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Discussione: Camera dei Deputati di Pol - VI seduta XX Leg. –Mozioni Libia e Brexit

  1. #1
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    Predefinito Camera dei Deputati di Pol - VI seduta XX Leg. –Mozioni Libia e Brexit


    La Vice Presidenza della Camera dei Deputati di POL


    ai sensi dell'art. 19 co. 3 della Costituzione

    VISTA la materia politica trattata
    RITENUTA l'opportunità che la discussione si tenga sul Forum di Politica interna
    considerati il
    preavviso di convocazione pubblicato 24 ore fa
    https://forum.termometropolitico.it/...l#post17737852

    Dichiara aperta la VI Seduta della XX Legislatura del gioco di Politica Online


    O R D I N E _ D E L _ G I O R N O


    A seguito del deposito delle mozioni e dei progetti di Legge


    Sono convocati i Deputati di POL
    Con il seguente ordine del giorno:


    1) Ripresentazione della Mozione (rinviata dalla presidente di POL) del Governo Ronnie riguardo l'uscita del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall'Unione Europea
    "Brexit"

    2) Mozione del governo Ronnie sulla libia

    3) Mozione Lord Attilio sulla questione venezuelana

    4) Mozione Cascista sulla Grecia

    Sono convocati per la discussione in Aula i Deputati di POL



    [email protected]
    Vice Presidente della Camera dei Deputati


    * * *

    Avviso di servizio
    a seguito di precise direttive dell'Amministrazione

    il 3d è riservato - in scrittura - ai Deputati eletti alle elezioni di POL

    i moderatori del forum nazionale accompagneranno, gentilmente per le prime sessioni, i forumisti alle apposite tribune

    speriamo che la trasmissione sul Forum Nazionale delle sedute del gioco di POL piaccia al pubblico
    Grazie per l'attenzione

    * * *

    Ultima modifica di [email protected]; 26-03-19 alle 09:07

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Re: Camera dei Deputati di Pol - VI seduta XX Leg. –Mozioni Libia e Brexit

    i deputati convocati sono, oltre a me stesso @Giò @Baboden @Traiano @Flaviogiulio @Undertaker @Kavalerists @Hynkel @RibelleInEsilio@Lord Attilio @liberalsocialista


    Giò (PCF) Voti esercitabili 45,36
    Baboden (PCF) Voti esercitabili 45,36
    Flaviogiulio (PCF) Voti esercitabili 45,36
    Cascista (PCF) Voti esercitabili 45,36 (subentrato a Maria Vittoria ) Vicepresidente della Camera
    Haxel (PCF) decaduto
    Undertaker (PCF) Voti esercitabili 45,36

    kavalerists (PSDL) voti esercitabili 55,12
    Traiano (PSDL) voti esercitabili 55,12 Presidente della Camera
    Hynkel (PSDL) voti esercitabili 55,12
    Ribelle in esilio (PSDL) voti esercitabili 55,12

    Ronnie (PL) voti esercitabili 94,5%

    Lord Attilio (Partito Comunista) voti esercitabili 44,1 Vicepresidente della Camera
    Liberalsocialista (Partito Comunista) voti esercitabili 44,1
    Seven 77 dimessosi

  3. #3
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    Predefinito Re: Camera dei Deputati di Pol - VI seduta XX Leg. –Mozioni Libia e Brexit

    Saluto con piacere tutti i colleghi deputati
    Apriamo il dibattito con il primo punto all'ordine del giorno


    1) Ripresentazione della Mozione (rinviata dalla presidente di POL) del Governo Ronnie riguardo l'uscita del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall'Unione Europea
    "Brexit"


    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    Mozione d'iniziativa del Governo di Pol
    Primo Ministro e Ministro degli Esteri
    Ronnie

    Riguardo l'uscita del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall'Unione Europea
    "Brexit"

    La Camera dei Deputati di POL


    Visto


    1. Le deliberazioni del Parlamento del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (di seguito "UK" o "Regno Unito") per la convocazione di un referendum popolare in data 23 giugno 2016 sulla prosecuzione o l'abbandono della partecipazione del Regno Unito alla Unione Europea (di seguito "UE" o "Unione");
    2. I risultati della citata consultazione tra i cittadini del Regno Unito e la vittoria a maggioranza assoluta dell'opzione leave, sostenuta dal 51.8% degli elettori;
    3. Lo "European Union (Notification of Withdrawal) Act 2017" approvato dalla House of Lords e dalla House of Commons, con l'assenso della Regina Elisabetta II, concesso in data 16 marzo 2017;
    4. La notificazione di abbandono dell'UE, ex art. 50 del Trattato sull'Unione Europea (di seguito "TUE"), inviata dal Regno Unito in data 29 marzo 2017, che esplicherà l'effetto di separare lo UK dall'Unione a decorrere dal 29 marzo 2019 p.v. (di seguito "Brexit" o "distacco");
    5. Le posizioni espresse dall'UE e dal Regno Unito nel negoziato sull'abbandono dell'Unione e riguardo al futuro negoziato sui successivi rapporti reciproci, ed in particolare il veto posto dal lato europeo alla negoziazione dei rapporti futuri congiuntamente a quella del distacco in sè, nonché la pretesa della UE ad un vincolo permanente di durata indefinita circa l'appartenenza dell'Irlanda del Nord all'area economica e giuridica comune della UE, e sulla conseguente presenza di una frontiera del Mare d'Irlanda interna allo UK (c.d. "Backstop"), sotto pena, in alternativa, dell'istituzione di una frontiera rigida al confine con l'Irlanda, la quale sarebbe in violazione degli accordi del Venerdì Santo che hanno posto fine al conflitto violento in Irlanda del Nord;
    6. La bozza di accordo per un'uscita ordinata dello UK dalla UE approvata dal Governo del Regno Unito e dal Consiglio Europeo, nel senso di rispecchiare precisamente le richieste europeee di cui al punto precedente, ed i risultati dei dibattiti successivamente svolti su di essa nella House of Commons, la quale infine ha deliberato a grandissima maggioranza di respingere la proposta in data 15 gennaio u.s., sollecitando il Primo Ministro Theresa May a una nuova trattativa in extremis con l'Unione;
    7. Le posizioni espresse dal Parlamento britannico sul fatto che l'accordo potrebbe essere approvato se solo esso non prevedesse un backstop permanente, il quale pone a rischio da un lato l'unità politica del Regno Unito e dall'altro la sua capacità di siglare accordi di libero scambio con altri paesi fino alla soluzione della questione del trattato di libero scambio con l'Unione, che la UE non ha voluto risolvere ancora;
    8. L'unanime avvertimento degli operatori economici sul fatto che la prospettiva che lo UK lasci l'Unione senza alcun accordo destinato a regolarne i rapporti alla data del 29 marzo p.v., nonché negli anni successivi, implicherebbe un crollo del commercio tra Regno Unito e UE tale da produrre una caduta del PIL inglese di 9.3% ed una diminuzione, maggiormente distribuita ma in ogni caso complessivamente paragonabile, nel prodotto delle nazioni UE che sono controparti degli scambi in questione, tra cui l'Italia;
    9. Il rifiuto dell'Unione Europea di riaprire i termini della bozza già discussa e/o di concedere rinvii della data di uscita prevista dal TUE in assenza di credibili proposte relative ai rapporti futuri da parte del Regno Unito, ribadito da ultimo il 23 gennaio u.s. da Michel Barnier, nonostante su questi non sia mai stato svolto, per richiesta preliminare provenuta proprio della UE, alcun effettivo negoziato.



    Considerato


    1. che il futuro della Brexit, costituendo questa il primo caso storico di applicazione dell'articolo 50 del TUE, interessa direttamente tutti i cittadini italiani e tutti i popoli europei, in quanto testimonia del reale grado di libertà e di sovranità di tutti i popoli d'europa, e per quanto qui occupa di quello italiano, all’interno della costruzione dell’UE, attraverso la scelta di fare parte o no dell'Unione;
    2. che il rispetto della volontà del popolo effettivamente espressa in un procedimento referendario legittimamente convocato, ritualmente svolto e legalmente certificato, costituisce un principio di base degli ordinamenti democratici nonché l'unica alternativa alla sfiducia generale nella possibilità di risolvere una controversia ben definita senza dover fare ricorso alla violenza;
    3. che il rispetto della volontà di uno dei popoli costituenti l'Unione di separarsene non può consistere per gli altri popoli di essa solo nel minimo rappresentato dall'ovvia scelta di rinunciare ad inviare un esercito comune per impedire che il distacco avvenga, ma implica come minimo anche un atteggiamento cortese e ragionevole nelle discussioni politiche finalizzate alla sistemazione dei rapporti pendenti ed alla pianificazione dei rapporti futuri, che non sia orientato a non trovare un accordo ma, al contrario, a concluderlo;
    4. che l'idea di dimostrare attivamente ai popoli degli Stati costituenti l'UE la supposta inevitabilità storica della loro Unione, i vantaggi della appartenenza ad essa o anche semplicemente la solidità e fierezza delle sue istituzioni, non dovrebbe mai essere spinta fino al punto di adottare politiche europee volte a creare artificiosamente condizioni di conflitto giuridico, diseconomia ed in ultimo sofferenza per le popolazioni che vogliano separarsene civilmente, quando queste possano essere evitate;
    5. che l'unità europea debba restare un mezzo per la prosperità delle nazioni che vogliono farne parte, e non un fine a sè, e che essa non debba essere presa a pretesto dagli organi delle istituzioni per adottare politiche aggressive nei confronti dei vicini o di chi lascia l'Unione, ed in particolare che non sia ammissibile che le istituzioni UE , per concedere qualcosa ragionevolmente concedibile a qualsiasi paese del mondo, pongano come condizione a un paese confinante il suo ingresso forzato nell'Unione;
    6. che il plenipotenziario della UE per la trattativa sulla Brexit, Michel Barnier, è considerato un falco della costruzione europea, e che esisterebbero personalità molto più disponibili all'accordo con il Regno Unito;
    7. che le nazioni dell'Unione hanno finora garantito una sostanziale unanimità di posizione nel sostenere la condotta di negoziato prescelta dal rappresentante comune identificato, ma tale posizione è stata recentemente messa in dubbio dal Ministro degli Esteri della Polonia, ed anche l'Italia non ha alcun interesse a mantenere questa unità di intenti con gli altri paesi di un'Unione che rifiuta sistematicamente le sue legittime rivendicazioni in materia di bilancio, migrazioni, e molti altri temi (tra cui quello delle sanzioni contro la Russia, che danneggiano l'economia italiana) e che evita da anni di difendere gli interessi degli italiani nel mondo (come accaduto nel caso Marò, nel caso della Libia e nel caso della nave Saipem 12.000;
    8. che l'Italia ha un interesse diretto ed attuale al mantenimento del livello di finanziamento privato della nostra economia e del nostro debito pubblico, che per parte molto importante si regge sulle libere attività in Italia delle società inglesi, come risulta dalle notizie della stampa specializzata circa i decreti che il nostro governo ha già dovuto adottare per consentire agli inglesi di proseguire l'attività anche ove la UE non consentisse un accordo ( https://www.ilsole24ore.com/art/mond...?uuid=AE5PduDH );
    9. che l'Italia sta rinforzando da tempo le relazioni con gli Stati Uniti guidati da Donald Trump, il quale ha espresso aperto sostegno alla ripresa di un ruolo autonomo del Regno Unito nello scenario internazionale;
    10. che le preoccupazioni sulla possibilità che l'assenza di una frontiera rigida tra Irlanda e Irlanda del Nord apra il mercato europeo ad un arbitraggio con aggiramenti delle regole che valgono verso il mondo esterno ai nostri confini ed all'ingresso di prodotti pericolosi sono largamente sovrastimate, in quanto non tengono conto della limitata capacità dei porti Nord Irlandesi (che sono tarati per le importazioni nordirlandesi) e delle infrastrutture ad essi asservite, nonché della maggior lunghezza del tragitto che le merci estere dovrebbero percorrere per entrare in UE grazie all'eccezione della frontiera irlandese, nonché del fatto che qualsiasi corrente commerciale rilevante sarebbe visibile ed arrestabile con misure ad hoc prese volta per volta (al più) al successivo confine Francese, e da ultimo della possibilità, anche in assenza di una frontiera, di porre in essere controlli intelligenti relativi alle merci più pericolose che abbiano un tragitto di transito esclusivo senza rallentare affatto i traffici con controlli in mare sulle navi in movimento e sulle sole navi il cui carico non sia stato modificato durante la permanenza in Irlanda del Nord;


    Impegna il Governo di POL
    e raccomanda al Governo Italiano


    1. a provvedere al ritiro del sostegno italiano alla bozza di trattato sulla Brexit attualmente in discussione;
    2. a provvedere alla richiesta nelle diverse sedi competenti di una rimozione del rappresentante comune Michel Barnier;
    3. ad agire perché il sostituto del rappresentante comune sia un esponente meglio disposto nei confronti di una nazione amica;
    4. a presentare al Consiglio Europeo la richiesta che al Regno Unito sia consentito un altro anno di trattative se necessario;
    5. a proporre come nuova base di lavoro al Consiglio Europeo ed al rappresentante comune la proposta del piano May priva della clausola relativa al backstop, o un altra versione del testo che preveda un limite temporale breve al backstop, da 1 a 5 anni, in cambio dell'impegno del Regno Unito a non incrementare arbitrariamente le capacità portuali e logistiche dell'Irlanda del Nord per 10 anni in assenza di accordo, con il riconoscimento da parte dell'UE del dovere di consentire all'Irlanda di rispettare gli accordi del Venerdì Santo che hanno fermato il terrorismo, indipendentemente e a prescindere dai problemi di ordine doganale;
    6. a rivendicare in sede internazionale, nei modi appropriati, l'intervento dell'Italia in sostegno al Regno Unito in difficoltà, e per la libertà dei popoli europei di scegliere il proprio destino.


    Dato in Pol, lì _ ___ __

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  4. #4
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    Predefinito Re: Camera dei Deputati di Pol - VI seduta XX Leg. –Mozioni Libia e Brexit

    Come sapete nella scorsa seduta della Camera la Mozione sulla Brexit fu approfonditamente discussa da questa camera e fu approvata con una forte maggioranza. La mozione è stata però rinviata per motivi di merito (lo consente la costituzione di POl)
    dalla presidente Mdi POl Maria Vittoria .
    Ora però il governo ronnie chiede alla Camera di riapprovarla nuovamente
    invito pertanto il presidente del Consiglio Ronnie a prendere la parola in questa sede per spiegare le motivazioni ai deputati
    Ovviamente in attesa dell intervento del presidente del Consiglio qualsiasi deputato può intervenire sul merito della mozione ripresentata per appoggiarla criticarla o chiedere spiegazioni su alcuni punti

  5. #5
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    Predefinito Re: Camera dei Deputati di Pol - VI seduta XX Leg. –Mozioni Libia e Brexit

    Grazie On. Presidente,
    mi imbarazza spiegare perchè il Governo è costretto a riproporre a quest'aula una mozione già ampiamente approvata sulla Brexit, ma tutto ciò che posso è riportare la laconica motivazione del rinvio deciso dalla Presidente di Pol MariaVittoria e i migliori commenti ad essa, incidentalmente vergati da un deputato di opposizione

    Citazione Originariamente Scritto da Maria Vittoria Visualizza Messaggio
    Rinvio alla Camera la Mozione d'iniziativa del Governo di Pol, in quanto personalmente non ritenni politicamente valido il risultato del referendum, come scrissi a Elisabetta.
    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    ... cioè, siamo davvero all'assurdo!
    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    @Gdem88, ma seriamente, mi spieghi che senso ha dire -Rimando la mozione alla Camera e non la firmo perchè io non ero daccordo col risultato del referendum sulla Brexit-?
    Ma che è uno scherzo?
    E lo dico senza mettermi nei panni di un parlamentare eletto nel centrodestra, perchè non ce n'è bisogno, tanta è l'evidenza.
    Invero all'assurdo ci siamo effettivamente. La Presidente di Pol che non riconosce "valido politicamente" il risultato di un referendum in un paese civile e sovrano. E poi aggiunge che lo ha detto alla Regina Elisabetta.
    Il tutto è effettivamente divertentissimo come scherzo, ma non era tale. Ha rinviato realmente.

    Sta al Parlamento far finire lo scherzo e riapprovare a stragrande maggioranza per chiarire che i rinvii non si fanno per celia ma per argomenti politici reali, altrimenti offendono quest'aula e chi nel governo ha lavorato a redigere una mozione estesa che -tra l'altro- presenta una soluzione originale e mai detta da nessun altro sul tema del backstop.

    Pol quando si confronta produce cose interessanti, e svilirle con rinvii letteralmente immotivati non è un costume accettabile nei confronti del parlamento. Almeno, non è qualcosa che alcun altro presidente a mia memoria abbia mai fatto, e comunque non io, che sempre rinviai dando indicazione al parlamento di cosa avrebbe dovuto cambiare per avere chances di riapprovazione, e non con due righe di battuta.
    Flaviogiulio, Sparviero and Giò like this.
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    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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  6. #6
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    Predefinito Re: Camera dei Deputati di Pol - VI seduta XX Leg. –Mozioni Libia e Brexit

    Onorevole primo ministro, ha ragione. Per me si può già andare al voto
    "Populista: aggettivo usato dalla sinistra per designare il popolo quando questo comincia a sfuggire al suo controllo"

    Contro la destra del denaro e la sinistra delle canne.

  7. #7
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    Predefinito Re: Camera dei Deputati di Pol - VI seduta XX Leg. –Mozioni Libia e Brexit

    Citazione Originariamente Scritto da Hynkel Visualizza Messaggio
    Onorevole primo ministro, ha ragione. Per me si può già andare al voto
    Vorrei sentire però anche il parere di altri esponenti di altri gruppi ad esempio quelli del partito comunista
    Che ne pensano Lord Attilio e liberalsocialista?

  8. #8
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    Predefinito Re: Camera dei Deputati di Pol - VI seduta XX Leg. –Mozioni Libia e Brexit

    in attesa del parere del gruppo comunista in qualità di ministro del governo Ronnie torno a spiegare alla Camera i principi base di questa mozione
    1)
    Riteniamo che la Brexit interessa (al contrario di quanto pensano molti commentatori superficiali) direttamente anche tutti noi cittadini italiani e ci interessa paradossalmente al di là del caso concreto stesso . La Brexit ci parla infatti della sussistenza (o della non sussistenza) del principio base all'interno dell'Unione Europea (senza il quale vengono meno gli altri) , la libertà di farne parte e la libertà di cessare di farne parte (libertà che deve essere reale non formale) .
    La Brexit (e il suo esito) è infatti il primo caso storico di applicazione dell'articolo 50 che finora era solo un pezzo di carta estremamente ambiguo e fumoso .
    La Brexit indirettamente è una prova (che puo' anche essere negativa ) del nostro reale grado di libertà e di sovranità .

    2)riteniamo preferibile un'uscita della Gran Bretagna dall'UE con un accordo fra Londra e Bruxelles (chiaramente, diverso da quello che Theresa May aveva preteso di far accettare) in modo da rendere il passaggio meno traumatico possibile e, soprattutto, meno soggetto possibile alle speculazioni dei mercati finanziari, ma il governo britannico dovrebbe avere il coraggio e la forza di proseguire sulla strada tracciata
    3)nonostante la gestione della brexit della prima ministra inglese sia senz'altro pasticciona e arruffata deve prevalere il rispetto della democrazia e della libertà di prendere da soli le proprie decisioni da parte del popolo inglese (perchè di questo si tratta)
    Ultima modifica di [email protected]; 28-03-19 alle 10:18
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  9. #9
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    Predefinito Re: Camera dei Deputati di Pol - VI seduta XX Leg. –Mozioni Libia e Brexit

    Chiedo al presidente della Camera Traiano se desidera qualche chiarimento sulla mozione (o eventualmente sollecitare il parere di qualche deputato di maggioranza o opposizione su qualche aspetto o punto del merito della mozione) o se invece considera chiuso il dibattito e preferisce passare invece al secondo punto all'ordine del giorno

  10. #10
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    Predefinito Re: Camera dei Deputati di Pol - VI seduta XX Leg. –Mozioni Libia e Brexit

    Citazione Originariamente Scritto da [email protected] Visualizza Messaggio
    Chiedo al presidente della Camera Traiano se desidera qualche chiarimento sulla mozione (o eventualmente sollecitare il parere di qualche deputato di maggioranza o opposizione su qualche aspetto o punto del merito della mozione) o se invece considera chiuso il dibattito e preferisce passare invece al secondo punto all'ordine del giorno
    On. VicePresidente se il Presidente è assente per le ragioni di cui ci eravamo detti lei ha diritto e io le chiedo di procedere senza attendere proprio alcunché. Non può intervenire per ora, quindi non ha senso attenderlo ora.

    Parliamo della Libia, niente vieta di riparlare più in là del primo punto appena tornerà, ma non teniamo ferma l'aula in rilievo sul nazionale, perché questo rende il topic meno interessante ai suoi lettori, grazie.
    _
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    Presidente di Progetto Liberale

 

 
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