visualizza Messaggio
    Ma quale grande verità ci ha dato il maestro stefaboy, senza di lui nessuno ci sarebbe mai arrivato...

    Statti bene
    continui a non rispondere. Evidentemente un pensiero tuo non ce l'hai.
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

 

 
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