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Discussione: La prostituzione e la supremazia maschile di Andrea Dworkin

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    Predefinito La prostituzione e la supremazia maschile di Andrea Dworkin

    ©L’Agenda delle Donne, il blog di Patrizia Cordone

    Andrea Dworkin
    (1946-2005) è stata una femminista radicale statunitense di grande importanza per il suo impegno contro la pornografia e la prostituzione, che ha svolto con passione inesauribile e con una determinazione ferrea. Nel dibattito statunitense del suo tempo ha imposto il tema della violenza maschile all’ordine del giorno del dibattito socio-politico e non ha mai perso occasione di schierarsi con le vittime di violenza sessuale stando sempre in prima linea.

    Questo sito le ha già dedicato un articolo Andrea Dworkin, la femminista dimenticata. Troppo presto caduta nell’oblìo a pochi anni dalla sua scomparsa, eppure il suo contrasto alla pornografia ed alla sotto-cultura della violenza sessuale mai come oggi andrebbe rinvigorito in un periodo, in cui il neo-liberismo imperversa con strane alleanze femminili a perorare la mercificazione del corpo della donna. Anomala é l’assenza totale di suoi libri tradotti in italiano. Qualche suo discorso é stato invece tradotto da me e ve lo si ripropone qui “La prostituzione e la supremazia maschile” tenuto al Michigan Journal of Gender & Law symposium della University of Michigan Law School il 31 ottobre 1992. testo inglese: Andrea Dworkin, Prostitution and Male Supremacy, 1 Mich. J. Gender & L. 1 (1993).

    Non posso riconciliare queste condizioni differenti. Posso soltanto dire, che le condizioni della prostituita sono le mie condizioni. Sono quelle, che agiscono il mio comportamento e sulle quali si é basato il mio lavoro in tutti questi anni. Non posso accettare  –  perché non ci credo  – le premesse del femminismo elaborate accademicamente: “del femminismo perorare l’ascolto di diverse correnti (di pensiero) anno dopo anno e poi un giorno in futuro, secondo una modalità, che non abbiamo ancora trovato, decideremo cosa é giusto e cosa é vero”. Non ha senso per me. Capisco, che per molti di voi abbia senso. Sto parlando del più grande conflitto culturale della mia vita. Da vent’anni sto parlando di ciò, che considero un successo marginale.

    Partiamo dalle origini. Cos’é la prostituzione? È l’uso del corpo di una donna per il sesso da parte di un uomo, lui paga, fa quello che vuole. Nel momento in cui vi allontanate da ciò che è realmente, vi allontanate dalla prostituzione verso il mondo delle idee. Vi sentirete meglio, starete meglio, é più divertente; c’è tanto da discutere, ma parlerete di idee, non di prostituzione. La prostituzione non è un’idea. È la bocca, la vagina, il retto, penetrati solitamente da un pene, a volte dalle mani, a volte dagli oggetti, da un uomo e poi da un altro e poi da un altro e poi da un altro e poi da un altro. Questo è ciò che è.

    Vi chiedo di pensare ai vostri corpi  – se potete farlo al di là del mondo (immaginario) che i pornografi hanno creato nella vostra mente, al di là delle bocche, vagine ed ani piatti, morti e fluttuanti delle donne. Vi chiedo di pensare concretamente ai vostri corpi usati in quel modo. E’ sexy? È divertente? Le persone che difendono la prostituzione e la pornografia vogliono che voi sentiate un piccolo brivido perverso ogni volta che pensate a qualcosa infilato in una donna. Io voglio, che sentiate i delicati tessuti del vostro corpo che vengono abusati. Voglio, che sentiate come ci si sente quando accade ancora ed ancora ed ancora ed ancora e più volte: perché é questo ciò che é la prostituzione.

    Ecco perché  –  dal punto di vista di una donna prostituita oppure di una donna che é stata prostituita  – le distinzioni fatte da altri, se l’evento ha avuto luogo al Plaza Hotel oppure in qualche altro posto meno elegante, non contano. Queste sono percezioni inconciliabili con premesse (altrettanto) inconciliabili. Voi potete dire, che le circostanze fanno la differenza. No, non lo sono, perché stiamo parlando dell’uso della bocca, della vagina e del retto. Le circostanze non mitigano, né modificano la prostituzione.

    Molte di noi sostengono, che la prostituzione è intrinsecamente un abuso. Voglio essere chiara. Vi sto parlando della prostituzione di per sé, senza più violenza, senza violenza extra, senza che una donna venga colpita, senza che una donna venga picchiata. La prostituzione in sé e per sé é un abuso del corpo di una donna. Chi come noi, sostiene ciò, é accusata di fare delle semplificazioni. Ma la prostituzione è molto semplice. E se la tratti in modo complesso, non la capirai mai. Se la tratti in modo complesso, ti allontani dalla realtà  – sarai più sicura, sarai più felice, ti divertirai di più a discutere della questione della prostituzione. Nella prostituzione nessuna donna rimane intera. È impossibile usare un corpo umano nel modo, con cui i corpi delle donne sono usati nella prostituzione ed avere un essere umano intero alla fine di un atto oppure durante oppure all’inizio. E dopo ciò nessuna donna recupera la sua interezza. Le donne, che hanno subito abusi conseguenti alla prostituzione, devono compiere alcune scelte. Qui avete visto delle donne molto coraggiose agire alcune scelte molto importanti: usare quello che sanno per tentare di comunicarvi ciò che sanno. Ma nessuna (ri)diventa integra, perché troppo è stato portato via quando l’invasione è dentro di te, quando la brutalità é dentro la tua pelle. Ci sforziamo tanto di comunicare, ognuna di noi a qualcun altro, il dolore. Noi supplichiamo, facciamo analogie. L’unica analogia che posso pensare riguardo alla prostituzione é che é più simile ad uno stupro di gruppo che a qualsiasi altra cosa.

    Oh, voi dite, lo stupro di gruppo é completamente diverso. Una donna innocente cammina per strada e viene colta di sorpresa. Ogni donna é la stessa donna innocente. Ogni donna é presa (colta) di sorpresa. In una vita da donna prostituita si é colte di sorpresa più e più volte. Lo stupro di gruppo é caratterizzato da uno scambio di denaro. Tutto qui. Questa é l’unica differenza. Ma il denaro ha una qualità magica, vero? Dai soldi ad una donna e qualunque cosa tu le abbia fatto, lei lo meritava.

    Ora capiamo il lavoro maschile. Comprendiamo che gli uomini fanno cose che non piace loro fare per guadagnare un salario. Quando gli uomini compiono il lavoro alienante in una fabbrica, non diciamo che il denaro trasformi l’esperienza, affinché piaccia loro, si divertano e tutto sommato non aspirino a nient’altro. Guardiamo alla noia, alla mancanza di prospettiva per il futuro: sicuramente la qualità della vita di un uomo dovrebbe essere migliore.

    La funzione magica del denaro é sessuata, significa, che le donne non dovrebbero avere soldi, perché se ne dispongono, presumibilmente possono compiere elle scelte ed una delle scelte che le donne possono fare é di non stare con gli uomini. E se le donne fanno la scelta di non stare con gli uomini, gli uomini saranno quindi privati ​​del sesso a cui pensano di dovere avere diritto. E se é necessario che un’intera classe di persone sia trattata con crudeltà, oltraggiata ed umiliata, sottoposta ad una condizione di servitù, in modo che gli uomini possano avere il sesso a cui ritengono di dovere avere diritto, allora é ciò che accadrà. Sono questi il significato e l’essenza del dominio maschile. Il dominio maschile é un sistema politico.

    Osservare questo scambio di denaro è sempre interessante come capire che per la maggior parte delle persone il denaro vale più della donna. I $10, i $30, i $50 valgono molto più di tutta la sua vita. I soldi sono reali, più reali di lei. Con i soldi lui può comprare una vita umana, cancellandole la sua importanza sotto ogni aspetto della coscienza civile e sociale e della società, dalle garanzie della legge, da ogni diritto di cittadinanza, da qualsiasi concetto di dignità e di indipendenza umana. Per cinquanta dollari del cazzo ogni uomo può farlo. Se tu avessi intenzione di pensare ad un modo per punire le donne in quanto donne, la povertà sarebbe sufficiente. La povertà è difficile. Fa male. Le puttane sarebbero dispiaciute di essere donne. Avere fame fa soffrire. Fa soffrire non avere un bel posto dove vivere. Ti senti davvero disperata. La povertà è molto punitiva. Ma la povertà da sola non é sufficiente, perché la povertà da sola non legittima gli uomini a scoparsi un gruppo di donne a richiesta. La povertà da sola non basta a creare quel gruppo di donne, non importa quanto esse siano affamate. Quindi, in varie culture, le società sono organizzate in modo diverso per ottenere lo stesso risultato: non soltanto le donne sono povere, ma l’unica cosa di valore che ha una donna é la cosiddetta sessualità, che, insieme al suo corpo, é stata trasformata in un bene vendibile. La sua cosiddetta sessualità diventa l’unica cosa che conta; il suo corpo diventa l’unica cosa, che chiunque vuole comprare. Un’ipotesi può essere fatta: se é povera e ha bisogno di soldi, venderà il sesso. L’ipotesi potrebbe essere sbagliata. Neanche questo crea il gruppo di donne prostituite. Ci vuole più di questo. Ad esempio nella nostra società tra la popolazione di donne prostituite ci sono delle donne povere, provenienti da famiglie povere, sono anche vittime di pedofilia, in particolare di incesto e sono diventate delle “senzatetto”.

    L’incesto é il campo di addestramento. Ovviamente non devi mandarla da nessuna parte, lei è già lì e non ha nessun altro posto dove andare. Lei é allenata. La formazione é specifica ed é importante: non porre alcun limite reale al proprio corpo; sapere che é apprezzata soltanto per il sesso, conoscere gli uomini attraverso ciò, che il violentatore sessuale le sta insegnando. Ma anche questo non basta, perché poi lei scappa, lei é fuori per strada e senza casa. Alla maggior parte delle donne accadono situazioni simili di indigenza.

    Negli ultimi due anni ho riflettuto molto sul significato di essere senzatetto per le donne. Penso, che negli Usa sia, in senso letterale, una precondizione, insieme all’incesto ed alla povertà per creare una popolazione di donne potenzialmente prostituibili. Ma ha anche un significato più ampio. Pensa al luogo, dove una donna ha davvero una casa. Nessun bambino si trova al sicuro in una società, dove una ragazza su tre subirà degli abusi sessuali prima del compimento dei diciotto anni. Nessuna moglie é al sicuro in una società, dove, secondo le statistiche recenti una donna sposata su due é stata oppure può essere picchiata. Siamo le casalinghe, governiamo queste case, ma senza potere esercitare nessun diritto. Penso, sia sbagliato considerare la prostituzione come una metafora di quanto accade a tutte le donne. Penso, che essere senzatetto sia davvero questa metafora. Ritengo, che le donne sono espropriate di un luogo sicuro dove vivere, che appartenga a loro, un luogo dove non abbiano soltanto la sovranità sul proprio corpo, ma anche sulla propria vita sociale, sia che si tratti di vita in una famiglia oppure tra amici. Nella prostituzione una donna resta una “senzatetto”.

    Ma c’è qualcosa di molto specifico nella condizione della prostituzione di cui vorrei provare a parlare con voi. Voglio sottolineare, che in queste conversazioni, in queste discussioni sulla prostituzione, siamo tutte-i alla ricerca di un linguaggio. Stiamo tutte-i cercando di trovare dei modi per dire, ciò che sappiamo e anche per scoprire, ciò che non sappiamo. C’é questa presunzione della classe media, che si sappia tutto ciò che vale la pena conoscere. È la presunzione della maggior parte delle donne prostituite che non si sappia nulla che valga la pena conoscere. Ma nessuna di queste presunzioni é vera. Qui é importante imparare, ciò che sa la prostituita, perché è di immenso valore. È vero ed é stato nascosto. È stato nascosto per una ragione politica: imparare questo significa avvicinarsi a conoscere il modo di annullare il sistema di dominio maschile, che sta sopra tutte-i noi.

    Penso, che le prostituite sperimentino un’inferiorità specifica. In generale le donne sono considerate sporche. La maggior parte di noi lo sperimenta come una metafora e quando le cose peggiorano, quando le cose terribili accadono, quando una donna viene violentata, quando una donna é maltrattata, allora riconosci che dietro la tua vita medio-borghese esistono dei pregiudizi, secondo cui, siccome sei una donna, sei sporca. Ma una prostituta vive la realtà di essere letteralmente la donna sporca. Non c’é nessuna metafora. È lei la donna ricoperta di sporco, ciò significa, che ogni uomo stato sopra di lei, ha lasciato un pezzo dietro di sé e lei é anche la donna che ha una funzione puramente sessuale sotto il dominio maschile, nella misura in cui la gente crede che il sesso sia sporco, la gente crede che le prostituite siano lo sporco.

    Tuttavia in questa sporcizia la donna prostituita non é statica. Lei é contagiosa. È contagiosa perché un uomo dopo l’altro la usano e poi se ne vanno. Per esempio riguardo l’aids la donna prostituita é vista come la causa dell’infezione. Questo é un esempio specifico. In generale la donna prostituita é vista come la causa di tutto ciò che è cattivo, sbagliato e marcio nel sesso, nell’uomo, nelle donne. È considerata come una persona meritevole di punizione, non soltanto per quello che “fa”  –  e lo metto tra virgolette, perché per lo più le é stato fatto  –  ma per ciò che é.

    Ovviamente lei è l’ultima donna anonima. Gli uomini l’adorano. Mentre lei é al suo ventiquattresimo nomignolo  –  bambolina, piccola, dolcezza, crostata di ciliegie, qualunque cosa stiano preparando i pornografi questa settimana come nuovo marketing  –  la sua anonimia ingiunge all’uomo: non é una persona vera, non devo avere a che fare con lei, non ha un cognome, non devo ricordare chi é, non è una persona specifica per me, é un’incarnazione generica di donna. Lei é percepita, trattata come e voglio che voi ve ne ricordiate, come una melma vaginale. Lei é sporca, molti uomini ci sono stati. Un sacco di sperma, un sacco di lubrificante vaginale. Questo é viscerale, é reale, questo é ciò che accade. Il suo ano é spesso strappato dal rapporto sessuale, sanguina. La sua bocca é un ricettacolo per lo sperma, é così che viene percepita e trattata. Tutte le donne sono considerate sporche a causa del sangue mestruale, ma lei sanguina in altri modi, in altri luoghi. Sanguina, perché é stata ferita, sanguina e ha dei lividi su di sé.

    Quando gli uomini usano le donne prostituite, esprimono soltanto odio per il corpo femminile. È un disprezzo così profondo e totale, che un’intera vita umana si riduce a pochi orifizi sessuali e lui può fare tutto ciò che vuole. Altre donne a questa conferenza ve l’hanno detto. Voglio, che voi le sappiate: credete loro. È vero. Lui può fare tutto ciò che vuole. Lei non sa dove andare. Non c’è nessun poliziotto con cui lamentarsi, perché potrebbe essere lui stesso uno di quegli uomini. L’avvocato da cui andrà vorrà un pagamento in natura. Quando ha bisogno di un aiuto da un medico, si scopre che é soltanto un altro puttaniere. Capisci? Lei é letteralmente nulla. Ora, molte di noi hanno esperienze in cui ci sentiamo delle nullità oppure sappiamo che qualcuno ci considera tali, ci considera niente, meno di niente, inutili, ma per una donna prostituita, questa é l’esperienza della vita di ogni giorno, giorno dopo giorno.

    Intanto lui é il campione qui, l’eroe, l’uomo é impegnato ad aggregarsi con altri uomini attraverso l’uso del corpo di lei. E’ lì é perché un altro uomo é stato lì prima di lui e un altro ancora sarà lì dopo di lui. Questa non é teoria. Quando lo vivi, ti accorgi, che é vero. Gli uomini usano i corpi delle donne nella prostituzione e nello stupro di gruppo per comunicare tra loro, per esprimere ciò che hanno in comune. E quello che hanno in comune é che non sono lei. Così lei diventa il veicolo della sua mascolinità, del suo omoerotismo e lui usa le parole per dirglielo. Così come gli atti diretti con altri uomini condivide la sessualità delle parole contro di lei. Tutte quelle parolacce sono usate per dirle che cosa é lei. (E dal punto di vista di ogni donna che é stata prostituta  –  se dovesse esprimere quel punto di vista, che probabilmente non esprimerà — la lotta che gli artisti maschi praticano per il diritto di usare parolacce é una delle barzellette più nauseanti e meschine sulla faccia di questa terra, perché non c’é una legge, nessuna regola, nessuna convenzione sociale, nessuna cortesia che impedisca a qualsiasi uomo di usare una di quelle parole contro una donna prostituita, le parole colpiscono come lo dovrebbero fare perché in realtà la descrivono). È sacrificabile. Divertente, lei non ha nome. È una bocca, una vagina ed un ano: chi ha bisogno di lei in particolare quando ce ne sono tante altre? Quando lei morirà, chi ne sentirà la mancanza? Chi la piangerà? Sparisce, qualcuno va a cercarla? Voglio dire, chi é lei? Lei non é nessuno. Non metaforicamente nessuno. Letteralmente, nessuno.

    Ora, nella storia del genocidio, per esempio, i nazisti si riferivano agli ebrei come pidocchi e hanno detto, li stermineremo. Nella storia del massacro degli indigeni delle Americhe, coloro che hanno fatto politica hanno detto, sono pidocchi, uccideteli. Catharine MacKinnon ha parlato prima della pulizia di genere: uccidere le prostituite. Ha ragione. Le donne prostituite sono donne che sono lì, disponibili per l’omicidio ginocidiale. E le donne prostituite vengono uccise ogni giorno e non pensiamo, si tratti di un qualche tipo di emergenza. Perché dovremmo? Non sono nessuno. Quando un uomo uccide una prostituita, ritiene di avere agito bene. È un’uccisione eroica. Si é appena sbarazzato di qualcosa di sporco e la società gli dice, che ha ragione.

    C’è anche una specifica disumanizzazione vissuta da donne, che sono prostituite. Sì, tutte le donne sperimentano l’essere oggetti, l’essere trattate come oggetti. Ma le donne prostituite sono trattate come un certo tipo di oggetto, un oggetto bersaglio. Un bersaglio non é semplicemente un vecchio oggetto. Potresti prenderti cura di alcuni oggetti vecchi, che hai in giro per casa. Un bersaglio é un oggetto che colpisci. Lanci il dardo nel cerchio. Ecco a cosa serve la prostituita. Questo dovrebbe dirvi quanta aggressione c’é in quello che fa un uomo quando cerca, trova ed usa una donna prostituita.

    Uno dei conflitti interni che provo mentre parlo qui, mentre sto qui, é di temere qualunque cosa io dica anche un po’ astratta, possa allontanare immediatamente l’attenzione di tutti dalla questione fondamentale. E il problema fondamentale é quello che viene fatto alle donne prostituite, che cos’é esattamente la prostituzione. Ma devo rischiare perché voglio dirvi che non potete pensare alla prostituzione se non siete disposte-i a pensare all’uomo che ha bisogno di scopare la prostituita. Chi é lui? Cosa sta facendo? Cosa vuole? Di cosa ha bisogno?

    Lui è tutti. Voglio, che vi prendiate un’ora lunedì. Voglio, che camminiate nella vostra scuola, e voglio, che guardiate ogni uomo. Voglio, che lo spogliate con gli occhi. Voglio, che lo vediate con il cazzo duro. Voglio, che nella vostra mente lo mettiate sopra una donna con dei soldi sul tavolo accanto a loro. Tutti. Il decano di questa scuola di giurisprudenza, i professori, gli studenti di sesso maschile, tutti. Se andate al pronto soccorso, voglio che lo facciate. Se avete un attacco di cuore, voglio che voi lo facciate con lo stagista, che si sta prendendo cura di voi. Perché questo é il mondo, dove vivono le donne prostituite. È un mondo, a cui non importa quello che ti succede, c’é un altro uomo che vuole un pezzo di te. E se hai bisogno di qualcosa da lui, devi dargli quel pezzo.

    Gli uomini, che usano le prostituite, pensano di essere grandi e veramente coraggiosi. Sono molto orgogliosi di se stessi: si vantano molto. Scrivono romanzi, scrivono canzoni, scrivono leggi  –  gente produttiva  –  e hanno la sensazione di essere molto avventurosi ed eroici e perché lo pensano? Perché sono dei predatori, che escono e consumano le donne: si strusciano contro una donna sporca e vivono per raccontarlo. Vivono per raccontarlo. Sfortunatamente. Praticamente tutto il tempo, a prescindere da quello che hanno fatto, indipendentemente dal danno che le hanno procurato, vivono per raccontarlo, lo cantano, ne scrivono, ci fanno programmi televisivi, ci fanno film. Vorrei dirvi, che questi uomini sono codardi, che questi uomini sono bestiali, che questi uomini sono scemi, che questi uomini sono in grado di fare quello che fanno perché hanno il potere degli uomini come classe dietro di loro, che ottengono usando la forza contro le donne. Se volete la definizione della vigliaccheria, é il bisogno di sottomettere un’intera classe di persone per poterci camminare sopra. Le società sono organizzate in modo che gli uomini abbiano il potere, di cui hanno bisogno per usare le donne come loro vogliono. Le società possono essere organizzate in modi diversi e creare in ogni caso una popolazione di donne prostituite. Ad esempio negli Stati Uniti le donne sono povere, soprattutto le vittime di incesto, le “senzatetto”. In alcune parti dell’Asia sono vendute come schiave all’età di sei mesi, perché sono femmine. Modalità diverse con le stesse finalità. Il dominio maschile significa, che la società crea un gruppo di prostituite con ogni mezzo necessario, affinché gli uomini abbiano ciò di cui hanno bisogno per rimanere in cima, per sentirsi grandi, letteralmente, metaforicamente, in ogni modo; eppure gli uomini rappresentano il nostro standard per definirci umani. Diciamo che vogliamo essere umani. Diciamo che vogliamo essere trattate-i come esseri umani. In una società di supremazia maschile gli uomini sono gli esseri umani. Voglio farvi notare, che usiamo la parola “umano” metaforicamente. Non stiamo parlando del modo di agire degli uomini. Stiamo parlando di un’idea, di un sogno, di una visione che abbiamo di ciò che un essere umano é. Stiamo dicendo, che non vogliamo che ci calpestino, che stiano al di sopra di noi; stiamo anche dicendo implicitamente che non sono uno standard accettabile di ciò che é umano, basta guardare a quello che ci stanno facendo. Non possiamo desiderare di essere come loro perché essere come loro significa usare le persone nel modo in cui loro usano le persone, per bramosia di stabilire la propria importanza oppure la propria identità. Sto dicendo, che in parte gli uomini sono figure mitologiche per noi, se parliamo di loro come esseri umani. Non stiamo parlando del loro comportamento reale. Stiamo parlando della mitologia degli uomini come arbitri della civiltà. Questo movimento politico implica la comprensione che le qualità umane che vogliamo nella vita l’una con l’altro non sono quelle agìte dal comportamento reale degli uomini. Ciò che la prostituzione fa in una società dominati dagli uomini, é che essa rappresenta un fondo sociale al di sotto del quale non vi é fondo. È il fondo. Le donne prostituite sono tutte sul fondo. E tutti gli uomini sono sopra di esso. Potrebbero non essere sopra di molto, ma anche tutti gli uomini che sono prostituiti sono al di sopra di quel fondo riservato alle donne e ragazze prostituite. In questa società ogni uomo trae vantaggio dalle donne prostituite indipendentemente dal fatto che le usi oppure no. Questo non dovrebbe essere detto, ma va detto: la prostituzione é una conseguenza del dominio maschile, non della natura femminile. È una realtà politica, che emerge, perché un gruppo di persone ha e mantiene il potere su un altro gruppo di persone. Lo sottolineo, perché voglio dirvi della crudeltà della supremazia maschile. Voglio dirvi, che la supremazia maschile deve essere distrutta. La supremazia maschile deve essere abbattuta, non semplicemente aggiustata, né migliorata. Dobbiamo guardare il ruolo degli uomini  – guardarli davvero, studiarli, comprenderli  – coloro che impoveriscono le donne, le privano di una dimora, le stuprano e  favoreggiano una popolazione di donne usata con la prostituzione. Dobbiamo guardare al ruolo degli uomini, che ammantano la prostituzione di romanticismo, che ne oscurano il costo culturale per le donne; che usano il potere di questa società sia economico che culturale e sociale per zittire le donne ferite ed usate. Dobbiamo guardare al ruolo degli uomini fomentatori di odio e di pregiudizi contro le donne, detentori della cultura per sostenere, promuovere ed esaltare l’aggressione contro le donne. Dobbiamo guardare al ruolo degli uomini egemonizzanti un’idea politica di libertà a loro uso e consumo. Cos’é la libertà? Duemila anni di polemiche e in qualche modo riesce a lasciarci sempre fuori. Il loro é un monologo incredibilmente egoista. Dobbiamo guardare al ruolo degli uomini fautori di sistemi politici discriminanti le donne e ciò significa che dobbiamo guardare al ruolo degli uomini promotori della prostituzione, protettori della prostituzione  –  come fanno le forze dell’ordine, come fa il giornalismo, come fanno gli avvocati, come fanno gli artisti. Dobbiamo conoscere il modo con cui tutti quegli uomini usano le prostituite e così facendo distruggono la dignità umana delle donne.

    La cura per questo problema é politica. Ciò significa togliere potere agli uomini. Questa é una faccenda vera e seria. Ne hanno troppo. Non lo usano bene. Sono dei bulli. Non hanno il diritto di detenerlo e deve essere sottratto loro. Dobbiamo prendere il potere, che hanno di usarci e portarlo lontano da loro. Dobbiamo prendere il potere che hanno per farci del male e portarlo via da loro. Dobbiamo portar loro via i soldi. Ne hanno troppi. Ogni uomo che ha abbastanza soldi da spendere per una donna nella prostituzione ha troppi soldi. Non ha bisogno di quello che ha in tasca. Ma c’é una donna che ne ha bisogno. Dobbiamo privarli del loro dominio sociale su di noi. Viviamo in una tirannia di bugiardi, ipocriti e sadici.


    Ora, vi costerà combattere contro di loro. Devono essere tolti dalle donne, mi capite? Devono essere sollevati di peso e portati via. Ciò che é intrattabile nella prostituzione é il dominio maschile. E bisogna mettere fine al dominio maschile in modo che le donne non vengano prostituite.

    Voi, voi  –  dovete indebolire e distruggere ogni istituzione maschile di controllo contro le donne. E non chiedete se dovreste. La domanda é “come”, non “se”. Come? Fate una cosa, piuttosto che passare la vita a discutere se fare questo oppure quello, (chiedetevi>) se se lo meritano davvero e se é davvero giusto? Giusto? È davvero giusto? Tesori, potremmo tirare fuori le mitragliatrici stanotte. Giusto? Rompiamo i nostri cuori con queste domande. È giusto? Non rispettate le loro leggi. No. Non rispettate le loro leggi. Le donne devono fare leggi. Spero che io e Catharine MacKinnon abbiamo dato un esempio. Abbiamo provato. Non c’é ragione per nessuna donna, nessuna donna al mondo, di fare praticamente un pompino all’attuale sistema legale. Ma questo é soprattutto quello che si impara nella scuola di giurisprudenza.

    Quello che spero voi porterete via da qui é questo: che qualsiasi traccia di gerarchia sessuale, qualsiasi, significherà che alcune donne da qualche parte vengono prostituite. Se vi guardate attorno e vi accorgete del dominio maschile, sapete che da qualche parte dove non potete vedere, una donna viene prostituita, perché ogni gerarchia ha bisogno di un fondo e la prostituzione é il fondo del dominio maschile. Quindi quando accettate, quando fate un compromesso, quando chiudete un occhio, state collaborando. Sì, Io so che anche la vostra vita é in gioco ma sì, state collaborando, entrambe le cose sono vere, nella distruzione della vita di un’altra donna.

    Vi sto chiedendo di diventare nemiche del dominio maschile, perché deve essere distrutto, affinché il crimine della prostituzione finisca  –  il crimine contro la donna, il crimine della prostituzione dei diritti umani e tutto il resto è fuori luogo, una menzogna, una scusa, una giustificazione e tutte le parole astratte sono bugie: giustizia, libertà, uguaglianza, sono bugie. Finché le donne vengono prostituite sono bugie. Potete dire la bugia ed in questa istituzione vi verrà insegnato come dirla oppure potete usare le vostre vite per smantellare il sistema che crea e quindi protegge questo abuso. Tu, una persona istruita, puoi decidere se stare dalla parte dell’aggressore oppure della ribelle, la resistente, la rivoluzionaria. Puoi stare con la sorella a cui lui lo sta facendo; se sei molto coraggiosa, puoi provare a stare tra loro in modo che lui debba attraversare per prima te per raggiungerla. A proposito, questo é il significato vero della scelta, la parola abusata così spesso. Queste sono le scelte (da fare). Ti sto chiedendo di fare una scelta.

    Andrea Dworkin, 1992.


    https://lagendadelledonneilblogdipat...ndrea-dworkin/
    Quando Garibaldi è giunto nel Regno borbonico, questi era già finito. Se Garibaldi non fosse arrivato, Franceschiello invece di scappare da Gaeta rischiava di finire al patibolo, e nessuno l'avrebbe salvato. (Marc Monnier)

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  2. #2
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    Predefinito Re: La prostituzione e la supremazia maschile di Andrea Dworkin

    "Enivrez-vous (...) Pour ne pas sentir l'horrible fardeau du Temps qui brise vos épaules et vous penche vers la terre, il faut vous enivrer sans trêve. (...) De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise. Mais enivrez-vous."

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    Predefinito Re: La prostituzione e la supremazia maschile di Andrea Dworkin

    Citazione Originariamente Scritto da Jerome Visualizza Messaggio
    Perché sei così cattivo? Perché non possiamo volerci bene?
    Quando Garibaldi è giunto nel Regno borbonico, questi era già finito. Se Garibaldi non fosse arrivato, Franceschiello invece di scappare da Gaeta rischiava di finire al patibolo, e nessuno l'avrebbe salvato. (Marc Monnier)

  4. #4
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    Predefinito Re: La prostituzione e la supremazia maschile di Andrea Dworkin

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    Perché sei così cattivo? Perché non possiamo volerci bene?
    Noi non possiamo essere amici. Non avverrà mai.
    "Enivrez-vous (...) Pour ne pas sentir l'horrible fardeau du Temps qui brise vos épaules et vous penche vers la terre, il faut vous enivrer sans trêve. (...) De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise. Mais enivrez-vous."

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    Predefinito Re: La prostituzione e la supremazia maschile di Andrea Dworkin

    Citazione Originariamente Scritto da Jerome Visualizza Messaggio
    Noi non possiamo essere amici. Non avverrà mai.
    Possiamo essere qualcosa di più e lo sai.
    Quando Garibaldi è giunto nel Regno borbonico, questi era già finito. Se Garibaldi non fosse arrivato, Franceschiello invece di scappare da Gaeta rischiava di finire al patibolo, e nessuno l'avrebbe salvato. (Marc Monnier)

  6. #6
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    Predefinito Re: La prostituzione e la supremazia maschile di Andrea Dworkin

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    Possiamo essere qualcosa di più e lo sai.
    Questa non è molestia?
    "Enivrez-vous (...) Pour ne pas sentir l'horrible fardeau du Temps qui brise vos épaules et vous penche vers la terre, il faut vous enivrer sans trêve. (...) De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise. Mais enivrez-vous."

  7. #7
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    Predefinito Re: La prostituzione e la supremazia maschile di Andrea Dworkin

    Il patriarcato non esiste come definizione. Esso è una condizione
    "Enivrez-vous (...) Pour ne pas sentir l'horrible fardeau du Temps qui brise vos épaules et vous penche vers la terre, il faut vous enivrer sans trêve. (...) De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise. Mais enivrez-vous."

  8. #8
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    Predefinito Re: La prostituzione e la supremazia maschile di Andrea Dworkin



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    "Enivrez-vous (...) Pour ne pas sentir l'horrible fardeau du Temps qui brise vos épaules et vous penche vers la terre, il faut vous enivrer sans trêve. (...) De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise. Mais enivrez-vous."

  9. #9
    Assassino di balene
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    Predefinito Re: La prostituzione e la supremazia maschile di Andrea Dworkin

    bo a me pare che oggi siano più i maschi a finire per strada per pagare gli alimenti

    adesso però si sta reintroducendo qualche traccia di buon senso forse, la veronica deve rimborsare diverse decine di milioni di euro(più interessi) a silvio per esempio
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    Primo paese al mondo per balene sterminate, a noi Achab ci fa una pippa!

  10. #10
    Assassino di balene
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    Predefinito Re: La prostituzione e la supremazia maschile di Andrea Dworkin

    poi gli uomini vivono qualche anno di meno, significa che lavorano di più e/o fanno lavori maggiormente usuranti
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    Primo paese al mondo per balene sterminate, a noi Achab ci fa una pippa!

 

 
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