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  • 2 Post By Lanciafiamme
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Discussione: Dal bus di San Donato a Stefano Leo. Il “razzismo inverso” è una realtà

  1. #1
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    Predefinito Dal bus di San Donato a Stefano Leo. Il “razzismo inverso” è una realtà

    https://www.ilprimatonazionale.it/ap...realta-113004/

    Roma, 13 apr – In neanche un mese abbiamo assistito a due eventi che ci hanno lasciato basiti ma che forse non ci hanno poi così tanto stupiti. Ci riferiamo al tentativo di strage compiuto da Ousseynou Sy a San Donato Milanese e all’omicidio a sangue freddo di Stefano Leo a Torino. Nel primo caso, un italiano di origini senegalesi, Ousseynou Sy, ha dirottato un bus carico di studenti e ha minacciato di dargli fuoco; la strage è stata evitata solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine. Nel secondo, un ventisettenne di origini marocchine, Said Mechaout, ha tagliato la gola a un giovane italiano, Stefano Leo, sul lungo Po di Torino. Ousseynou Sy ha giustificato il suo gesto dicendo che voleva dare un segnale all’Africa e ha dichiarato che, lungi dall’essere pentito, sarebbe pronto a compiere nuovamente un gesto simile. Said Mechaout ha invece dichiarato di aver scelto la sua vittima sul momento: ha ucciso Stefano Leo perché gli sembrava felice e voleva togliergli il futuro. E perché era italiano.

    Razzismo inverso
    Questi due eventi permettono di riflettere a proposito di un fenomeno ormai evidente agli occhi di tutti ma non discusso dagli organi ufficiali, perché scomodo: ci riferiamo al razzismo inverso.

    La parola “razzista” denota, se usata come sostantivo, colui che, spinto da pregiudizi o preconcetti, manifesta atteggiamenti di disprezzo verso persone che appartengono ad altre etnie. Il razzismo può quindi, in linea di principio, manifestarsi ogniqualvolta due individui appartenenti ad etnie diverse vengono in contatto. Il “regime linguistico” oggi vigente, però, guidato da una logica terzomondista radicale, ha fatto sì che la parola “razzista” venga usata, spesso in modo del tutto improprio, cioè venga usata soltanto quando l’atteggiamento di disprezzo appena menzionato si manifesta da parte di un italiano nei confronti di un extracomunitario di colore.

    In questo modo la parola “razzismo” viene falsata: il suo significato viene volutamente ristretto (l’agente è sempre un caucasico mentre il paziente, colui che subisce il fenomeno, è sempre di altra etnia) per scopi politico-culturali. Di questo ci si rende facilmente conto quando si considera che la parola “razzista” non è mai usata (dai media, dai giornali politicamente corretti, ecc.) per denotare l’odio o il disprezzo che gli immigrati (di altre etnie o religioni) manifestano nei nostri riguardi (degli italiani). Perché? Dobbiamo forse credere che fra coloro che arrivano sui barconi, che chiedono l’elemosina per le strade e che vengono “accolti” nei centri di accoglienza ci siano solo santi, persone che riescono, per un qualche miracolo della psicologia umana, a mantenere un atteggiamento di bontà nei confronti di tutto il resto del mondo? Se ne può dubitare: i fatti di cronaca nera che coinvolgono immigrati sono molti e spesso lasciano supporre sentimenti tutt’altro che positivi nei nostri confronti.

    Mettiamo pure da parte queste riserve e utilizziamo la parola “razzista” come la usano gli altri: se diciamo che X è razzista nei confronti di Y, implichiamo automaticamente che Y è nero e X è bianco. Bene, se è così, allora nel momento in cui si manifestano atteggiamenti di pregiudizio e di odio da parte di immigrati (di neri) nei confronti di Italiani (di bianchi), bisognerà usare, giocoforza, la nozione di razzismo inverso (oppure invertito). Nozione che appare pienamente giustificata per rendere conto dei due fatti citati in apertura.

    Naturalmente, nessuno ha parlato, per questi due casi, di razzismo inverso; anzi: si ha ventilato subito l’ipotesi dell’infermità mentale. Non sono poi mancate voci che hanno implicitamente difeso l’azione di questi due delinquenti, che sono state presentati come delle vittime del sistema, come dei poveri immigrati esasperati dallo stato di tensione e di ingiustizia che caratterizzerebbe, secondo taluni opinionisti, il nostro contesto; menti deboli che hanno ceduto di fronte alla brutalità del nostro mondo. Ancora una volta, insomma, la logica del buonismo ha prevalso e si vedrà se queste persone, cioè i passeggeri del bus e Stefano Leo, avranno veramente giustizia.

    Il senso di rivalsa degli immigrati
    Il fenomeno del razzismo inverso è concreto, reale e presente nella vita quotidiana. Eventi come quelli appena citati fanno scalpore per la loro violenza e lo palesano; ma un osservatore può percepirlo nella sua quotidianità. D’altronde, la storia ci dimostra che le popolazioni ospitate in un territorio non loro tendono ad avere un senso di rivalsa nei confronti di chi li ospita. È sufficiente guardare al contesto statunitense: il tema della rivalsa degli immigrati è costantemente presente nella letteratura statunitense e nell’arte; e che cos’è, in fondo, il sogno americano, se non una rivalsa degli ospitati sugli ospitanti?

    I fautori del buonismo e dell’accoglienza partono dall’errata assunzione che chi viene accolto sia non soltanto buono ma anche riconoscente nei confronti di chi lo ospita; peccato che non sia così. Chi si sente in una posizione di inferiorità spesso matura un forte desiderio di rivalsa; desiderio di rivalsa che può diventare odio in un clima di tensione, come è quello attuale. Questo senza considerare il fatto che molti immigrati considerano gli europei responsabili per le situazioni da cui sono fuggiti (come dimostrano gli attentati, per esempio, contro i francesi, responsabili di azioni belliche a cui noi, per fortuna, non abbiamo partecipato). Ciò significa che l’Italia sta ospitando persone che la accusano, magari nel loro profondo, delle loro sventure e che di conseguenza assumono un atteggiamento pretenzioso e di sfida, anziché di riconoscenza.

    Cosa pensate che provi, nel suo profondo, un ragazzo di vent’anni appena arrivato su un barcone che, appostato in un angolo di strada chiedendo l’elemosina, vede passare ragazzi e ragazze ben vestite, che magari lo guardano con arroganza; e cosa proverà un immigrato africano sapendo che i nostri porti si sono, finalmente, chiusi? Ognuno dia la propria risposta. Potremmo rispondere immaginando che, malgrado la sofferenza, questi due personaggi riconoscano anche l’accoglienza che ricevono; ma ciò che piacerebbe non corrisponde quasi mai a ciò che è. Certo, possiamo anche vivere nel mondo delle fiabe o pensare che tutti gli immigrati, o almeno buona parte di essi, siano Gesù Cristo; ma se invece scegliamo di guardare la realtà nuda e cruda, vedremo che la situazione è ben diversa. E i due eventi di cronaca discussi sopra supportano questa ipotesi.

    Edoardo Santelli
    "La Gloria non la cerco per me stesso ma per la mia Nazione" (22gradi)

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  2. #2
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    Predefinito Re: Dal bus di San Donato a Stefano Leo. Il “razzismo inverso” è una realtà

    Immaginati credere veramente che il razzismo abbia qualcosa, qualunque cosa, a che fare con la fantomatica uguaglianza razziale. Immaginati credere veramente che il razzismo non sia solo un'arma politica per mettere a tacere la fazione avversaria e costringerla a piegarsi ai dettami sinistro-progressisti. Immaginati credere veramente che qualcuno sarebbe giunto in tuo soccorso morale quando, a furia di tollerare la presenza di individui alieni alla tua razza, inevitabilmente saresti finito tu vittima di angherie allogene.

    I "sovranisti-ma-non-razzisti" sono forse più patetici dei progressisti veri e propri. Almeno questi ultimi sono (limitatamente alla dialettica) coerenti con la loro ideologia suicida mentre i primi sono semplicemente troppo vigliacchi per giungere alle tanto inevitabili quanto lapalissiane conclusioni razziste.
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  3. #3
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    Predefinito Re: Dal bus di San Donato a Stefano Leo. Il “razzismo inverso” è una realtà

    dire "razzismo inverso" e come dire che il razzismo è solo da parte dei bianchi, quindi è un affermazione razzista

  4. #4
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    Predefinito Re: Dal bus di San Donato a Stefano Leo. Il “razzismo inverso” è una realtà

    Nello scuolabus c'erano anche molti bambini d'origine africana, quindi non vedo dove possa essere il razzismo...
    Nel secondo caso non c'è ugualmente razzismo quanto gravi problemi psicologici per una persona seguita dai servizi sociali.
    Razzismo inverso ma de che ?
    Esiste forse un movimento politico che intende discriminare i bianchi?

  5. #5
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    Predefinito Re: Dal bus di San Donato a Stefano Leo. Il “razzismo inverso” è una realtà

    Citazione Originariamente Scritto da Josef Scveik Visualizza Messaggio
    Nello scuolabus c'erano anche molti bambini d'origine africana, quindi non vedo dove possa essere il razzismo...
    Nel secondo caso non c'è ugualmente razzismo quanto gravi problemi psicologici per una persona seguita dai servizi sociali.
    Razzismo inverso ma de che ?
    Esiste forse un movimento politico che intende discriminare i bianchi?
    Ti stanno facendo fare gli straordinari?
    Dai coraggio, rilassati e pensa a qualcosa di rilassante: Salvini che si dimette... Zingaretti che prende il 30% alle prossime europee... L'arrivo di una nave con 5.000 migranti... Le vendite di Rolex che vanno alle stelle...

    Ora sei più tranquillo?
    monorazziale and Sparviero like this.
    Abbiamo lasciato sparire tanti sentieri, abbiamo lasciato incolti prati e boschi: siamo perduti in un esodo senza terre promesse. Ma la nostra terra promessa è qui, tra questi monti e questi sassi, qui per stillare latte e miele da questa dura terra

  6. #6
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    Predefinito Re: Dal bus di San Donato a Stefano Leo. Il “razzismo inverso” è una realtà

    Citazione Originariamente Scritto da cgs71 Visualizza Messaggio
    Ti stanno facendo fare gli straordinari?
    Dai coraggio, rilassati e pensa a qualcosa di rilassante: Salvini che si dimette... Zingaretti che prende il 30% alle prossime europee... L'arrivo di una nave con 5.000 migranti... Le vendite di Rolex che vanno alle stelle...

    Ora sei più tranquillo?
    Minchia che argomenti!!!!!😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜 😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜😜

  7. #7
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    Predefinito Re: Dal bus di San Donato a Stefano Leo. Il “razzismo inverso” è una realtà

    Citazione Originariamente Scritto da josef scveik Visualizza Messaggio
    minchia che argomenti!!!!!������������������������������������ �������������������������������������������������� �������������������������������������������������� �������������������������������������������������� ������������������������
    Davvero.... che argomenti... sempre gli stessi...

    PS volevo mettere, in fondo alla frase, una faccina che ride, ma non funzia...
    Abbiamo lasciato sparire tanti sentieri, abbiamo lasciato incolti prati e boschi: siamo perduti in un esodo senza terre promesse. Ma la nostra terra promessa è qui, tra questi monti e questi sassi, qui per stillare latte e miele da questa dura terra

  8. #8
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    Predefinito Re: Dal bus di San Donato a Stefano Leo. Il “razzismo inverso” è una realtà

    Citazione Originariamente Scritto da cgs71 Visualizza Messaggio
    Davvero.... che argomenti... sempre gli stessi...

    PS volevo mettere, in fondo alla frase, una faccina che ride, ma non funzia...
    Fai un corso accelerato di emoticon.

  9. #9
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    Predefinito Re: Dal bus di San Donato a Stefano Leo. Il “razzismo inverso” è una realtà

    Citazione Originariamente Scritto da Josef Scveik Visualizza Messaggio
    Nello scuolabus c'erano anche molti bambini d'origine africana, quindi non vedo dove possa essere il razzismo...
    Nel secondo caso non c'è ugualmente razzismo quanto gravi problemi psicologici per una persona seguita dai servizi sociali.
    Razzismo inverso ma de che ?
    Esiste forse un movimento politico che intende discriminare i bianchi?

    Esiste un movimento ideologico che essendoci una legge che definisce sommariamente il reato di razzismo, ci fa rientrare anche le opinioni politiche contrarie all'accoglienza indiscriminata. Infatti rivolgono l'accusa di "razzista" a chiunque, ad esempio, rifiuti di avere un centro di accoglienza vicino casa. Dato che i centri di accoglienza portano degrado, e fanno crollare il valore delle abitazioni, i residenti hanno tutto il diritto di opporsi. Accusandoli di razzismo, di fatto minacci di applicare la legge Mancino: è sufficiente che mostrino uno striscione con scritto: "Via gli emigrati dal quartiere".
    Da notare che le denunce provengono da movimenti e militanti della sinistra, e che l'accusa di razzismo non è mai rivolta ad un africano che offende o aggredisce un italiano. Ecco perché la gente si è convinta che esista un "razzismo contro gli italiani", ovvero una forma di persecuzione verso gli italiani da parte dei movimenti immigrazionisti.
    Lo stupido che sa di esserlo

  10. #10
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    Predefinito Re: Dal bus di San Donato a Stefano Leo. Il “razzismo inverso” è una realtà

    L'attentatore del bus era un leghista, ha detto che lo ha fatto per fermare gli sbarchi e che spera nella vittoria delle destre in Europa. Uno con la Sindrome di Toni Iwobi insomma

 

 

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