I giochi sono divertenti, ma sempre per un tempo limitato, e il tempo del divertimento con il Caporalmaggior finisce qui.
In fondo è stato anche carino creare il personaggio di un operaio bergamasco che ha fatto il militare negli alpini, tifoso dell’Atalanta, indissolubilmente coniugato con una casalinga non troppo disperata di nome Mariuccia che è convinto di rispettare profondamente, incrollabilmente convinto di tutti i luoghi comuni di una certa provincia lombarda. Noi che lavoriamo, andiamo in Chiesa la domenica, abbiamo una bella famiglia normale e delle certezze che nessuno è in grado di scalfire, soprattutto perché ci rifiutiamo di dare ascolto a quello che ci raccontano i fighetta di sinistra altrimenti detti radical chic. Noi che mogli e buoi dei paesi tuoi, al massimo del paese vicino, e chi è diverso non lo possiamo proprio sopportare, che sia un negro, un “culandra”, o anche uno di Milano che viene a darci lezioni.
Il gioco è stato scoperto, ma questo ha solo anticipato un addio che era comunque nell’aria: ormai iniziavo a divertirmi molto meno che all’inizio, ed era sempre più complicato trovare nuovi argomenti sui quali intervenire declinando le mie “certezze orobiche”. Forse se avessi potuto partecipare al Nazionale avrei avuto più occasioni, ma va bene così. D’altra parte di personaggi che interferiscono con le discussioni del Nazionale ce ne è già più che abbastanza, e non si sentiva proprio il bisogno di un disturbatore in più.
Con la speranza di non avere offeso nessuno, il Caporale saluta e se ne va.
Dai, Mariuccia, saluta anche te che ce ne torniamo a casa.




Rispondi Citando


